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Vulnerability assessment per aziende

Censire le debolezze note prima che le trovi qualcun altro — e sapere quali delle centinaia trovate contano davvero.

In breve

Un vulnerability assessment censisce le debolezze note dei vostri sistemi e le ordina per gravità. Non è un penetration test, che simula un attacco vero: è più ampio, ripetibile ed è il passo che viene prima. Il valore non sta nell'elenco — uno strumento produce centinaia di segnalazioni — ma nella lettura ragionata di quali contano nel vostro contesto e nella verifica dopo i rimedi.

Non è un penetration test

Uno censisce, l'altro prova a entrare. Commissionare il secondo senza aver fatto il primo significa pagare per scoprire l'ovvio.

Il valore è nella lettura

Uno strumento trova centinaia di problemi. Sapere quali dei dieci critici lo sono davvero da voi è il lavoro che si paga.

Serve ripeterlo

Un esame fotografa un giorno. La misura utile è quante criticità restano aperte rispetto al ciclo precedente.

Che cosa fa, e che cosa non fa

Un vulnerability assessment esamina i vostri sistemi e produce l’elenco delle debolezze già note e già catalogate: versioni non aggiornate, configurazioni deboli, servizi esposti che non dovrebbero esserlo, credenziali predefinite mai cambiate.

È il modo più efficiente di rispondere a una domanda semplice e scomoda: se qualcuno guardasse la nostra azienda dall’esterno adesso, cosa vedrebbe?

Non fa altre due cose, e conviene saperlo prima. Non prova a entrare — quello è il penetration test, che è un lavoro diverso. E non trova vulnerabilità sconosciute: cerca quelle catalogate, che sono anche quelle sfruttate nella stragrande maggioranza degli attacchi reali.

Perché viene prima del penetration test

I due termini vengono usati come sinonimi e la confusione porta ad acquistare la cosa sbagliata, quasi sempre la più costosa.

Commissionare un penetration test a un’azienda che non ha mai fatto un censimento significa pagare persone competenti per scoprire cose che uno strumento avrebbe trovato da solo. Il risultato è un documento che elenca server non aggiornati e password predefinite, con una parcella da simulazione di attacco.

L’ordine sensato è: prima si censisce, si sistema quello che emerge, poi — se il contesto lo giustifica — si mette alla prova quello che resta.

Il lavoro vero comincia dopo l’elenco

Uno strumento su una rete aziendale normale produce centinaia di segnalazioni. Chiuderle tutte è impossibile e non serve, perché la gravità che lo strumento dichiara è calcolata in astratto e non conosce la vostra azienda.

Un esempio concreto: una vulnerabilità classificata critica su un server che non è raggiungibile da nessuno all’infuori della rete interna conta meno di una classificata media su un servizio pubblicato su Internet. Uno strumento non lo sa; una persona che ha guardato la vostra infrastruttura sì.

È per questo che la parte che si paga non è la scansione — quella è quasi gratuita — ma la lettura ragionata: il riordino secondo il rischio reale, e la distinzione fra ciò che va chiuso subito, ciò che si pianifica e ciò che si può accettare sapendo di accettarlo.

Senza questo passaggio succede sempre la stessa cosa: si passano settimane su segnalazioni innocue mentre resta aperto un accesso da remoto senza secondo fattore.

Serve ripeterlo, altrimenti fotografa un giorno

Le vulnerabilità nuove escono ogni settimana e l’infrastruttura cambia di continuo. Un esame singolo dice com’erano le cose quel giorno.

Il valore sta nel confronto fra un ciclo e il successivo, e la misura utile non è quante ne abbiamo — un numero senza significato assoluto — ma quante di quelle critiche sono ancora aperte rispetto alla volta scorsa. È una misura di processo: dice qualcosa su come l’azienda è gestita, non solo su come è configurata.

Come lo facciamo

Il perimetro si concorda prima. Quali sistemi, da quale posizione — dall’esterno, dall’interno, come utente autenticato — e cosa è escluso. Un esame senza perimetro definito produce risultati che non si possono confrontare nel tempo.

I sistemi fragili si trattano con attenzione. Alcuni controlli possono sollecitare apparati vecchi. Si identificano prima e si esaminano in finestre concordate, invece di scoprirlo fermando qualcosa.

Il documento è leggibile da chi decide. Non lo scarico dello strumento: le criticità in ordine di rischio reale, cosa fare per ciascuna, e quanto costa in tempo.

C’è una verifica dopo i rimedi. Altrimenti resta aperta la domanda che conta di più, cioè se il problema sia stato chiuso davvero.

Il resto

Vedi anche la cybersecurity e NIS2 per il quadro di governance, la sicurezza informatica per la parte operativa e l’incident response per cosa fare quando qualcosa è già successo.

Il primo passo

Concordiamo il perimetro e vi diciamo che cosa aspettarvi, prima di cominciare. La prima valutazione è gratuita e senza impegno.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra vulnerability assessment e penetration test?

Il primo è un censimento: uno strumento esamina i sistemi ed elenca le debolezze note ordinandole per gravità. È ampio, ripetibile e relativamente economico. Il secondo è una simulazione di attacco condotta da persone, che provano davvero a entrare concatenando debolezze che singolarmente sembrerebbero minori. È più profondo, più costoso e fotografa un momento. L'ordine sensato è prima censire e sistemare, poi eventualmente mettere alla prova.

Quante vulnerabilità troverete?

Su una rete aziendale normale, centinaia. È il numero che spaventa e che non significa quasi nulla, perché la gravità dichiarata dallo strumento non tiene conto del contesto. Una vulnerabilità critica su un sistema che nessuno può raggiungere conta meno di una media su un servizio esposto su Internet. Il lavoro che vi consegniamo è l'elenco riordinato secondo il rischio reale, non lo scarico dello strumento.

Ogni quanto va rifatto?

Dipende da quanto cambia la vostra infrastruttura, ma sotto le due volte l'anno il confronto perde significato. Le vulnerabilità nuove escono ogni settimana e i sistemi cambiano di continuo: il valore non sta nel singolo esame ma nella ripetizione, perché la domanda utile non è quante ne abbiamo ma quante di quelle critiche sono ancora aperte rispetto al ciclo precedente.

L'esame può causare disservizi?

Un censimento condotto correttamente è non invasivo e si esegue durante il normale lavoro. Alcuni controlli più profondi possono sollecitare sistemi vecchi o fragili, e per questo il perimetro si concorda prima e i sistemi delicati si esaminano in finestre stabilite. Un fornitore che non pone la domanda prima di cominciare è un fornitore da cui diffidare.

Che cosa consegnate alla fine?

Un documento con le criticità ordinate per rischio reale nel vostro contesto, l'indicazione pratica di cosa fare per ciascuna e la distinzione fra ciò che va chiuso subito, ciò che si può pianificare e ciò che si può accettare consapevolmente. Più una verifica dopo i rimedi, perché altrimenti resta aperta la domanda più importante, cioè se il problema sia stato davvero chiuso.

Cosa è esposto, della vostra infrastruttura

Una verifica dice che cosa è raggiungibile dall'esterno e in che ordine conviene chiuderlo. Partiamo da un confronto sulla vostra situazione.