Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Martedì, 08 Gennaio 2019 14:44

Fattura elettronica: tutte le novità

A partire dal 1 gennaio 2019 in Italia diventa obbligatoria la Fattura Elettronica: così come già in auge per le aziende che intrattengono rapporti con la Pubblica Amministrazione, ora anche in ambito B2B (ossia tra aziende e professionisti) la fattura elettronica diventa il nuovo standard.

La digitalizzazione dei processi di fatturazione ha richiesto molti anni di studio per lo sviluppo di soluzioni e normative utili ad adottare il nuovo sistema in sostituzione dei tradizionali modelli cartacei, ma il passaggio si rivela ora cruciale per perpetrare un reale sforzo nella lotta all’evasione fiscale.

Chi la deve emettere

I soggetti sui quali ricade l’obbligo di fattura elettronica a partire dal 1 gennaio 2019 sono tutti i professionisti, le aziende e le partite IVA, salvo le entità contemplate da specifiche esclusioni. Tra queste ultime ricadono ad esempio le partite IVA in regime forfettario (platea destinata ad ampliarsi a seguito delle nuove azioni del Governo), tutti coloro i quali agiscono all’interno del regime dei Minimi, nonché coloro i quali già emettono scontrini fiscali (per i quali l’obbligo scatterà più avanti nel tempo). Esclusi inoltre le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) con bilancio al di sotto dei 65 mila euro ed altre categorie specifiche, all’interno di un quadro della situazione che rimane estremamente fluido ed in evoluzione.

L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (operazioni B2C, cioè Business to Consumer)

Tutte le regole relative a emissione, trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture elettroniche sono contenute all’interno del provvedimento 89757 del 30 aprile 2018.

Cosa cambia

A differenza del sistema tradizionale di fatturazione per via cartacea, il nuovo sistema opera all’interno di un nuovo canale denominato “Sistema di Interscambio” (SdI) che:

  • “verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonché l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura”;
  • “controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti”.

Una volta effettuati o controlli necessari, e validato pertanto l’intero processo, la fattura può passare dal mittente al destinatario con tanto di certificazione dell’avvenuto scambio. Il risparmio in termini di consumo di carta e conservazione fisica dei documenti è soltanto uno dei fattori evolutivi che la fattura elettronica consentirà di abilitare, poiché in realtà i passi avanti saranno molti di più e ancor più sostanziali soprattutto per il sistema paese. Tra gli altri vantaggi vanno infatti annoverati altresì il miglioramento dei processi di contabilizzazione dei dati (costi minori e minori margini di errore in fase di compilazione); maggior efficienza nei rapporti tra clienti e fornitori; viene meno l’obbligo di tenere registri IVA per chi opera in contabilità semplificata; risparmi oggettivi in termini di marche da bollo oggi applicate nell’emissione cartacea; facile gestione e reperimento di fatture precedentemente emesse.

I vantaggi sono quelli intrinseci della digitalizzazione, insomma, e la complessità è quella che si sconta nel passaggio: una sorta di investimento necessario in attesa di raccogliere sulla strada i vantaggi che ogni singolo giorno il nuovo processo disseminerà tra le maglie della burocrazia in atto tra uffici, Fisco, aziende e PA.

Cosa serve

Per emettere fattura elettronica sono sufficienti:

  • pc, tablet o smartphone con i quali accedere per via digitale agli strumenti software scelti per la compilazione della e-fattura;
  • un software o un servizio online che consenta la compilazione nel formato XML previsto dall’apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

I software ed i servizi disponibili sono molti, ognuno con caratteristiche e prezzi differenti, ma l’Agenzia delle Entrate ha predisposto altresì un’offerta propria che potesse fungere da standard per l’intero mercato. L’offerta si divide in tre opzioni:

  • una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete);
  • un software scaricabile su PC (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete);
  • un’App per tablet e smartphone, denominata Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete).

Ma il Fisco mette le mani avanti: tali strumenti sono semplici e pensati per “gli operatori che emettono un numero contenuto di fatture e sono soliti predisporle con gli usuali programmi di videoscrittura”. Per una gestione più sofisticata delle fatture e dei processi di emissione si consiglia pertanto tacitamente l’affidamento a tool più ricchi e funzionali.

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Il digital signage giunge ad un nuovo livello. Ad alzare l’asticella è Samsung, che al CES 2019 presenta “The Wall“, nuova tecnologia in grado di offrire risultati eclatanti proprio laddove la qualità dell’immagine può fare la differenza tra una comunicazione di successo ed una semplice comparsa. The Wall è una nuova tecnologia che consente l’installazione di pareti modulari in grado di restituire immagini con una qualità mai vista prima su certe dimensioni.

Il segreto sta nell’utilizzo di MicroLED su dimensioni di ampia scala. Il risultato è una parete (perché questa è la scala dimensionale da tenere in considerazione) con immagini di grande effetto grazie a colori più vivi e ad un nero più profondo: quest’ultimo risultato è ottenuto grazie al modo in cui la superficie è stata sviluppata, consentendo un maggior assorbimento di luce ed una minor rifrazione. Migliora inoltre la definizione, tanto che – spiega Samsung – “l’esperienza visuale è simile a quella che si ottiene con una tv QLED di qualità

I singoli pannelli hanno una diagonale pari a 75 pollici ma, grazie all’assenza di cornici, possono essere montati in modo modulare andando così a costruire superfici di grandi dimensioni per restituire un effetto scenico insuperabile. Campi di applicazione? Infiniti. Il digital signage è probabilmente quello di maggior efficacia, ma con ogni probabilità “The Wall” potrà rapidamente diventare uno standard per la comunicazione di qualità: l’efficacia del messaggio è direttamente proporzionale alla qualità dell’immagine stessa, poiché nitidezza, colore e contrasti sono ingredienti primi del tasso di attenzione raccolto dalla superficie del display.

The Wall resiste all’acqua, alla polvere e agli urti, promette bassi consumi ed è pertanto adatto tanto ad un utilizzo in qualsiasi contesto. Un nuovo strumento a disposizione della comunicazione, insomma, portando su larga scala le tecnologie fin qui utilizzate in ambito privato per una fruizione qualitativa di servizi di intrattenimento.

The Wall fece la sua prima comparsa al CES 2018, ma nel giro di un anno è stato migliorato sotto ogni punto di vista: ridotta la dimensione, e aumentata la definizione, oggi il prodotto è maturo per un mercato più ampio e proprio l’aver ridotto le dimensioni complessive sembra aprire anche a nuove combinazioni e nuove possibilità creative.

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Martedì, 08 Gennaio 2019 14:34

Sono 465 gli operatori per la cybersecurity

La strada della cybersecurity è stata tracciata a livello europeo (non potrebbe essere altrimenti) e l’Italia si era presto inserita nel gruppo di nazioni che voleva tirare la volata verso un sistema maggiormente integrato per la sicurezza del sistema paese. Dopo un lungo lavoro di studio e pianificazione, ora si entra in una fase nuova e maggiormente operativa, nella quale Stato e mondo dell’impresa faranno fronte comune. Al centro di tutto v’è la Direttiva NIS, insieme di linee guida che l’Italia (assieme a Germania e Regno Unito) ha voluto perseguire fin dal principio per portare avanti l’ambizioso piano che oggi sta per andare in porto.

L’ultima scadenza è stata quella di fine 2018, quando l’Italia ha comunicato di aver identificato 465 “Operatori di Servizi Essenziali” (OSE) nei settori indicati come strategici dall’UE: energia, trasporti, bancario, infrastrutture dei mercati finanziari, sanitario, fornitura e distribuzione di acqua potabile e infrastrutture digitali. “Parallelamente“, spiega il MISE, “ci si è attivati anche sulle misure che gli OSE dovranno adottare per la gestione dei rischi e sulle modalità con cui valutarne la compliance: un aspetto, quello di adeguamento alle norme, che fa davvero fare un salto di qualità alla cultura della sicurezza cibernetica“. Caratteristica peculiare dell’iniziativa è proprio l’integrazione nelle azioni di monitoraggio, prevenzione e azione che il sistema pubblico e quello privato debbono porre in essere per garantire su ambo le parti la maggior tutela possibile da possibili cyberattacchi. Non è noto, al momento, un elenco completo delle entità identificate per il progetto.

La prossima scadenza è quella del 31 gennaio, quando ognuna delle entità identificate come “OSE nazionale” riceverà debita comunicazione per avviare il dialogo e la collaborazione. Da quel momento in poi il piano entrerà ufficialmente nella sua fase operativa e l’Italia sarà meritevolmente in prima linea di questa struttura di avanguardia europea.

Il processo di identificazione avrà carattere periodico e sarà ripetuto quando necessario e comunque ogni due anni, in modo da fotografare in maniera autentica l’emergere di eventuali nuove realtà OSE e far sì che tale identificazione individui correttamente i “gangli vitali” del Paese.

Obiettivo: resilienza. Più che dar vita a strumenti in grado di difendere oggi il sistema paese, occorre porre in essere veri e propri protocolli d’azione che nel tempo consentano all’intero continente europeo di coordinarsi e rispondere ad eventuali minacce. Lo scambio di informazioni è pertanto fondamentale, così come la partnership tra pubblico e privato.

Il grande merito della Direttiva NIS, ed il parametro su cui andrà misurata l’efficacia degli interventi previsti, è del resto quello di aver innescato, in tutti i Paesi membri, uno sviluppo che, prima che tecnico ed ordinamentale, è soprattutto di natura culturale, dando vita ad un’architettura europea di cybersecurity.

Il Ministero dello Sviluppo Economico sembra voler rendere merito a quanto posto in essere a livello europeo, insomma. Il che è di per sé una notizia non da poco, dato il difficile dialogo che Italia e UE stanno attraversando su altri lidi.

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HP si presenta al CES 2019 con alcune interessanti novità in ambito business. Tre, in particolare, i dispositivi in evidenza:

  1. HP Elitebook X360 830 G5
  2. HP EliteOne 800 AiO G5
  3. HP Chromebook x360 14 G1

HP Elitebook X360 830 G5

Il nuovo Elitebook X360 830 G5 altro non è se non la versione convertibile del già noto 830 G5. La novità sostanziale sta quindi nello snodo che consente di capovolgere il display trasformando il laptop in un 2-in-1, peraltro con la possibilità di scegliere tra un display da 13,3 pollici ad alta luminosità di tipo “Sure View” (soluzione in grado di allontanare i contenuti dello schermo da sguardi indiscreti), oppure una opzione di minor costo e limitata ad una definizione FHD.

Le specifiche sono di alto profilo: 32GB di RAM, storage SSD fino a 2TB, Intel Core i7 di ottava generazione, mentre la scheda grafica scelta è una Intel UHD Graphics 620.

L’utilità del display convertibile si esprime appieno in sinergia con la Active Pen di HP, non inclusa nell’offerta. Non ancora disponibili i prezzi con cui il device sbarcherà in area EMEA.

HP EliteOne 800 AiO G5

23,8 pollici di diagonale per un All-in-One con screen privacy integrato “che offre prestazioni grafiche desktop in un design elegante e compatto“. L’opzione “screen privacy” è una novità per il comparto AiO ed il design del dispositivo lo rende sicuramente iconico ed elegante.

HP Chromebook x360 14 G1

Nell’anno in cui Acer si presenta al CES scommettendo su Chromebook con cuore AMD, HP presenta invece “il primo Chromebook HP in grado di supportare un processore Intel Core i7“, promettendo massima fluidità nella gestione di videochiamate, schede e app. Ma anche HP sembra voler cedere alle lusinghe AMD, ed è per questo motivo che l’impegno al CES si sdoppia con il Chromebook 14: AMD A4 e AMD A6 sono le opzioni disponibili per un device low cost destinato a giungere sul mercato pressoché con la stessa tempistica della concorrenza Acer.

HP Chromebook x360 14 G1

Nell’anno in cui Acer si presenta al CES scommettendo su Chromebook con cuore AMD, HP presenta invece “il primo Chromebook HP in grado di supportare un processore Intel Core i7“, promettendo massima fluidità nella gestione di videochiamate, schede e app. Ma anche HP sembra voler cedere alle lusinghe AMD, ed è per questo motivo che l’impegno al CES si sdoppia con il Chromebook 14: AMD A4 e AMD A6 sono le opzioni disponibili per un device low cost destinato a giungere sul mercato pressoché con la stessa tempistica della concorrenza Acer.

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Tra la miriade di annunci provenienti dal CES 2019 di Las Vegas anche quelli riguardanti le new entry nel catalogo di notebook a marchio Samsung. Tre modelli, tutti con sistema operativo Windows 10, caratterizzati da design e specifiche differenti, che puntano ad altrettanti target di mercato: il primo è indirizzato prevalentemente alla produttività, il secondo mira principalmente al segmento consumer e il terzo agli appassionati di gaming.

Samsung Notebook 9 Pro

Partiamo da Samsung Notebook 9 Pro, il modello che si presenta con un telaio realizzato completamente in metallo offrendo un display Full HD da 13,3 pollici, tastiera retroilluminata, webcam HD, sensore per la lettura delle impronte digitali e supporto all’interazione con pennino Active Pen (incluso). Questo il resto della scheda tecnica: processore Intel Core i7-8565U di ottava generazione, chip grafico Intel UHD 62, 8 GB di RAM LPDDR3, memoria interna PCIe NVMe da 256 GB, modulo WiFi 802.11ac 2×2, due porte Thunderbolt 3, una USB-C, jack audio da 3,5mm, slot per schede microSD, due speaker da 1,5 W con tecnologia Thunder Amp e batteria da 55 Wh con ricarica rapida. L’autonomia dichiarata arriva a 14 ore. Il tutto in un peso che si attesta a 1,28 Kg.

Samsung Notebook 9 Pro

Samsung Notebook Flash

Particolare il design di Samsung Notebook Flash, con il layout della tastiera che ricorda quello di una tradizionale macchina da scrivere. In questo caso il telaio è realizzato in materiale plastico e si può scegliere tra il processore Intel Celeron N4000 oppure Intel Pentium Silver N5000. Le altre specifiche: display LED Full HD da 13,3 pollici con copertura antiriflesso, 4 GB di RAM, 64 GB di memoria interna (eMMC), due porte USB-C, una USB 3.0, una USB 2.0, slot HDMI, jack da 3,5 mm, lettore di schede, webcam, altoparlanti stereo da 1,5 W, lettore di impronte e batteria da 39 Wh. Il peso è 1,37 Kg.

Samsung Notebook Flash

Samsung Notebook Odyssey

Per gli appassionati di gaming si segnala invece Samsung Notebook Odysseycon schermo da 15,6 pollici Full HD (refresh rate 144 Hz), GPU NVIDIA RTX 2080, processori Intel Core i7 di ottava generazione, 16 GB di RAM e storage formato da NVMe SSD 256 GB più hard disk 1 TB.

Samsung Notebook Odyssey

Non sono stati confermati i prezzi dei tre modelli presentati e al momento non sono disponibili informazioni precise nemmeno sui territori interessati fin da subito dalla commercializzazione. Notebook 9 Pro, Notebook Flash e Notebook Odyssey arriveranno comunque sul mercato nella prima parte del 2019.

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