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AI per consulenti del lavoro

Nelle pratiche del personale ci sono dati sulla salute. È il vincolo che decide cosa si può immettere e cosa no.

In breve

Nelle pratiche gestite da un consulente del lavoro compaiono dati sulla salute — assenze per malattia, infortuni, permessi legati a condizioni personali — che sono categorie particolari e alzano il livello richiesto. L'AI in questi studi rende soprattutto sulla parte documentale e sulle scadenze; i conteggi restano al gestionale, e il perimetro di cosa si può immettere va scritto prima.

Nelle buste paga c'è la salute

Assenze, infortuni, permessi. Sono categorie particolari di dati, e cambiano cosa si può immettere in uno strumento.

I conteggi restano al gestionale

I sistemi linguistici non sono strumenti di calcolo. Dove rendono è la parte documentale e organizzativa.

Il picco è prevedibile

Le scadenze concentrano il carico in pochi giorni. È lì che alleggerire le attività ripetitive vale di più.

Il vincolo che questo mestiere ha in più

Uno studio di consulenza del lavoro tratta gli stessi tipi di dati di uno studio commercialista, con un’aggiunta che cambia il livello richiesto: nelle pratiche del personale ci sono dati sulla salute.

Non serve gestire una struttura sanitaria per averne. Compaiono nei cedolini e nelle pratiche ordinarie sotto forma di assenze per malattia, infortuni sul lavoro, permessi legati a condizioni personali o a disabilità, visite mediche. Sono categorie particolari di dati, e questo alza tre cose: le misure di sicurezza richieste, la soglia per valutare una violazione, e l’attenzione su chi può consultare cosa.

La conseguenza pratica più immediata riguarda un’abitudine diffusa: l’utente condiviso del gestionale paghe non è sostenibile. Con questi dati serve poter dire chi ha consultato una pratica, e con un accesso unico non si può.

Dove l’AI rende, e dove non deve entrare

Rende sulla parte documentale, che in questi studi è imponente. Classificare i documenti in arrivo dai clienti — comunicazioni, certificati, variazioni, richieste — e associarli automaticamente all’azienda e alla pratica giusta è il lavoro più ripetitivo e più facilmente alleggeribile che esista.

Rende sulla ricerca nell’archivio contrattuale: ritrovare una clausola già negoziata, un accordo aziendale gestito due anni fa, il precedente di una situazione simile.

Rende sulle comunicazioni ricorrenti: le lettere ai clienti che si ripetono, le richieste di documenti mancanti, i promemoria sulle scadenze.

Non deve entrare nei conteggi. I sistemi linguistici non sono strumenti di calcolo: producono numeri verosimili con la stessa sicurezza con cui producono quelli corretti. In materia retributiva e contributiva un errore ha conseguenze immediate e verificabili. Il calcolo resta al gestionale e la responsabilità al professionista.

Che cosa non va immesso, mai

È l’elenco che va scritto prima e che in uno studio del lavoro è più lungo che altrove:

L’elenco vale a prescindere dallo strumento, ed è la parte della policy che le persone devono conoscere a memoria.

Il calendario decide quando si introduce

Uno studio che gestisce le paghe ha un carico a picchi: pochi giorni al mese concentrano il lavoro di settimane, e in quei giorni non si sperimenta niente.

È anche il motivo per cui l’AI in questi studi ha un ritorno più visibile che altrove: nelle settimane di punta il collo di bottiglia non è la competenza tecnica, che c’è, ma il tempo speso a smistare documenti, inseguire allegati mancanti e rispondere a domande ripetute. È esattamente la parte che si può alleggerire.

L’analisi dei flussi si fa in qualunque momento; l’attivazione si programma lontano dalle scadenze.

Come lo facciamo

Prima si guarda cosa già succede. In quasi tutti gli studi qualcuno ha già cominciato per conto suo. Il primo passo non è vietare: è sapere.

Poi si mette in ordine l’archivio, se serve, perché un assistente documentale funziona su documenti organizzati con criterio.

Poi si scrive l’elenco di cosa si può immettere e cosa no, con i casi concreti di questo mestiere.

Infine si forma chi lo userà, perché l’errore che costa di più è la persona che, in buona fede, incolla un certificato medico dove non doveva.

Il resto

Vedi anche AI per commercialisti, con cui questo studio condivide gran parte dei flussi, IT, AI e sicurezza per commercialisti e consulenti del lavoro e GDPR per commercialisti per la distinzione fra titolare e responsabile, che qui è particolarmente rilevante.

Il primo passo

Un’analisi dei flussi documentali: dove si perde tempo, quali attività si prestano davvero e quali no. Gratuitamente e senza impegno.

Domande frequenti

Un consulente del lavoro può usare l'AI sui documenti dei clienti?

Sì, con un vincolo in più rispetto ad altri studi. Nelle pratiche del personale compaiono dati sulla salute - assenze per malattia, infortuni, permessi legati a condizioni personali o a disabilità - che sono categorie particolari di dati. Servono strumenti che non usino i contenuti per addestrare modelli, accessi profilati e un elenco scritto di ciò che non va immesso in nessun caso.

L'AI può elaborare i cedolini o fare i conteggi?

No, e diffidate di chi lo promette. I sistemi linguistici producono numeri verosimili con la stessa sicurezza con cui producono quelli giusti, e in materia retributiva un errore ha conseguenze immediate. I conteggi restano al gestionale e al professionista. Dove l'AI rende è la parte documentale e organizzativa che sta intorno.

Che cosa si può automatizzare davvero?

Tre cose che vediamo funzionare bene. La classificazione dei documenti in arrivo dai clienti, con associazione automatica all'azienda e alla pratica. La ricerca dentro l'archivio contrattuale, per ritrovare una clausola o un accordo già gestito. E la preparazione delle comunicazioni ricorrenti ai clienti, che partono da una bozza invece che da un foglio bianco.

Come si gestisce il rischio sui dati sanitari?

Prima di tutto con un elenco scritto di ciò che non esce mai - certificati, documentazione medica, dati su condizioni personali. Poi con accessi individuali e non condivisi, perché con categorie particolari non poter dire chi ha consultato cosa è un problema serio. E infine verificando che lo strumento scelto non usi i contenuti per l'addestramento, il che si accerta sulle condizioni contrattuali e non sulla pagina commerciale.

Quando conviene introdurlo?

Lontano dalle scadenze. Uno studio che gestisce le paghe ha picchi prevedibili e improrogabili, e introdurre uno strumento nuovo nella settimana sbagliata è un errore che non si fa due volte. L'analisi dei flussi si può fare in qualunque momento; l'attivazione si programma.

L'AI nel vostro studio, partendo da cosa fate davvero

Ogni studio ha pratiche ripetitive diverse. Raccontateci le vostre e vi diciamo quali si prestano e quali no, senza vendervi strumenti che non vi servono.