Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Wireless-190x120Banda larga fissa ma wireless: l'offerta per le imprese di NGIBanda Larga Wireless ma fissa: si fanno strada tra le aziende le offerte business di NGI, con protocollo EoloWave: più banda, upgrade da remoto, VPN e progetti su misura

Per le aziende, cresce in popolarità e prestazioni l'alternativa della banda larga fissa ma wireless. È un settore che NGI sta cavalcando con offerte basate su garanzia di banda, affidabilità e profili fino a 400 Megabit, che nel 2014 toccheranno il Gigabit. Finora è una scommessa che sta premiando l'operatore con sede a Varese: «chiuderemo il 2014 con 34,5 milioni di euro, in crescita del 17%, e 9,5 milioni di margine operativo lordo», dice a PMI.it l'amministratore delegato Luca Spada. Al posto del WiMax, NGI usa oggi un proprio protocollo proprietario (EOLOwave), che copre 4.500 comuni e ha circa 5mila clienti business su 120mila totali.

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1&1 espande le funzionalità del suo cloud server con pacchetti pre-configurati

 

Quattro nuovi pacchetti pre-configurati, ognuno con specifiche funzionalità incluse per una ancora più semplice migrazione verso il cloud

1&1 arricchisce l’offerta Cloud Server presentando quattro nuovi pacchetti pre-configurati. Da oggi gli utenti hanno la possibilità di installare a prezzi vantaggiosi delle configurazioni predefinite e pronte all’uso – scegliendo tra una gamma di possibilità che va dal pacchetto M all’XXL, variando in base a RAM, vCore e spazio di storage. Grazie alle diverse versioni è più facile per gli utenti trovare la configurazione ideale per l’uso specifico che devono fare del cloud server: possono iniziare i loro progetti internet con un solo click e, allo stesso tempo, approfittare di ottime performance in tempi velocissimi. Con questo aggiornamento 1&1 rende il suo Cloud Server non solo più performante, ma anche più accessibile in termini di prezzo: il pacchetto entry-level parte da 9,99€/mese IVA esclusa.

Robert Hoffmann, CEO 1&1 Internet AG: “Con l’introduzione di questi nuovi pacchetti, il nostro Cloud Server soddisfa ancora di più le esigenze delle PMI, che richiedono una soluzione cloud semplice e al contempo in grado di garantire prestazioni elevate. Oltre ad una gamma di feature davvero ricca, da oggi siamo in grado di offrire un prezzo di partenza ancora più vantaggioso”.

Scopriamo i nuovi pacchetti

I nuovi pacchetti 1&1 Cloud Server sono disponibili in quattro diverse “taglie”, dalla M alla XXL. In alternativa, l’utente può comunque scegliere di configurare il server anche in modo flessibile, scegliendo qualsiasi combinazione di vCore, RAM e SSD nella modalità FLEX.

Essendo il prodotto più accessibile della categoria, 1&1 Cloud Server  offre funzionalità avanzate come storage SSD e Storage Area Network (SAN) di default per prestazioni più avanzate e maggiore affidabilità, interfaccia API, accesso KVM via desktop e semplice gestione del proprio account attraverso 1&1 Cloud Panel. Inoltre, gli utenti possono fruire di numerose altre funzionalità: sono inclusi gratuitamente, infatti, traffico illimitato, regole firewall configurabili, un firewall esterno per le impostazioni di sicurezza aggiuntive, load balancing, reti e IP privati, oltre che un servizio clienti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. A partire dal lancio, avvenuto nel mese di gennaio, 1&1 Cloud Server è stato continuamente aggiornato con l’aggiunta di diverse funzionalità. Ad esempio, gli utenti hanno a disposizione varie opzioni di backup, fatturazione elettronica, un tool di monitoraggio e molte altre funzioni.

Quando si effettua una modifica dello spazio di storage, RAM e CPU l’aggiornamento viene effettuato immediatamente; è possibile, inoltre, passare alla versione FLEX in qualunque momento.

La gamma di nuovi pacchetti con cui è possibile configurare il cloud comprende: pacchetto M – la configurazione di base ideale per progetti di minori dimensioni, – la soluzione web server adatta a siti di piccole o medie dimensioni, XL – perfetto per negozi online e applicazioni di database e, infine, XXL per progetti più ampi e complessi. La versione FLEX, invece, è ideale per le PMI che necessitano di un ambiente cloud davvero flessibile e scalabile per i propri siti internet.

Specifiche tecniche dei pacchetti pre-configurati:

Pacchetto RAM vCPU Storage Prezzo / Mese
M 1 GB 1 vCore 40 GB 9,99 €
L 2 GB 2 vCore 80 GB 19,99 €
XL 4 GB 2 vCore 120 GB 29,99 €
XXL 8 GB 4 vCore 160 GB 49,99 €
FLEX 1 – 128 GB 1 – 16 vCore 20 – 2.5 TB da 15,84 €

Percezione del mercato favorevole

Cloud Spectator, agenzia internazionale di analisi con sede negli USA e specializzata nella valutazione dei sistemi IaaS (Infrastructure-as-a-Service) in base ai benchmark principali come prestazioni e prezzo, ha recentemente recensito 1&1 Cloud Server. Nello specifico, gli analisti lo hanno comparato alle soluzioni di pari categoria di altri quattro player del mercato in termini di prestazioni virtual machine (VM) – valutando valori di raw performance e price-performance di diverse VM di differenti dimensioni. I risultati dell’analisi mostrano che 1&1 Cloud Server fornisce un livello superiore agli altri player in termini di prestazioni complessive, prestazioni in termini di rapporto qualità/prezzo e di prezzo per singola performance. 1&1 Cloud Server offre il livello più alto di prestazioni nei test di vCPU, storage e nel complesso le prestazioni più stabili durante il test.

“1&1 ci ha chiesto di studiare il loro nuovo Cloud Server prima di lanciarlo sul mercato”, ha dichiarato Danny Gee, Senior Analyst di Cloud Spectator. “Abbiamo riscontrato che la loro nuova soluzione è davvero competitiva sia dal punto di vista delle prestazioni, sia nel rapporto qualità/prezzo. Il Cloud di 1&1 è risultato il migliore in termini di CPU e velocità di disco, paragonato con i server che abbiamo testato. Con questa soluzione cloud 1&1 garantisce prestazioni elevate e può assolutamente competere con i maggiori player mondiali”.

Robert Hoffmann aggiunge: “I risultati emersi dalla survey di Cloud Spectator rispecchiano esattamente i feedback che continuiamo a ricevere dai nostri clienti. Siamo fieri di poterci avvalere oggi anche di questa ulteriore conferma da parte di una realtà esterna. Siamo molto contenti del risultato in quanto va ad evidenziare la grande qualità del nostro prodotto e a confermare il nostro Cloud Server come il migliore sul mercato per prestazioni”.

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Amit Jasuja Symantec

 

Con Symantec più sicurezza per i dati nel Cloud

Symantec DLP 14 fornisce ai CIO maggiore visibilità e controllo sui dati aziendali e migliora la sicurezza del Cloud

Symantec ha annunciato la disponibilità del nuovo prodotto didata loss preventionDLP 14, una soluzione che si propone di fornire ai CIO la certezza che i dipendenti delle loro aziende possano trarre vantaggio dalla memorizzazione delle informazioni nel cloud senza preoccuparsi de rischio di perdere o subire il furto di dati.

"Symantec Data Loss Prevention è una tecnologia content-aware che aiuta le aziende a proteggere le loro informazioni sensibili. Con l'ultima versione, stiamo estendendo la DLP all'archiviazione e al cloud email per fornire il controllo e la visibilità di cui necessitano per proteggere le informazioni sensibili così come trarre un pieno vantaggio dal cloud", ha dichiarato Amit Jasuja, Senior Vice President, product development di Symantec.

Vediamone glia spetti salienti evidenziati dalla società.

DLP per Email sul cloud:Symantec DLP 14 supporta Microsoft Office 365 per le aziende che lo stanno utilizzando per caselle di posta elettronica sul cloud. Per chi già utilizzano Symantec DLP questo significa che diventa possibile applicare al cloud le policy di protezione delle informazioni previste per le postazioni on-premise.

DLP per Storage in cloud:Symantec DLP per Box dà visibilità all'interno dei file sensibili che le aziende scambiano tramite Box. Symantec DLP per Box si integra con la piattaforma Box per monitorare gli account dei dipendenti, fornisce analisi in profondità delle informazioni che sono considerate sensibili, di come queste informazioni siano utilizzate e con chi siano condivise. Inoltre, quando sono rilevati file sensibili, Symantec DLP per Box inserisce tag visuali sul contenuto e permette agli utenti di ripulire autonomamente i file direttamente all'interno di Box.

Protezione per Personal Cloud File Sync & Share:il prodotto consente di proteggere informazioni sensibili per gli utenti di Cloud File Sync and Share personali. Symantec DLP può ad esempio monitorare e impedire agli utenti di sincronizzare informazioni aziendali sensibili dai loro desktop a servizi di cloud personali come Box, Microsoft OneDrive, iCloud, Google Drive e Dropbox, o anche utilizzando servizi di posta elettronica come Gmail. 

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recon jet

Recon Instruments, che realizza prodotti smart per lo sport, finisce nelle mani di Intel, sempre più interessata al mondo dei dispositivi indossabili intelligenti.

Intel ha acquistato Recon Instruments, produttore di dispositivi smart per l'attività sportiva. Tra i suoi prodotti contiamo i Recon Jet, occhiali dotati di schermo su cui sono visualizzate informazioni utili, dalla distanza percorsa al passo mantenuto. Attraverso il dispositivo è possibile scattare foto e realizzare video. I dettagli finanziari dell'accordo non sono stati resi noti dalle parti, ma secondo indiscrezioni l'operazione si è chiusa per una cifra intorno ai 175 milioni di dollari. "Recon era precedentemente un'azienda nel portfolio di Intel Capital (il braccio finanziario del produttore di chip, ndr). Abbiamo avuto la possibilità di conoscere e ammirare i loro prodotti e le persone che ci lavorano nel corso degli ultimi due anni. Questa acquisizione consegna a un Intelun team esperto nel wearable computinge questo ci aiuterà a espandere il mercato degli head mounted display e le relative tecnologie", fa sapere la casa di Santa Clara.

I clienti e i rivenditori di prodotti Recon non avranno brutte sorprese. "Continueremo a vendere, migliorare e promuovere i prodotti sotto marchio Recon senza interruzioni", sottolinea Intel. Il team di Recon, comunque,collaborerà con il New Devices Group per sviluppare piattaforme per dispositivi smart.

Da quanto nel maggio 2013 Brian Krzanich ha preso le redini di Intel l'azienda ha deciso di puntare molto su questo nascente settore, creando un'apposita divisione e mettendo a segno diverse acquisizioni nel comparto, come quella di Basis.

Negli ultimi sei mesi, ad esempio, Intel ha siglato un accordo di collaborazione pluriennale in ricerca e sviluppo con Luxottica Group S.p.A, oltre a partnership nel mondo degli smartwatch con TAG Heuer e Google.

"Intel è un partner ideale per Recon", haaffermatoDan Eisenhardt, cofondatore e CEO dell'azienda. "Come parte di Intel avremo le risorse (sia monetarie che tecnologiche, ndr) per continuare la missione che abbiamo avviato con la creazione di Recon nel 2008, ma con un livello di efficienza e velocità maggiori. Rimarremo a Vancouver e manterremo il nostro talento, il nostro marchio e lo spirito imprenditoriale".

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 gpu amd fiji

I primi overclock della Radeon R9 Fury X non impressionano, ma per trarre una conclusione definitiva sul margine della scheda è ancora presto.

Complice il poco tempo a disposizione nella nostra recensione dellaRadeon R9 Fury Xnon abbiamo potuto occuparci dell'overclock della nuova scheda video di AMD. Comeanticipato nei giorni scorsi, AMD non permette attualmente di aumentare la frequenza delle memoria HBM, macome si comporta la GPU Fiji?

A quanto pare, i diversi sample inviati alla stampa non offrono comunque un grande margine, lasciando un punto di domanda sulle effettive possibilità di aumentare le frequenze su questa soluzione. Al momento l'overclock è effettuabile tramite il Catalyst Control Center, sotto impostazioni di power target definite e tensione bloccata.

La frequenza massima a cui opera Fiji, secondo le specifiche indicate da AMD, è 1050 MHz.Il sito TechPowerUp è riuscito a portare il core a 1150 MHz. Si tratta di un incremento della frequenza del 10%, che in Battlefield 3 ha portato a un incremento prestazionale di circa il 5%.Il sito HardwareCanucks è riuscito a toccare i 1175 MHz, con alcune fluttuazioni a 1136 MHz. "Di media indicheremmo 1160 MHz come frequenza media di overclock".

 

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klevv cras

 

Essencore Limited punta all'Europa con la gamma di memorie KLEVV. Lo sbarco inizierà questa estate in Germania, Regno Unito e Polonia.

Una nuova azienda asiatica si affaccia sulmercato europeo delle memorie, dalle DRAM agli SSD, fino alle chiavette USB e alle MicroSD. Si tratta diEssencore Limited, realtà nata nel 2014 a Hong Kong che ora vuole trovare fortuna nel Vecchio Continente.

Per farlo punta sul marchio "KLEVV". Secondo IU Kim, CEO dell'azienda, "KLEVV si concentrerà sui tre mercati consumer di Stati Uniti, Europa e Cina". Tra tutti si ritiene che l'Europa abbia il più alto potenziale grazie a un'ampia base di appassionati di tecnologia. I prodotti KLEEV arriveranno in estate in Germania, Regno Unito e Polonia, ma "saranno presto disponibili in tutti gli angoli d'Europa".

"Malgrado più della metà dei chip di memoria al mondo siano realizzati da aziende coreane, non c'è alcun produttore di moduli coreano che realizza soluzioni consumer. Unendo il know-how tecnico, la potenza finanziaria di SK Group e una relazione stretta con SK Hynix, Essencore diventerà azienda senza dubbio leader a livello mondiale in un breve tempo", ha affermato IU Kim.

Nella gamma di memorie KLEVV di Essencore troviamo le soluzioniCras, Genuine, Urbane e Neo. Le prime sono DDR4, mentre le altre sono DDR3. Tutte queste soluzioni sono offerte in molteplici kit e a diverse frequenze. Le KLEVV Cras DDR4, ad esempio, sono disponibili in kit fino a 32 GB con frequenza di 3200 MHz con timing 16-18-18 a 1,35 volt.

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Venerdì, 26 Giugno 2015 14:46

Disrupting digital business

 

 Disrupting digital business

Come avvenuto in passato, le aziende devono prepararsi per andare incontro ai cambiamenti sociali, organizzativi e tecnologici e per non essere lasciati indietro

Abbiamo intervistato R “Ray” Wang, autore del libroDisrupting Digital Business(Harvard Business Review Press, 2015). Oltre a essere principal analyst, fondatore e presidente diConstellation Research con sede nella Silicon Valley, è anche l’anima del popolare blog A Software Insider’s Point of Viewin cui scrive di strategia, di business e di tecnologia. Con 10 milioni di pagine viste all’anno, il suo blog permette di comprendere come l’innovazione e i nuovi modelli di business dirompenti possano trasformare le imprese e le organizzazioni.

Data Manager: Qual è lo stato dell’arte e il ruolo dell’IT e dell’innovazione negli Stati Uniti?

R “Ray” Wang: IT e innovazione sono diventate un luogo comune. Avere un programma di innovazione non è più un elemento di differenziazione. La buona notizia è che gli imprenditori e il reparto IT stanno lavorando tra loro più strettamente che mai, nonostante la consumerizzazione dell’IT. I programmi di innovazione si sono trasformati da programmistand-alonein programmi integrati in tutta l’organizzazione. L’aumento dei chief digital officer testimonia il cambiamento in atto e l’importanza delle tecnologie digitali per il business.

Quali sono Ie peculiarità di un chief digital officer?

Il chief digital officer (CDO) deve riferire direttamente al CEO e colmare il divario tra marketing e IT a livello aziendale, invece di riferire in entrambe le funzioni esistenti. L’organizzazione ha bisogno di un leader svincolato dagli organigrammi con una mentalità digitale e con precedenti esperienze in settori strategici dell’azienda come il marketing o lo sviluppo prodotto. Il chief digital officer deve determinare come incorporare approcci digitali nel modello di business della società, che può variare in base al tipo di settore. Al fine di condurre la trasformazione, il CDO deve stabilire come trasformare gli affari analogici in mezzi e capacità digitali, fino a creare valore per il cliente. I CDO efficaci non devono essere semplici evangelisti o leader di pensiero, ma devono introdurre nuove idee in metodi di lavoro esistenti: ciò richiede un punto di vista olistico, attenzione ai dettagli e mentalità di integrazione. La catena del valore corrente di una società richiederà il riesame di nuove opportunità di creazione di valore. Il ruolo del CDO è quello di sfruttare le operazioni e le competenze di sviluppo per identificare le aree di potenziale cambiamento e trasformarle in soluzioni a valore. Per essere efficace, un CDO deve condurre direttamente una squadra con diversi set di abilità che possono servire da catalizzatore digitale in situazioni diverse.

Quali sono i settori più “hot” per l’uso di tecnologie e perché?

Il settore più “caldo” è l’abilitazione digitale di vecchie industrie di produzione. I sensori a basso costo ebeacons bluetoothstanno migliorando la raccolta dei dati, che a sua volta cambia la modalità con cui le informazioni vengono catturate, analizzate e valutate. Questo fa emergere nuove intuizioni che guidano il processo decisionale. Ciò significa – per esempio – che i sensori su un pavimento di una fabbrica possono aiutare un’azienda a determinare se aggiungere o meno una nuova linea, cambiare turni, migliorare la produttività e tempi di ciclo di lavorazione della fabbrica. A loro volta, i vecchi costruttori di linee possono anche utilizzare questi sensori nei loro prodotti per prevedere i tassi di guasto. Un grande esempio è GE Power che è in grado di prevedere un’interruzione sulle linee di produzione con una o due settimane di anticipo.

Qual è il ruolo di un CIO negli Stati Uniti, più business o più tecnico?

Negli Stati Uniti, il CIO si sta trasformando in un chief innovation officer. Cinque anni fa, i chief information officer (CIO) erano in cima al mondo. Questi dirigenti hanno giocato un ruolo di importanza critica nel gestire svariati milioni di dollari di progetti che hanno dato vita a un massiccio cambiamento. Tuttavia, la recessione globale e l’incapacità dei CIO di offrire valore al business hanno offuscato il loro status. I CIO di oggi sono sotto pressione per mantenere le continue richieste di innovazione, riduzione dei costi, connettività e crescente domanda di business intelligence. I modelli di business più consumer-oriented hanno cambiato il ruolo del CIO, favorendo una nuova generazione di leader di business e tecnologia. Questi leader dovranno conoscere le tecnologie dirompenti, allineare le nuove iniziative sia per il valore di business sia per la tecnologia di fattibilità e individuare le strategie per sfruttare gli investimenti esistenti e per finanziare l’innovazione.

Quali sono i quattro tipi di CIO che emergeranno nella prossima generazione?

Infrastrutture, integrazione, intelligence e innovazione definiscono i campi di azione dei futuri CIO.

Per cominciare, ci sono i direttori generali delle infrastrutture che si concentrano sulla riduzione dei costi e rappresentano dal 65% al ​​70% del budget IT complessivo. La maggior parte di questi CIO ha la priorità di tenere le luci accese e di gestire ambienti legacy. Tecnologie dirompenti come la virtualizzazione e il cloud avranno un ruolo fondamentale nella riduzione dei costi. Poi ci sono i direttori generali integrazioneche collegano ecosistemi interni ed esterni, riunendo processi aziendali, dati, sistemi e punti di connessione con i sistemi legacy e approcci basati su cloud più recenti. I progetti spesso riguardano sistemi esterni e spesso affrontano ambienti di integrazione post-fusione. I direttori generali dell’intelligence– invece – si occupano di potenziare l’attività con intuizioni attuabili. Rappresentando tra il 10% e il 15% del bilancio complessivo, questo tipo di CIO deve migliorare l’accesso delle imprese-utenti alle informazioni. Il tema chiave è quello di inserire i dati giusti, per la persona giusta, al momento giusto, sull’interfaccia giusta. Questi funzionari dell’intelligence tendono a concentrarsi sul lato business delle attività. Infine, i direttori generali dell’innovazioneche identificano le tecnologie rivoluzionarie per i progetti pilota. Questi CIO devono guidare l’innovazione con pochi soldi. In genere, provenienti da ambienti di business, questi leader si muovono velocemente, altrettanto velocemente ripartono da zero, e continuano ad andare avanti. Essi tendono a concentrarsi sul lato business e le attività esterne. La maggior parte dei CIO di oggi appartiene al primo tipo e dedica la maggior parte del tempo e delle risorse a “tenere le luci accese”.

Ci può spiegare il concetto diDisruptive Digital Business?

Nell’era digitale, le aziende hanno avuto successo per la loro capacità di comprendere ciò che serve per costruire un’organizzazione capace di resistere al cambiamento continuo. Dalla semplice vendita di prodotti o servizi, il mondo del digitale ci impone di concentrarsi su esperienze e risultati. Le aziende devono prepararsi per andare incontro ai cambiamenti organizzativi e tecnologici, per non essere lasciate indietro. Il mio libro analizza le tendenze alle quali gli imprenditori devono prestare attenzione e spiega il modo migliore di reagire. Siamo all’alba di una rivoluzione digitale del business, ma ce ne stiamo rendendo conto solo adesso. Come all’inizio di ogni rivoluzione, chi si trova nel mezzo può rendersi conto che qualcosa di grosso sta accadendo. Eppure, è difficile quantificare il cambiamento. Le vecchie regole sembrano non funzionare. Negli ultimi quindici anni, il 52% delle aziendeFortune 500sono state acquisite, hanno affrontato una fusione, sono fallite oppure sono uscite fuori dalla lista. L’impatto della perturbazione digitale è reale. E il ritmo sta accelerando.

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 dram

 

Micron vuole ricucire il gap che la distanzia da Samsung nel mercato DRAM e per farlo punta sul processo produttivo a 16 nanometri.

Micronha intenzione di produrre memoria DRAM con processo a 16 nanometri. L'obiettivo dell'azienda è infastidire il padre-padrone del settore, la sudcoreana Samsung, che produce chip a 20 nanometri dal marzo 2014 e fa il bello e cattivo tempo, controllando un'ampia fetta del mercato e di conseguenza i prezzi, a danno di chi deve inseguire.

Micron attualmente produce memoria con i processi a 25 e 30 nanometri. Mark Adams, presidente dell'azienda, è tuttavia ottimista. "Attualmente stiamo consegnando la prima DRAM a 20 nanometri e continueremo ad aumentare le consegne nella parte restante dell'anno. Ci aspettiamo un passo avanti nella prima metà del 2016".

Ci aspettiamo di colmare il divario con Samsung nel passaggio ai 16 nm, sia nei tempi che in termini di densità globalmente installata sul mercato", ha aggiunto Mark Durcan, amministratore delegato dell'azienda statunitense.

Il processo produttivo a 16 nanometri per la DRAM dovrebbe rappresentare il primo frutto dello sviluppo congiunto di Micron con Elpida, azienda nipponica acquisita nel 2012. "Il nodo 1xnm sarà la prima tecnologia a essere partorita dal lavoro fianco a fianco di questi team", ha confermato il CEO.

La produzione pilota è partita all'inizio di quest'anno nello stabilimento di Hiroshima, Giappone. Non è ancora chiaro tuttavia quando sarà avviata quella in volumi. Malgrado i piani aggressivi, per Micron si pros

Micron vuole ricucire il gap che la distanzia da Samsung nel mercato DRAM e per farlo punta sul processo produttivo a 16 nanometri.

Micronha intenzione di produrre memoria DRAM con processo a 16 nanometri. L'obiettivo dell'azienda è infastidire il padre-padrone del settore, la sudcoreana Samsung, che produce chip a 20 nanometri dal marzo 2014 e fa il bello e cattivo tempo, controllando un'ampia fetta del mercato e di conseguenza i prezzi, a danno di chi deve inseguire.

Micron attualmente produce memoria con i processi a 25 e 30 nanometri. Mark Adams, presidente dell'azienda, è tuttavia ottimista. "Attualmente stiamo consegnando la prima DRAM a 20 nanometri e continueremo ad aumentare le consegne nella parte restante dell'anno. Ci aspettiamo un passo avanti nella prima metà del 2016".

Ci aspettiamo di colmare il divario con Samsung nel passaggio ai 16 nm, sia nei tempi che in termini di densità globalmente installata sul mercato", ha aggiunto Mark Durcan, amministratore delegato dell'azienda statunitense.

Il processo produttivo a 16 nanometri per la DRAM dovrebbe rappresentare il primo frutto dello sviluppo congiunto di Micron con Elpida, azienda nipponica acquisita nel 2012. "Il nodo 1xnm sarà la prima tecnologia a essere partorita dal lavoro fianco a fianco di questi team", ha confermato il CEO.

La produzione pilota è partita all'inizio di quest'anno nello stabilimento di Hiroshima, Giappone. Non è ancora chiaro tuttavia quando sarà avviata quella in volumi. Malgrado i piani aggressivi, per Micron si prospetta una dura battaglia - conquistare quote di mercato non sarà facile.

petta una dura battaglia - conquistare quote di mercato non sarà facile.

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r9 fury x crossfire x

 

Un dipendente di AMD ha montato quattro Radeon R9 Fury X in un PC. Ecco i risultati delle sue prove.

Come si comportano quattro schede video Radeon R9 Fury X in CrossFireX? Difficile stabilirlo al momento, dato che le schede in commercio non sono molte e ancora meno i sample distribuiti alla stampa.

Se però ti chiami Matt Buck e sei il Technical Support Engineer di AMD hai indubbiamente maggiori possibilità di avere più di una Fury X a disposizione. Il fortunatissimo dipendente della casa di Sunnyvale ha pubblicato su Twitter qualche foto della sua configurazione, corredata di risultati al 3DMark.

Le quattro schede sono state montate su una piattaforma Asus Rampage V Extreme con processore Intel Core i7-5960X, raggiungendo risultati ragguardevoli al 3DMark Fire Strike Ultra. Con la CPU a 4.5 GHz Matt è riuscito a toccare 13.286 punti. Poi ha portato il processore di Intel a 4.9 GHz raggiungendo 13.605 punti

Matt Buck afferma che le schede video si sono mantenute a una temperatura tra i 48 e i 56 °C con il profilo standard della ventola (migliorabile secondo la nostrarecensione), ma è riuscito a ridurre la temperatura a 45 - 52 °C aumentando leggermente gli RPM. Matt ha pubblicato i punteggi con una, due, tre e quattro Fury X, quindi è possibile farsi un'idea dello scaling con più schede video in parallelo:

Sul suo profilo Twitter Matt Buck ha anche pubblicato alcuni risultati con Sniper Elite III e altri giochi. Quattro Radeon R9 Fury X in Sniper Elite III, con risoluzione Full HD e dettagli massimi hanno raggiunto 302 FPS, mentre la singola scheda si è fermata a 78 FPS. Il gioco è stato provato con le API DirectX 11 e non Mantle perché il titolo di Rebellion non supporta configurazioni CrossFire con la libreria pensata da AMD.

In DiRT Rally si è invece passati dai 42 FPS della singola GPU Fiji ai 146 FPS con quattro schede video in parallelo. Infine, le quattro R9 Fury X sono state in grado di produrre 133,7 FPS (medi) in Thief, a dispetto di altrettante GTX Titan X che si sono fermate a circa 129 FPS. Altri test e considerazioni si possono trovare all'interno diun topic sul forum di Overclockers UK.

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copertina intel kaby lake

 

Sembra che il dopo Skylake in casa Intel abbia le sembianze di Kaby Lake, una gamma di processori che dovrebbe migliorare, ma non troppo, le prestazioni dei predecessori. La CPU a 10 nanometri Cannonlake si farà attendere più del previsto?

Il prossimo anno Intel potrebbe presentare  i processori Kaby Lake, basati sul processo a 14 nanometri FinFET che già caratterizza le CPU Broadwell (come iCore i7-5775C e Core i5-5675C) e le attese proposte Skylake, al debutto tra agosto e settembre (occhi puntati sulla GamesCom 2015 nella prima parte di agosto).

Ilsito Benchliferiporta alcune slide da cui si può evincere che Cannonlake, nome in codice delle CPU che avrebbero dovuto succedere a Skylake, potrebbe essere statorimandato. Cannonlake, d'altronde, avrebbe dovuto rappresentare la prima CPU a 10 nanometri, un processo tanto avanzato quanto difficile da mettere a punto.

Così Intel dovrebbe puntare su Kaby Lake, una sorta di "Skylake Refresh". Per le informazioni attualmente disponibili sappiamo che Kaby Lake occuperà diversi segmenti di mercato, inclusi i settori mobile e PC desktop. Le CPU dovrebbero avere due o quattro core e una nuova grafica integrata. Non dovrebbe mancare un controller di memoria dual channel e fino a 256 MB di eDRAM a disposizione della GPU integrata. A seconda del mercato a cui saranno indirizzati, questi chip avranno differenti caratteristiche, ma anche un diverso TDP che partirà da 4,5 watt fino ad arrivare a 91 watt. Quest'ultimo valore dovrebbe riguardare uno o più quad-core sbloccati Core i7 per PC desktop. A tal proposito sembra confermata la compatibilità con le piattaforme LGA 1151, nuovo socket che sarà introdotto a breve proprio con Skylake e i chipset della serie 100. Peculiarità di questa piattaforma, oltre al supporto alle memorie DDR4 (finalmente su una piattaforma mainstream), il collegamento DMI 3.0 tra CPU e chipset. Opererà a 8 GT/s (il doppio del DMI 2.0) eliminando colli di bottiglia dal punto di vista dell'archiviazione e della connettività PCI Express.

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