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Virtualizzazione

Infrastruttura

In breve

La tecnica che permette di far funzionare più server distinti, ciascuno con il proprio sistema operativo, su un’unica macchina fisica.

Detto anche: macchine virtuali · hypervisor

Invece di comprare un server per il gestionale, uno per i file e uno per la posta, se ne compra uno più capace e vi si fanno girare tre macchine virtuali separate. Ogni sistema resta isolato dagli altri, ma condivide l’hardware.

Il vantaggio più concreto non è il risparmio: è che una macchina virtuale è un file. Si può copiare, spostare su un altro hardware, riavviare altrove. Un ripristino che con i server fisici richiede giorni di reinstallazione, con la virtualizzazione può richiedere ore.

Perché cambia i tempi di ripristino

È il vantaggio che conta più di ogni altro e viene citato meno del risparmio hardware. Un server fisico guasto richiede: reperire una macchina compatibile, installare il sistema operativo, reinstallare gli applicativi, riconfigurare tutto, ripristinare i dati. Sono giorni, e ogni passaggio può nascondere una sorpresa.

Una macchina virtuale è un file. Ripristinarla significa copiarlo su un altro hardware e accenderlo, anche su hardware diverso da quello originale. Il tempo di rientro passa da giorni a ore, e soprattutto diventa prevedibile: si può provare in anticipo e cronometrare.

È anche ciò che rende praticabile un piano di ripristino per un’azienda di dimensioni contenute, che non può permettersi una seconda sede attrezzata ma può permettersi di tenere le copie delle macchine virtuali pronte a ripartire altrove.

Il rischio che introduce, e come si gestisce

Concentrare cinque server su una macchina fisica significa che il guasto di quella macchina ferma cinque servizi invece di uno. La virtualizzazione non elimina il rischio: lo concentra, e va gestita di conseguenza.

Le contromisure sono note e proporzionate alla dimensione: componenti ridondati sull’hardware, un secondo nodo dove il fermo non è accettabile, e in ogni caso copie delle macchine virtuali conservate fuori dall’infrastruttura che ospita gli originali.

La verifica che manca quasi sempre è la più semplice: provare ad accendere una macchina virtuale ripristinata da backup, su hardware diverso, e vedere se parte davvero.

Perché conta per un’azienda

Cambia radicalmente i tempi di ripristino, che sono il numero che conta davvero quando qualcosa si rompe. È anche ciò che rende praticabile il disaster recovery per un’azienda di dimensioni contenute.

L’errore che vediamo più spesso

Concentrare tutto su un unico hardware sposta il rischio invece di eliminarlo: se quella macchina si ferma, si fermano tutti i server insieme. La ridondanza va valutata proprio perché la concentrazione è maggiore.

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