Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 15:35

Il programma Today at Apple cresce e si rinnova

L'Apple Store non solo come negozio fisico dove toccare con mano e acquistare i prodotti, ma anche come luogo di apprendimento e aggregazione: il gruppo di Cupertino annuncia un rinnovamento del programma Today at Apple che offre a chiunque ormai da quasi due anni la possibilità di partecipare a sessioni di gruppo incentrate su temi come fotografia, video, musica, coding, sviluppo, arte, design e altro ancora, in modo del tutto gratuito.

Today at Apple: Skills, Walks e Labs

La nuova organizzazione delle sessioni si struttura in tre format inediti: Skills(L’abc in italiano), Walks (Tour) e Labs (Lab), pensati per rivolgersi a tutte le fasce di età, comprese intere famiglie (“Foto di famiglia originali e divertenti”) e bambini (“Percorso a ostacoli con i robot di Sphero” e “Crea il tuo emoji”), indipendentemente dalle competenze già acquisite. Ci sono poi appuntamenti destinati agli educatori (“Design e prototipi di app”, “Progetti di classe con Clips” e “Programmare per tutti”) che possono così far loro nuovi metodi per portare poi la tecnologia in classe. Queste le parole di Angela Ahrendts, Senior Vice President Retail di Apple.

Vediamo più nel dettaglio le categorie nelle quali verranno inserite le sessioni e qual è la loro funzione.

  • Skills (L’abc): sessioni destinate a chi desidera apprendere nuove tecniche creative per sfuttare al meglio i prodotti Apple come la realizzazione di un video, l’editing delle foto o la composizione di un brano musicale;
  • Walks (Tour): in giro fuori dal negozio accompagnati da un Creative Pro, esplorando la città e l’ambiente circostante, a contatto con la comunità, sviluppando nuove competenze su fotografia, musica, video, salute ecc.
  • Labs (Lab): sperimentazione di tecniche creative e avvio di un progetto accompagnati talvolta da artisti e creatori di fama internazionale.

    Come partecipare

    L’iniziativa Today at Apple è stata lanciata dalla mela morsicata nel 2017 e da allora ha visto andare in scena più di 18.000 sessioni gratuite ogni settimana, in tutto il mondo, coinvolgendo milioni di partecipanti. Per trovare quelle organizzate nello store più vicino e registrarsi è sufficiente visitare il sito ufficiale del programma.

    Nell’occasione il gruppo di Cupertino annuncia inoltre che per meglio rispondere alle esigenze legate agli appuntamenti, in ogni store sarà creata un’area denominata Forum, con parete video e posti a sedere, che al di fuori delle sessioni verrà destinata agli incontri delle comunità locali.

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L'Intelligenza Artificiale può estrapolare dati da grandi collezioni strutturate di dati e grazie al Machine Learning si possono formulare previsioni e modelli partendo da informazioni già consolidate. Ma tutto ciò può arrivare a sfiorare le corde del cuore come sa fare la musica? L’Intelligenza Artificiale potrebbe arrivare laddove Schubert si è fermato, un attimo prima della conclusione? Huawei vuole provarci, mettendo le emozioni, e non soltanto immagini e testi, in pasto all’IA dei propri dispositivi. E lo fa puntando in alto, molto in alto: sarà un dispositivo Huawei a tentare di completare la Sinfonia n.8 di Schubert, opera incompiuta in SI minore su cui già altri musicisti e compositori hanno tentato l’impresa.

L’IA completerà la sinfonia n.8 di Schubert

Non è chiaro come Huawei voglia tecnicamente operare per tentare il completamento della sinfonia. La presentazione avverrà infatti soltanto nel mese di febbraio, quando il risultato del progetto “Unfinished Symphony” sarà svelato.

L’anno scorso abbiamo insegnato alla nostra AI a guidare un’auto, a tradurre i canti delle megattere in una canzone d’amore e, grazie a StorySign, abbiamo potuto migliorare la vita dei bambini sordi. Con il prossimo progetto vogliamo esplorare il ruolo positivo che la tecnologia può avere sulla cultura.

L’IA non ha le pretese e le responsabilità di un compositore: si limita ad elaborare, declinando ad algoritmi il concetto di “interpretazione”. L’approccio deresponsabilizzato può quindi risultare differente dai precedenti tentativi umani su questa impresa, la cui bontà dell’esito rimarrà per sempre in sospeso poiché soltanto Schubert in persona avrebbe diritto ad un giudizio definitivo.

Huawei ha chiesto ad un compositore di alto livello di “insegnare” ad uno smartphone come si potrebbe completare l’opera, quindi con un approccio guidato che al suo interno già integra tutto quel che si sa dell’opera: le parti già scritte, i non-detti che emergono dalle particolarità delle parti già completate, la storia dell’autore, il contesto nel quale l’opera è stata immaginata. Nel rapporto tra l’uomo e l’IA c’è un passaggio di informazioni di cui il dispositivo Huawei (dalle immagini si può apprezzare un Huawei Mate 20 Pro) dovrà far tesoro per giungere a trasformare in emozione quel che gli algoritmi vedono semplicemente come numeri – più o meno ordinati – da elaborare.

La sfida è di alto profilo, perché a questo ambisce il brand. Attingere alla cultura ed alla musica dell’800 è qualcosa di ragguardevole, in grado davvero di alzare l’asticella e di migrare l’immagine di un telefonino verso una dimensione più completa del suo ruolo nella società. Un passo coraggioso, metafora di ambizioni altrettanto altisonanti.

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Proseguono a buon ritmo i lavori pianificati da Google per estendere la portata del Material Design a tutte le sue piattaforme e ad ogni loro versione: questa volta tocca a Gmail, con un restyling delle applicazioni mobile destinate a smartphone e tablet che sarà introdotto in modo graduale a partire dalle prossime settimane. L’annuncio arriva direttamente dal blog ufficiale del gruppo di Mountain View, con alcuni screenshot allegati che riportiamo di seguito, utili per capire cosa cambierà.

Gmail: Material Design su Android e iOS

Il nuovo stile andrà a palesarsi all’interno delle app distribuite da bigG sui dispositivi Android e iOS. Le novità non saranno esclusivamente di carattere estetico, ma anche funzionale: sarà ad esempio possibile vedere un’anteprima dei file allegati ai messaggi ricevuti senza aprirli e senza dover effettuare lo scrolling dell’intera conversazione. Ancora, sarà più semplice passare da un account all’altro, effettuando in un istante lo switch tra la propria casella personale a quella utilizzata quotidianamente per le comunicazioni di lavoro (e viceversa).

L'app mobile di Gmail in Material Design

Un ennesimo step, dunque, nel percorso di rollout del Material Design che di recente ha già interessato con un restyling anche le versioni Web di servizi come la stessa casella di posta Gmail, Drive, Calendar, Docs e Sites. L’obiettivo dichiarato è quello di uniformare l’interfaccia delle varie piattaforme del portfolio Google, così da offrire un’esperienza omogenea indipendentemente dagli strumenti utilizzati.

L'app mobile di Gmail in Material Design

Per coloro appartenenti all’ambito professionale abbonati alla G Suite (nelle scorse settimane è stato annunciato un aumento dei prezzi per le formule Basic e Business) la novità arriverà più avanti nel corso dell’anno.

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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 12:46

Bug FaceTime: Apple non ascoltò le segnalazioni

Ieri l’esplosione del caso: un grave bug riscontrato nel funzionamento di FaceTime (subito battezzato FacePalm) permette potenzialmente a chiunque di spiare gli altri utenti, inoltrando loro una chiamata e osservandoli ancor prima che questi rispondano. Una falla per la sicurezza di iOS e macOS. Apple ha momentaneamente posto rimedio al problema disabilitando le conversazioni di gruppo ed entro la settimana è atteso il rilascio di un aggiornamento correttivo.

Bug FaceTime: segnalazioni ignorate

Oggi si apprende invece che già una decina di giorni fa qualcuno aveva segnalato il problema al gruppo di Cupertino, senza però riuscire a mettersi in contatto con il team di tecnici al servizio della mela morsicata. Si tratta di una mamma (Michele Thompson) e del figlio 14enne (Grant Thompson), residenti in Arizona. Il ragazzo, tentando di organizzare una call FaceTime di gruppo con gli amici prima di una partita a Fortnite, ha scoperto l’anomalia. A testimoniarlo un tweet, allegato di seguito, indirizzato all’account @AppleSupport, di cui riportiamo la traduzione qui sotto.

Mio figlio ha trovato un’importante falla nella sicurezza del nuovo iOS di Apple. Può ascoltare i vostri iPhone e iPad senza la vostra approvazione. Ho un video. Report del bug inviato a @AppleSupport… resto in attesa di un riscontro per fornire dettagli. Una cosa spaventosa!

In un post Facebook ora non più raggiungibile i due avrebbero chiesto un iPhone X, un MacBook e auricolari AirPods come ricompensa per la segnalazione.

Curiosamente, poche ore prima che si iniziasse a parlare del problema, il CEO Tim Cook ha condiviso un tweet in cui si parla proprio dell’esigenza di rafforzare l’efficacia delle misure poste a protezione della privacy.

Dobbiamo continuare a lottare per il mondo in cui vogliamo vivere. In questo #DataPrivacyDay concentriamoci tutti sulle azioni e sulle riforme necessarie per le vitali protezioni della privacy. I pericoli sono reali e le conseguenze troppo importanti.

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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 12:39

Apple, tutto a gonfie vele tranne gli iPhone

Nelle prime parole della comunicazione trimestrale Apple c’è tutto: “Servizi, Mac e Wearable raggiungono il nuovo record di incassi“. Se in questa frase c’è tutto il senso della trimestrale, è perché in questo elenco manca l’iPhone, vero fulcro delle attenzioni di utenti e investitori. Dopo la letteradell’amministratore delegato Tim Cook agli azionisti, con cui si preannunciava un passaggio a vuoto per gli smartphone del gruppo – destinato a perdurare anche ad inizio 2019 – è infatti la gamma iPhone ad essere al centro delle attenzioni di tutti.

E se la frase antecedente era l’inizio della storia, la fine è invece quella scritta a Wall Street: durante le contrattazioni after hour il titolo è balzato del 5%riportandosi a quota 165 dollari: si è ancora molto al di sotto rispetto ai picchi del 2018, ma al tempo stesso le azioni AAPL hanno trovato un rimbalzo in occasione di una delle verifiche più importanti di questo complesso passaggio.

Apple, Q1 2019

Complessivamente le entrate del primo trimestre 2019 (che termina il 29 dicembre 2018) sono state pari a 84,3 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto al primo trimestre 2018. Il peso principale per questa defaillance è relativa al calo del 15% delle entrate dalla gamma iPhone, mentre il resto dei prodotti e servizi del gruppo sono in ascesa del 19%. I problemi dell’iPhone XS erano noti, lo sbilanciamento delle vendite sul modello XR era cosa sdoganata, ma si trattava ora di pesare l’incidenza della cosa sugli incassi complessivi.

Al netto dei problemi registrati in Cina, però, il gruppo gode di ottima salute ed il trimestre paga il peso del rallentamento in oriente. Cause circostanziate insomma, che il gruppo conta di ovviare scommettendo sui servizi e sulla rettifica dell’offerta iPhone. Su quest’ultimo fronte non ci sono notizie immediate, ma trapela la possibilità di tagli sul prezzo dei futuri iPhone in mercati specifici; per esaltare il bacino di utenti sui quali scommettere per l’area servizi, invece, il gruppo ricorda che sono 900 milioni gli iPhone attivi al mondo, su un totale di 1,4 miliardi di dispositivi iOS. Mai finora il gruppo aveva diramato queste cifre: una scelta strategica, nel momento in cui viene celato il ritmo di vendite, per concentrare l’attenzione più sul volume di utenze attive che non sul ritmo registrato trimestre dopo trimestre. Sono dunque questi i numeri ai quali può attingere chi sviluppa per App Store ed è questa la community da cui Cupertino ha il dovere di ripartire.

Apple Pay potrebbe essere uno dei tasselli fondamentali in questo rilancio: ad oggi ancora limitato in termini di funzionalità e mercati, il servizio potrebbe presto trovare ben maggiore applicazione andando ad abbracciare una fetta sempre più importante di quel miliardo di utenti che avrebbero in mano tutto l’occorrente per potervi accedere. Nel frattempo le trattative in atto tra Trump e Bejing potrebbero portare ad un rallentamento della morsa tra i due paesi, lasciando che la Cina possa tornare terreno di conquista ed ottenendo nuove armi concorrenziali contro gli emergenti brand orientali.

Incredibile il quantitativo di denaro cash su cui siede Cupertino: il totale ammonta ora a 245 miliardi di dollari, in crescita di un ulteriore 3% rispetto al trimestre precedente.

Al netto dei problemi registrati in Cina, però, il gruppo gode di ottima salute ed il trimestre paga il peso del rallentamento in oriente. Cause circostanziate insomma, che il gruppo conta di ovviare scommettendo sui servizi e sulla rettifica dell’offerta iPhone. Su quest’ultimo fronte non ci sono notizie immediate, ma trapela la possibilità di tagli sul prezzo dei futuri iPhone in mercati specifici; per esaltare il bacino di utenti sui quali scommettere per l’area servizi, invece, il gruppo ricorda che sono 900 milioni gli iPhone attivi al mondo, su un totale di 1,4 miliardi di dispositivi iOS. Mai finora il gruppo aveva diramato queste cifre: una scelta strategica, nel momento in cui viene celato il ritmo di vendite, per concentrare l’attenzione più sul volume di utenze attive che non sul ritmo registrato trimestre dopo trimestre. Sono dunque questi i numeri ai quali può attingere chi sviluppa per App Store ed è questa la community da cui Cupertino ha il dovere di ripartire.

Apple Pay potrebbe essere uno dei tasselli fondamentali in questo rilancio: ad oggi ancora limitato in termini di funzionalità e mercati, il servizio potrebbe presto trovare ben maggiore applicazione andando ad abbracciare una fetta sempre più importante di quel miliardo di utenti che avrebbero in mano tutto l’occorrente per potervi accedere. Nel frattempo le trattative in atto tra Trump e Bejing potrebbero portare ad un rallentamento della morsa tra i due paesi, lasciando che la Cina possa tornare terreno di conquista ed ottenendo nuove armi concorrenziali contro gli emergenti brand orientali.

Incredibile il quantitativo di denaro cash su cui siede Cupertino: il totale ammonta ora a 245 miliardi di dollari, in crescita di un ulteriore 3% rispetto al trimestre precedente.

Fonte: Apple

 

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