Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Venerdì, 03 Settembre 2021 11:10

Nexi-SIA: l'Antitrust solleva dubbi sulla fusione

 


La fusione Nexi-SIA al momento non è ancora in discussione, ma l'antitrust italiana intende mettere mano agli approfondimenti sul caso. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, ritiene che l'operazione possa avere profili pericolosi per la concorrenza ed intende pertanto aprire un procedimento istruttorio, passo formale necessario per formalizzare le attività AGCM sul caso.


NEXI-SIA: indaga l'AGCM.


Secondo l'Authority, infatti, sono molti gli aspetti che meritano un approfondimento:

L'operazione di concentrazione coinvolge differenti operatori – sia dal punto di vista della domanda sia da quello dell'offerta – e interessa numerosi ambiti del settore dei pagamenti digitali, in particolare i servizi di merchant acquiring, di processing, di emissione delle carte di pagamento, di compensazione al dettaglio dei pagamenti, di trasmissione dei dati interbancari e anche i servizi per la fornitura e la manutenzione degli ATM.

L'AGCM porta avanti una prima tesi, la quale sarà oggetto di studio e verifica indicando la direzione in cui andranno le ricerche:


Secondo l'Autorità la fusione di SIA S.p.A. in Nexi S.p.A. potrebbe perciò determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante da parte della nuova entità con effetti di tipo orizzontale, nonché di natura verticale e conglomerale.

Interessante è l'aspetto relativo alla produzione di carte di pagamento (personalizzate o meno) che, in un contesto post-fusione, metterebbe il 35-40% del mercato nelle mani del gruppo nascente. La cifra sarebbe però oggetto di valutazione, motivo per cui gli studi dell'Authority dovranno procedere speditamente per la verifica dei dati in possesso. In generale “si ritiene che l'operazione possa sollevare criticità dal punto di vista concorrenziale nel mercato nazionale della fornitura di carte di pagamento smart“, ennesima sfumatura di una disamina che avrà grande importanza per il futuro del comparto.

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Venerdì, 03 Settembre 2021 11:12

Google Chrome: nuove funzionalità in sviluppo

 

Google effettua vari test per le funzionalità che dovrebbero essere disponibili nella versione stabile del browser. L'azienda di Mountain View ha annunciato tre “esperimenti” per Chrome Beta che permettono di velocizzare l'esecuzione di determinate operazioni su desktop e Android. Per sfruttare queste novità è necessario attivare i corrispondenti flag.

Tre nuovi esperimenti in Chrome Beta.


Spesso capita di dover continuare un'attività lasciata in sospeso. Se viene effettuato l'accesso all'account Google su Chrome e attivata la cronologia di navigazione è possibile sfruttare tre “card” nella pagina Nuova scheda per ritornare al punto in cui l'attività era stata interrotta.

Utilizzando il flag #ntp-recipe-tasks-module è possibile aprire subito le ricette viste in precedenza. Il flag #ntp-chrome-cart-module consente invece di riaprire il carrello degli acquisti. Infine, il flag #ntp-drive-module permette di accedere direttamente ai documenti recenti in Google Drive, come si può vedere nell'immagine.

Chrome Beta - Docs Module

Le altre due novità riguardano Chrome Beta per Android. Utilizzando il flag #continuous-search è possibile attivare la funzionalità che consente di velocizzare le ricerche. Invece di ritornare all'elenco, l'utente può scegliere il risultato successivo toccando i pulsanti mostrati in una riga aggiuntiva sotto la barra degli indirizzi.

Chrome Beta - Ricerca continua

L'ultimo esperimento permette di creare una card contenente il testo evidenziato in una pagina web. È sufficiente selezionare il testo, quindi l'opzione Condividi e la voce “Crea card” nel menu. Verranno così mostrati vari template. L'immagine risultante può essere copiata o condivisa. Il flag da attivare è #webnotes-stylize.

 

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Venerdì, 03 Settembre 2021 11:17

Olympus vittima di un attacco ransomware

L'infrastruttura informatica gestita da Olympus nei territori EMEA è stata colpita da un attacco. A renderlo noto è la società stessa, con un comunicato ufficiale pubblicato nel fine settimana, in cui si fa riferimento a un'indagine in corso per far luce sull'accaduto.

Dopo aver rilevato un'attività sospetta, abbiamo immediatamente mobilitato un team di intervento specializzato che include esperti legali e al momento stiamo lavorando con la massima priorità possibile in modo da risolvere il problema. Come parte dell'indagine, abbiamo sospeso i trasferimenti di dati tra i sistemi interessati e informato in modo adeguato i partner esterni.


Attacco ransomware a Olympus, indagine in corso.


La ricostruzione fornita dall'analista Brett Callow di Emsisoft alla redazione del sito TechCrunch parla di un'azione perpetrata nella giornata di mercoledì 8 settembre attraverso un ransomware, da parte del gruppo BlackMatter, secondo alcuni nato dalle ceneri di DarkSide e REvil.

Inoltrata la richiesta per il pagamento di un riscatto, così da ottenere gli strumenti necessari per procedere allo sblocco dei file e dell'infrastruttura, riprendendo la normale operatività. Nella nota si leggerebbe quanto segue.


Il vostro network è stato cifrato e al momento non è operativo. Se pagate, vi forniremo i programmi per decrittare.

Fondata poco più di un secolo fa (nel 1919), Olympus si trova nel mezzo di un momento di transizione, come testimonia l'annuncio risalente allo scorso anno che l'ha vista uscire definitivamente dal mercato delle fotocamere, cedendo il business alla nipponica Japan Industrial Partners (la stessa realtà che ha acquisito il marchio VAIO). Oggi produce componenti per il settore biomedicale e per quello ottico. Tornando all'attacco oggetto dell'articolo, la società promette il rilascio di nuove informazioni in merito non appena disponibili.

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Chi desidera investire in asset digitali si trova oggi di fronte a una moltitudine di piattaforme tra le quali scegliere, dagli exchange ai broker. Orientarsi in un'offerta sempre più diversificata non è semplice, per chi si approccia a questo mondo così come per chi ha già dimestichezza con Bitcoin, Ethereum e Dogecoin. Ogni timore è comprensibile, dopotutto si sta per mettere mano al portafogli. Ecco perché è bene farlo scegliendo di affidarsi al giusto partner: è qui che entra in gioco Crypto Smart, neonata realtà 100% italiana che propone una formula accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante mondo ricco di opportunità.


Criptovalute e asset digitali: investire in modo sicuro con Crypto Smart


I suoi fondatori non si nascondono, ci mettono la faccia: Alessandro Ronchi, Claudio Baldassarri e Alessandro Frizzoni, questi i tre imprenditori con alle spalle esperienze di successo che hanno deciso di dar vita al progetto, nel momento in cui la pandemia non accennava ad allentare la propria morsa, ma come noto da ogni crisi derivano sempre grandi occasioni. Questa la missione, messa nero su bianco attraverso le pagine del sito ufficiale.

Come imprenditori che vivono in Italia, ci siamo resi conto che c'è una mancanza di accesso alle criptovalute e agli Asset Digitali nel paese. Specialmente per le persone comuni, piccoli risparmiatori e famiglie. La finanza, per essere davvero democratica, deve essere facile da capire, affidabile e poco costosa.

La società ha sede a Perugia, in Umbria, domiciliata interamente entro i confini nazionali e soggetta al rispetto di tutte le norme vigenti nel nostro paese, incluse quelle riguardanti la privacy e l'antiriciclaggio. Niente conti off-shore da cui far transitare i capitali, niente organigrammi opachi e proprietà irraggiungibili collocate chissà dove. Nessun legame con grandi gruppi bancari o finanziari, nessun conflitto di interesse. Totale indipendenza.

Crypto Smart, la piattaforma 100% italiana per investire in asset digitali

 

La trasparenza è un valore imprescindibile per la squadra di Crypto Smart, così come la possibilità offerta ai clienti di contattare un servizio di assistenza 24/7 in modo da sciogliere qualsiasi dubbio o rispondere a ogni domanda in caso di necessità. Nulla è trascurato nemmeno sul fronte della sicurezza, con la tutela dei dati personali e delle transazioni che avviene mediante l'impiego degli standard più rigorosi, dalla protezione degli account con un secondo fattore di autenticazione alla conservazione delle chiavi all'interno di cold wallet offline.

Il cliente è il padrone totale del proprio portafoglio.


L'offerta proposta si basa su un principio fondamentale: Il cliente è il padrone totale del proprio portafoglio. Che si scelga di investire in Bitcoin, Ethereum, Dogecoin o in altre criptovalute, non ci sono in mezzo intermediari, le quotazioni possono essere monitorare in tempo reale e gli investimenti gestiti quando lo si desidera.

Alcuni degli asset digitali disponibili su Crypto Smart

 

A differenziare Crypto Smart dal resto delle piattaforme della categoria è anche la modalità scelta per depositare i fondi: con bonifico bancario. L'apertura del conto e la gestione del wallet sono totalmente gratuiti, per i movimenti sono previste commissioni mai superiori allo 0,2%.

L'Academy, per imparare.


Investire in asset digitali è un'operazione ormai alla portata di tutti, ma come per ogni altra forma di transazione che prevede un impegno economico, è bene farlo con la necessaria conoscenza delle dinamiche che regolano questo mercato. Ecco il motivo che ha spinto Crypto Smart a portare online la propria Academy, uno spazio in cui chiunque, anche i neofiti, possono apprendere i principi del trading, approfondendo ad esempio il funzionamento della tecnologia blockchain e le origini delle più importanti criptovalute.

I contenuti, pubblicati di continuo, sono liberamente accessibili, così da poterne fruire prima di cimentarsi con le prime attività di trading. È possibile consultarli anche solo per imparare su quali basi poggia il concetto di finanza decentralizzata, cos'è il mining e cosa ha portato un progetto come quello legato a Bitcoin a definire un nuovo paradigma nell'ambito dell'economia mondiale.

 

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Il mondo del lavoro è in un momento del tutto particolare, sul quale aleggia il dinamismo innescato dalla pandemia prima e dal rimbalzo economico successivo: le incertezze e le opportunità si rimescolano, facendo emergere in modo particolare la capacità di farsi trovare pronti, con la giusta competenza al momento giusto. Ecco perché la formazione ha assunto un ruolo – se possibile – ancor più determinante che non in passato: le aziende cercano funzioni specifiche e non sempre la formazione tradizionale è in grado di mettere a disposizione ciò di cui la domanda del lavoro necessita. Molti si affidano a percorsi improvvisati, non sempre affidandosi a referenti di qualità e molto raramente finalizzando le proprie scelte a orizzonti futuri già visibili. Esistono però opportunità che facilitano questo passaggio delicato, rendendolo più efficace, meno oneroso e fortemente focalizzato sugli obiettivi. Un nome su tutti, poiché già foriero di importanti risultati e grande tradizione, è quello della scuola di formazione Galdus.

L'obiettivo di Galdus è aiutare i ragazzi a far emergere i loro talenti per metterli a frutto. Tutto ciò non va soltanto in favore dei ragazzi stessi, ma anche a vantaggio di quelle aziende che a Galdus affidano i propri desiderata. Sotto questo nome, insomma, si incontrano domanda e offerta di lavoro all'interno di un contesto ove questa stretta di mano potrà crescere al massimo delle proprie potenzialità.

 

Galdus.


Galdus è una grande occasione perché rappresenta non soltanto una scelta, non soltanto un'opportunità fine a sé stessa, ma un vero e proprio percorso. Non è quindi soltanto un bivio che lascia i ragazzi al proprio destino, ma prende questo destino per mano e indica la strada. Tutto ciò è possibile grazie alla collaborazione che la stessa Galdus ha coltivato con il tessuto aziendale, da cui giungono le ispirazioni fondamentali per fare in modo che i percorsi di formazione possano essere quanto più finalizzati al conseguimento di un immediato posizionamento nel mondo del lavoro.

Il ragazzo non deve far altro che infondere in questo percorso ambizione e applicazione, sapendo di poter attingere ad una opportunità non solo a basso costo, ma anche ad altissimo potenziale. Ogni corso, infatti, prevede una parte della formazione direttamente all'interno dell'azienda: qui avviene il trasferimento esperienziale più importante e qui ogni singolo studente ha la possibilità di mettersi in mostra direttamente dove potrà in seguito candidarsi ad un successivo collocamento professionale. Grazie al finanziamento regionale, accedere a questo percorso guidato di formazione è questione accessibile a chiunque voglia scommettere su sé stesso per fare un passo decisivo in avanti: un elemento virtuoso per ogni elemento coinvolto in questo processo perché, quando un talento emerge, è ricchezza per chiunque vi possa entrare in contatto.

I corsi sono rivolti principalmente a chi sta solcando il complesso passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro. Studenti che stanno cercando un collocamento dopo la maturità; studenti universitari che sentono di non aver scelto il percorso giusto per il proprio futuro; ragazzi che, semplicemente, cercano un ricollocamento poiché non soddisfatti dalla propria attuale occupazione. Percorsi diversi per ambizioni differenti, insomma, al fine di soddisfare al meglio le pulsioni di ognuno e le necessità di aziende in cerca di risorse umane in grado di fare la differenza ogni singolo giorno.

I corsi IFTS


I corsi IFTS (percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) hanno la durata di un anno: prevedono una formazione tecnica basata anche con tirocini in Italia e all'estero per almeno il 40% delle ore complessive e vengono progettati direttamente con le aziende che vi collaborano. Sono principalmente indirizzati a giovani tra 18 e 29 anni, disoccupati, in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o del diploma professionale di tecnico conseguito nei percorsi di IeFP. La didattica si accompagna direttamente alle esercitazioni pratiche, entrando così immediatamente in contatto con le problematiche autentiche del mondo del lavoro e con le sfide che pragmaticamente andranno affrontate in azienda.

Sviluppatore software per l'industria 4.0


Un esempio di IFTS è il corso di specializzazione, della durata annuale complessiva di 1000 ore, per sviluppatori software per l'industria 4.0. Il corso si rivolge a residenti o domiciliati in Lombardia, con età compresa tra 18 e 29 anni, in stato di disoccupazione. L'obiettivo è formare “un tecnico esperto di tutte le variabili e le funzionalità implicate nello sviluppo di un software: gli algoritmi, i più utilizzati linguaggi di programmazione (Java, .Net, Javascript), i database e le soluzioni tecnologiche di automazione per l’industria 4.0. Il percorso ha carattere eminentemente pratico e prevede al suo interno la realizzazione di un project work e continue esercitazioni per consolidare l’apprendimento, sviluppando nell’allievo sia le competenze tecniche sia quelle trasversali richieste dal mercato del lavoro“.

IFTS

 

Da Java a .Net, passando per Javascript, Database e SQL per far proprie quelle competenze che le aziende partner già richiedono ai neoassunti che vanno ad impegnare nei nuovi progetti di Industria 4.0. Qui tutti i dettagli.

I corsi ITS


I corsi ITS (percorsi di Istruzione Tecnica Superiore) hanno durata biennale e mettono a disposizione una specializzazione tecnica di alto livello progettata direttamente in collaborazione con le aziende partner: “consentono di acquisire conoscenze, abilità e competenze, indispensabili per operare in contesti di lavoro tecnologicamente avanzati e rispondono alla domanda di specifiche figure professionali proveniente dal mondo produttivo. Sono organizzati da Fondazioni composte da Istituzioni scolastiche e formative, Università, aziende, e Enti locali“. Questo tipo di corsi implica uno stage che occupa almeno il 30% del monte ore complessivo, con docenti che provengono dal mondo del lavoro e possono mettere a disposizione le importanti esperienze in dote. Il titolo rilasciato è quello di Diploma Tecnico Superiore, con crediti formativi riconosciuti da Regioni e Università. Possono accedervi giovani in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore la cui ambizione è un inserimento qualificato nel mondo del lavoro.

Sviluppatore software per il telecontrollo di dispositivi IOT


Un esempio di ITS attivo è il progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione TTF per la formazione di Tecnici Superiori estremamente preziosi per il mondo delle telecomunicazioni:

Il profilo in uscita dal percorso è riferito ad un professionista in grado di realizzare software per l’integrazione delle funzionalità di dispositivi elettronici e di attrezzature meccaniche. Il Tecnico Superiore sarà quindi in grado di individuare le soluzioni migliori in relazione allo specifico contesto, scegliendo il linguaggio di programmazione e la strumentazione più adeguata per realizzare il flusso operativo e informativo necessario alla realizzazione di un processo di produzione in automazione.

Si tratta di un impegno biennale (2000 ore) corrispondente al VI e VII anno di Formazione e/o Istruzione Tecnica Professionale, destinato a residenti o domiciliati in Lombardia in possesso di diploma di scuola superiore di II grado o certificato di specializzazione tecnica superiore conseguito con un IFTS. Il percorso si divide tra stage e aula, alternando la formazione teorica all'applicazione in aziende che già utilizzano tecnologie di telecomunicazione e che sono attualmente in cerca di nuovi talenti da impegnare all'interno del proprio organico.

ITS

 

Database relazionali e programmazione in C, gestione di reti informatiche e tecnologie applicate per la sensoristica: la grande avanzata dell'Internet of Thing richiede una grande quantità di esperti qualificati in grado di gestirne le comunicazioni e questo corso ne esplora le frontiere per far fronte ad un'esigenza destinata a diventare fondamentale in un crescente numero di aziende.

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Diversità e inclusione: il report 2021 di Microsoft


Sfogliando il documento, emerge tra le altre cose l'aumento, a livello globale, del numero dei dipendenti donna: ora si attesta al 29,7% sul totale della forza lavoro (+1,1% rispetto al 2020) e al 25% prendendo in considerazione esclusivamente il top management. In linea le percentuali per Microsoft Italia, con il 29,4% (+64,9% rispetto al 2017).

Prendendo in considerazione gli Stati Uniti, passi in avanti si registrano anche sul fronte dell'etnia dei collaboratori. Più nel dettaglio:


.dipendenti afro-americani al 5,7% nella forza lavoro (+108,8% rispetto al 2017) e al 5,6% nel top management;
.dipendenti ispanici al 7% della forza lavoro (+71,4% rispetto al 2017) e al 3,7% nel top management;
.dipendenti asiatici al 35,4% della forza lavoro (+57,8% rispetto al 2017).

 

Il Diversity & Inclusion Report 2021 di Microsoft

 

Il gruppo di Redmond sottolinea inoltre come il 96% dei dipendenti (dato aggiornato a giugno 2021) abbia completato percorsi formativi incentrati sui valori di diversità e inclusione, affrontando temi quali il concetto di allyship volta a promuovere la giustizia sociale e l'abbattimento dei bias.

Nulla è lasciato al caso nemmeno sul fronte dell'accessibilità, con il 7% della forza lavoro statunitense che dichiara di avere una disabilità, fisica, mentale o cognitiva.


Microsoft incoraggia i dipendenti a identificarsi volontariamente come portatori di disabilità proprio per poter promuovere un ambiente e una cultura sempre più sicuri e inclusivi e supportare i dipendenti in modo appropriato ed efficace.

Per tutti gli altri dettagli del report invitiamo a consultare la sezione dedicata sul sito ufficiale.

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Il 22 settembre potrebbe essere un giorno molto interessanti dalle parti di Redmond e per gli appassionati del mondo Microsoft. Il gruppo si appresta infatti a nuovi annunci, dei quali al momento non è dato sapere altro oltre ad una prima immagine di presentazione ed ai rumor circolati in queste ore.

Questa l'anticipazione del gruppo:

Nell'immagine è facile scorgere il profilo di un Surface, le cui specifiche saranno chiaramente pensate per esprimere al meglio le qualità di quel Windows 11 che arriverà ufficialmente soltanto pochi giorni più tardi (5 ottobre). L'ipotesi è quella di un rinnovato Surface Pro (nell'immagine è evidente la tastiera removibile), ma fino ad allora si tratterà semplicemente di suggestioni in attesa di conferme.

Grandi aspettative si riversano invece sul fronte Surface Duo, il rivoluzionario smartphone dual-screen che potrebbe mettere in campo specifiche più avanzate rispetto al concept originale e, sposando la natura ibrida di Windows 11 (ma le app Android non arriveranno prima del 2022), darebbe vita alla nuova dimensione mobile del gruppo.

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Martedì, 14 Settembre 2021 09:53

Privateer Space: anche Steve Wozniak nello spazio

Un altro big dell'industria tecnologica sta per muovere un passo in direzione del cosmo: si tratta questa volta di Steve Wozniak, già co-fondatore di Apple al fianco di Steve Jobs e Ronald Wayne, che a 71 anni suonati ha deciso di rimettersi in gioco ed entro pochi giorni svelerà ogni dettaglio della sua nuova avventura battezzata Privateer Space.


Woz pronto a conquistare lo spazio.


Tutto ciò che sappiamo al momento è racchiuso nel post qui sotto, condiviso su Twitter dal diretto interessato. L'iniziativa è descritta come una società spaziale privata che sta per nascere, diversa da tutte le altre. Ci sono anche un video teaser (visibile più avanti nell'articolo) e una homepage che si limita a riportare lo slogan Il cielo non è più il limite.

Ne sapremo di più a breve, in occasione dell'evento AMOS (Advanced Maui Optical and Space Surveillance Technologies) che andrà in scena nei prossimi giorni alle Hawaii.

Insieme a Woz, in Privateer Space, ci sarà Alex Fielding, ex ingegnere Apple già più volte al suo fianco. Nel 2002 la coppia ha fondato la società Wheels of Zeus con l'obiettivo di commercializzare smart tag GPS per ritrovare facilmente gli oggetti di tutti i giorni. Negli stessi anni, i due sono stati impegnati con la startup Ripcord Networks impegnata nel territorio della robotica. In Privateer Space si troveranno con tutta probabilità a dover fare i conti con la concorrenza agguerrita di Elon Musk (SpaceX), Jeff Bezos (Blue Origin) e Richard Branson (Virgin Galactic). Ne sapremo di più a breve.

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Chiamate con Teams protette dalla E2EE.


La crittografia end-to-end (E2EE) può essere utilizzata solo per le chiamate one-to-one non pianificate (audio e video), quindi non per le chiamate di gruppo o le riunioni. Sono protetti anche i contenuti scambiati durante la conversazione, tra cui i messaggi di chat e i file condivisi. Quando i due utenti attivano la funzionalità, nessuno può intercettare la comunicazione.

L'amministratore IT dell'azienda deve creare una nuova policy dell'admin center di Teams e gli utenti devono successivamente attivare la funzionalità nelle impostazioni del client Windows, macOS, Android e iOS. Durante la chiamata viene mostrato un indicatore (uno scudo con un lucchetto) nell'angolo superiore sinistro della finestra. Cliccando sull'indicatore viene inoltre visualizzato un codice di sicurezza a 20 cifre che deve essere lo stesso per i due utenti.
Entrambi gli utenti devono utilizzare le ultime versioni di Teams per Windows, macOS, Android e iOS. È sufficiente attivare la E2EE su un dispositivo per attivarla automaticamente su tutti gli altri.

Microsoft Teams E2EE

La crittografia end-to-end non è disponibile per le chiamate PSTN. Quando è attiva non è possibile sfruttare alcune funzionalità, tra cui trasferimento di chiamata, registrazione, trascrizione e sottotitoli in tempo reale. Microsoft ha promesso di estendere la E2EE anche alle chiamate di gruppo e ai meeting.

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Lunedì, 25 Ottobre 2021 12:30

Apple e pagamenti in-app: nuove linee guida

 

Apple aggiorna le regole per i pagamenti in-app.


Nel comunicato viene ancora una volta sottolineato che App Store è il luogo più sicuro dove trovare le app iOS e la migliore opportunità di business per gli sviluppatori (un chiaro riferimento alle accuse di monopolio e alla necessità di avere store alternativi). In base all'accordo extra giudiziale di fine agosto, Apple consente ora di utilizzare vari mezzi di comunicazione, tra cui l'email, per informare gli utenti della possibilità di sfruttare metodi di pagamento esterni (in questo caso non è ovviamente richiesta nessuna commissione).

È stato quindi cancellato il precedente punto 3.1.3 delle linee guida che vietava di contattare gli utenti. Il nuovo punto 3.1.3 include ora questa possibilità. È presente inoltre il punto 3.1.3 (a) relativo alle “reader app” che permettono di accedere a contenuti acquistati in precedenza. Questa seconda concessione deriva dall'accordo firmato con l'autorità antitrust giapponese all'inizio di settembre, ma valido in tutto il mondo.


Non è chiaro ancora in che modo Apple rispetterà la nuova legge approvata in Corea del Sud. In ogni caso, la novità non riguarda i pagamenti in-app. Al momento l'unico sistema consentito è quello di Apple. L'azienda ha presentato appello contro la decisione favorevole ad Epic Games.

Un secondo aggiornamento delle linee guida riguarda gli eventi in-app (punto 2.3.13) che verranno introdotti con iOS 15.1. Il nuovo punto 5.1.1 (x) consente invece agli sviluppatori di chiedere agli utenti alcune informazioni base, come nome o indirizzo email, ma la richiesta deve essere opzionale e non deve precludere l'uso dell'app.

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