Vai al contenuto

Azienda informatica a Milano

Una struttura, non una persona sola - vent'anni di attività, oltre 500 aziende sotto contratto e la prima visita di valutazione gratuita.

Una struttura, non un tecnico

Sistemistica, reti, sicurezza e protezione dei dati sono presidiate da persone diverse - la tua azienda non dipende mai dalla disponibilità di una.

Vent'anni sullo stesso territorio

Sede in Viale Coni Zugna a Milano, oltre 500 organizzazioni sotto contratto. Non siamo arrivati l'anno scorso e non ce ne andiamo l'anno prossimo.

Tutto scritto, tutto tuo

Configurazioni, credenziali e storia degli interventi restano documentati e consultabili - anche il giorno in cui decidessi di cambiare fornitore.

Che cosa fa davvero un’azienda informatica

A Milano di aziende informatiche ce ne sono centinaia, e quasi tutte dicono le stesse cose. La domanda utile non è che cosa fanno, ma come sono fatte dentro - perché è lì che si decide cosa succede il giorno in cui il tuo gestionale non parte alle otto di mattina.

Un’azienda informatica seria copre quattro aree, e le copre con persone diverse:

Quando queste quattro cose stanno tutte sulle spalle della stessa persona, non hai un’azienda informatica: hai un tecnico con una partita IVA. Funziona finché funziona.

Le tre domande che separano le strutture dalle insegne

Sono le domande che consigliamo di fare a chiunque, noi compresi.

Quante persone lavorano davvero sull’assistenza? Non quante compaiono sul sito - quante rispondono al telefono. È la domanda che nessuno si aspetta e la risposta arriva in due secondi o non arriva.

Cosa succede quando il mio referente non c’è? Se la risposta è «la richiamo io appena rientra», il presidio non esiste. Se la risposta è «chiunque prende in carico perché la sua configurazione è documentata», esiste.

La documentazione dei miei sistemi è mia? Configurazioni, credenziali, schemi di rete e storia degli interventi devono essere consultabili e consegnabili. Un fornitore che tiene per sé la mappa dei tuoi sistemi non ti sta proteggendo: ti sta legando. Se vuoi metterti alla prova con calma, abbiamo scritto un test di dieci domande sul tuo fornitore attuale e una guida su come si sceglie.

Confronto fra un tecnico singolo, che diventa collo di bottiglia quando non c e, e una struttura con helpdesk, sistemisti, sicurezza e monitoraggio
La differenza non si vede nel funzionamento quotidiano: si vede il giorno in cui la persona che sa non è raggiungibile.

Che cosa troviamo nelle aziende milanesi

Milano ha una caratteristica che altrove non si vede: le imprese cambiano forma in fretta. Aprono una seconda sede, ne chiudono una, assorbono una società più piccola, spostano venti persone in uno spazio condiviso. L’informatica insegue, e quasi mai qualcuno si ferma a riordinare dopo.

Il risultato è quasi sempre lo stesso: due domini che non si parlano, tre modi diversi di archiviare i file, un accesso remoto aperto in fretta per l’apertura della sede nuova e mai richiuso, e utenti di persone uscite due riorganizzazioni fa. Non è disordine per incapacità - è il costo di essere cresciuti più in fretta di quanto qualcuno abbia avuto tempo di documentare.

La prima cosa che facciamo non è proporre: è fotografare. Un assessment dice cosa c’è, cosa è a rischio e cosa si può togliere. Poi si decide, con delle priorità e dei costi davanti.

Come siamo fatti noi

Xion IT Group ha sede a Milano in Viale Coni Zugna, vent’anni di attività e oltre 500 organizzazioni sotto contratto fra aziende, studi professionali ed enti. Le competenze sono divise per area - sistemistica Microsoft e Linux, reti, sicurezza, protezione dei dati - e ogni intervento resta scritto.

Non facciamo vendite spot: le quattro formule di contratto vanno dalla chiamata a consumo al canone tutto incluso, e quale abbia senso per te esce dalla visita, non dal listino. Se vuoi vedere concretamente come lavoriamo, abbiamo raccolto sei situazioni che incontriamo di continuo.

Quanto costa, e da cosa dipende

Non pubblichiamo un listino, e la ragione non è commerciale: un prezzo per postazione senza sapere che cosa c’è dentro l’azienda è un numero inventato. Due imprese con venticinque persone possono avere costi di gestione che differiscono del doppio, e la differenza non sta nel fornitore ma in come è messa l’infrastruttura.

Quello che possiamo dire con precisione è da cosa dipende, così quando confronti proposte diverse sai cosa stai confrontando:

La visita di valutazione serve esattamente a mettere questi cinque numeri su un foglio. Capita spesso che ne esca una proposta più economica di quella che l’azienda si aspettava, perché la prima cosa che si scopre è quanto si sta pagando per tenere in vita cose che si potrebbero togliere.

Le quattro formule, e quale ha senso per te

Non è un catalogo: sono quattro posizioni su due assi, cioè quanto ti costa un fermo e quanto è articolata la tua infrastruttura.

Nel dubbio la visita serve proprio a questo: guardiamo com’è messa l’infrastruttura e diciamo onestamente quale formula ha senso. Le condizioni per esteso sono sulla pagina dei contratti.

Che cosa deve esserci scritto, e quasi mai c’è

Un contratto di assistenza si giudica su quattro voci. Se una manca, manca per un motivo.

Il tempo di presa in carico. Quanto passa dalla segnalazione al primo contatto tecnico vero, non dalla risposta automatica del sistema di ticket. È la voce che determina la sensazione di essere seguiti.

Il tempo di intervento, distinto per criticità. Un server fermo e una stampante che non stampa non possono avere lo stesso tempo di risposta. Un contratto che non fa questa distinzione vuol dire che non l’ha pensata.

Che cosa è incluso e che cosa no. La zona grigia più costosa è il confine fra assistenza e progetto: la sostituzione di un server è manutenzione o è un lavoro a parte? Va scritto prima, non discusso dopo.

Che cosa succede alla fine. La documentazione dei tuoi sistemi ti viene consegnata? Se la risposta è vaga, quel fornitore non ti sta proteggendo: ti sta legando.

Cambiare fornitore senza fermarsi

È l’ostacolo di cui non parla nessuno, ed è il vero motivo per cui molte aziende milanesi restano con un fornitore che non le convince più: la paura del passaggio. Che si perda qualcosa, che nessuno sappia più dove sono le password, che per due settimane non funzioni niente.

È una paura ragionevole, e si disinnesca con il metodo, non con le rassicurazioni. Ecco come funziona da noi.

Prima si fotografa, senza toccare niente. Il primo passo non è prendere il controllo: è capire cosa c’è. Server, postazioni, rete, accessi, backup, contratti in corso e scadenze. Ne esce un documento che è tuo dal primo giorno, anche se poi decidessi di non proseguire.

Poi si prende in carico per strati. Non tutto insieme. Si comincia dal monitoraggio e dall’helpdesk, che si possono affiancare a quello che c’è senza spegnere nulla; poi la sicurezza e i backup; per ultimi i sistemi che, se toccati male, fermano l’azienda.

Il fornitore uscente resta fino alla fine del passaggio. Dove è possibile e dove il rapporto lo consente, il modo più sicuro è la sovrapposizione, non lo strappo. Non è una gentilezza: è il modo di non scoprire una dipendenza il giorno dopo lo spegnimento.

Le credenziali si mettono in ordine, non si ereditano. Il passaggio è anche l’occasione per chiudere le utenze di persone uscite anni prima e per togliere gli accessi permanenti dei fornitori che non lavorano più con te. Nella maggior parte degli assessment milanesi ne troviamo.

I primi trenta giorni sono di osservazione. Si guarda cosa si rompe davvero e con che frequenza, prima di proporre cambiamenti strutturali. Un fornitore che il secondo giorno propone di rifare tutto non ha ancora capito niente della tua azienda.

Gli errori che vediamo fare nella scelta

Confrontare prezzi che non sono confrontabili. Due preventivi con la stessa cifra possono coprire cose molto diverse: uno include gli interventi in sede e l’altro li fattura a parte, uno copre i server e l’altro solo le postazioni. Prima di guardare il totale va guardato il perimetro.

Scegliere sulla vicinanza fisica. È il criterio più intuitivo e uno dei meno utili, perché la grande maggioranza degli interventi si chiude in teleassistenza in pochi minuti. Quello che conta non è quanto dista il fornitore: è che ci sia scritto quando arriva quando serve davvero venire.

Non chiedere quante persone ci sono. È la domanda più semplice e quella che nessuno fa. Un’insegna può essere una società di venti persone o una persona sola con un buon sito.

Rimandare perché adesso funziona. L’informatica non dà segnali graduali: funziona finché funziona. Il momento giusto per guardarla è quando non c’è un’emergenza, perché è l’unico momento in cui si può decidere con calma.

Dove lavoriamo, a Milano e nell’hinterland

La sede è in Viale Coni Zugna 7, a Milano. Seguiamo imprese e studi professionali in città e in tutta la Città Metropolitana, compresi Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rho, Corsico, San Donato Milanese, Segrate, Cologno Monzese e i comuni dell’hinterland est e ovest.

Fuori provincia presidiamo Monza e Brianza, Bergamo, Lecco, Brescia, Varese, Como, Pavia, Lodi, Cremona e Mantova — e tutte le aree coperte sono elencate a parte.

Se cerchi qualcosa di più specifico

I settori che seguiamo a Milano

Ogni settore ha problemi informatici propri, e le differenze non sono di dettaglio: uno studio legale e un’azienda manifatturiera hanno obblighi, ritmi e rischi che non si somigliano. Per le realtà milanesi abbiamo una pagina dedicata a ciascuno.

I segnali da guardare prima che diventino guasti

L’informatica raramente peggiora in modo visibile: funziona finché funziona. Ma i segnali ci sono, e sono quasi sempre gli stessi.

Nessuno sa dire quando è stato provato l’ultimo ripristino. Non quando è partito l’ultimo backup — quando è stato riletto. È la differenza fra una copia e una protezione, e nella maggior parte delle aziende quella prova non è mai stata fatta.

Ci sono utenze di persone che non lavorano più qui. Non è negligenza: è che nessuno tiene un elenco di chi ha accesso a cosa, quindi non c’è niente da cui togliere un nome.

Qualcuno entra da casa con il desktop remoto aperto su Internet. Aperto in fretta anni fa e mai più rivisto. È la scorciatoia più diffusa e la porta d’ingresso preferita dai ransomware.

Ci sono computer che nessuno vuole toccare. «Quello non si aggiorna perché poi il gestionale non parte». Ogni azienda ne ha almeno uno, e nessuno sa più perché.

Gli aggiornamenti si fanno quando qualcuno se ne ricorda. Se non c’è un calendario e un rapporto scritto, non si stanno facendo.

Il fornitore risponde bene ma non lascia niente di scritto. È il segnale più sottile e il più costoso: significa che il patrimonio tecnico della tua azienda vive in una testa che non è la tua.

Che cosa non facciamo

Vale quanto l’elenco di quello che facciamo, e serve a non farti perdere tempo.

Non vendiamo hardware o software fine a sé stessi. Li forniamo dentro un progetto o un contratto, perché un server consegnato senza chi lo mantiene è un problema rimandato. Se cerchi solo l’acquisto al prezzo migliore, non siamo l’interlocutore giusto e te lo diciamo subito.

Non facciamo assistenza a privati. Nessun computer di casa, nessuna riparazione al banco. È una scelta di specializzazione: le competenze e i tempi di risposta che servono a un’azienda sono diversi.

Non ci presentiamo con nomi di clienti. Gli accordi di riservatezza valgono più di una pagina di marketing. Al loro posto raccontiamo sei situazioni ricorrenti, dichiarate per quello che sono.

Non proponiamo prima di aver guardato. Un preventivo fatto senza sapere quali dipendenze esistono fra i sistemi è una stima, e le stime in questo mestiere sbagliano nel punto peggiore.

Il primo passo

Un consulente viene a guardare com’è messa la tua infrastruttura, ti dice cosa ha senso fare e ti lascia una fotografia scritta. Gratuitamente e senza impegno - anche se poi decidi di tenerti il fornitore che hai.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra un'azienda informatica e un tecnico informatico?

Un tecnico è una persona - competente quanto vuoi, ma una. Un'azienda informatica è un'organizzazione con competenze divise su più persone, procedure scritte e continuità garantita quando qualcuno è in ferie, malato o ha cambiato lavoro. La differenza non si vede nel funzionamento quotidiano - si vede il giorno in cui qualcosa si rompe e la persona che sa non è raggiungibile.

Come si valuta un'azienda informatica prima di firmare?

Chiedi tre cose concrete - quanti tecnici lavorano davvero sull'assistenza, che cosa succede quando il tuo referente non c'è, e se la documentazione dei tuoi sistemi ti verrebbe consegnata alla fine del contratto. Le risposte a queste tre domande separano le strutture dalle insegne. Abbiamo messo per iscritto le altre in un test di autovalutazione.

Lavorate solo a Milano città o anche in provincia?

Su tutta la provincia e sull'hinterland, oltre che su Monza e Brianza, Bergamo e Lecco. La sede è a Milano in Viale Coni Zugna e la maggior parte degli interventi si risolve in teleassistenza in pochi minuti - quando serve la presenza, i tempi sono scritti nel contratto e non lasciati al buon senso.

Siamo già seguiti da qualcuno. Ha senso parlarvi lo stesso?

Sì, ed è la situazione più frequente. La visita di valutazione è gratuita e non impegna a niente - guardiamo com'è messa l'infrastruttura e ti diciamo cosa ha senso fare, anche quando la risposta è tenersi il fornitore che hai. Capita, e lo diciamo.

Quanto costa l'assistenza informatica per un'azienda a Milano?

Dipende da quante postazioni e server hai, da quanto ti costa un fermo e da quanto vuoi trasferire a noi - le quattro formule di contratto vanno dalla chiamata a consumo al canone tutto incluso. La visita gratuita serve esattamente a dirti quale ha senso nel tuo caso, e capita spesso di consigliare la più economica.

Quante persone servono in un fornitore informatico per una PMI di trenta postazioni?

Non esiste un numero giusto, ma esiste una soglia sotto la quale la continuità non è possibile: le quattro aree - sistemistica, reti, sicurezza e protezione dei dati - devono essere coperte da persone diverse, altrimenti ferie e malattie diventano fermi. La domanda utile da fare in trattativa non è quante persone lavorano in azienda, ma quante rispondono al telefono dell'assistenza.

Come si passa da un fornitore a un altro senza fermare l'azienda?

Per strati e non tutto insieme. Prima si fotografa cosa esiste senza toccare niente, poi si prendono in carico monitoraggio e helpdesk, che si affiancano senza spegnere nulla, poi sicurezza e backup, e per ultimi i sistemi che, se toccati male, fermano l'azienda. Dove il rapporto lo consente, la sovrapposizione con il fornitore uscente è più sicura dello strappo.

Che cosa deve essere scritto in un contratto di assistenza informatica?

Quattro voci. Il tempo di presa in carico, cioè quanto passa dalla segnalazione al primo contatto tecnico vero. Il tempo di intervento distinto per criticità, perché un server fermo e una stampante non possono avere la stessa risposta. Che cosa è incluso e che cosa no, soprattutto al confine fra assistenza e progetto. E che cosa succede alla fine, cioè se la documentazione dei vostri sistemi vi viene consegnata.

Seguite anche le aziende con più sedi?

Sì, ed è una delle situazioni più frequenti a Milano. Il punto delicato non è dentro le sedi ma nel collegamento fra loro, che quasi sempre è nato come provvisorio e non è mai stato rifatto. La prima cosa che guardiamo è quale reparto si ferma se quel collegamento cade per due ore, perché da quella risposta dipende tutto il resto.

Fate assistenza anche ai privati?

No, solo ad aziende, studi professionali ed enti. Non è snobismo ma specializzazione: competenze, tempi di risposta e strumenti che servono a un'organizzazione sono diversi da quelli di un computer di casa, e provare a fare entrambe le cose significa farle male tutte e due.

Sei alla ricerca di un partner per la gestione informatica?

Parlaci delle tue esigenze: un consulente Xion ti risponde rapidamente e la prima visita di valutazione è gratuita.