A Varese chi vi controlla non è solo il mercato
Il territorio varesino vive di aerospazio, meccanica di precisione e logistica, e queste filiere hanno una caratteristica che altrove non si vede con la stessa intensità: i committenti fanno domande. Non solo sulla qualità del pezzo, ma su come è gestita l’informatica di chi glielo fornisce.
Il questionario sulla sicurezza informatica arriva via email, ha trenta domande e chiede cose precise: chi ha accesso ai dati, come sono protetti, ogni quanto si verificano i backup, cosa succede in caso di incidente. Finisce sul tavolo di qualcuno che non ha gli elementi per rispondere, e la tentazione di rispondere bene invece che con precisione è forte. È l’errore peggiore: una risposta che non regge alla verifica costa più di una risposta mancante.
Che cosa fa un’azienda informatica, in concreto
Quattro aree, presidiate da persone diverse - ed è la divisione a distinguere una struttura da un bravo tecnico:
- postazioni e server - aggiornamenti, monitoraggio e helpdesk con tempi scritti;
- reti - progettazione, cablaggio, collegamenti fra sedi e segmentazione;
- sicurezza - protezione, controllo degli accessi e risposta agli incidenti;
- continuità dei dati - copie fuori sede non modificabili, con prove di ripristino.
Quando queste quattro cose stanno tutte sulle spalle della stessa persona, non avete un’azienda informatica: avete un tecnico con una partita IVA.
Che cosa troviamo nelle imprese varesine
- Più sedi collegate da un provvisorio diventato definitivo. Un collegamento aperto in fretta per l’apertura del magazzino, mai più rivisto, e oggi tutto ci passa sopra.
- Nessun elenco degli accessi. Nessuno sa con precisione chi entra dove, quindi quando una persona lascia l’azienda non si toglie niente.
- Backup mai ripristinati. La copia parte ogni notte e la spia è verde. Alla prima prova si scopre che manca proprio la cartella che serviva.
- Documenti di qualità e tracciabilità sparsi. Certificati, collaudi e disegni vivono su un disco di reparto che nessuno ha mai considerato un archivio da proteggere - finché non arriva un audit.
- Accesso remoto aperto male. Il desktop remoto esposto direttamente su Internet senza secondo fattore: la scorciatoia più diffusa e la porta d’ingresso preferita dagli attacchi.
Le tre domande da fare a chiunque, noi compresi
Quante persone rispondono davvero al telefono, non quante compaiono sul sito. Cosa succede quando il mio referente non c’è: se la risposta è «la richiamo quando rientra», il presidio non esiste. La documentazione dei miei sistemi è mia, cioè consultabile e consegnabile alla fine del contratto. Le altre sette stanno in un test di autovalutazione e in una guida su come si sceglie un partner informatico.
Come lavoriamo in provincia di Varese
Xion IT Group ha vent’anni di attività e oltre 500 organizzazioni sotto contratto. Su un territorio di filiera il primo lavoro è quasi sempre di ordine: mettere per iscritto chi accede a cosa, verificare che i backup si ripristinino davvero e chiudere gli accessi remoti aperti male. Sono anche le tre cose che i questionari dei committenti chiedono per prime.
Le quattro formule di contratto vanno dalla chiamata a consumo al canone tutto incluso, e quale abbia senso esce dalla visita. Vedi anche l’assistenza informatica a Varese, la consulenza informatica e sei situazioni che incontriamo di continuo.
Il primo passo
Un consulente viene in azienda, guarda come sono messi i sistemi e vi lascia una fotografia scritta con le priorità. Gratuitamente e senza impegno.