Il vantaggio pratico non è il risparmio sulle chiamate, ormai marginale: è che il telefono smette di essere legato a una scrivania. Un interno può squillare in sede, su un portatile a casa o su un’applicazione nel telefono, e chi chiama non nota differenza.
La contropartita è che la qualità delle chiamate dipende dalla rete. Un VoIP installato su una rete non preparata produce voce che si interrompe, ed è il motivo per cui molte aziende hanno una brutta esperienza da raccontare.
La voce non tollera il ritardo, e questo cambia la rete
Un messaggio di posta che arriva mezzo secondo dopo non se ne accorge nessuno. Una conversazione con mezzo secondo di ritardo è inutilizzabile. È la ragione per cui il telefono su rete dati richiede attenzioni che gli altri servizi non richiedono.
Il problema tipico non è la banda: è che quando qualcuno scarica un file grosso o parte il backup, la voce si trova in coda con tutto il resto e la chiamata si spezza. Si risolve dando **precedenza al traffico voce** sugli apparati di rete, che è una configurazione, non un acquisto.
Il secondo punto da chiarire prima di passare al centralino in cloud è che cosa succede quando la linea cade: senza un piano — una seconda connessione, o l’inoltro automatico ai cellulari — l’azienda resta anche senza telefono, non solo senza internet.
Perché conta per un’azienda
Per aziende con più sedi o con personale che lavora anche da fuori, elimina la separazione fra il numero dell’ufficio e la persona.
L’errore che vediamo più spesso
La priorità del traffico voce sulla rete va configurata prima dell’attivazione, non dopo le prime lamentele. Ed è bene sapere cosa succede alle chiamate quando la linea Internet cade.