Comprende famiglie con scopi diversi: il ransomware che cifra per estorcere, lo spyware che osserva, i programmi che rubano credenziali, quelli che trasformano il computer in uno strumento per attaccare altri. La classificazione ha poco valore pratico, perché un attacco reale ne combina più tipi in sequenza.
La distinzione utile non è fra le famiglie ma fra ciò che è generico e ciò che è mirato. Il malware diffuso viene riconosciuto da qualunque antivirus; quello costruito per un obiettivo specifico non è in nessun elenco, e contro quello serve un sistema che guardi i comportamenti.
Perché conta per un’azienda
Nella maggior parte degli incidenti aziendali il malware non è il problema iniziale ma la conseguenza: entra sfruttando una credenziale rubata o un accesso esposto, che sono i punti su cui conviene intervenire.
L’errore che vediamo più spesso
Un computer «pulito» secondo l’antivirus può essere compromesso da settimane. L’assenza di segnalazioni non è una prova di assenza di problemi.