Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Giovedì, 11 Aprile 2019 10:05

Facebook: rimuovere, ridurre, informare

Rimuovere, ridurre e informare: sono queste le tre parole chiave su cui fa leva Facebook per ricostruire la propria credibilità, dar nuovo peso al proprio News Feed e rispondere con adeguata responsabilità alle accuse piovute in questi mesi. Si tratta di sfuggire ai propri problemi con la privacy, ma non solo: le autorità hanno imposto paletti ben più ampi, chiedendo al network una maggior responsabilizzazione contro le troppe derive che il servizio sta dimostrando.

Messo all’angolo dalla Commissione europea dopo i problemi con Cambridge Analytica, il social network ha trovato ora i favori della Commissione stessa dando fiato ad una serie di promesse circa le nuove policy adottate per la tutela dei dati personali e con queste ulteriori linee guida offre uno spaccato di quel che intende fare nel prossimo futuro. E le linee guida sono improntate sulle tre parole chiave attorno a cui ruotano tutti gli interventi: rimuovere, ridurre e informare.

Una risposta importante, da parte di Facebook, ad una protesta che si levava con sempre maggior forza tanto dalla community quanto dalle istituzioni di mezzo mondo. Il social network, tirato per la giacchetta ormai da chiunque, ha dovuto fare un importante passo avanti nell’implementazione di nuovi strumenti di gestione e nella trasparenza delle informazioni, perché soltanto così può sfuggire alla pressione che giunge dall’esterno.

Facebook: rimuovere

Rimuovere, ossia cancellare i contenuti che vanno in violazione con le policy del servizio. Il riferimento è specifico per casi di bullismo o hate speech, promettendo la rimozione di tutti quei contenuti che vanno contro gli standard previsti. Curioso come, nelle stesse ore in cui tali principi venivano affermati al consesso della Commissione, in Italia sparivano vari account legati a CasaPoundcon tanto di polemiche circa la mancata trasparenza dell’intervento (considerato “censorio” da parte degli attori della “narrazione dominante” e contro le “minoranze”). Facebook spiega come, con un lavoro a metà tra l’IA e l’intervento umano, si interviene per limitare persone, gruppi o Pagine su cui si annidino contenuti pericolosi o violenti. Tutto ciò, a maggior ragione, con le Storie: la loro durata effimera impone un intervento ancor più rapido e mirato, richiedendo una elaborazione ad hoc per capire contesto, storicità, sequenza e contenuti della Storia stessa.

Cominciando con la lingua inglese e poi declinando il tutto nei vari linguaggi supportati, verrà pubblicata una pagina che contiene un aggiornamento continuo degli interventi che vengono apportati alle policy, così da rendere più trasparente e continua l’informazione sulle regole proprie del network su cui ogni utente ha la possibilità di agire. Previsto, inoltre un servizio (“Group Quality“) che offrirà agli amministratori dei gruppi alcuni strumenti aggiuntivi per l’eliminazione di fake news o linguaggi incompatibili con gli standard: agli admin è richiesta una maggior responsabilizzazione nel controllo della loro community, insomma, poiché in caso contrario sarà la community stessa a pagarne pegno nei confronti dei regolamenti Facebook.

Facebook: ridurre

Ridurre, ossia includere una serie di filtri mirati che consentano di limitare le notizie false dal network. Così facendo le pagine che lucrano su questo tipo di attività troveranno minori spazi per le proprie condivisioni virali ed a giovarne sarà il network intero. A tal fine il gruppo promuove, con effetto immediato, interventi di fact-checking che vadano a penalizzare ciò che sul network è palesemente falso, quando non doloso. Inoltre si andranno a seguire percorsi e storicità delle fake news, così da affossare i gruppi o le Pagine che si fanno regolarmente da hub di diffusione di contenuti di bassa qualità. Novità assoluta è il cosiddetto “Click-Gap“, ossia un indicatore che dovrebbe misurare la differenza tra la viralità di una fonte e la sua autorevolezza misurata con altri indicatori (relativi al Web Graph): qualora il “gap” sia eccessivo, misurando una non-proporzionalità dubbia, l’effetto virale delle condivisioni sarebbe soffocato per ripristinare l’equilibrio.

Un impegno parallelo è anche relativo a Instagram, ove i contenuti “sexually suggestive” non saranno più promossi tra gli hashtag o tra le pagine di aggregazione a meno che non si sia follower degli account relativi.

Facebook: informare

Informare per riconsegnare agli utenti i necessari strumenti di consapevolezza. Informare significa creare un dialogo di trasparenza che consenta alla community di capire (non solo sapere, ma capire a fondo) le norme che regolano la comunicazione e la vita sul social network. Informare è un passaggio di imprescindibile importanza per far sì che le regole di oggi non si presentino come una semplice foglia di fico, ma come reale paradigma di lungo periodo. Anche in questo caso la promessa è declinata in una varietà di interventi concreti: indicatori di qualità, indicatori di fiducia, indicatori di identità, indicatori di “inoltra” (già visti anche su WhatsApp) andranno a costellare le opzioni disponibili tanto su Facebook quanto su Messenger. Il rollout è in questo caso variegato: alcuni interventi sono già effettivi negli USA, altri arriveranno a livello globale ma solo nelle prossime settimane.

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Il percorso di trasformazione digitale che realtà professionali di ogni settore e dimensione si trovano a dover affrontare, talvolta in modo quasi obbligato per non perdere terreno in termini di competitività, passa quasi necessariamente dall’integrazione di soluzioni basate sul cloud. Se ne parla oggi all’evento Cloud Innovation Day 2019 (OCID19) organizzato da Oracle all’Auditorium della Tecnica di Roma.

Oracle Cloud Innovation Day 2019

Una full immersion per capire in che modo la gestione di dati e applicazioni sulla nuvola possa tornare utile in un’ottica di ottimizzazione dell’attività, con approfondimenti tecnici ed esempi concreti utili a comprendere le ricadute del cloud sul lavoro quotidiano. Quello analizzato è un percorso di metamorfosi che non interessa solo l’ambito enterprise, ma anche la PA, come sottolineato sul palco da Alessandro Ippolito, Country Technology Sales Leader di Oracle Italia: è sufficiente pensare alle indicazioni fornite da AgID e dal Team per la Trasformazione Digitale che si inseriscono a pieno titolo in una prospettiva di tipo cloud first.

Alessandro Ippolito, Country Technology Sales Leader di Oracle Italia

Cloud Generation 2

Oracle parla di Cloud Generation 2, con la volontà di sottolineare una crescente esigenza di affiancare alle performance di servizi e piattaforme un adeguato livello di protezione dei dati. La sicurezza prima di tutto, anche e non solo per garantire ai clienti la conformità a quanto previsto dalle più recenti normative introdotte sul tema, una su tutte il GDPR.

Chi fornisce l’infrastruttura si trova poi nella posizione di dover trovare il giusto equilibrio tra la necessità di erogare un servizio il più possibile standardizzato, anche nel nome della compatibilità tra diversi provider (si parla sempre più di approccio multi-cloud), e il bisogno di consentire al cliente un margine di personalizzazione sufficiente per andare a soddisfare in modo mirato le specifiche esigenze. Questo rappresenta, forse ancor più che le mere performance, il valore aggiunto di un ambiente rispetto a un altro, un criterio determinante nella scelta della realtà a cui affidare le proprie informazioni e i propri carichi di lavoro.

Oracle Cloud Innovation Day 2019: la tavola rotonda

In apertura dell’OCID19 sono intervenuti sul palco, moderati da Mila Fiordalisi (Direttore CorCom), anche Lorenzo Anzola (CIO di Mapei) e Giuseppe Cardillo (Responsabile Operations di Iccrea Banca), ognuno riportando la propria esperienza per quanto concerne l’adozione delle soluzioni cloud, le opportunità intraviste e colte in questo percorso di trasformazione e le difficoltà incontrate. Realtà profondamente diverse per background e tipologia di attività svolta, ma entrambe allineate nell’esigenza di evolvere il proprio modo di fare business in una prospettiva di crescita e per rispondere alle nuove dinamiche dei rispettivi mercati.

Oracle Cloud Innovation Day 2019: la tavola rotonda

Automatizzazione e sicurezza

Una delle parole più utilizzate nel corso della giornata è Autonomous, se vogliamo dirlo in italiano automatizzazione. Un termine dal significato forse difficile da intuire se associato a database e affini, ma che racchiude e sottintende un principio ben chiaro, con valore equivalente a una dichiarazione d’intenti: il cloud deve semplificare, non dev’essere fonte di complicazioni.

Bisogna dunque anzitutto capire a quale soluzione fare affidamento per rispondere a una determinata necessità, in che modo integrarla nel proprio business e infine sfruttarne appieno ogni strumento, compresi quelli riconducibili a una forma di automatizzazione delle operazioni. Un esempio su tutti: l’applicazione delle patch di sicurezza, che se delegata al cliente rischia di essere posticipata con ripercussioni potenzialmente disastrose per i dati (l’elenco di leakdata breach si allunga di giorno in giorno), mentre se gestita senza richiedere alcun tipo di intervento garantisce l’immediata correzione delle vulnerabilità.

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Le misure di contenimento per il Coronavirus sono un sovvertimento completo del mondo antecedente poiché le regole di isolamento sociale hanno imposto una vera e propria rivoluzione cambiando radicalmente le abitudini antecedenti. Questo ha comportato una serie di sovvertimenti tali per cui quello che prima era il mondo del pendolare, ora è il mondo dello smart working; laddove prima era tutto un brulicare di mezzi pubblici, ora è tutto un brulicare di servizi cloud. I dati forniti da Microsoft in tal senso, fotografando le prime settimane di misure anti-Covid-19m sono del tutto chiari.

Cloud e Microsoft: +775%

Il primo dato che Microsoft ha fornito indica un aumento del 775% dei servizi cloud forniti nei paesi nei quali le misure di distanziamento sociale erano già entrate in atto. L’impennata si è registrata anche e soprattutto in Microsoft Teams, piattaforma per la collaborazione in remoto che ora conta fino a 44 milioni di utenti attivi al giorno (+12 milioni solo nell’ultima settimana) con oltre 900 milioni di minuti di videoconferenza a settimana. Per Microsoft è questo un successo su tutta la linea perché il gruppo può oggi snocciolare i successi di un servizio entrato prepotentemente nel lavoro quotidiano della maggior parte dei grandi gruppi in tutto il mondo, in 181 mercati, in più di 650 aziende con più di 10 mila dipendenti e su un bacino di 53 linguaggi differenti.

Microsoft Teams: dati d'uso

Non tutto è andato per il verso giusto e sono stati vari i momenti di difficoltà dei server cloud di Redmond (coinvolta in questi problemi anche l’Italia come gran parte dell’Europa), ma il gruppo garantisce di essere intervenuto in modo mirato per mitigarne le conseguenze sull’erogazione dei servizi e per poter garantire a tutti la massima produttività: se i server hanno retto alla prima ondata di accessi è auspicabile che ora possano reggere al progressivo aumento ulteriore in divenire. Va tuttavia notato che il lockdown sia iniziato negli Stati Uniti e altri luoghi soltanto ora, il che apre per Microsoft ulteriori bacini di potenzialità e al tempo stesso ulteriori margini di errore. Quella che arriva è una vera e propria verifica.

Per calmierare i potenziali down del servizio, Microsoft ha ridotto le potenzialità di alcuni servizi in alcune zone determinate, intervenendo ad esempio sulla qualità video e sui tempi di reazione nella scrittura contemporanea sui documenti: piccoli aggiustamenti sull’esperienza di grande impatto sulle performance complessive, il che sembra essere in questa fase un buon compromesso per poter garantire una crescita continua del servizio ed una lineare continuità nell’erogazione dei servizi della piattaforma.

Al momento il gruppo di Redmond non sembra voler ridurre le potenzialità del traffico del servizio Xbox, ma se i problemi sanitari dovessero continuare è probabile che si intervenga anche in tale direzione. Magari potenziando al contempo la versione di Teams per l’e-learning, chissà, sfruttando l’onda ritardataria dei metodi di insegnamento in remoto dove invece sembra essere stato Google Classroom ad imporsi con maggior incisività.

L’impennata cloud di Microsoft è la diretta conseguenza dell’attuale stato di emergenza sanitaria in tutto il mondo, ovviamente, ma se Microsoft è arrivata pronta all’appuntamento è grazie alla svolta imposta da Satya Nadella al proprio arrivo. Nei giorni in cui il suo “cloud first” si impone sulle strategie aziendali, non a caso, Bill Gates ha consegnato definitivamente il testimone nelle mani del suo successore, probabilmente come attestato ultimo e definitivo della sua visione sul gruppo.

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Mercoledì, 08 Luglio 2020 11:43

Nuovi strumenti per i grafici dei Fogli Google

 

Fogli Google: novità per la formattazione dei grafici.


La prima delle funzionalità inedite è quella che permette di fare click direttamente su qualsiasi elemento testuale del grafico per aggiornarne il contenuto o lo stile, anche per quanto riguarda le singole etichette dei dati e gli elementi della legenda. Per meglio capire di cosa si tratta è possibile dare un’occhiata all’animazione qui sotto.

Fogli Google: personalizzare lo stile e il contenuto degli elementi della legenda e le singole etichette dei dati per i grafici

La seconda delle tre novità annunciate da bigG consente di impostare opzioni avanzate per la formattazione dei numeri sia nelle etichette dei dati sia in quelle degli assi con la formattazione condizionale del colore. Ecco in che modo.

Fogli Google e grafici: formattazione dei numeri sia nelle etichette dei dati sia in quelle degli assi la formattazione condizionale del colore

Infine, in Fogli Google è ora possibile utilizzare una barra laterale contestuale per l’editing semplificando così la formattazione individuale delle etichette dei dati, gli elementi della legenda e i singoli punti.

Fogli Google e grafici: utilizzare una barra laterale contestuale per l’editing semplificando la formattazione individuale delle etichette dei dati, gli elementi della legenda e i singoli punti

Sono dunque questi i miglioramenti introdotti a partire da oggi da Google con l’obiettivo di migliorare uno dei suoi strumenti più noti e utilizzati tra quelli dedicati alla produttività, competitor diretto per Excel di Microsoft e profondamente integrato nell’ecosistema di servizi basati sul cloud di Drive.

 

 

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Mercoledì, 08 Luglio 2020 11:06

Deutsche Bank ha scelto il cloud di Google

L’infrastruttura di Google Cloud per Deutsche Bank.


All’inizio dell’anno DB aveva invitato i tre principali player del mercato cloud, anche Amazon e Microsoft, a inoltrare un’offerta per la sottoscrizione del contratto. La società di Mountain View ha avuto la meglio rispetto alla concorrenza di AWS e Azure. Queste le parole del CEO Christian Sewing.

La partnership con Google Cloud costituirà un driver importante della nostra trasformazione strategica. Dimostra la nostra determinazione nell’investire in tecnologia e la convinzione che il nostro futuro sia fortemente legato al successo della digitalizzazione.

L’accordo è parte di un investimento in tecnologia da 13 miliardi di euro annunciato da Deutsche Bank e destinato a iniziative che andranno concretizzandosi entro il 2022 con l’obiettivo di risollevare le casse del gruppo dalle perdite registrate nel corso degli ultimi anni. La firma del contratto è prevista nei prossimi mesi.




È lecito attendersi che l’ammodernamento della struttura informatica di DB coincida con un’estensione del business verso il territorio FinTech che già oggi vede operare buona parte delle istituzioni finanziarie. Così Sundar Pichai, numero uno di Google e della parent company Alphabet, è intervenuto sulla stretta di mano.

Per oltre 150 anni Deutsche Bank è stato un pioniere dell’industria con uno storico di innovazioni nel settore dei servizi finanziari. Siamo entusiasti della partnership strategica e dell’opportunità per Google Cloud di essere utile al gruppo e ai suoi clienti per la loro crescita e per definire il futuro dell’industria dei servizi finanziari.

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Verizon State of the Market: Enterprise Cloud 2014 Report

 

Le 4 esigenze degli utenti cloud che un provider dovrebbe soddisfare

Uno dei principali risultati del “Verizon State of the Market: Enterprise Cloud 2014 Report” è che il 72% degli intervistati pensa di migrare verso il cloud più della metà dei propri workload (SaaS incluso) entro il 2017.

L’incremento dei workload e della loro complessità, comporta aspettative più elevate nei confronti dei cloud provider da parte delle aziende.
SecondoAlfonso Correale, Group Sales Manager per il Sud Europa di Verizon, sono quattro le esigenze fondamentali delle aziende che i cloud provider dovrebbero soddisfare.

L’importanza della portabilità

Poiché molte aziende utilizzano modelli di cloud ibrido – rivolgendosi a diversi vendor e creando un mix di cloud pubblico e privato – cresce l’importanza della portabilità tra cloud provider. Sebbene utilizzare un unico vendor sia la via auspicabile, in realtà le aziende stanno utilizzando un mix di servizi cloud per soddisfare le specifiche esigenze di singoli workload o delle diverse fasi che lo caratterizzano. Il 32% delle aziende che ha adottato soluzioni cloud ha confermato che la business agility è stato il driver principale, pertanto trasferire o migrare gli ambiente di test e sviluppo su altri cloud o infrastrutture interne deve essere un’esperienza semplice.

I servizi

Per le aziende con infrastrutture già altamente virtualizzate, passare al cloud può essere relativamente facile. Tuttavia molte organizzazioni sono dotate di ambienti complessi, frutto di investimenti passati, e quindi necessitano di una maggiore expertise, che si traduce ad esempio in servizi di architecture design, consulenza strategica sul cloud e una road map per migrare correttamente le applicazioni. Quindi un cloud vendor in grado di fornire servizi di supporto al cloud e che può collaborare in modo significativo con un’azienda durante e dopo il lancio offre sicuramente un importante valore aggiunto.

Una rete solida

Quando è stato chiesto alle aziende quali fattori sono da considerarsi importanti in un servizio cloud, l’84% degli intervistati ha risposto l’autonomia e il 70% ha indicato la performance, rendendo le reti un fattore essenziale per le aziende che implementano il cloud computing. Le reti, infatti, trasportano il volume crescente del traffico cloud quindi le aziende confidano su qualità, sicurezza e  capacità dei loro cloud network provider di fornire un esperienza d’uso senza soluzione di continuità per applicazioni data-intensive e performace-driven. Per le migrazioni su cloud sono quindi fondamentali tecnologie come SDN, che forniscono opzioni di configurazione dinamica.

La sicurezza

Sia che si utilizzi il cloud o la colocation, un’infrastruttura interna o una esterna – la sicurezza è  ancora un problema per le aziende. Ma i cloud computing provider sono visti sempre più come una risorsa per migliorarne il livello; infatti il 65% delle aziende afferma che il cloud non compromette la sicurezza ma in realtà la migliori. Le aziende hanno bisogno di una profonda expertise e servizi che possono aiutare nella  manutenzione o nel miglioramento dei loro modelli di sicurezza.

Il Cloud computing sta guidando il cambiamento e sta trasformando i modelli di business. I cloud provider devono poter offrire portabilità, servizi cloud, rete e sicurezza in grado di aiutare questo processo.

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White Paper gratuito: la Cartella Clinica Elettronica

 

Questo White Paper illustra sinteticamente i concetti principali e fornisce indicazioni e metodologie pratiche per dematerializzare la cartella clinica sanitaria o meglio ancora renderla elettronica, rispettando sia la norma sia le esigenze attuali delle strutture sanitarie pubbliche e private. 

Negli ultimi tempi stiamo assistendo sempre più ad un processo di ammodernamento della sanità pubblica e privata. Tale processo viene implementato attraverso l’introduzione della cartella clinica elettronica e del fascicolo sanitario elettronico. La cartella clinica elettronica, in particolare, è di sicuro interesse per migliorare la gestione della conservazione nonchè l’archiviazione della svariata documentazione sanitaria. Ancora oggi si commettono errori e molto spesso si crede e si pensa che la cartella clinica elettronica sia la copia digitale della cartella clinica cartacea. Nella maggior parte dei casi si dimenticano dunque i vantaggi e i numerosi strumenti che i sistemi informativi portano.

Scarica gratuitamente il White Paper compilando il form qui sotto

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windows 10 edizioni 01

 

Si chiamano Windows 10 Home, Windows 10 Pro, Windows 10 Enterprise, Windows 10 Education, Windows 10 Mobile e Windows 10 Mobile Enterprise le edizioni del nuovo sistema operativo di Microsoft.

Microsoft ha annunciato cheWindows 10, atteso al debutto in 190 paesi e 111 lingue, saràdisponibile indiverse edizioni da questa estate. Queste versioni saranno realizzate "su misura per diverse famiglie di dispositivi e usi", coprendo le necessità dei propri clienti, da quelli consumer alle piccole imprese fino ad arrivare alle grandi corporation.

Microsoft non ha spiegato nel dettaglio le differenze tra le varie versioni, limitandosi a indicare l'indirizzo delle diverse edizioni, né ha stabilito una data di uscita finale.L'edizione consumer rivolta alla massa si chiama Windows 10 Home. La vedremo sui PC, i tablet e i prodotti 2 in 1.

Cortana (inizialmente solo in alcuni mercati), il nuovo browser Microsoft Edge, la modalità Continuum, Windows Hello per l'autenticazione con il volto, l'iride o l'impronta digitale e una serie di applicazioni universali tra cui Foto, Mappe, Mail, Calendario, Musica, Video e Xbox - per giocare ai titoli Xbox in streaming sul PC di casa - faranno parte del pacchetto.

Per gli stessi dispositivi ci sarà anche Windows 10 Pro.Rivolta al mondo delle piccole imprese, questa edizione del nuovo Windows offriràpiù strumenti per la gestione efficiente ed efficace di prodotti e applicazioni. Microsoft parla anche di protezione dei dati sensibili, supporto remoto e altro ancora. I clienti di Windows 10 Pro si avvantaggeranno anche di Windows Update for Business, che favorisce maggiore flessibilità nella gestione degli update del sistema. Ulteriori dettaglili trovate qui.

"Come annunciato in passato, per la prima volta, offriamo le versioni complete di Windows 10 Home, Windows 10 Mobile e Windows 10 Pro comeun aggiornamento gratuito e semplice per i dispositivi qualificati Windows 7, Windows 8.1 e Windows Phone 8.1 che passano al nuovo sistemaentro il primo anno dopo il debutto. Dopo che avete aggiornato avrete Windows 10 gratuitamente su quel dispositivo", si legge sul post di Microsoft. Se avete dei dubbi,date un'occhiata a questa notizia.

Windows 10 Enterprise rappresenta una versione "con gli steroidi" di Windows 10 Pro. È dotata di caratteristiche più avanzate per rispettare le necessità delle aziende di medie e grandi dimensioni. Questa edizione sarà disponibile ai clientiVolume Licensing, i quali avranno pieno controllo su ogni aspetto, anche gli aggiornamenti con Windows Update for Business.

A oggi sono 3,9 milioni i Windows Insiders che stanno provando Windows 10

"Come con le precedenti versioni di Windows, i clienti Active Software Assurance in Volume Licensing potranno aggiornare a Windows 10 Enterprise come parte di benefici legati a Software Assurance".

Microsoft ha sviluppato anche Windows 10 Education, edizione che nasce da Windows 10 Enterprise per "incontrare le necessità delle scuole", dai presidi agli studenti. Scuole e studenti con Windows 10 Home e Windows 10 Pro potranno passare a Education tramite Volume Licensing.

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Commvault   Falcone   taglaito e ridotto

 

Commvault ha ottimizzato il passaggio al cloud in modo da trasformare gli spazi pubblici e ibridi in una risorsa strategica per le aziende

Commvault ha annunciato svariate novità di prodotto volte a facilitare l'adozione di soluzioni cloud. Nel loro insieme si propongono di trasformare i dati che risiedono nei cloud pubblici e ibridi inrisorse strategiche di informazione.

Con la presentazione di Commvault Cloud Disaster Recovery, Commvault Cloud Development and Test, Commvault Cloud Gateway e Commvault Cloud Replication, l'azienda ora propone soluzioni che consentono alle aziende di soddisfare molte delle loro esigenze in termini digestione dei dati.

"Le imprese si stanno attivando per rendere produttivo l'uso del cloud e accelerare il time-to-value. Le nostre soluzioni consentono di ottenere in modo semplice un ritorno sull'investimento, grazie all'integrazione tra le infrastrutture on-premise e in-cloud, partendo dai dati ed espandendosi verso il controllo degli accessi e l'ottimizzazione dell'utilizzo", ha dichiarato Rodolfo Falcone, country manager di Commvault per l'Italia.

Una delle motivazioni all'uso del cloud è la riduzione del time-to-recovery ricorrendo albackup nel cloudcome modello di protezione dei dati off-site.  Sotto questo profilo, ha spiegato la società, la soluzione Commvault Cloud Disaster Recovery consente il recupero nel cloud a prescindere dal modello di installazione on-premise, hypervisor (VMware/ HyperV), o location (pubblica/privata/ibrida).

Inoltre, abilita una gestione basata su procedure ottenuta estendendo il provisioning e i flussi di lavoro da on-premise al cloud pubblico o ibrido.

Per supportare le aziende nell'implementazione di processi semplici e ripetibili volti a rendere produttivo il cloud, Commvault ha anche annunciato rinnovate funzionalità di Cloud Development & Test, Cloud Gateway e moduli di Cloud Replication.

 In particolare, Cloud Gateway è una soluzione software che rientra nell'ambito della strategia di cloud appliance di Commvault. Cloud Gateway è una funzione volta a consentire dimigliorare l'agilità, la flessibilità e le prestazioni del backup, estendendo il livello di protezione da on-premise al cloud. Cloud Replication è invece una funzione che dà la possibilità di scegliere la flessibilità e la velocità con cui si portano i dati nel cloud.

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Microsoft ha annunciato la Preview dell’ultima versione del suo servizio di posta elettronica. Tra i principali cambiamenti, Clutter dividerà automaticamente i messaggi importanti da quelli secondari. Arrivano anche 13 format grafici e suggerimenti in tempo reale per trovare più rapidamente le mail. Inoltre, Redmond ha deciso di aprire anche agli add-in indipendenti.

Microsoft continua ad aggiungere ingredienti a quella che, nelle sue intenzioni, dovrà essere la nuova suite di produttività Office 365:un contenitore di applicazioni “centralizzato”, dove potranno trovare posto anche servizi finora mantenuti completamente separati. Questa volta è il caso di Outlook.com,la piattaforma di posta elettronicadella casa di Redmond, che ha subito un deciso restyling da parte del colosso statunitense. Disponibile al momento solo in versione Preview e per poche persone selezionate, la nuova release diOutlook.comvede come uno dei principali cambiamenti una sostanziale modifica alle mail in arrivo, che ora verranno smistate in automatico grazie alla funzionalitàClutter. Grazie a un algoritmo di apprendimento automatico, questa opzione è in grado di imparare quali potrebbero essere i messaggi indesiderati, spostandoli automaticamente in un altro contenitore.Sul blog di Office gli sviluppatori spieganoche l’utente potrà “insegnare” a Clutter come comportarsi: in caso la funzionalità non dovesse riconoscere una mail considerata inutile dal titolare dell’account, spostando il messaggio dentro Clutter si potrà mostrare all’algoritmo il comportamento da tenere la volta seguente.

Ma una delle novità che, con tutta probabilità, saranno decisamente apprezzate dagli utenti riguarda la ricerca dei messaggi. La nuova interfaccia fornirà infatti suggerimenti in tempo reale, per evidenziare con priorità assoluta le mail provenienti dalle persone concui si è in contatto più di frequente. La funzione Refiner introduce un ulteriore filtro ai risultati visualizzati a video, basandosi su campi come mittente, cartella, data d’invio ed eventuali allegati.

Dal punto di vista estetico, Microsoft ha sviluppato 13 nuovi temi grafici per personalizzare l’aspetto del client di posta e la possibilità di visualizzare le anteprime dei link presenti nel corpo della mail. Compresi i collegamenti di video provenienti da piattaforme streaming come YouTube e Vimeo. Inoltre, sarà possibilecopiare e incollare immagini e fotografiedirettamente all’interno del messaggio, senza dover ricorrere per forza agli allegati.

Rivoluzionando quella che finora era stata la propria filosofia sulle estensioni, Microsoft ha deciso di fare dietrofront e ha aperto Outlook.com agliadd-in indipendenti. Finora, gli utenti di Outlook.com disponevano di poche funzionalità aggiuntive e tutte sviluppate all’interno della casa di Redmond. Non appena la Preview verrà resa disponibile al grande pubblico, si potranno sfruttare estensioni implementate ad esempio daUber, Boomerang e PayPal. Ma le collaborazioni con altre società sono destinare ad aumentare in modo considerevole.

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