A Pavia il problema non è la distanza. È l’impegno scritto
La lamentela che sentiamo più spesso in provincia di Pavia è sempre la stessa: «il nostro fornitore è di Milano e non lo vediamo mai». È vera, ma la diagnosi di solito è sbagliata. Non è la distanza a creare il problema - la grande maggioranza degli interventi si chiude in teleassistenza in pochi minuti, e da lì Milano e Pavia sono lo stesso posto.
Il problema è che non c’è niente di scritto su quando si viene quando serve venire davvero. Senza una fascia di intervento definita per criticità, la visita dipende dalla giornata del tecnico, e la percezione diventa quella dell’abbandono. Un contratto che distingue fra un server fermo e una stampante che non stampa risolve il novanta per cento di quella sensazione.
Che cosa fa un’azienda informatica, in concreto
Quattro aree, presidiate da persone diverse - ed è la divisione a distinguere una struttura da un bravo tecnico:
- postazioni e server - aggiornamenti, monitoraggio e helpdesk con tempi scritti;
- reti - progettazione, cablaggio e apparati, accesso remoto fatto in sicurezza;
- sicurezza - protezione, controllo degli accessi e risposta agli incidenti;
- continuità dei dati - copie fuori sede con prove di ripristino, non solo copie che partono.
Quando queste quattro cose stanno tutte sulle spalle della stessa persona, non avete un’azienda informatica: avete un tecnico con una partita IVA.
Che cosa troviamo nelle imprese pavesi
- Un server unico, senza ridondanza. Spesso in un locale non climatizzato. Se si ferma, si ferma l’azienda.
- Backup su un disco accanto al server. Copia il giusto, ma vive nella stessa stanza e sulla stessa rete: un guasto elettrico, un furto o un attacco se li porta via insieme.
- Nessun elenco degli accessi. Nessuno sa con precisione chi entra dove, quindi quando una persona esce dall’azienda non si toglie niente.
- Accesso remoto aperto male. Il desktop remoto esposto su Internet senza secondo fattore: la scorciatoia più diffusa e la porta d’ingresso preferita dagli attacchi.
- Nessun referente interno. Come in gran parte delle province, non c’è in azienda una persona il cui mestiere sia guardare queste cose.
Le tre domande da fare a chiunque, noi compresi
Quante persone rispondono davvero al telefono, non quante compaiono sul sito. Cosa succede quando il mio referente non c’è: se la risposta è «la richiamo quando rientra», il presidio non esiste. La documentazione dei miei sistemi è mia, cioè consultabile e consegnabile alla fine del contratto. Le altre sette stanno in un test di autovalutazione e in una guida su come si sceglie un partner informatico.
Come lavoriamo in provincia di Pavia
Xion IT Group ha vent’anni di attività e oltre 500 organizzazioni sotto contratto. Il modello è quello che serve alle strutture senza un reparto informatico: la maggior parte degli interventi si chiude da remoto in pochi minuti, la presenza fisica è programmata per quello che la richiede davvero, e le fasce di intervento sono scritte nel contratto per criticità.
Le quattro formule partono dalla chiamata a consumo e arrivano al canone tutto incluso; quale abbia senso esce dalla visita. Vedi anche l’assistenza informatica a Pavia, il system integrator a Pavia e sei situazioni che incontriamo di continuo.
Il primo passo
Un consulente viene a guardare com’è messa l’infrastruttura, vi dice cosa ha senso fare e lascia una fotografia scritta. Gratuitamente e senza impegno.