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Come scegliere un partner informatico

Le domande da porre prima di firmare, i segnali che distinguono un fornitore serio e gli errori che costano di più.

Le domande che contano

Dodici domande concrete da porre a qualunque fornitore prima di firmare. Le risposte separano i professionisti dagli improvvisatori.

I segnali d'allarme

Contratti vaghi, backup mai testati, nessuna documentazione, dipendenza da una sola persona. Riconoscerli in anticipo evita anni di problemi.

Autovalutazione in tre minuti

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La scelta che pesa più di quanto sembri

Il partner informatico decide, nei fatti, quanto è esposta la tua azienda: se i dati sono recuperabili dopo un attacco, se un guasto blocca la produzione per un’ora o per tre giorni, se gli obblighi normativi sono coperti o solo dichiarati.

È una decisione che si prende raramente e che produce effetti per anni. Vale la pena porre le domande giuste prima.

Le dodici domande da fare a qualunque fornitore

Copiale e usale in ogni trattativa, anche con noi.

Sui tempi

  1. Qual è il tempo massimo di presa in carico definito da contratto, non a voce?
  2. Cosa succede se il problema arriva venerdì alle 18?
  3. In quanto tempo arrivate fisicamente in sede quando serve?

Sulle competenze 4. Chi seguirà la nostra azienda, e cosa succede quando quella persona è indisponibile? 5. Quali certificazioni ha il personale che lavorerà sui nostri sistemi? 6. Vi occupate anche di sicurezza e conformità normativa, o solo di assistenza?

Sui dati 7. Quando è stato eseguito l’ultimo test di ripristino su un cliente? 8. Dove risiedono fisicamente i nostri backup e chi vi ha accesso? 9. Se domani cambiassimo fornitore, cosa ci consegnereste?

Sui costi 10. Cosa è incluso nel canone e cosa viene fatturato a parte? 11. Come cambia il costo se cresciamo di venti postazioni? 12. Ci sono vincoli di durata o penali di uscita?

Se un fornitore risponde con sicurezza a tutte e dodici, è un buon segno. Se si irrigidisce sulla numero 7 o sulla numero 9, è un segnale.

I cinque segnali d’allarme più frequenti

1. Il backup c’è ma non è mai stato testato. È il caso più comune e il più pericoloso. Un backup mai ripristinato è un’ipotesi, non una garanzia. Nella nostra esperienza è la prima cosa che salta fuori dopo un attacco ransomware.

2. Tutto dipende da una persona sola. Se il vostro referente tecnico è anche l’unico a conoscere i sistemi, l’azienda è esposta a un rischio che non ha nulla di informatico.

3. Nessuna documentazione. Se non esiste una storia scritta degli interventi, delle configurazioni e delle credenziali, quel patrimonio non è vostro: è nella testa di qualcun altro.

4. Il contratto non parla di tempi. “Interveniamo il prima possibile” non è un impegno. Un SLA definisce ore, non intenzioni.

5. Ostacoli all’uscita. Credenziali non consegnate, licenze intestate al fornitore, documentazione negata. Un rapporto professionale prevede che si possa terminare in modo ordinato.

Interno, esterno o misto: come orientarsi

Quando ha senso Limite principale
Tecnico interno oltre le 40-50 postazioni, esigenze molto specifiche copre un solo ambito di competenza; scoperto in ferie e malattia
Fornitore esterno dalla piccola realtà alla media impresa va scelto bene: la qualità del mercato è molto variabile
Formula mista strutture articolate o multi-sede richiede ruoli chiari per evitare sovrapposizioni

Sotto una certa dimensione, un partner strutturato offre più specializzazioni a costo inferiore rispetto a un’assunzione, perché il costo delle competenze è distribuito su più clienti.

Come cambiare fornitore senza rischi

La paura del passaggio blocca molte aziende in situazioni che non funzionano più. Un cambio ben gestito prevede:

  1. Inventario completo di sistemi, licenze, accessi e contratti in essere
  2. Trasferimento documentato di credenziali e configurazioni
  3. Periodo di sovrapposizione, con il fornitore uscente ancora raggiungibile
  4. Verifica che backup e sistemi critici siano operativi prima di chiudere

Se un fornitore vi propone questo percorso, sta lavorando in modo professionale. Se lo ostacola, avete la conferma che era il momento di cambiare.

Un modo rapido per capire dove siete

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Domande frequenti

Quali sono i criteri principali per scegliere un fornitore IT?

Cinque, in ordine di importanza: tempi di intervento definiti da contratto (non promessi a voce), competenze certificate e distribuite su più persone, documentazione di ogni intervento, capacità di occuparsi anche di sicurezza e conformità normativa, e trasparenza sui costi. Un fornitore che soddisfa i primi tre è già sopra la media del mercato.

Meglio un tecnico interno o un fornitore esterno?

Dipende dalla dimensione. Sotto le 30-40 postazioni un tecnico interno raramente si giustifica e comunque copre un solo ambito di competenza. Un partner strutturato offre più specializzazioni a costo inferiore. Sopra una certa soglia la formula migliore è mista - una figura interna di coordinamento affiancata da un partner per le competenze verticali.

Cosa deve contenere un buon contratto di assistenza informatica?

Livelli di servizio con tempi di presa in carico e risoluzione, perimetro chiaro di cosa è incluso e cosa no, modalità di intervento (da remoto e on-site), reperibilità, gestione delle emergenze, proprietà della documentazione e condizioni di uscita. Se un contratto non definisce i tempi, non è un contratto di assistenza: è una tariffa oraria.

Come capire se il fornitore attuale sta lavorando bene?

Tre verifiche rapide: chiedete l'ultimo test di ripristino del backup (non il backup, il test), chiedete l'elenco documentato degli interventi degli ultimi sei mesi, chiedete cosa succede se la persona che vi segue non è disponibile. Le risposte a queste tre domande dicono quasi tutto.

Quanto è rischioso cambiare fornitore informatico?

È il timore più diffuso e il motivo per cui molte aziende restano ferme in situazioni inadeguate. Il rischio si azzera con un passaggio pianificato - inventario dei sistemi, trasferimento documentato delle credenziali, periodo di sovrapposizione. Un fornitore serio ve lo propone; uno che ostacola l'uscita vi sta dicendo qualcosa di importante.

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