Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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club3d displayport hdmi JPG

 

I nuovi driver AMD Radeon Software Crimson Edition pubblicati nei giorni scorsioffrono tra le molteplici novità anche il pieno supporto ad adattatori DisplayPort - HDMI 2.0. Si tratta di una caratteristica interessante poiché le schede video dell'azienda statunitense sono sprovviste un'uscita HDMI 2.0.

Questo fa sì che nemmeno la top di gamma, la Radeon R9 Fury X, possa gestire monitor e TV 4K a 60 Hz con un cavo HDMI. Una mancanza importante che però è colmabile con il nuovo adattatore attivo "DisplayPort 1.2 to HDMI 2.0" presentato da Club3D.

In verità l'azienda ha annunciato due soluzioni (CAC-1170 e CAC-1070), una compatibile con porte mini DisplayPort e l'altra per DisplayPort di dimensione standard. Questi adattatori non necessitano di un connettore separato o altre soluzioni per essere alimentati.

Secondo Club3D gli adattatori sono pienamente compatibili come lo standard HDMI 2.0 e oltre al flusso video 4K a 60 Hz possono supportare fino a otto canali audio. Al momento non conosciamo il prezzo di queste soluzioni, ma si dovrebbero attestare su un listino tra i 45 e 60 euro.

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intel core

Intel ha aggiornato il proprio listino con nuovi modelli di microprocessori per il settore desktop e quello dei portatili. Per i PC tradizionali abbiamo Core i3-6098P eCore i5-6402P, due nuove CPU Skylake che, stando ai passati esempi di processori accompagnati dal suffisso "P", dovrebbero avere la GPU integrata disabilitata. Il condizionale è d'obbligo in quanto Intel non ha divulgato informazioni ufficiali.

Il Core i3-6098P è un chip dual-core con Hyper-Threading che opera a 3,6 GHz e ha un prezzo di listino di 117 dollari, identico al Core i3-6100 che è tuttavia impostato per operare a 3.7 GHz (e ha la GPU integrata abilitata di default). Il Core i5-6402P è un quad-core senza Hyper-Threading con frequenza di 2,8 GHz, 100 MHz in più del Core i5-6400 con il quale condivide invece il prezzo di listino di 182 dollari.

Per quanto concerne l'ambito dei portatili osserviamo l'introduzione dei modelliCore i5-5200DU, i5-6198DU, Core i7-5500DU e Core i7-6498DU. Anche in questo caso permane un velo di mistero sul suffisso DU, in particolare per la lettera D. La U in genere sta per "ultra low power", ma questo abbinamento è inedito.

Per tutti i modelli - che secondo il model number sono in parte Broadwell (serie 5000) e in parte Skylake (serie 6000) - abbiamo a che fare con dual-core dotati di tecnologia Hyper-Threading, con frequenze a salire dai 2,2 GHz del 5200DU ai 2,5 GHz del 6498DU. I due Core i7 hanno 4 MB di cache L3.La gamma ultra low power per il settore mobile vede l'ingresso di nuove CPU Celeron, precisamente i modelli 3855U e 3955U, successori delle proposte 3215U e 3765U. In ambedue i casi si tratta di processori dual-core con 2 MB di cache L3 e grafica integrata HD Graphics 510. Il modello 3855U ha una frequenza di 1,6 GHz, mentre l'altro opera a 2 GHz. 

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amd merlin falcon

AMD ha annunciato di aver raggiunto la leadership nel settore dei Thin Client con una quota di mercato del 53%. Cosa sono i thin client? Si tratta di soluzioni dotate di poca o zero memoria e senza archiviazione locale usate come front-end per applicazioni server o cloud-based. È di fatti il server centrale a svolgere la maggior parte delle proprie funzioni.

Per questo ambito AMD ha congeniato le soluzioni della famiglia Embedded G-Series, in grado di gestire agevolmente carichi grafici intensivi anche su più monitor. Le APU e i SoC dell'azienda consentono anche la codifica - decodifica dei dati del server centrale e possono codificare e decodificare flussi video per conferenze o streaming.

Di recente AMD ha rafforzato la sua posizione nel settore siglando accordi con HP, Fujitsu e Samsung. Si tratta di una buona notizia per un'azienda in crisi da molti anni, ma allo stesso tempo è solo un tassello, e purtroppo non tra i più importanti, sulla lunga strada per tornare all'utile in pianta stabile.

AMD deve infatti rialzarsi nel settore delle CPU (cosa che, sulla carta, intende fare con l'architettura Zen attesa a fine 2016) e in quello delle schede video, dove malgrado sia più competitiva e innovativa dal punto di vista tecnologico non è premiata da una quota di mercato molto elevata (18,8% secondo gli ultimi dati).

Le due sfide sono enormi e per alcuni fuori portata, tanto che si parla da tempo di come l'azienda farebbe bene a vendersi al migliore offerente, in toto o in parte: ad esempio si vocifera che Microsoft sia interessata alla parte grafica.

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 d wave 2x

 

Si fa molto discutere dei futuri computer quantistici e delle infinite possibilità che ci metteranno a disposizione per risolvere problemi complessi. A volte dimenticando che Google e la NASA stanno lavorando insieme da alcuni anni su D-Wave 2X, un dispositivo specializzato chiamato "quantum annealer" che lavora su un energy landscape fatto di colline e avvallamenti che corrispondono al problema che si vuole risolvere.

L'obiettivo è quello di raggiungere il punto più basso in questo energy landscape, che corrisponde alla soluzione migliore. Una proprietà denominata quantum tunnelling permette al D-Wave di svolgere le operazioni più rapidamente. Al centro di tutto ci sono i qubit: mentre i classici bit possono rappresentare l'informazione come uno 0 oppure un 1, i qubit possono rappresentarla come 0, 1 oppure entrambi i valori nello stesso momento.

Ebbene, nei giorni scorsi Google ha pubblicato su un proprio blog i risultati di un esperimento in cui ha dimostrato che, con le giuste ottimizzazioni e di fronte a determinate operazioni complesse, il D-Wave 2X può comportarsi decisamente meglio di una controparte tradizionale (simulated annealing, ossia la simulazione del calcolo quantistico su un computer classico).

"Abbiamo riscontrato che per istanze di problema che coinvolgono quasi 1000 variabili binarie il quantum annealing supera nettamente la classica controparte simulated annealing. È oltre 10 all'ottava volte più veloce (ossia pari a 100 milioni di volte più rapido) rispetto al simulated annealing in funzione su un singolo core. Abbiamo confrontato l'hardware quantistico anche con un altro algoritmo chiamato Quantum Monte Carlo, un metodo pensato per emulare il comportamento dei sistemi quantistici, ma funziona su processori convenzionali. Mentre lo scaling in base alla dimensione tra questi due metodi è paragonabile, sono di nuovo separati da un grande fattore che a volte arriva a 10 all'ottava".Google definisce questi risultati "intriganti e molto incoraggianti", ma c'è ancora molto da fare per rendere il tutto una tecnologia per tutti i giorni, non sperimentale e soprattutto non limitata a singoli impieghi. Con un computer quantistico vero e proprio si potrebbero creare intelligenze artificiali che probabilmente oggi non comprenderemmo neppure o simulare in modo più rapido scenari complessi: prendendo il caso della NASA, anche un'intera missione spaziale.

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 polaris architecture amd 2016 JPG

Splende una nuova stella in casa AMD

Quando AMD introdusse l'architettura Graphics Core Next (GCN) nel tardo 2011 la Radeon HD 7970 si ritrovò a battagliare con la GeForce GTX 580 di Nvidia, basata su architettura Fermi. Da allora la concorrenza ha presentato i progetti Kepler e Maxwell, migliorando drasticamente le prestazioni per watt rispetto al passato. AMD, dal canto suo, continua a rimanere competitiva in termini di prestazioni assolute: la Radeon R9 Fury X batte la GeForce GTX 980 Ti nella maggior parte dei casi a risoluzione 4K.

Dopo aver presentato la Radeon R9 380X, avvalendosi ancora una volta di una GPU di vecchia generazione, AMD sapeva di aver bisogno di qualcosa di nuovo per ridare linfa alla propria offerta. Polaris è l'architettura con cui spera di centrare l'obiettivo - e con architettura l'azienda non intende più solo la grafica, ma piuttosto l'intero SoC e tutti i suoi sottosistemi.

Con una disponibilità fissata per metà 2016, Polaris arriva in tempo per non farsi scappare il prossimo trend di mercato, la realtà virtuale: il visore Oculus Rift dovrebbe infatti debuttare nel primo trimestre di quest'anno.

La scheda video base consigliata da Oculus per un'esperienza VR completa è la Radeon R9 290. Questo lascia sia ad AMD che Nvidia solamente una manciata di schede video già pronte per la realtà virtuale. Ne consegue che qualsiasi processore grafico in grado di offrire frame rate più elevati o prestazioni simili ma ad un prezzo inferiore non potrà che raccogliere molta attenzione. La versione per gli appassionati di Polaris dovrebbe assicurare le due cose, migliorando in modo netto anche le prestazioni per watt dei prodotti AMD.

Recentemente ci siamo occupati dei piani di AMD per migliorare la parte "display" di Polaris, parlandovi dei supporti HDMI 2.0a e DisplayPort 1.3, insieme a un lavoro che getti le basi verso la riproduzione di filmati, foto e giochi in HDR. Successivamente vi abbiamo informato di GPUOpen, la strategia dell'azienda volta a facilitare l'accesso a strumenti, effetti e librerie open source, accennandovi anche del rinnovato focus sul settore HPC con la Boltzmann Initiative. Oggi vi diamo le prime informazioni di massima sull'hardware. L'aspetto più importante è che Polaris include l'architettura grafica Graphics Core Next di quarta generazione.

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EVGA GTX 980 Ti VR Edition 01

 

Si chiama GeForce GTX VR Ready Program ed è una nuova iniziativa di Nvidia che consentirà agli utenti di individuare immediatamente i PC, i notebook e le schede di espansione idonee alla realtà virtuale, grazie alla presenza sui prodotti dell'etichetta "GeForce GTX VR Ready". Un'etichetta che potrebbe aggiungersi al bollino "Oculus Ready": insomma, prepariamoci a PC affollati di bollini da rimuovere.

Per la realizzazione di questo programma l'azienda sta collaborando con i più importanti produttori a livello mondiale tra cui Acer, Alienware, Asus, Hewlett Packard e altri. Affinché un computer sia certificato "VR Ready", i PC desktop dovranno avere almeno una GTX 970 mentre i notebook una GTX 980.

Serviranno inoltre almeno due porte USB 3.0, 8 GB di memoria o più, una CPU Core i5-4590 o superiore, una porta HDMI 1.3, Windows 7 SP1 o superiore e driver Nvidia aggiornati con supporto alla realtà virtuale. Al di là del programma di Nvidia, il CES 2016 è stata l'occasione di vedere anche una nuova GTX 980 Ti di EVGA, la GeForce GTX 980 Ti VR EditionQuesta scheda video è la prima ad avere un'uscita HDMI interna che può essere connessa a un dispositivo da 5,25 pollici dotato di due USB 3.0 e una HDMI. In questo modo si guadagnano ulteriori porte per alimentare e far funzionare correttamente i visori VR come l'Oculus Rift che necessita di tre USB 3.0 e una USB 2.0. Non è chiaro al momento quando la scheda di EVGA sarà commercializzata e a che prezzo.

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nvidia gameworks vr

 

Nvidia ha pubblicato l'ultima release di driver dell'anno per le sue schede videoGeForce. La versione Geforce 361.43 WHQL - scaricabile da qui o tramite GeForce Experience - non offre grandissime novità ai giocatori, ma integra alcuni interventi che riguardano la realtà virtuale, diversi bugfix e non solo. Andiamo con ordine.

Sul fronte della realtà virtuale i nuovi driver implementano alcune modifiche legate a GameWorks VR, l'insieme di tecnologie dedicate agli sviluppatori di videogiochi e visori. In particolare Nvidia sottolinea il supporto a GameWorks VR 1.1, incluso quello a VR SLI per i software OpenGL e il supporto all'ultimo SDK (software development kit) di Oculus.

Per quanto concerne i bug risolti, Nvidia segnala di aver sistemato un problema che impediva alle schede video con GPU GM20x di ridurre le proprie frequenze a livelli di idle in presenza di monitor con refresh a 144 Hz. Il problema era emerso all'inizio di novembre.

La casa di Santa Clara è anche intervenuta per mitigare il lag in Star Wars Battlefront e configurazioni SLI emerso con i driver 359.06. Questa nuova versione dei driver dovrebbe contenere inoltre i bugfix legati ai crash dei notebook con GPU GTX 860M durante il gaming. L'azienda aveva pubblicato un driver hotfix nelle scorse settimane.

I driver offrono anche alcuni profili SLI, nuovi oppure aggiornati, dedicati a Elite Dangerous, Bless, Dungeon Defenders 2, Elite Dangerous e Hard West. Ultimo ma non meno importante, Nvidia fa sapere che con l'arrivo del Windows 10 November Update le schede video basate su GPU Fermi (serie 400, 500 e alcune 600) in configurazione singola supportano ora WDDM 2.0.

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amd radeon

 

Con la Radeon R9 380X AMD ha sbloccato tutta la potenza, in fatto di streaming processor, della GPU Tonga (o Antigua con la nuova serie). La scheda ha 2048 shader e 4 GB di memoria GDDR5 su bus a 256 bit. In realtà, come si speculava da mesi, la GPU in questione ha un bus a 384 bit.

confermarlo è stato il boss del Radeon Technologies Group, Raja Koduri, secondo quanto riportato da PC Perspective. Il bus a 384 bit non è mai stato abilitato sui prodotti con GPU Tonga/Antigua perché AMD non ha mai trovato la giusta combinazione tra prezzo e prestazioni.

Un aneddoto interessante, che risponde ai dubbi degli appassionati. AMD potrebbe quindi creare una scheda con questa GPU e bus più ampio? Potrebbe, ma è altamente improbabile con una nuova famiglia di prodotti attesa nella seconda metà del 2016. Certo, a meno che l'azienda non intenda operare un die shrink a 14 nanometri FinFET di Tonga e proporre una scheda della serie 400 con un simile bus.

Non conoscendo tutti i piani di AMD per la prossima generazione di soluzioni grafiche ogni opzione è aperta. Ufficialmente Raja Koduri ha dichiarato che ci saranno due GPU nuove a bordo delle future schede video.

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Snapdragon 810 820

Introduzione

Quando Apple presentò l'iPhone 5s, dotato di una CPU a 64-bit con design personalizzato, sorprese un po' tutti. Il passaggio ai 64 bit era inevitabile, ma che Apple facesse questo passaggio in così poco tempo non era altrettanto scontato. Senza un proprio design, per il suo top di gamma dell'anno scorso, lo Snapdragon 810, Qualcomm adottò il design base Cortex-A53 e Cortex-A57.

L'810 non è stato certo uno dei migliori prodotti di Qualcomm. Ancora prima della presentazione ufficiale, c'erano voci di corridoio riguardo il surriscaldamento e i problemi del controller della memoria. I nostri test hanno validato i problemi di surriscaldamento e non abbiamo ancora visto l'810 sfruttare tutto il bandwidth della memoria LPDDR4-1600.

È giusto fare una precisazione. Nonostante questi problemi, l'810 è in grado di offrire prestazioni elevate, e i problemi di surriscaldamento non sono mai stati tali da rendere gli smartphone inutilizzabili. Qualcomm spera comunque di andare oltre questi problemi con lo Snapdragon 820 e Kryo, la sua prima CPU a 64-bit con design personalizzato.

L'obiettivo di Qualcomm con l'820 non è però di incrementare solo le prestazioni, ma di migliorare l'esperienza generale, combinando caratteristiche uniche.

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Samsung nel 2016 inizierà a produrre CPU e GPU a 14nm per AMD, almeno secondo il Korea's Electronic Times. Attualmente il fornitore di AMD è GlobalFoundries, la terza "fonderia" di semiconduttori più grande del mondo che rifornisce anche ARM, Broadcom, Nvidia, Qualcomm, STMicroelectronics e Texas Instruments.

foundry

 

La testata coreana sostiene che Samsung affiancherà GlobalFoundries nella produzione delle GPU Greenland e CPU Zen contraddistinte da una produzione a 14 nm e da prestazioni nettamente superiori (circa il 40%) rispetto alle versioni precedenti.

AMD ha bisogno di recuperare terreno nei confronti delle concorrenti Intel e Nvidia, anche se rimane il fornitore di riferimento per Xbox One e Playstation 4. Per altro il piano di ristrutturazione in corso prevede un taglio del 5% della forza lavoro (9700 addetti) e ha visto l'abbandono di due specialisti del settore del calibro di Jim Keller e Phil Rogers.

Samsung da parte sua deve giocare d'anticipo sulle future scelte di Apple, che domani potrebbe progettare e farsi realizzare da altri i chip che monta su iPhone e iPad.

Samsung e AMD con la produzione a 14 nm potrebbero davvero compiere un balzo in avanti nel mercato, e se le indiscrezioni sui 10 nm fossero confermate già nel 2017 dare la zampata definitiva al segmento.

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