Vai al contenuto

Gestione reti informatiche

Progettiamo, realizziamo e monitoriamo la rete della tua azienda. 24 ore su 24, 365 giorni l'anno.

Tecnici certificati

Stesura, terminazione e verifica dei cablaggi eseguite da tecnici di rete certificati, con strumenti che misurano la dispersione del segnale.

Monitoraggio 24/7

La rete è osservata 365 giorni l'anno - report di disponibilità, notifiche di anomalia e interventi tempestivi dalla centrale operativa.

Costruita per durare

Progettiamo reti scalabili che accompagnano la crescita dell'azienda, senza rifare tutto tra due anni.

La rete è l’infrastruttura più importante che non vedi

Tutto passa dalla rete: gestionali, telefonia, cloud, backup. Quando la rete rallenta o si ferma, si ferma l’azienda. Xion IT Group offre soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la realizzazione e la gestione di reti informatiche aziendali: progettiamo e implementiamo anche reti complesse a costi contenuti, con lavori pensati per durare nel tempo.

Le tecnologie che utilizziamo

A seconda delle esigenze e degli spazi, proponiamo le soluzioni di interconnessione più adatte:

Le operazioni di stesura, terminazione e verifica dei cablaggi sono eseguite da tecnici di rete certificati, che con strumenti professionali misurano i livelli di dispersione del segnale e certificano la qualità dell’impianto.

Monitoraggio e gestione continua

Una rete ben fatta va anche sorvegliata. Il nostro software di monitoraggio fornisce:

Il tutto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno: la tua rete non dorme mai, e nemmeno chi la controlla.

Il Wi-Fi aziendale non è il Wi-Fi di casa

È la differenza che genera più chiamate di assistenza in assoluto, e nasce da un equivoco comprensibile: a casa un buon router copre tutto, quindi in ufficio dovrebbero bastare due apparati più potenti. Non funziona così, per tre motivi.

La densità conta più della potenza. Trenta dispositivi in una sala riunioni non hanno bisogno di più segnale: hanno bisogno di più punti che si dividano il carico. Alzare la potenza di un access point in quella situazione peggiora le cose, perché aumenta le interferenze senza aumentare la capacità.

Il passaggio fra un punto e l’altro va gestito. Chi cammina dall’ufficio al magazzino con un portatile o un terminale deve passare da un access point al successivo senza perdere la connessione. Con apparati domestici quel passaggio non è governato: il dispositivo resta attaccato al primo finché il segnale non muore, e nel frattempo la chiamata VoIP cade.

Gli ospiti non devono vedere l’azienda. Una rete per i visitatori è normale e utile; quello che non è normale è che dallo stesso Wi-Fi si raggiungano i server. Va separata, e si separa in fase di progetto.

Il metodo giusto è il rilievo sul posto: si misura la copertura reale, si guardano i materiali (le scaffalature metalliche di un magazzino riflettono, il cartongesso no, il cemento armato assorbe) e si decide dove mettere i punti. Aggiungere un access point dove il segnale cade è una toppa che sposta il problema di qualche metro.

Separare la rete: l’intervento che rende di più

Nella maggior parte delle aziende che visitiamo, tutto sta sulla stessa rete: postazioni, server, stampanti, telecamere, macchinari, Wi-Fi degli ospiti. Funziona, ed è anche il motivo per cui nessuno ci mette mano — finché non succede qualcosa.

Confronto fra rete piatta e rete segmentata: nella prima un attacco raggiunge server, produzione e backup; nella seconda un firewall lo confina agli uffici
La segmentazione non impedisce l’ingresso: decide fin dove l’attacco può arrivare una volta entrato.

La segmentazione divide la rete in porzioni che si parlano solo attraverso regole scritte. Il vantaggio più evidente è di sicurezza: un problema che entra da una postazione resta in quella porzione. Ma ce n’è un secondo, meno noto e altrettanto utile: è ciò che permette di tenere in rete i dispositivi che non si possono aggiornare — un macchinario con un sistema operativo fuori supporto, una telecamera vecchia, un terminale che il fornitore non certifica su versioni più recenti. Isolati, continuano a lavorare senza essere una porta aperta.

Si fa a impianto acceso e non richiede di sostituire i dispositivi.

Collegare più sedi

Quando l’azienda ha due o più punti — uffici e magazzino, sede e stabilimento, un negozio in più — il punto debole non è quasi mai dentro le sedi: è il collegamento fra loro, che nella maggior parte dei casi è nato in fretta e non è mai stato rifatto.

La domanda da cui partiamo non è tecnica ma operativa: quale reparto si ferma se quel collegamento cade per due ore? Da quella risposta escono tutte le altre decisioni — se serve una seconda linea di riserva, se conviene tenere i dati centralizzati o replicati, che tipo di collegamento ha senso e quanto vale la pena spenderci. Senza quella risposta, ogni proposta è una scelta di gusto.

L’audit di rete: cosa controlliamo

Prima di proporre qualsiasi intervento su una rete esistente, eseguiamo un audit strutturato:

L’esito è un report con priorità chiare: cosa è urgente, cosa è consigliato, cosa può aspettare — ciascuno con costi e benefici.

Un esempio concreto

Un’azienda con 40 postazioni lamentava “internet lento” da mesi e stava per raddoppiare la spesa di connettività. L’audit ha rivelato uno switch obsoleto che strozzava la dorsale e un access point consumer che ritrasmetteva metà del traffico: sostituiti i due apparati e segmentata la rete, la connettività esistente è tornata più che sufficiente. Il problema non è quasi mai “serve più banda” — è capire dove la banda si perde.

Che cosa chiedere in un preventivo di rete

I preventivi di rete sono fra i più difficili da confrontare, perché la stessa cifra può coprire cose molto diverse. Quattro domande li rendono confrontabili.

Il cablaggio è certificato o solo posato? Sono due lavori diversi. Posare significa tirare il cavo e montare la presa; certificare significa misurare ogni punto con uno strumento e consegnare il rapporto della misura. Senza certificazione, il giorno in cui una postazione va a scatti nessuno può dire se il problema è il cavo o l’apparato, e si procede per tentativi.

Quanti punti in più sono previsti? Aggiungere una presa durante la posa costa una frazione di quanto costa aggiungerla dopo, a muri chiusi. Un progetto che copre esattamente le postazioni di oggi è un progetto che vi farà richiamare fra due anni.

Chi configura gli apparati, e la configurazione a chi resta? Uno switch consegnato con le impostazioni di fabbrica non è una rete. E la configurazione, con le password, deve essere documentata e vostra.

Che cosa succede quando si guasta? Un apparato di rete che si ferma blocca tutti. Va chiarito prima chi interviene, in quanto tempo e se esiste una scorta — non dopo.

Gli errori che costano di più

Comprare banda invece di capire dove si perde. È la reazione più comune alla lentezza ed è quasi sempre sbagliata: nella maggior parte dei casi il collo di bottiglia è interno, non sulla linea.

Usare apparati domestici in azienda. Costano meno e funzionano, finché i dispositivi sono pochi. Sopra una certa soglia diventano il problema, e la soglia arriva prima di quanto sembri.

Mettere il Wi-Fi dove serviva un cavo. Il wireless è comodo e non è mai equivalente a una presa: dove c’è una postazione fissa, il cavo costa meno e dà molti meno grattacapi.

Non aggiornare gli apparati. Switch, firewall e access point ricevono aggiornamenti di sicurezza come i computer. Un apparato di rete non aggiornato per anni è esposto e nessuno se ne accorge, perché continua a funzionare benissimo.

Lasciare la rete senza mappa. Quando nessuno sa quale cavo va dove, ogni guasto comincia con mezz’ora di esplorazione. È il costo nascosto più sottovalutato di tutti.

Rete, sicurezza e continuità sono la stessa cosa

Una rete progettata bene è anche la base su cui poggiano le altre difese. La sicurezza informatica ha bisogno della segmentazione per limitare i danni; il backup fuori sede ha bisogno di banda e priorità corrette per completarsi nella finestra notturna; la telefonia in cloud ha bisogno che alla voce sia data precedenza sul resto del traffico; la gestione delle postazioni ha bisogno di raggiungerle tutte.

È il motivo per cui non trattiamo la rete come un lavoro a sé: chi la progetta è la stessa squadra che poi la mantiene dentro un contratto di assistenza, perché una rete che nessuno sorveglia torna in disordine nel giro di un paio d’anni.

Quando ripensare la rete

In tutti questi casi, il sopralluogo e il preventivo di progetto sono gratuiti.

Domande frequenti

Quale cablaggio conviene scegliere tra CAT.5E, CAT.6 e fibra ottica?

Dipende da dimensioni, distanze e traffico previsto. Il CAT.6 è oggi lo standard consigliato per i nuovi uffici; la fibra ottica è la scelta giusta per dorsali, collegamenti tra edifici e carichi elevati. Durante il sopralluogo valutiamo la soluzione con il miglior rapporto prestazioni/costo.

Cosa comprende il monitoraggio della rete?

Un software avanzato controlla costantemente gli apparati e produce report dettagliati sulla loro disponibilità. In caso di anomalia la centrale operativa riceve una notifica immediata e interviene tempestivamente, spesso prima che l'azienda si accorga del problema.

Gestite anche reti già esistenti realizzate da altri?

Sì. Eseguiamo un audit della rete esistente, certifichiamo i cablaggi, correggiamo le criticità e ne prendiamo in carico la gestione e il monitoraggio.

Perché il Wi-Fi va bene in ufficio e cade in magazzino?

Perché sono ambienti radio diversi. Le scaffalature metalliche riflettono il segnale, i muletti si muovono e creano zone d’ombra variabili, e le celle frigorifere lo assorbono. Una copertura pensata per un ufficio lì non regge: serve un rilievo sul posto e un progetto di copertura, non un access point in più dove il segnale cade.

Ci hanno detto che serve più banda perché la rete è lenta. È vero?

Quasi mai, ed è la spesa più frequente fatta a vuoto. Nella maggior parte dei casi il collo di bottiglia è interno: uno switch obsoleto sulla dorsale, un apparato che ritrasmette, una configurazione che manda tutto il traffico su un percorso solo. Prima di aumentare la connettività conviene misurare dove la banda si perde davvero.

Che differenza c’è fra posare un cablaggio e certificarlo?

Posare significa tirare il cavo e montare la presa. Certificare significa misurare ogni singolo punto con uno strumento e rilasciare il rapporto della misura. Senza certificazione, quando una postazione darà problemi nessuno potrà dire se la causa è il cavo o l’apparato, e si andrà per tentativi.

Sei alla ricerca di un partner per la gestione informatica?

Parlaci delle tue esigenze: un consulente Xion ti risponde rapidamente e la prima visita di valutazione è gratuita.