Il cloud giusto è quello disegnato sulla tua azienda
“Andare sul cloud” può significare cento cose diverse - e non tutte sono giuste per te. Xion IT Group offre ai suoi clienti servizi cloud innovativi e performanti per ogni esigenza di business: dalla condivisione delle informazioni sulla rete locale fino a infrastrutture completamente cloudizzate.
Competenze certificate
- Tecnici specializzati in virtualizzazione per costruire piattaforme di cloud privato - la soluzione preferita da chi vuole i vantaggi del cloud mantenendo il pieno controllo dei propri dati;
- Consulenti dedicati che seguono il progetto dall’inizio: valutazione delle esigenze, scelta della piattaforma più adatta, dimensionamento e stima dei costi operativi.
I vantaggi che misuri davvero
- Velocità operativa - risorse disponibili in minuti, non in settimane;
- Meno spostamenti - il personale accede ai sistemi da qualsiasi sede, riducendo tempi e costi di trasferta;
- Qualità operativa garantita per tutto il team, in ufficio e in mobilità;
- Continuità - un guasto locale non ferma più l’azienda.
Cloud e sicurezza vanno insieme
Ogni progetto cloud che realizziamo nasce integrato con sicurezza informatica, backup remoto e conformità GDPR: perché spostare i dati non significa smettere di proteggerli. Per chi lavora su Microsoft 365 ci sono due pagine dedicate: la gestione quotidiana e la messa in sicurezza.
Pubblico, privato o ibrido: la scelta spiegata semplice
- Cloud pubblico — paghi risorse a consumo su piattaforme globali: massima elasticità, ideale per carichi variabili e servizi standard (posta, collaborazione);
- Cloud privato — un’infrastruttura dedicata (nostra o tua) virtualizzata a livello enterprise: massimo controllo su dati e prestazioni, la scelta preferita di chi ha requisiti GDPR stringenti o applicazioni particolari;
- Ibrido — il pragmatismo: ciò che conviene nel pubblico, ciò che è delicato nel privato, connessi in modo sicuro.
Non esiste la risposta giusta in assoluto — esiste quella giusta per i tuoi dati, i tuoi carichi e il tuo budget. Il nostro compito è farti scegliere con i numeri davanti: costi operativi a 3 anni, requisiti normativi e piani di uscita (perché anche dal cloud si deve poter uscire).
Il conto vero si fa su tre anni
Il confronto fra restare in sede e andare in cloud viene quasi sempre fatto male, perché si mettono a confronto due numeri che non sono paragonabili: il prezzo di un server e un canone mensile.
Il conto onesto si fa su tre o cinque anni e include, da una parte, l’acquisto dell’hardware, le licenze, i gruppi di continuità, il condizionamento del locale, l’energia, il tempo di gestione, la sostituzione a fine vita e il rischio di un guasto. Dall’altra, il canone, la connettività necessaria — che spesso va potenziata — l’eventuale costo per far uscire i dati, e il fatto che il canone cresce insieme all’azienda.
Quando questo conto si fa davvero, il risultato non è scontato in nessuna delle due direzioni. Capita spesso che ne esca una soluzione ibrida, e capita anche che la risposta giusta sia restare dove si è.
Le tre domande che decidono, prima del costo
Che cosa succede quando la linea cade? In sede, un guasto alla connettività impedisce di leggere la posta. In cloud, impedisce di lavorare. È la differenza più importante e la meno considerata: chi sposta tutto in cloud deve mettere in conto una seconda linea, e quel costo va nel confronto.
L’applicativo tollera la distanza? Alcuni gestionali sono nati per stare sulla stessa rete dei dati e diventano lenti in modo fastidioso appena si allontanano. Va provato prima, non scoperto dopo.
Come si esce? È la domanda che nessuno fa in fase di acquisto e che pesa di più in fase di uscita. Prima di firmare va scritto in che formato si possono riprendere i dati, in quanto tempo e a quale costo. Un fornitore che non risponde a questa domanda con chiarezza sta dicendo qualcosa di importante.
Ibrido non è un compromesso
Nella maggior parte delle aziende che seguiamo la configurazione che funziona meglio non è né tutto dentro né tutto fuori. La posta e la collaborazione stanno bene in cloud, dove la ridondanza è già inclusa e la gestione è minima. Il gestionale e i dati che vengono usati tutto il giorno spesso stanno meglio vicini a chi li usa. Il backup sta bene fuori sede per definizione, perché il suo scopo è sopravvivere a quello che succede in sede.
Non è un compromesso al ribasso: è mettere ogni carico dove costa meno e rende di più.
La migrazione, passo per passo
- Assessment — cosa gira oggi, su cosa, con quali dipendenze: la mappa prima del viaggio;
- Piano di migrazione — cosa si sposta, in che ordine, con quali finestre di fermo (spesso: nessuna);
- Ambiente di destinazione — costruito, testato e messo in sicurezza prima del trasloco;
- Migrazione controllata — dati e applicazioni spostati con verifiche a ogni passo e possibilità di tornare indietro;
- Ottimizzazione — dopo il primo mese si tarano risorse e costi sull’uso reale.
Cosa cambia davvero per l’azienda
Un’infrastruttura cloud ben progettata si nota da tre cose: i costi diventano prevedibili (canoni al posto di server da ammortizzare e sostituire), la continuità migliora (guasti hardware locali smettono di essere emergenze) e la crescita smette di essere un progetto — una nuova sede o dieci nuovi utenti sono configurazioni, non cantieri. Il tutto con backup e sicurezza progettati insieme all’infrastruttura, non aggiunti dopo.