Senza queste impostazioni chiunque può inviare email che sembrano provenire dal vostro dominio. SPF elenca i server autorizzati; DKIM aggiunge una firma che dimostra che il messaggio non è stato alterato; DMARC dice ai destinatari come comportarsi quando i controlli falliscono, e vi manda un rapporto di chi ci sta provando.
La configurazione va fatta con attenzione perché tutti i sistemi che inviano per vostro conto — gestionale, newsletter, portale — devono essere censiti. Attivare DMARC in blocco senza questo censimento fa sparire email legittime.
Tre record che impediscono di scrivere a nome vostro
Sono impostazioni pubbliche del vostro dominio che dicono ai server di posta di tutto il mondo chi è autorizzato a inviare messaggi con il vostro indirizzo. Senza di esse, chiunque può scrivere ai vostri clienti sembrando voi.
SPF dichiara chi può inviare
Elenca i sistemi autorizzati a spedire per il vostro dominio. Va tenuto aggiornato quando cambiano i servizi che mandano posta a vostro nome, come le piattaforme di fatturazione o le newsletter.
DKIM firma i messaggi
Aggiunge una firma crittografica che prova che il messaggio è partito davvero da voi e non è stato alterato per strada.
DMARC dice cosa fare con gli abusi
Collega i due precedenti e indica ai destinatari come comportarsi con i messaggi che non superano i controlli: ignorarli, metterli in quarantena o rifiutarli. È il record che chiude il cerchio, ed è quello che manca più spesso.
Perché non è solo un problema tecnico
Un dominio senza queste protezioni è un rischio commerciale prima che informatico: un attaccante può scrivere a un vostro cliente chiedendo un pagamento su un conto diverso, e il messaggio arriverà con il vostro indirizzo nel campo del mittente.
Configurarli richiede poche ore e non ha controindicazioni, purché la modifica sia graduale: si parte in sola osservazione, si verifica per qualche settimana che nessun invio legittimo venga scartato, e solo dopo si passa al blocco.
Perché conta per un’azienda
Protegge la reputazione del vostro dominio e i vostri clienti: senza, qualcuno può scrivere ai vostri clienti a vostro nome chiedendo un pagamento su un IBAN diverso.
L’errore che vediamo più spesso
Molte aziende hanno SPF configurato anni fa e mai aggiornato, con server dismessi ancora autorizzati e sistemi nuovi che non lo sono. È una verifica che richiede pochi minuti e viene fatta quasi mai.