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Gruppo di continuità

Continuità

In breve

Un apparato che alimenta i sistemi con le proprie batterie quando manca la corrente, permettendo di continuare a lavorare o di spegnere tutto in modo ordinato.

Detto anche: UPS · batteria tampone

Ha due funzioni distinte. La prima è coprire i micro-cali e le interruzioni brevi, che sono la maggioranza e che senza protezione causano riavvii improvvisi. La seconda, più importante, è permettere uno spegnimento controllato quando l’interruzione si prolunga.

Uno spegnimento brusco è il modo più comune per corrompere i dati di un server o danneggiare un archivio, e il danno non è proporzionale alla durata del blackout: bastano due secondi.

Serve a spegnere bene, non a lavorare al buio

È l’equivoco più diffuso. Un gruppo di continuità di dimensioni normali non serve a far continuare l’azienda durante un blackout: serve a dare ai server i minuti necessari per **spegnersi in modo ordinato** invece di perdere corrente di colpo.

La differenza è sostanziale, perché uno spegnimento brutale è una delle cause più frequenti di corruzione dei dati e di guasti ai dischi. Perché funzioni davvero serve però una cosa che manca quasi sempre: il collegamento fra il gruppo e i server, in modo che al calare della carica venga avviata la procedura di spegnimento automatica. Senza quel collegamento, il gruppo tiene accesa la macchina finché la batteria non muore, e a quel punto lo spegnimento è brutale comunque.

La batteria è un materiale di consumo

Le batterie invecchiano anche se non vengono usate, e dopo tre o quattro anni la loro autonomia reale è una frazione di quella dichiarata. Il gruppo continua a mostrare la spia verde, perché segnala di essere alimentato, non di essere in grado di sostenere il carico.

La verifica va fatta periodicamente con una prova sotto carico, ed è una di quelle cose che si scoprono nel momento peggiore: il blackout arriva, il gruppo tiene undici secondi, e i server si spengono comunque di colpo.

Perché conta per un’azienda

È il componente più economico dell’infrastruttura e quello che previene una delle cause più banali di perdita dati. Va dimensionato non sull’autonomia desiderata ma sul tempo necessario a spegnere in sicurezza.

L’errore che vediamo più spesso

Le batterie si esauriscono in tre o quattro anni e l’apparato continua a sembrare funzionante. Senza un controllo periodico, il gruppo di continuità che credete di avere può non esserci più da mesi.

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