Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Il cloud come fattore abilitante della trasformazione digitale, i suoi strumenti come mattoni utili alla costruzione e alla crescita del proprio business. Se ne parla oggi a Roma, nella cornice dell’Auditorium della Tecnica, in occasione dell’edizione 2019 dell’evento Oracle Cloud Innovation Day.

Oracle Cloud Innovation Day 2019

Le soluzioni offerte dal gruppo di Redwood e le esperienze dei clienti che ne fanno uso, con esempi concreti e best practice per comprendere come facendo leva sulle nuove tecnologie sia possibile innescare un processo di innovazione: dalla gestione decentralizzata delle operazioni tipica delle blockchain fino all’automatizzazione, dalle potenzialità degli algoritmi di machine learning (e più in generale dell’intelligenza artificiale) fino alla raccolta e all’analisi delle informazioni consentita dalla Internet of Things.

Le linee che compongono il percorso dell'evento Oracle Cloud Innovation Day 2019

Per l’edizione 2019 del Cloud Innovation Day, Oracle ha scelto di strutturare l’appuntamento in modo da consentire ai partecipanti di personalizzare la loro esperienza, sulla base delle attitudini e degli interessi di ognuno, dando vita a quella che sembra a tutti gli effetti una mappa della metropolitana: si sceglie da quale stazione partire e dove arrivare, a quali incontri partecipare in una delle quattro aree appositamente allestite. L’agenda completa è consultabile sul sito ufficiale dell’evento.

… abbiamo preparato un vero e proprio percorso (l’itinerario potrai costruirtelo Tu, a seconda delle Tue esigenze) che, attraversando tecnologie quali Blockchain, Artificial Intelligence, Machine Learning, IoT e Autonomous, convalidate dalle testimonianze dei nostri Clienti, Ti permetterà di scoprire come queste possano abilitare la trasformazione del Tuo business, in ambiti specifici o nel suo complesso.

Presenti anche quelli che Oracle chiama Innovation Corner, spazi dove è possibile toccare con mano le applicazioni pratiche delle tecnologie in questione.

Punto Informatico è all’evento di Roma, per raccogliere direttamente da coloro che quotidianamente hanno a che fare con il cloud una testimonianza utile a capire quali sono i connotati di questa rivoluzione talvolta invisibile, ma onnipresente.

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Giovedì, 11 Aprile 2019 10:05

Facebook: rimuovere, ridurre, informare

Rimuovere, ridurre e informare: sono queste le tre parole chiave su cui fa leva Facebook per ricostruire la propria credibilità, dar nuovo peso al proprio News Feed e rispondere con adeguata responsabilità alle accuse piovute in questi mesi. Si tratta di sfuggire ai propri problemi con la privacy, ma non solo: le autorità hanno imposto paletti ben più ampi, chiedendo al network una maggior responsabilizzazione contro le troppe derive che il servizio sta dimostrando.

Messo all’angolo dalla Commissione europea dopo i problemi con Cambridge Analytica, il social network ha trovato ora i favori della Commissione stessa dando fiato ad una serie di promesse circa le nuove policy adottate per la tutela dei dati personali e con queste ulteriori linee guida offre uno spaccato di quel che intende fare nel prossimo futuro. E le linee guida sono improntate sulle tre parole chiave attorno a cui ruotano tutti gli interventi: rimuovere, ridurre e informare.

Una risposta importante, da parte di Facebook, ad una protesta che si levava con sempre maggior forza tanto dalla community quanto dalle istituzioni di mezzo mondo. Il social network, tirato per la giacchetta ormai da chiunque, ha dovuto fare un importante passo avanti nell’implementazione di nuovi strumenti di gestione e nella trasparenza delle informazioni, perché soltanto così può sfuggire alla pressione che giunge dall’esterno.

Facebook: rimuovere

Rimuovere, ossia cancellare i contenuti che vanno in violazione con le policy del servizio. Il riferimento è specifico per casi di bullismo o hate speech, promettendo la rimozione di tutti quei contenuti che vanno contro gli standard previsti. Curioso come, nelle stesse ore in cui tali principi venivano affermati al consesso della Commissione, in Italia sparivano vari account legati a CasaPoundcon tanto di polemiche circa la mancata trasparenza dell’intervento (considerato “censorio” da parte degli attori della “narrazione dominante” e contro le “minoranze”). Facebook spiega come, con un lavoro a metà tra l’IA e l’intervento umano, si interviene per limitare persone, gruppi o Pagine su cui si annidino contenuti pericolosi o violenti. Tutto ciò, a maggior ragione, con le Storie: la loro durata effimera impone un intervento ancor più rapido e mirato, richiedendo una elaborazione ad hoc per capire contesto, storicità, sequenza e contenuti della Storia stessa.

Cominciando con la lingua inglese e poi declinando il tutto nei vari linguaggi supportati, verrà pubblicata una pagina che contiene un aggiornamento continuo degli interventi che vengono apportati alle policy, così da rendere più trasparente e continua l’informazione sulle regole proprie del network su cui ogni utente ha la possibilità di agire. Previsto, inoltre un servizio (“Group Quality“) che offrirà agli amministratori dei gruppi alcuni strumenti aggiuntivi per l’eliminazione di fake news o linguaggi incompatibili con gli standard: agli admin è richiesta una maggior responsabilizzazione nel controllo della loro community, insomma, poiché in caso contrario sarà la community stessa a pagarne pegno nei confronti dei regolamenti Facebook.

Facebook: ridurre

Ridurre, ossia includere una serie di filtri mirati che consentano di limitare le notizie false dal network. Così facendo le pagine che lucrano su questo tipo di attività troveranno minori spazi per le proprie condivisioni virali ed a giovarne sarà il network intero. A tal fine il gruppo promuove, con effetto immediato, interventi di fact-checking che vadano a penalizzare ciò che sul network è palesemente falso, quando non doloso. Inoltre si andranno a seguire percorsi e storicità delle fake news, così da affossare i gruppi o le Pagine che si fanno regolarmente da hub di diffusione di contenuti di bassa qualità. Novità assoluta è il cosiddetto “Click-Gap“, ossia un indicatore che dovrebbe misurare la differenza tra la viralità di una fonte e la sua autorevolezza misurata con altri indicatori (relativi al Web Graph): qualora il “gap” sia eccessivo, misurando una non-proporzionalità dubbia, l’effetto virale delle condivisioni sarebbe soffocato per ripristinare l’equilibrio.

Un impegno parallelo è anche relativo a Instagram, ove i contenuti “sexually suggestive” non saranno più promossi tra gli hashtag o tra le pagine di aggregazione a meno che non si sia follower degli account relativi.

Facebook: informare

Informare per riconsegnare agli utenti i necessari strumenti di consapevolezza. Informare significa creare un dialogo di trasparenza che consenta alla community di capire (non solo sapere, ma capire a fondo) le norme che regolano la comunicazione e la vita sul social network. Informare è un passaggio di imprescindibile importanza per far sì che le regole di oggi non si presentino come una semplice foglia di fico, ma come reale paradigma di lungo periodo. Anche in questo caso la promessa è declinata in una varietà di interventi concreti: indicatori di qualità, indicatori di fiducia, indicatori di identità, indicatori di “inoltra” (già visti anche su WhatsApp) andranno a costellare le opzioni disponibili tanto su Facebook quanto su Messenger. Il rollout è in questo caso variegato: alcuni interventi sono già effettivi negli USA, altri arriveranno a livello globale ma solo nelle prossime settimane.

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Continua a essere alta la resistenza alla gestione elettronica dei documenti. Il 21% usa il sito Internet solo come "vetrina" o poco più. Pesa la scarsa alfabetizzazione informatica, soprattutto nelle piccole organizzazioni. L'analisi dell'Osservatorio ICT & Professionisti del Politecnico di Milano mette in luce i limiti e i pericoli di una scarsa propensione a investire in tecnologia da parte di avvocati, commercialisti e consulenti.

Intorno all'universo delle piccole e medie imprese che disegnano in modo molto particolare il tessuto economico italiano, ruota una galassia altrettanto frammentata e altrettanto indispensabile per la loro crescita e di conseguenza per quella del Paese. Caratteristica cruciale di una realtà con pochi addetti è non poter contare su risorse interne per tante competenze.

Da questo nasce un rapporto di stretta collaborazione con il mondo delle professioni - commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro in prima linea - chiamati a garantire adeguato supporto nell'adempimento degli obblighi di legge e la necessaria consulenza per sfruttare al meglio le potenzialità dell'innovazione tecnologica. 

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Lunedì, 05 Gennaio 2015 16:24

Cambia il ruolo dei CIO nelle organizzazioni

Uno studio realizzato da The Economist Intelligence Unit (EIU) per EMC evidenzia i cambiamenti nel ruolo dei CIO e dei manager Line-of-Business nelle aziende nei prossimi tre anni.

emc a blended futureIl report sul ruolo dei CIO

The Economist Intelligence Unit (EIU) ha pubblicato lo studio: "A blended future: the changing mix of IT service delivery and consumption", sponsorizzato da EMC. Lo studio analizza come, grazie all'ampia disponibilità di tecnologia e di servizi, il ruolo dei Chief Information Officer (CIO) e dei manager Line-Of-Business (LOB) cambierà nei prossimi anni.

Quello che ne emerge è che l'IT ha sempre più un impatto decisivo sul successo di una organizzazione; per questo motivo, i line-of-business executive vorrebbero poter assumere un controllo più diretto circa le scelte che vengono fatte in campo IT, in modo da assicurare il massimo livello di innovazione e il massimo vantaggio possibile.

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Business Defined IT e Social Networking più facili e sicuri con lo storage unificato e la gestione centralizzata di Hitachi Data Systems.

salucciPer le PMI il digitale aiuta a competere con le grandi aziende

La strategia per il cloud e l'IT del futuro è stato delineato da Hitachi Data Systems (HDS) in un convegno che ha posto in luce gli aspetti chiave per avere successo in un mercato altamente competitivo.

Secondo analisi di IDC e di Gartner nel giro di pochi anni un'azienda su tre tra le attuali market leader, osserva Roberto Salucci, Specialist Solution Consultant di Hitachi e suo rappresentante in SNIA Italia, non saranno più sul mercato a beneficio di new comer fortemente aggressivi. Il motivo è che le aziende emergenti stanno facendo largo uso delle nuove tecnologie IT sia per quanto concerne le esigenze aziendali che come strumento di marketing.

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Per Ricoh Europe e Coleman le piccole imprese raggiungeranno la maturità digitale prima della grandi, ma sono meno consapevoli dei vantaggi di cui disporranno.

ricoh i vantaggi del digitale per le piccole imprese tPer le PMI il digitale aiuta a competere con le grandi aziende

I risultati di una ricerca sponsorizzata da Ricoh Europe mettono in evidenza che le piccole imprese considerano la maturità digitale come un'opportunità irrinunciabile per riuscire a competere con le grandi imprese. La maturità digitale si realizza quando un'organizzazione utilizza strumenti avanzati e tecnologie per migliorare i risultati di business, sviluppa in maniera continua iniziative IT e gestisce i processi digitalmente.

In questa corsa le piccole imprese si confermano più dinamiche e i dati rilevati confermano quella che era già una sensazione percepibile. La maggior parte dei dirigenti delle piccole imprese (79%) ritiene che la propria azienda sia avvantaggiata nell'implementazione delle tecnologie rispetto alle grandi aziende grazie alla possibilità di ottimizzare i processi più rapidamente. Questo evidentemente anche grazie a percorsi decisionali più brevi.

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La diffusione di conoscenza come segno distintivo del nuovo software vendor, nato dalla fusione di ORSYP con il player globale austriaco.

orsyp-automic-softwareCultura ed eccellenza delle IT Operations: i Labs, fiore all’occhiello di Automic

Quando si parla di IT Operations, uno dei punti di riferimento fondamentali a livello globale è ORSYP, che si è recentemente unita ad Automic dando vita a Automic Software in Italia, per proporre al mercato italiano la più completa piattaforma al mondo di automazione. Automic non solo risponde alle esigenze di mercato con soluzioni all'avanguardia, ma è anche promotrice della cultura dell'innovazione. Nel distretto parigino de La Defense – cuore del business della capitale – ha sede il prestigioso Automic Consulting (in precedenza ORSYP Consulting), dedicato alla consulenza informatica ai clienti. Seguendo una linea di continuità con la strategia ORSYP di investire in creazione e promozione della conoscenza, Automic vuole sviluppare a sua volta le attività dell'Istituto, confermandone la posizione di prestigio all'interno della propria vision. Per conoscere meglio questa realtà, un'eccellenza tra le pochissime – se non l'unica – nel campo delle IT Operations, abbiamo incontrato Gerald Audenis, General Manager degli Automic Labs, entità di cui fanno parte sia l'Istituto che due altri soggetti collegati, l'Automic Consulting e l'Automic University (IT Training Center). "Vi è una profonda trasformazione in atto nelle IT Operations, le quali non sono più viste come un semplice 'strumento' per conseguire gli obiettivi aziendali, ma al contrario come un fattore strategico essenziale per il successo del business, e che come tale va gestito nel migliore dei modi", spiega Audenis. L'IT è infatti sempre più al centro di ogni azienda, a prescindere dal settore e dalle dimensioni. Per questo, il sistema informativo va considerato esso stesso come qualcosa da industrializzare, in modo che soddisfi precisi standard di efficienza e raggiunga obiettivi prefissati e misurabili. "Tra i parametri che le IT Operations devono soddisfare vi sono quelli relativi a Quality of service, performance ed efficienza. L'Istituto cerca di andare oltre la semplice vendita di un prodotto o di un servizio ai clienti. La nostra ambizione è costruire e condividere una cultura comune, promuovere l'innovazione e consolidare la posizione d'avanguardia che deteniamo in questo settore".

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Mercoledì, 05 Novembre 2014 16:12

CIO: quali le priorità del 2014?

Il World Quality Report 2014 evidenzia che la maggior parte del budget per il testing è ora dedicato allo sviluppo di nuovi progetti: per i CIO la priorità è l'IT transformation rispetto all'IT maintenance.

system-evolutionCIO: quali le priorità del 2014?

Capgemini, uno dei più importanti fornitori mondiali di servizi di consulenza, tecnologia e outsourcing, e Sogeti, la sua divisione specializzata in servizi professionali, hanno presentato i risultati della sesta edizione del World Quality Report. Lo studio annuale, pubblicato in collaborazione con HP, che esamina lo stato delle attività di testing in vari comparti dell'industria e aree geografiche, ha evidenziato che per la prima volta la maggior parte del budget IT assegnato a Testing e Quality Assurance (QA) (52%) viene speso per ampliare il panorama IT, per esempio sviluppando nuove applicazioni mobile e sistemi big data, piuttosto che per la modernizzazione e per il mantenimento dei sistemi e delle applicazioni legacy. Il rapporto sottolinea inoltre come, con la crescente importanza della qualità delle applicazioni e affrontando la complessità IT associata con i social, mobile, analytics, cloud e Internet of Things, le attività di testing e quality assurance sono riconosciute come una funzione chiave per il business.


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Un nuovo studio realizzato da Harvard Business Review Analytic Services, intitolato "The Digital Dividend – First Mover Advantage" , dimostra come la tempestiva adozione di nuove tecnologie conduca a migliori risultati di business.

system-evolutionIndagine: per il 57% l’IT è il fattore principale per l’innovazione e la crescita del business

I risultati dello studio evidenziano come i "Pionieri" IT, ovvero quelle aziende identificate nel report come fortemente convinte dei benefici derivanti dall'adozione di nuove tecnologie e che perseguono il vantaggio della prima mossa, siano più avanti rispetto ai loro concorrenti in termini di crescita del fatturato e posizione sul mercato. Il 20% di queste aziende ha registrato una crescita del fatturato superiore al 30%, ovvero oltre il doppio rispetto alle aziende identificate dallo studio come "Follower" (quelle che restano a guardare e investono solo dopo che i vantaggi sono stati comprovati) e il triplo delle aziende "Prudenti" (quelle che aspettano fino a che una tecnologia non sia del tutto consolidata).


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Mercoledì, 05 Novembre 2014 16:00

CIO, broker di servizi per il business

Sette tendenze che spiegano come cambia il ruolo dell'IT, secondo lo studio di CA Technologies, non sempre a vantaggio dei responsabili e delle funzioni operative.

Tittarelli-Fabrizio Ca-TechnologiesFabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia

CA Technologies fornisce soluzioni per la gestione dell'IT in grado di aiutare i clienti a gestire e proteggere i loro complessi ambienti IT a supporto di servizi informatici più flessibili per il business. Le imprese si avvalgono del software e delle soluzioni SaaS di CA Technologies per accelerare l'innovazione, trasformare l'infrastruttura e proteggere dati e identità in tutti gli ambienti, dal data center al cloud. La ricerca "TechInsights Report: The changing role of IT and what to do about it", commissionata da CA Technologies e condotta da Vanson Bourne, descrive alcune trasformazioni radicali intervenute nel ruolo dell'IT aziendale in Italia, cambiamenti che non sempre vanno a favore dei responsabili e delle funzioni dell'IT.

L'indagine è stata condotta su un campione di mille e 300 responsabili IT in organizzazioni attive nei settori di servizi finanziari, sanità, industria manifatturiera, PA e telecomunicazioni in dieci paesi europei (Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Portogallo, Scandinavia, Spagna e Israele) e altre dodici aree geografiche nel mondo e in aziende dal fatturato pari o superiore a 100 milioni di dollari.

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