Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Proseguono a buon ritmo i lavori pianificati da Google per estendere la portata del Material Design a tutte le sue piattaforme e ad ogni loro versione: questa volta tocca a Gmail, con un restyling delle applicazioni mobile destinate a smartphone e tablet che sarà introdotto in modo graduale a partire dalle prossime settimane. L’annuncio arriva direttamente dal blog ufficiale del gruppo di Mountain View, con alcuni screenshot allegati che riportiamo di seguito, utili per capire cosa cambierà.

Gmail: Material Design su Android e iOS

Il nuovo stile andrà a palesarsi all’interno delle app distribuite da bigG sui dispositivi Android e iOS. Le novità non saranno esclusivamente di carattere estetico, ma anche funzionale: sarà ad esempio possibile vedere un’anteprima dei file allegati ai messaggi ricevuti senza aprirli e senza dover effettuare lo scrolling dell’intera conversazione. Ancora, sarà più semplice passare da un account all’altro, effettuando in un istante lo switch tra la propria casella personale a quella utilizzata quotidianamente per le comunicazioni di lavoro (e viceversa).

L'app mobile di Gmail in Material Design

Un ennesimo step, dunque, nel percorso di rollout del Material Design che di recente ha già interessato con un restyling anche le versioni Web di servizi come la stessa casella di posta Gmail, Drive, Calendar, Docs e Sites. L’obiettivo dichiarato è quello di uniformare l’interfaccia delle varie piattaforme del portfolio Google, così da offrire un’esperienza omogenea indipendentemente dagli strumenti utilizzati.

L'app mobile di Gmail in Material Design

Per coloro appartenenti all’ambito professionale abbonati alla G Suite (nelle scorse settimane è stato annunciato un aumento dei prezzi per le formule Basic e Business) la novità arriverà più avanti nel corso dell’anno.

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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 12:46

Bug FaceTime: Apple non ascoltò le segnalazioni

Ieri l’esplosione del caso: un grave bug riscontrato nel funzionamento di FaceTime (subito battezzato FacePalm) permette potenzialmente a chiunque di spiare gli altri utenti, inoltrando loro una chiamata e osservandoli ancor prima che questi rispondano. Una falla per la sicurezza di iOS e macOS. Apple ha momentaneamente posto rimedio al problema disabilitando le conversazioni di gruppo ed entro la settimana è atteso il rilascio di un aggiornamento correttivo.

Bug FaceTime: segnalazioni ignorate

Oggi si apprende invece che già una decina di giorni fa qualcuno aveva segnalato il problema al gruppo di Cupertino, senza però riuscire a mettersi in contatto con il team di tecnici al servizio della mela morsicata. Si tratta di una mamma (Michele Thompson) e del figlio 14enne (Grant Thompson), residenti in Arizona. Il ragazzo, tentando di organizzare una call FaceTime di gruppo con gli amici prima di una partita a Fortnite, ha scoperto l’anomalia. A testimoniarlo un tweet, allegato di seguito, indirizzato all’account @AppleSupport, di cui riportiamo la traduzione qui sotto.

Mio figlio ha trovato un’importante falla nella sicurezza del nuovo iOS di Apple. Può ascoltare i vostri iPhone e iPad senza la vostra approvazione. Ho un video. Report del bug inviato a @AppleSupport… resto in attesa di un riscontro per fornire dettagli. Una cosa spaventosa!

In un post Facebook ora non più raggiungibile i due avrebbero chiesto un iPhone X, un MacBook e auricolari AirPods come ricompensa per la segnalazione.

Curiosamente, poche ore prima che si iniziasse a parlare del problema, il CEO Tim Cook ha condiviso un tweet in cui si parla proprio dell’esigenza di rafforzare l’efficacia delle misure poste a protezione della privacy.

Dobbiamo continuare a lottare per il mondo in cui vogliamo vivere. In questo #DataPrivacyDay concentriamoci tutti sulle azioni e sulle riforme necessarie per le vitali protezioni della privacy. I pericoli sono reali e le conseguenze troppo importanti.

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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 12:39

Apple, tutto a gonfie vele tranne gli iPhone

Nelle prime parole della comunicazione trimestrale Apple c’è tutto: “Servizi, Mac e Wearable raggiungono il nuovo record di incassi“. Se in questa frase c’è tutto il senso della trimestrale, è perché in questo elenco manca l’iPhone, vero fulcro delle attenzioni di utenti e investitori. Dopo la letteradell’amministratore delegato Tim Cook agli azionisti, con cui si preannunciava un passaggio a vuoto per gli smartphone del gruppo – destinato a perdurare anche ad inizio 2019 – è infatti la gamma iPhone ad essere al centro delle attenzioni di tutti.

E se la frase antecedente era l’inizio della storia, la fine è invece quella scritta a Wall Street: durante le contrattazioni after hour il titolo è balzato del 5%riportandosi a quota 165 dollari: si è ancora molto al di sotto rispetto ai picchi del 2018, ma al tempo stesso le azioni AAPL hanno trovato un rimbalzo in occasione di una delle verifiche più importanti di questo complesso passaggio.

Apple, Q1 2019

Complessivamente le entrate del primo trimestre 2019 (che termina il 29 dicembre 2018) sono state pari a 84,3 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto al primo trimestre 2018. Il peso principale per questa defaillance è relativa al calo del 15% delle entrate dalla gamma iPhone, mentre il resto dei prodotti e servizi del gruppo sono in ascesa del 19%. I problemi dell’iPhone XS erano noti, lo sbilanciamento delle vendite sul modello XR era cosa sdoganata, ma si trattava ora di pesare l’incidenza della cosa sugli incassi complessivi.

Al netto dei problemi registrati in Cina, però, il gruppo gode di ottima salute ed il trimestre paga il peso del rallentamento in oriente. Cause circostanziate insomma, che il gruppo conta di ovviare scommettendo sui servizi e sulla rettifica dell’offerta iPhone. Su quest’ultimo fronte non ci sono notizie immediate, ma trapela la possibilità di tagli sul prezzo dei futuri iPhone in mercati specifici; per esaltare il bacino di utenti sui quali scommettere per l’area servizi, invece, il gruppo ricorda che sono 900 milioni gli iPhone attivi al mondo, su un totale di 1,4 miliardi di dispositivi iOS. Mai finora il gruppo aveva diramato queste cifre: una scelta strategica, nel momento in cui viene celato il ritmo di vendite, per concentrare l’attenzione più sul volume di utenze attive che non sul ritmo registrato trimestre dopo trimestre. Sono dunque questi i numeri ai quali può attingere chi sviluppa per App Store ed è questa la community da cui Cupertino ha il dovere di ripartire.

Apple Pay potrebbe essere uno dei tasselli fondamentali in questo rilancio: ad oggi ancora limitato in termini di funzionalità e mercati, il servizio potrebbe presto trovare ben maggiore applicazione andando ad abbracciare una fetta sempre più importante di quel miliardo di utenti che avrebbero in mano tutto l’occorrente per potervi accedere. Nel frattempo le trattative in atto tra Trump e Bejing potrebbero portare ad un rallentamento della morsa tra i due paesi, lasciando che la Cina possa tornare terreno di conquista ed ottenendo nuove armi concorrenziali contro gli emergenti brand orientali.

Incredibile il quantitativo di denaro cash su cui siede Cupertino: il totale ammonta ora a 245 miliardi di dollari, in crescita di un ulteriore 3% rispetto al trimestre precedente.

Al netto dei problemi registrati in Cina, però, il gruppo gode di ottima salute ed il trimestre paga il peso del rallentamento in oriente. Cause circostanziate insomma, che il gruppo conta di ovviare scommettendo sui servizi e sulla rettifica dell’offerta iPhone. Su quest’ultimo fronte non ci sono notizie immediate, ma trapela la possibilità di tagli sul prezzo dei futuri iPhone in mercati specifici; per esaltare il bacino di utenti sui quali scommettere per l’area servizi, invece, il gruppo ricorda che sono 900 milioni gli iPhone attivi al mondo, su un totale di 1,4 miliardi di dispositivi iOS. Mai finora il gruppo aveva diramato queste cifre: una scelta strategica, nel momento in cui viene celato il ritmo di vendite, per concentrare l’attenzione più sul volume di utenze attive che non sul ritmo registrato trimestre dopo trimestre. Sono dunque questi i numeri ai quali può attingere chi sviluppa per App Store ed è questa la community da cui Cupertino ha il dovere di ripartire.

Apple Pay potrebbe essere uno dei tasselli fondamentali in questo rilancio: ad oggi ancora limitato in termini di funzionalità e mercati, il servizio potrebbe presto trovare ben maggiore applicazione andando ad abbracciare una fetta sempre più importante di quel miliardo di utenti che avrebbero in mano tutto l’occorrente per potervi accedere. Nel frattempo le trattative in atto tra Trump e Bejing potrebbero portare ad un rallentamento della morsa tra i due paesi, lasciando che la Cina possa tornare terreno di conquista ed ottenendo nuove armi concorrenziali contro gli emergenti brand orientali.

Incredibile il quantitativo di denaro cash su cui siede Cupertino: il totale ammonta ora a 245 miliardi di dollari, in crescita di un ulteriore 3% rispetto al trimestre precedente.

Fonte: Apple

 

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Se da un lato la progressiva diffusione delle connessioni a banda ultralarga e l’avvento del 5G renderanno ancora più semplice e meno dispendioso l’upload dei contenuti sulle piattaforme cloud, dall’altro i produttori continuano a lavorare per integrare nei dispositivi un quantitativo di storage sempre più ampio: è il caso di Samsung, che oggi presenta la sua memoria interna da 1 TB destinata agli smartphone.

1 TB di storage per gli smartphone

Si tratta di una componente che sfrutta la tecnologia eUFS 2.1 (embedded Universal Flash Storage) per offrire un grande spazio di archiviazione in dimensioni estremamente contenute, pari a solo 11,5×13 mm, le stesse del modulo da 512 GB prodotto da fine 2017 e portato sul mercato nella prima parte dello scorso anno. Migliorando anche le performance in termini di velocità di lettura e scrittura.

Senza ricorrere all’utilizzo di soluzioni esterne come le schede microSD, con 1 TB di storage sarà possibile salvare fino a 260 filmati dalla lunghezza pari a 10 minuti ognuno e registrati a risoluzione 4K. È possibile che già il top di gamma Galaxy S10 che sarà presentato nelle prossime settimane venga offerto nella sua configurazione più avanzata (e costosa) con questo taglio di memoria.

La componente sarà ovviamente integrata nei dispositivi commercializzati dal gruppo sudcoreano, ma non solo: lo si apprende dalle parole di Cheol Choi (Executive Vice President del team Memory Sales & Marketing di Samsung Electronics) che accompagnano l’annuncio, attraverso le quali Samsung strizza l’occhio agli altri produttori intenzionati ad equipaggiarla.

Ci aspettiamo che la eUFS da 1 TB giochi un ruolo importante per offrire agli utenti un’esperienza simile a quella dei notebook con la prossima generazione di dispositivi mobile. Inoltre, Samsung è impegnata per garantire la più affidabile catena di fornitura e ritmi di produzione adeguati per soddisfare le esigenze di lancio dei futuri telefoni flagship, accelerando così la crescita del mercato su scala globale.

Samsung 1TB eUFS 2.1 e le altre memorie del gruppo a confronto

In termini di performance, la nuova eUFS da 1 TB arriva a una velocità pari a 1.000 MB/s nella lettura sequenziale dei dati, il doppio di una tradizionale unità SSD (SATA) da 2,5 pollici. Un file da 5 GB può essere teoricamente scaricato in 5 secondi, fino a dieci volte più rapidamente rispetto a quanto accade con una normale microSD.

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Se da un lato Amazon è al lavoro al fine di poter svolgere in prima persona la funzione di corriere per le spedizioni, dall’altro continua a sperimentare nuove modalità di gestione delle merci comprate online: lo testimonia l’iniziativa che ha portato alla nascita di Scout, una piccola unità del tutto autonoma che muovendosi senza il controllo di alcun operatore arriva a domicilio e permette al cliente di ritirare i prodotti acquistati.

Le consegne di Amazon con Scout

Dimensioni compatte, sei ruote per garantirne la stabilità e alimentazione esclusivamente elettrica. Così Scout raggiunge l’indirizzo del destinatario, aprendo il vano in cui è custodito il pacco solo quando quest’ultimo è pronto al ritiro. La prima area scelta dal colosso dell’e-commerce per il test della tecnologia è quella della contea di Snohomish, nello stato di Washington.

Inizialmente saranno in totale sei le unità operative, dal lunedì al venerdì e nelle ore diurne, per portare sul pianerottolo di casa i beni acquistati attraverso l’applicazione mobile oppure mediante l’interfaccia desktop del portale. Durante la sperimentazione verranno monitorate a vista dai tecnici di Amazon, il cui compito sarà quello di assicurarsi che tutto vada per il verso giusto. Ovviamente, per usufruirne i clienti dovranno essere abbonati al servizio Prime.

Stando a quanto si legge nel comunicato del gruppo, la progettazione di Scout è avvenuta nei laboratori Amazon di Seattle dedicati a ricerca e sviluppo, gli stessi che qualche anno fa hanno immaginato come gestire le consegne attraverso i droni del programma Prime Air. Questo il commento di Sean Scott, responsabile del progetto.

Siamo felici di dare il benvenuto ad Amazon Scout nella nostra suite in costante espansione di soluzioni innovative dedicate ai clienti per la gestione delle spedizioni. Ci impegniamo ad analizzare i risultati dei primi test così da poter migliorare Scout nel tempo, con l’obiettivo di fornire ancora più sostenibilità e convenienza nella fase di consegna.

Fatichiamo a immaginare come una soluzione di questo tipo possa essere impiegata in contesti particolarmente caotici. Ad ogni modo, il gruppo di Bezos conferma di essere costantemente al lavoro al fine di trovare vie alternative per ottimizzare ogni aspetto della propria attività legata all’e-commerce, dalla fase di acquisto alla consegna.

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