Sembra la parte più noiosa della gestione IT ed è il presupposto di tutte le altre. Non si può proteggere, aggiornare o mettere in sicurezza ciò che non si sa di avere, e nella maggior parte delle aziende l’elenco semplicemente non esiste.
Comprende anche gli abbonamenti e le scadenze contrattuali, che è la parte con il ritorno economico più immediato: licenze pagate per persone uscite anni fa e servizi rinnovati automaticamente e non più usati si trovano quasi sempre.
Il documento da cui dipendono tutti gli altri
Sapere che cosa si ha sembra la parte banale del lavoro, ed è quella che manca più spesso. Senza un elenco aggiornato di dispositivi, server, applicativi e servizi in cloud, quattro cose diventano impossibili.
Rispondere a un avviso di sicurezza
Esce la notizia di una falla grave su un prodotto: con l’inventario si verifica in minuti se riguarda voi, senza si passano giorni o non si verifica affatto.
Sapere che cosa proteggere
Un backup copre ciò che qualcuno ha deciso di includere. Ciò che nessuno sa di avere resta fuori, ed è esattamente il NAS di reparto o il computer di bordo macchina.
Pianificare la spesa
Con le date di acquisto si sa quali macchine scadono quest’anno e quali il prossimo, e la sostituzione si distribuisce invece di arrivare tutta insieme.
Chiudere gli accessi
Quando una persona lascia l’azienda si revocano gli accessi che si conoscono. Quelli su servizi che nessuno aveva censito restano attivi.
Perché conta per un’azienda
È il punto di partenza obbligato di ogni adempimento — GDPR, NIS2, questionari dei clienti — e la prima cosa che viene chiesta in qualunque verifica.
L’errore che vediamo più spesso
Un inventario compilato una volta e mai aggiornato invecchia in mesi. Va mantenuto in automatico dove possibile, altrimenti torna a essere un documento che descrive un’azienda che non esiste più.