È la soluzione più diffusa nelle piccole aziende per condividere i file, ed è ragionevole: costa poco, si installa in fretta e funziona. I problemi arrivano dopo, quando quel dispositivo comprato una volta resta lì per anni senza che nessuno lo aggiorni.
Nelle verifiche troviamo con regolarità NAS con firmware fermo a diverse versioni indietro, con condivisioni accessibili in lettura e scrittura a chiunque, e usati come unica destinazione dei backup — quindi cifrati per primi durante un attacco.
Perché conta per un’azienda
Un NAS non aggiornato e accessibile da tutta la rete è uno dei bersagli preferiti dal ransomware, proprio perché contiene i file condivisi ed è spesso anche la destinazione delle copie.
L’errore che vediamo più spesso
Un NAS non è un backup: è un altro posto dove stanno gli stessi dati, sulla stessa rete. Se è l’unica copia, l’azienda non ha copie.