Il RAID protegge da un evento specifico: la rottura fisica di un disco. È utile e va usato, ma è la fonte del più diffuso equivoco informatico nelle PMI, cioè l’idea che avere il RAID significhi avere il backup.
Non protegge da nulla che non sia il guasto meccanico: se un file viene cancellato per errore, viene cancellato su tutti i dischi; se un ransomware cifra i dati, li cifra su tutti i dischi; se il server prende fuoco, brucia con tutti i dischi dentro.
Un RAID non è un backup, e l’equivoco costa caro
È la confusione più diffusa in assoluto, e la sentiamo ripetere anche da persone competenti. Un RAID mette insieme più dischi perché il sistema continui a funzionare se uno si rompe. Serve alla continuità del servizio, non alla protezione dei dati.
La differenza si vede in tutti i casi che non sono la rottura di un disco. Una cancellazione per errore si propaga istantaneamente su tutti i dischi dell’insieme. Una cifratura da ransomware pure. Un file corrotto resta corrotto ovunque. In tutti questi casi il RAID funziona perfettamente e non salva nulla, perché sta facendo esattamente il suo mestiere.
Un’azienda con un RAID e senza backup non è protetta: è protetta da un solo tipo di guasto, che statisticamente non è nemmeno il più frequente.
Che cosa fare quando un disco si guasta
È il momento in cui si fanno i danni maggiori, perché l’istinto porta ad agire in fretta e la fretta qui è la nemica principale.
Non lanciare subito la ricostruzione
Ricostruire un insieme degradato significa far lavorare intensamente per ore tutti i dischi rimasti, che hanno la stessa età e la stessa usura di quello appena ceduto. È il momento statisticamente più probabile per un secondo guasto, e un secondo guasto durante la ricostruzione rende il recupero molto più difficile.
Verificare prima di tutto che il backup sia buono
Prima di qualunque operazione sull’insieme, va accertato di avere una copia integra e va messa al sicuro. È la sola cosa che trasforma un problema serio in un fastidio.
Non estrarre i dischi per collegarli a un computer
I dati su un RAID non sono leggibili come su un disco normale: c’è una logica di distribuzione che va ricostruita. Collegare i dischi altrove non funziona e spesso peggiora la situazione, perché il sistema che li riceve può tentare di inizializzarli.
Perché conta per un’azienda
Serve a evitare il fermo per un guasto banale, che è la causa più frequente in assoluto. Ma va sempre affiancato da copie separate, perché copre uno scenario solo.
L’errore che vediamo più spesso
Un RAID degradato — cioè con un disco già guasto — continua a funzionare senza che nessuno se ne accorga, finché non cede il secondo. È uno dei controlli che il monitoraggio continuo intercetta e che senza monitoraggio non vede nessuno.