Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Il gruppo Anonymous torna a farsi vivo (o almeno così pare) con la comparsa online di un’iniziativa la cui legittimità è però ancora tutta da dimostrare. Battezzata Unknown Fund, promette di finanziare con l’equivalente in Bitcoin di 75 milioni di dollari le startup e gli sviluppatori alla ricerca di risorse per portare avanti progetti dedicati all’anonimato così come le organizzazioni non-profit attive sullo stesso fronte.

Investiremo e doneremo 75 milioni di dollari in Bitcoin per le startup al lavoro sui progetti in supporto all’anonimato.

Unknown Fund: Anonymous per la privacy

Attivata una casella email (anon_fund[at]protonmail.com) per raccogliere le candidature. Stando al comunicato diffuso, gli organizzatori sono “persone anonime e ordinarie provenienti da diversi paesi e riunite sulla imageboard in lingua inglese di 4chan”. Sarà data priorità alle idee che focalizzeranno la loro attenzione su alcuni aspetti in particolare.

Le nicchie preferite riguardano la protezione dei dati personali, gli strumenti per l’anonimato online, le criptovalute e le blockchain.

Stando a quanto si legge, la tutela della privacy e dell’anonimato in Rete non ha il solo scopo di tenere i dati personali lontano dai big del mondo online, ma può avere ripercussioni su larga scala anche per quanto concerne il processo democratico. Il riferimento diretto è alle campagne che hanno preceduto il voto sulla Brexit e alle elezioni Presidenziali USA di tre anni fa che hanno visto Donald Trump eletto alla Casa Bianca.

Utilizzando come esempi l’advertising ultra-mirato delle campagne sulla Brexit e nelle scorse elezioni presidenziali degli Stati Uniti è facile capire come sia possibile manipolare l’opinione pubblica se si dispone di sufficienti informazioni. In ogni caso, queste pratiche accadono non solo nel contesto politico, ma anche nella nostra vita di tutti i giorni. Un esempio perfetto è il livello di dipendenza che la gente prova per i social network.

Come scritto in apertura, l’attribuzione di Unknown Fund ad Anonymous è in ogni caso tutta da dimostrare. I dubbi non mancano e c’è chi parla di una truffa ben orchestrata.

Copyright

Lunedì, 02 Dicembre 2019 15:55

Leak: online un database con milioni di SMS

TrueDialog, azienda texana specializzata in campagne di comunicazione e marketing via SMS, è protagonista di un leak che rischia ora di mettere in ginocchio la privacy di milioni di persone. Un enorme database contenente milioni di messaggi testuali inviati e ricevuti negli ultimi anni attraverso il servizio offerto è stato scoperto online, sprovvisto di qualsiasi tipo di protezione, nemmeno una semplice password.

Leak database TrueDialog

Nell’archivio numeri di telefono, nomi, cognomi, informazioni sulla situazione finanziaria e gli SMS nella loro forma integrale con tanto di codici sconto e annunci di lavoro inviati dalle aziende ai clienti e dipendenti, già acquisiti o da fidelizzare. Ancor più grave, in molti casi sono contenuti dati relativi ai sistemi di autenticazione a due fattori per l’accesso ai servizi in Rete: dalle piattaforme del settore medico fino a Google e Facebook.

Ci sono poi username e password delle utenze TrueDialog che nelle mani sbagliate potrebbero essere sfruttate per l’invio in blocco di messaggi alle liste di utenti gestite dalle aziende che in passato si sono affidate al servizio. Una peculiarità del servizio offerto è quella che consente a chi riceve gli SMS di rispondere allo stesso numero del mittente, dando così vita a una sorta di conversazione: essendo ogni thread identificato da un codice univoco, interi botta e risposta risultano consultabili.

La scoperta è attribuita ai ricercatori Noam Rotem e Ran Locar del team vpnMentor, durante l’attività di scan del mondo online alla ricerca di anomalie o vulnerabilità. TrueDialog non ha risposto alle domande in merito al leak, limitandosi a eliminare il database subito dopo averne ricevuto segnalazione.

Copyright

Da quello che è considerato il “padre del Web” (appellativo non contestabile) non si possono che ascoltare buoni consigli: il Web sta diventando grande, ma solo con i consigli del buon padre di famiglia è possibile renderlo robusto e in grado di affrontare il proprio futuro. Ecco perché i principi che Tim Berners-Lee offre al Web sono inevitabilmente importanti, punto di riferimento fondamentale per chiunque abbia a cuore le sorti di questa meravigliosa realtà.

Contratto per il Web

Non è solo questione di tecnologia e protocolli, anzi: all’interno di quel che è il “Contratto per il Web“, Tim Berners Lee e la Web Foundation hanno riversato una serie di aspetti molto variegati, differenziati in base ai referenti a cui mirano con il mantra comune del #WebWeWant:

  • governi e istituzioni
  • aziende
  • cittadini
  • Governi e istituzioni

    1. Consentire a tutti di connettersi
      Tra gli obiettivi previsti si indica un costo per 1GB di traffico minore del 2% degli introiti medi, entro il 2025  (laddove in Italia il reddito medio è poco oltre i 20 mila euro, il costo massimo mensile previsto sarebbe quindi di 33 euro, ma la situazione è ben differente in luoghi meno agiati, ove la connessione è un lusso che pochi possono permettersi);
    2. Internet deve essere sempre disponibile
      Comporre un quadro legislativo tale da impedire alle istituzioni di bloccare le comunicazioni online e fare in modo che la rimozione di contenuti illegali possa essere nel pieno rispetto dei diritti umani;
    3. Rispettare la privacy
      Proteggere la privacy e i dati delle persone, rendere limitato e proporzionato l’accesso delle istituzioni alle informazioni personali e supportare una cultura della privacy all’interno dei testi e delle pratiche legislative,

    Aziende

    1. Rendere internet accessibile a tutti
      Evitare che possano crearsi fenomeni esclusivi, lavorare nella direzione di servizi e offerte di sempre maggior qualità, consentire la piena fruizione del Web senza limitazioni per alcuno;
    2. Rispettare la privacy per costruire la fiducia nel Web
      Restituire il controllo agli utenti affinché possano avere fiducia nel Web e nei suoi servizi, lavorare sull’accountability e rendere la privacy pienamente controllabile da chiunque in qualsiasi momento;
    3. Sviluppare tecnologie che supportino il meglio dell’umanità ed osteggino il peggio
      Operare in senso inclusivo, attraverso standard aperti e dialogo con le community, al fine di sviluppare report e protocolli d’azione che accompagnino l’evoluzione del Web in tal senso.

    Cittadini

    1. Essere creatori e collaboratori sul Web
      Promuovere l’uso di licenze aperte, e produrre contenuti anche nel rispetto delle minoranze linguistiche;
    2. Costruire solide community che rispettano civiltà e dignità
      Operare per la civiltà del dialogo online ed educare le future generazioni sul tema, difendere la propria e l’altrui privacy, combattere contro abusi ed esclusioni;
    3. Combattere per il Web
      Il Web è un bene che lasceremo ai nostri figli, occorre quindi combattere affinché rimanga aperto, protetto dalle pressioni degli stati nazionali: raccomandato l’appoggio a fazioni politiche che facciano proprio questo principio.

    Un apposito documento (pdf) approfondisce ogni singolo principio enunciato, affinché si possa divulgare piena consapevolezza di ciò che si intende con questo “contratto”.

    Il documento conta già l’appoggio formale di nomi quali World Wide Web Foundation, EFF, Google, Facebook, Microsoft, Reporters Sans Frontieres, Twitter, W3C e altri ancora: chiunque può firmarlo, come azienda o come libero cittadino, per aumentare l’eco di questo appello e far propri i 9 principi. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale.

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L'intelligenza artificiale può costituire una leva di accelerazione per la trasformazione digitale? La risposta potrebbe sembrare banale, poiché è ovvio che l’IA possa costituire un elemento discriminante. A non essere banale è invece il “come”, poiché l’implementazione dell’IA nei processi aziendali è tutto fuorché semplice o scontata. Se ne è parlato oggi a Milano all’appuntamento Mentorship in Digital con Microsoft e Borsa Italiana.

IA e digital transformation

La Digital Transformation è un obiettivo di processo sul quale le aziende hanno ancora molta strada da percorrere. L’evento organizzato da Microsoft Italia è stato “occasione per discutere dell’impatto e delle potenzialità dell’AI, condividerne la visione strategica e i benefici, indirizzando le imprese italiane verso la sua implementazione“: le firme sul dibattito sono state quelle di Silvia Candiani, AD Microsoft Italia, e Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana.

Fattore cruciale in questo processo di rinnovamento sono le competenze, che devono essere in linea con quelle richieste dal mercato del lavoro. Entro la fine del 2020, infatti, saranno 135.000 i nuovi posti lavoro che richiederanno skill digitali avanzate e che al momento non riescono a essere coperte perché non ci sono figure professionali pronte ad entrare nelle organizzazioni ed aiutarle a cogliere la sfida del digitale.

L’iniziativa rientra nel percorso di Ambizione Italia per la formazione delle competenze “in chiave digitale”: skill e competenze sono infatti chiavi essenziali per accelerare nella trasformazione digitale e l’impegno Microsoft in tal senso punta a coinvolgere 2 milioni di giovani e professionisti entro il 2020.

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Lunedì, 02 Dicembre 2019 12:23

Protezione dai virus? Norton 360 in offerta

La sicurezza informatica è il primo pensiero di ogni utente che naviga quotidianamente fra le pagine della rete. La minaccia è sempre dietro l’angolo: fortunatamente, per questo Black Friday arriva in aiuto Norton, che offre il suo famoso antivirus Norton 360, nella versione standard 1 dispositivo, ad un prezzo bombasoltanto 16,97 euro, ben il 58% di sconto sul prezzo precedente.

Norton offre un abbonamento prepagato valido per un anno, con registrazione ed attivazione online collegata ad un solo dispositivo unico. L’antivirus offre protezione sia del device, che della privacy online in un’unica soluzione: Norton 360 Standard riesce a fronteggiare anche i virus più insidiosi, ransomware, phishing ed innumerevoli minacce del mondo online, permettendo dunque di navigare in totale sicurezza.

Norton 360

E se non ci si sente ugualmente al sicuro in rete, Norton offre un sistema di crittografia avanzata della connessione Wi-Fi completa di Secure VPN, da usare sia a casa che mentre si è in viaggio. Una funzionalità interessante, inoltre, è anche la possibilità di effettuare un backup di tutti i nostri dati su cloud, misura preventiva nel caso sfortunato di perdita dei dati.

Sicurezza è la parola d’ordine per l’antivirus Norton 360. Per chi è alla ricerca di un software che sia compatibile con un device mobile, un pc o un macbook e che possa proteggere al tempo stesso da minacce e violazioni di privacy, lo sconto in occasione del Black Friday cade a fagiolo: con solo 16,97 euro ci si può assicurare protezione e tranquillità per un intero anno.

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