Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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L'Europa fa il punto sulla sicurezza della tecnologia 5G con un report a firma del NIS Cooperation Group: il documento è quindi una sorta di punto fermo sulla cybersecurity firmato dagli Stati membri dell’UE, un punto di partenza per un coordinamento delle azioni per la sicurezza dell’intera area Euro. Il report (pdf) è corposo ed affronta l’ecosistema 5G in ogni sua parte, configurando i vari scenari di rischio per indicare i necessari protocolli d’azione congiunta sia in questa fase progettuale delle reti, sia in fase realizzativa, sia ancora in una fase successiva di messa a dimora dei servizi.

5G, rischi e azioni congiunte

Secondo quanto redatto dal gruppo di coordinamento, il 5G comporta una serie di rischi oggettivi per la cybersecurity nel nostro continente, il che non significa però rinunciare alla tecnologia: quel che occorre porre in essere è una serie di elementi mitiganti in grado di calmierare il rischio, nonché concordare specifiche reazioni coordinate in caso di attacco. Due contesti sono considerati fondamentali in tal senso:

  • il software dei molti servizi che il 5G sarà in grado di abilitare;
  • il ruolo dei fornitori nello sviluppo e nella gestione delle reti 5G, nonché il grado di dipendenza da un singolo fornitore.

Il report, in particolare, indica alcuni possibili effetti collaterali strettamente legati al roll-out delle nuove reti 5G, tutti elementi a cui prestare attenzione particolare nei mesi a venire. Tra questi:

  • l’aumentata esposizione agli attacchi, anche in virtù dell’aumento quantitativo dei possibili punti vulnerabili di accesso: lo sviluppo di software di bassa qualità e la moltiplicazione dei servizi potrebbe svelare un’armatura del 5G estremamente fragile, il che implica strategie di difesa differenti;
  • alcuni elementi delle reti saranno punti particolarmente sensibili, il che è riconoscibile fin dalla fase progettuale: la cosa implica una attenzione specifica a tutto quel che concerne lo sviluppo e le cooperazioni legate a questo tipo di nodi ed elementi strutturali del network;
  • i rischi derivanti da attacchi alle reti 5G potrebbero comportare danni estremamente seri: si temono rischi particolari in relazione ad attacchi provenienti da paesi extra-UE e da cracker con alle spalle le tecnologie e il supporto statali. Nessun riferimento diretto a qualche nazione o superpotenza, ma il riferimento all’Oriente appare tutto fuorché nascosto;
  • le reti non possono e non devono affidarsi ad un solo attore di mercato poiché si moltiplicherebbe il rischio in caso di fallimento di mercato, emersione di vulnerabilità o altre situazioni simili: dipendere da un solo fornitore significherebbe dar vita ad una vulnerabilità intrinseca a livello progettuale, rendendo fragile l’approdo al 5G e la possibilità di gestire reti effettivamente affidabili e durature;
  • la particolare importanza dei servizi potenzialmente erogabili tramite reti 5G implica un profilo di importanza superiore: non ci sono solo questioni di privacy in ballo, ma vere e proprie questioni di sicurezza nazionale e continentale, tali per cui occorre alzare di molto il livello di attenzione.

Il NIS Cooperation Group chiede insomma di dar vita ad un vero e proprio nuovo paradigma di sicurezza, affinché sia chiaro a tutte le parti in causa che non sia possibile prestare il fianco a paesi rivali, terrorismo, nemici interni o altri attori potenzialmente interessati a sfruttare il 5G con atti di offesa o a fini di lucro.

La roadmap è fissata: entro il 31 dicembre occorrerà definire le azioni necessarie per rendere più sicuro il 5G in Europa; entro il 1 ottobre 2020, invece, gli Stati Membri dovranno aver messo a regime le prescrizioni concordate. L’era del 5G sta per cominciare ed i pericoli potenziali che la Commissione Europea intravede consigliano un’azione coordinata, integrata e solerte.

 

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Giovedì, 10 Ottobre 2019 12:07

ASUS ZenBook Duo e Pro Duo arrivano in Italia

Presentati nei mesi scorsi al Computex 2019 per celebrare i 30 anni del brand, i nuovi ASUS ZenBook Duo (UX481) e ASUS ZenBook Pro Duo (UX581) fanno oggi il loro debutto ufficiale in Italia. La caratteristica più interessante dei laptop, quella che balza all’occhio fin dal primo sguardo, è costituita dalla presenza dello ScreenPad Plus.

Si tratta di un secondo pannello touchscreen posizionato sopra la tastiera (diagonale pari a 12,6 o 14 pollici a seconda del modello), pensato per interagire in modo rapido con software e contenuti multimediali in modalità multitasking. La sua gestione avviene attraverso l’utility ScreenXpert appositamente sviluppata da ASUS.

Per quanto riguarda le specifiche tecnicheUX481 integra un display principale Full HD da 14 pollici, processori Intel Core i5-10210U o i7-10510U, scheda video NVIDIA GeForce MX250, 8 o 16 GB di RAM, memoria interna da 256 GB, 512 GB o 1 TB, porte USB-A e USB-C, uscita video HDMI, lettore microSD, tastiera retroilluminata, comparto audio Harman Kardon con tecnologia SonicMaster, WiFi 6, Bluetooth 5.0, webcam IR e batteria da 70 Wh. Il tutto in dimensioni pari a 323x223x20 mm e con un peso che si attesta a 1,5 Kg.

Qualche differenza per UX581: display principale touchscreen 4K da 15,6 pollici, CPU Intel Core i7-9750H o i9-9980HK, GPU NVIDIA GeForce RTX 2060, RAM da 8, 16 o 32 GB, slot Thunderbolt e batteria da 71 Wh. In questo caso le dimensioni sono 359x246x24 mm e il peso è 2,5 Kg. Il sistema operativo è in entrambi i casi Windows 10 nelle sue edizioni Home o Pro.

Per quanto riguarda le specifiche tecnicheUX481 integra un display principale Full HD da 14 pollici, processori Intel Core i5-10210U o i7-10510U, scheda video NVIDIA GeForce MX250, 8 o 16 GB di RAM, memoria interna da 256 GB, 512 GB o 1 TB, porte USB-A e USB-C, uscita video HDMI, lettore microSD, tastiera retroilluminata, comparto audio Harman Kardon con tecnologia SonicMaster, WiFi 6, Bluetooth 5.0, webcam IR e batteria da 70 Wh. Il tutto in dimensioni pari a 323x223x20 mm e con un peso che si attesta a 1,5 Kg.

Qualche differenza per UX581: display principale touchscreen 4K da 15,6 pollici, CPU Intel Core i7-9750H o i9-9980HK, GPU NVIDIA GeForce RTX 2060, RAM da 8, 16 o 32 GB, slot Thunderbolt e batteria da 71 Wh. In questo caso le dimensioni sono 359x246x24 mm e il peso è 2,5 Kg. Il sistema operativo è in entrambi i casi Windows 10 nelle sue edizioni Home o Pro.

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Guasto sulla rete Telecom, crolla la connessione: migliaia di segnalazioni in tutta Italia

 

 

L’hashtag #Timdown su Twitter è diventato subito uno dei trend topic della notte. Un tam tam continuo di utenti alle prese con problemi di connessione. Dall’una della notte la rete Telecom sembra essere in panne a livello nazionale. Nonostante l’orario le segnalazioni al sito Downdetector, che monitora il funzionamento delle reti telefoniche, sono già tantissime.  

Per ore – dicono molti utenti sul social network - sono risultati irraggiungibili i sistemi di assistenza 119 e 187 oltre alle varie App MyTim. Che del resto sono collegate al sito tim.it e tutta la galassia Telecom.

Secondo Downdetector, la maggior parte delle segnalazioni – che sono diverse migliaia – arrivano da Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Torino, Padova, Brescia, Genova e Verona.

Fanno sapere a mattina presto dalla scoietà che "si è trattato di problema temporaneo a una linea del traffico internet che ha determinato problemi solo di navigazione internet. Il tutto è durato circa 3 ore e ad ora è rientrato".

Martedì, 01 Ottobre 2019 10:37

HP Spectre x360 13 unisce design e performance

Screen-to-body ratio pari al 90%, peso ridotto a 1,27 Kg e dimensioni inferiori del 13% se confrontate con il modello della generazione precedente: così si presenta il nuovo HP Spectre x360 13, laptop che il produttore statunitense offre nel segmento premium del mercato. Le novità non si fermano però al design e riguardano anche le performance.

HP Spectre x360: specifiche e prezzi

Stando a quanto leggiamo nel comunicato, le prestazioni sono state incrementate fino al 100% sia in termini di potenza di calcolo sia nella gestione dei dati da parte dei moduli per la connettività. Merito di una scheda delle specifiche tecniche che vede la presenza di processori Intel Core di decima generazione affiancati da GPU Iris Plus Graphics con un’autonomia dichiarata che arriva a 22 ore con una sola ricarica della batteria.

Non mancano poi WiFi 6 (802.11ax), modem LTE opzionale, porte USB-C, il lettore di impronte digitali e un display da 13 pollici che può arrivare alla risoluzione 4K con supporto alla tecnologia True Black HDR. Degno di nota il Webcam Kill Switch che copre fisicamente la videocamera (compatibile con Windows Hello) assicurando così un ulteriore livello di protezione della privacy, mentre il microfono è affiancato da un LED che si accende quando cattura l’audio. Il sistema operativo è Windows 10 e il laptop ha ottenuto la certificazione da parte del programma Project Athena di Intel.

Il debutto del nuovo HP Spectre x360 12 nei paesi EMEA è atteso per il mese di novembre con prezzi da 1.299 euro per la configurazione base. La versione Nightfall Back con 16 GB di RAM, schermo 4K OLED, SSD da 1 TB e modulo Optane da 32 GB arriverà in dicembre a 1.899 euro. L’edizione Natural Silver con 8 GB di RAM, display Full HD, SSD da 512 GB e unità Optane da 32 GB debutterà invece in dicembre a 1.499 euro.

 

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La nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2019 non è ancora stato reso pubblico nella sua versione ufficiale, ma i contenuti sono immediatamente emersi tramite la stampa e per mezzo delle comunicazioni diramate a seguito del Consiglio dei Ministri tenutosi nella serata di ieri. Due parole emergono dalla comunicazione diramata: innovazione e digitalizzazione. Ripetute ormai come un mantra fin dalla prima ora del Governo Conte-Bis, questi due asset sembrano ormai essere pietre miliari della via che l’esecutivo intende intraprendere per sterilizzare l’aumento dell’IVA e sbloccare le risorse utili al rilancio dell’economia.

Obiettivo finale: indebitamento netto pari al 2,2% del PIL: “Rispetto alla legislazione vigente, che determinerebbe un rapporto deficit/PIL pari all’1,4%, si configura quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 0,8 punti percentuali di PIL (circa 14,5 miliardi di euro)“. Numeri dietro ai quali si celano però percorsi interessanti poiché fortemente basati su elementi radicati nell’innovazione digitale.

Queste le parole specifiche usate per la presentazione della NADEF 2019:

La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, in un quadro di politica economica ambizioso e coerente con gli obiettivi enunciati dal Governo nelle comunicazioni programmatiche rese al Parlamento. Gli interventi saranno prevalentemente volti ad assicurare la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche, attraverso l’incremento degli investimenti pubblici, in particolare di quelli per l’innovazione, per la conversione all’economia verde e per il potenziamento delle infrastrutture materiali, immateriali e sociali, a partire dagli asili nido; l’azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e la loro riduzione per il biennio 2021-2022; la riduzione del carico fiscale sul lavoro; l’aumento della produttività del sistema economico, della pubblica amministrazione e della giustizia; la digitalizzazione dei pagamenti; il rafforzamento delle politiche di riduzione delle disuguaglianze e della disoccupazione, a partire da quella giovanile e femminile; la lotta all’evasione fiscale.

Sebbene non rappresenti ancora un documento di programmazione economica per l’anno a venire, la nota di aggiornamento al DEF ne è la base strutturale e delinea i piani d’azione che il Governo intende intraprendere nella manovra di fine anno. Tra gli architravi di questa manovra si troveranno tra gli altri:

  • investimenti pubblici per l’innovazione
  • conversione all’economia verde (“green new deal”)
  • digitalizzazione dei pagamenti (cashback di Stato?)

Una manovra che intende combattere la disoccupazione, combattere l’evasione fiscale e ridurre il cuneo fiscale, ma che per fare tutto ciò si affida ad innovazione e digitalizzazione dei pagamenti come passaggi obbligati di un passaggio evolutivo ormai ineludibile. La realizzazione di questi paradigmi non sarà semplice, anche perché per certi versi occorrerà coltivarne anche l’accettazione culturale. La NADEF 2019 è solo l’inizio di un percorso che da qui a fine anno si preannuncia denso di ostacoli.

Interessanti le parole di Conte a proposito della digitalizzazione dei pagamenti, tema sul quale il Presidente del Consiglio chiama i cittadini ad un vero e proprio patto social nel quale, precisa, si intende evitare di penalizzare i commercianti, ma si chiede al contempo collaborazione da parte di tutti. In cambio di questa collaborazione il Governo promette azioni “avvantaggiando i consumatori: questo significa ridurre le commissioni, a beneficio dell’uno e dell’altro; significa stimolare la competizione anche per quanto riguarda gli ordinari circuiti bancari, affiancando e valorizzando anche i circuiti per la moneta elettronica alternativi – in particolare, ad esempio, quello postale, ma non solo“.

Conte spiega che in relazione ai sistemi di pagamento digitali ed al cosiddetto “cashback” si stanno effettuando simulazioni varie per individuare il miglior mix di elementi per raggiungere gli obiettivi prefissati: presto il tutto sarà divulgato per arrivare alla fine dell’anno con tutto pronto per le sfide del 2019.

 

 

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