Avast ha rilanciato la propria offerta consumer con due abbonamenti annuali, Premium Security e Ultimate, pensati per proteggere fino a 10 dispositivi tra PC, Mac, smartphone e tablet. La notizia conta anche per le piccole aziende perché molte realtà con pochi addetti gestiscono proprio così il parco dispositivi: postazioni miste, telefoni aziendali e lavoro distribuito, spesso senza un reparto IT interno.
Il punto, però, non è solo il prezzo del primo anno. Per un imprenditore la vera domanda è un’altra: una suite multi-device di questo tipo può bastare per ridurre il rischio operativo, oppure serve una protezione più strutturata?
Cosa offre Avast One nei due piani
Secondo quanto riportato il 15 ottobre 2026, Avast propone due formule per un massimo di 10 dispositivi: Premium Security e Ultimate.
Entrambi i piani includono le funzioni di base che oggi ci si aspetta da una suite di sicurezza moderna:
- protezione da virus e malware;
- difesa dai ransomware;
- rilevamento di siti contraffatti e tentativi di phishing;
- strumenti antifrode per SMS e chiamate sospette;
- supporto nell’identificazione di truffe online, deepfake e video falsi;
- controlli sulla sicurezza delle reti Wi-Fi;
- protezione contro attacchi che sfruttano l’accesso remoto al computer.
Per una piccola organizzazione questi elementi sono rilevanti. Non parliamo più soltanto del “vecchio antivirus”, ma di un insieme di controlli che cerca di intercettare minacce sempre più legate all’inganno: link malevoli, telefonate sospette, messaggi che imitano fornitori, richieste urgenti di pagamento o contenuti manipolati per sembrare credibili.
La differenza tra i due pacchetti sta negli strumenti aggiuntivi inclusi nel piano Ultimate:
- Premium VPN;
- Cleanup Premium;
- AntiTrack.
La VPN serve a cifrare la connessione e può essere utile soprattutto quando si lavora fuori ufficio o su reti non pienamente affidabili. Cleanup Premium punta all’ottimizzazione del dispositivo e alla rimozione di elementi inutili. AntiTrack, invece, è orientato alla riduzione del tracciamento online.
La compatibilità dichiarata copre Windows, macOS, Android e iOS, quindi l’offerta è adatta a contesti dove convivono sistemi diversi.
Prezzi: l’offerta iniziale è interessante, ma va letta bene
I prezzi riportati nella promozione sono questi:
- Premium Security: 39,99 euro per il primo anno, poi 99,99 euro di rinnovo annuale;
- Ultimate: 55,99 euro per il primo anno, poi 139,99 euro di rinnovo annuale.
La differenza iniziale tra i due piani è di 16 euro l’anno, mentre il divario sul rinnovo sale a 40 euro annui. In entrambi i casi viene indicato un risparmio del 60% rispetto al prezzo ordinario.
Se si guarda solo al costo di ingresso, l’offerta è competitiva. Dividendo la spesa sul numero massimo di dispositivi coperti, il prezzo iniziale appare molto basso. È proprio questo il motivo per cui soluzioni del genere attirano professionisti, microimprese e studi con budget contenuti.
Ma qui entra in gioco un aspetto spesso trascurato: il prezzo promozionale vale per il primo periodo, mentre il rinnovo automatico avviene alla tariffa ordinaria in vigore. Per gli abbonamenti annuali, è prevista una comunicazione fino a 65 giorni prima della scadenza e l’addebito può arrivare fino a 35 giorni prima dell’anniversario. È possibile annullare il rinnovo dal proprio account, ed è prevista una garanzia di rimborso entro 30 giorni dall’inizio dell’abbonamento o dalla scadenza annuale.
Per un privato può sembrare un dettaglio. In azienda non lo è: gli abbonamenti “piccoli” si moltiplicano facilmente, e senza controllo diventano un costo ricorrente poco visibile ma costante.
Perché oggi si parla anche di deepfake e truffe, non solo di virus
L’elemento più interessante dell’annuncio non è il classico antivirus, ma l’enfasi sulle truffe digitali e sui deepfake. È il segnale di come sia cambiato il rischio reale per le imprese.
Negli ultimi anni molti incidenti non partono da una vulnerabilità tecnica sofisticata, ma da un errore umano indotto. Un dipendente riceve una chiamata apparentemente credibile, un messaggio che imita la banca, una mail che sembra arrivare da un cliente o un fornitore, oppure un contenuto audio o video manipolato per dare urgenza a una richiesta.
In questo scenario, anche una buona suite di protezione ha un ruolo utile perché può filtrare parte delle minacce note e segnalare comportamenti anomali. Tuttavia, nessun software può sostituire del tutto procedure interne chiare, verifica delle richieste di pagamento, controllo degli accessi e formazione minima del personale.
Dove una suite multi-device è utile davvero
Per alcune realtà, un abbonamento come Avast One può essere una scelta sensata. In particolare:
- microimprese con meno di 10 dispositivi;
- studi professionali senza infrastrutture complesse;
- attività con personale spesso in mobilità;
- uffici che vogliono uniformare una protezione di base su PC e smartphone.
Avere un’unica licenza per più dispositivi semplifica la gestione e può aiutare a evitare situazioni molto comuni: un PC aggiornato e protetto, un portatile senza controlli adeguati, due smartphone aziendali gestiti “a memoria” e il tablet usato per lavoro senza alcuna verifica.
Detto questo, appena il contesto diventa più articolato, i limiti emergono subito.
Dove non basta più
Un’azienda non va valutata solo in base al numero di dispositivi. Conta anche il valore dei dati trattati, il livello di esposizione al rischio e la continuità operativa richiesta.
Una suite multi-device, da sola, non sostituisce:
- backup verificati e ripristinabili;
- gestione centralizzata delle postazioni;
- controllo degli aggiornamenti di sistema e software;
- politiche di accesso e protezione degli account;
- procedure documentate in caso di incidente;
- adempimenti privacy e organizzativi quando si trattano dati personali.
In altre parole, un antivirus può essere un tassello, non l’intera strategia. Se un ransomware cifra i file condivisi o un dipendente cade in una frode via email, la differenza la fa spesso la capacità di ripristinare i dati e contenere il danno, non solo il software installato sul singolo dispositivo. Su questo fronte soluzioni di remote backup e servizi di sicurezza informatica hanno un impatto molto più diretto sulla resilienza dell’azienda.
Cosa significa per la tua azienda
Se stai valutando un’offerta di questo tipo per la tua PMI, il consiglio è di non fermarti al prezzo promozionale. Usa invece questa checklist pratica.
Primo: fai l’inventario dei dispositivi reali. Non contare solo i PC in ufficio, ma anche notebook, smartphone aziendali, tablet e dispositivi usati in smart working.
Secondo: verifica chi gestisce rinnovi e licenze. Il rinnovo automatico può essere comodo, ma solo se qualcuno controlla scadenze, costi e numero di postazioni coperte.
Terzo: chiediti qual è il rischio principale. Se il problema più serio è il furto di credenziali, la truffa via email o il blocco operativo da ransomware, la sola protezione endpoint non basta.
Quarto: non trascurare il backup. Se un file condiviso viene cifrato o cancellato, la priorità è ripartire in fretta. Senza copie affidabili, anche il miglior antivirus arriva tardi.
Quinto: centralizza la gestione. In una PMI è frequente che ogni postazione sia gestita in modo diverso. Questo aumenta errori, aggiornamenti mancanti e software non controllati. Un approccio più ordinato di desktop IT management riduce i punti deboli quotidiani.
Sesto: allinea la sicurezza alla privacy. Se trattate dati di clienti, dipendenti o pazienti, la protezione tecnica va accompagnata da regole organizzative e verifiche coerenti con il GDPR. Non basta “avere un antivirus” per poter dire di essere adeguati, soprattutto in caso di incidente.
In pratica, un’offerta come Avast One può avere senso come livello base o come soluzione ponte per ambienti piccoli. Ma se la tua attività dipende dalla disponibilità dei dati, dagli accessi remoti o dalla protezione di informazioni riservate, conviene inserirla dentro un piano più ampio, non usarla come unica barriera.
La vera domanda: prodotto consumer o presidio aziendale?
La notizia è utile perché ricorda un tema concreto: la sicurezza oggi deve coprire più dispositivi, più canali e più tipi di truffa. Da questo punto di vista, le suite multi-device sono una risposta pratica e a basso costo per chi parte da zero.
Il rischio, però, è confondere una buona protezione di base con una strategia aziendale completa. Per una PMI italiana la priorità non è acquistare “l’antivirus più ricco”, ma capire quali processi non possono fermarsi, quali dati vanno protetti e chi interviene se qualcosa va storto.
Se questo passaggio manca, si finisce per spendere poco all’inizio e molto di più quando si verifica il primo problema serio.
Domande frequenti
Avast One è adatto a una piccola azienda?
Può esserlo per microimprese o studi con pochi dispositivi e bisogni semplici. Non sostituisce però backup, gestione centralizzata e procedure di sicurezza.
Premium Security o Ultimate: quale conviene?
Ultimate aggiunge VPN, strumenti di pulizia e AntiTrack. Conviene se il lavoro fuori ufficio è frequente e se quelle funzioni vengono davvero utilizzate.
Il rinnovo automatico è un problema?
Non necessariamente, ma va controllato. Il costo del secondo anno è più alto del prezzo iniziale, quindi è bene segnare per tempo scadenza, importo e numero di licenze effettivamente necessarie.