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System integrator a Milano

Quando i fornitori sono quattro e il responsabile di quello che non funziona non è nessuno.

Un solo responsabile

Con più fornitori, ogni problema di confine diventa terra di nessuno. L'integrazione serve proprio a togliere quella zona grigia.

Progettiamo e restiamo

Chi disegna la soluzione è la stessa squadra che la realizza, la documenta e la mantiene. Nessuna consegna a un reparto che non c'era.

Indipendenti dal fornitore

Non siamo il braccio commerciale di un produttore. La tecnologia si sceglie dopo aver capito il vincolo, non prima.

Il problema non è nei fornitori. È fra i fornitori

Un’azienda milanese di quaranta persone ha, in media, quattro interlocutori tecnici diversi: chi ha venduto il gestionale, chi gestisce la connettività, chi ha messo il centralino, chi si occupa dei computer. Ognuno fa bene la sua parte. Il guaio è che i problemi seri non stanno mai dentro una delle parti: stanno fra una parte e l’altra.

Il gestionale è lento e chi lo ha venduto dice che è la rete. Chi gestisce la rete dice che è il server. Chi ha messo il server dice che è l’applicativo. Nessuno mente, e tutti hanno parzialmente ragione. Nel frattempo passano tre settimane e in azienda si lavora male.

Questo è il lavoro di un system integrator: non installare i pezzi - rispondere del sistema.

Che cosa integriamo davvero

Perché a Milano serve più che altrove

Le imprese milanesi cambiano forma in fretta: una sede nuova, una società assorbita, venti persone che si spostano in uno spazio condiviso, un applicativo che passa in cloud mentre il gestionale resta in sede. Ogni cambiamento aggiunge un pezzo, e quasi mai qualcuno si ferma a rimettere in ordine dopo.

Il risultato che troviamo negli assessment è quasi sempre lo stesso: due modi di autenticarsi che non si parlano, tre posti diversi dove stanno i file, un collegamento fra sedi nato come provvisorio quattro anni fa, e nessuno che sappia dire quale dipendenza si romperebbe spegnendo un certo server. Non è disordine per incapacità: è il costo di essere cresciuti più in fretta di quanto qualcuno abbia avuto tempo di documentare.

Come lavoriamo

Prima si fotografa. Un assessment mette per iscritto cosa c’è, come i pezzi dipendono l’uno dall’altro, dove sta il rischio e cosa si può togliere. Sembra un passaggio burocratico: è quello che evita di scoprire una dipendenza il giorno dello spegnimento.

Poi si decide con i numeri davanti. Priorità, tempi, costi e un ordine di esecuzione che tiene l’azienda in piedi mentre si lavora. Nessun progetto che chiede sei mesi di fiducia prima di mostrare un risultato.

Chi progetta resta. La stessa squadra realizza, documenta e mantiene. È la differenza fra chi monta e sparisce e chi monta e risponde - e si vede sei mesi dopo, non alla firma.

La documentazione è tua. Schemi, configurazioni, credenziali e storia degli interventi sono consultabili e consegnabili, anche il giorno in cui decidessi di cambiare. Un integratore che tiene per sé la mappa del tuo sistema non ti sta proteggendo.

Chi siamo

Xion IT Group ha sede a Milano in Viale Coni Zugna, vent’anni di attività e oltre 500 organizzazioni sotto contratto. Non siamo il braccio commerciale di un produttore: la tecnologia si sceglie dopo aver capito il vincolo. E l’integrazione non finisce alla consegna - si continua con un contratto di assistenza, perché un sistema che nessuno mantiene torna in disordine in un anno.

Vedi anche la consulenza informatica a Milano, l’assistenza informatica a Milano e sei situazioni che incontriamo di continuo.

Il primo passo

Un consulente viene a guardare come sono messi i tuoi sistemi e quali sono le dipendenze fra loro, e ti lascia una fotografia scritta con le priorità. Gratuitamente e senza impegno.

Domande frequenti

Che cosa fa un system integrator, in pratica?

Mette insieme pezzi che nascono separati - server, rete, cloud, gestionale, telefonia, sicurezza, dispositivi - e si prende la responsabilità che il risultato funzioni come un sistema unico. La parte difficile non è installare i singoli componenti: è farli parlare, e rispondere quando qualcosa si rompe nel punto in cui due fornitori diversi si toccano.

Abbiamo già dei fornitori che funzionano. Perché cambiare?

Spesso non serve cambiarli tutti. Il problema non è la qualità dei singoli, è che nessuno ha il quadro d'insieme e ogni guasto di confine finisce in un rimpallo. In molti progetti restiamo il coordinatore tecnico e i fornitori esistenti restano al loro posto - cambia solo che c'è qualcuno che risponde del risultato.

Lavorate solo con certe marche?

No, e lo consideriamo un punto fermo. Lavoriamo con i principali produttori di server, reti, firewall e ambienti virtualizzati senza essere il canale commerciale di nessuno. La scelta della tecnologia arriva dopo l'analisi dei vincoli - budget, continuità richiesta, competenze interne, cosa c'è già.

Come si svolge un progetto di integrazione?

Si parte da un assessment che fotografa sistemi, dipendenze e rischi. Ne esce un progetto con priorità, tempi e costi, e un ordine di esecuzione pensato per non fermare l'azienda. Chi lo ha disegnato lo realizza, lo documenta e lo mantiene - la documentazione è vostra dal primo giorno.

Quanto dura un progetto tipico?

Dipende dall'ampiezza, ma il principio è che si procede a blocchi con un risultato utile alla fine di ognuno, non con un unico passaggio al buio dopo sei mesi. Un consolidamento di infrastruttura o una nuova sede si misurano in settimane, una riorganizzazione completa in mesi - con l'azienda che lavora per tutto il tempo.

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