Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Dovete cambiare un componente del PC o rifarvelo da zero? Ecco qualche consiglio per avere un computer per giocare discretamente oppure al massimo.

Natale è spesso l'occasione giusta per farsi un regalo o per farlo ad altri. Il budget può variare, così come le necessità. Non è detto che dobbiate rifarvi tutto il computer, magari vi serve solo un componente. Per semplificare, per questa tornata di suggerimenti per Natale abbiamo deciso di creare quattro configurazioni per altrettante fasce di prezzo.

Ci rivolgiamo al pubblico più vasto, quello dei giocatori. Ciò però non esclude altre categorie, dato che molti componenti sono usabili anche da altre fasce di consumatori. Ogni consiglio può essere sganciato dalla configurazione stessa ed essere preso singolarmente, non è certamente vincolante. Ci sono prodotti simili a quelli che indichiamo, magari anche leggermente migliori, che a seconda di dove li acquistate possono costare di più o di meno. Insomma, prendete questi consigli come tali, ma se avete esigenze particolari allora starà a voi capire se il componente indicato fa al caso vostro oppure no!

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 facebook big sur 01

 Si chiama Big Sur il nuovo sistema hardware di Facebook che, grazie a otto GPU, punta a istruire reti neurali per compiti di machine learning e lo sviluppo d'intelligenze artificiali. La buona notizia è che sarà reso del tutto open source.

Negli ultimi anni i ricercatori di tutto il mondo e le aziende tecnologiche hanno compiuto passi da gigante nell'ambito dell'intelligenza artificiale e più precisamente in una delle sue aree, il machine learning (apprendimento automatico), dove dati e algoritmi per il riconoscimento di modelli complessi permettono ai computer di prendere decisioni e svolgere compiti.

Il boom di quest'ultimo periodo è legato a due trend: l'ampia disponibilità di dati di ricerca pubblici e l'arrivo sulla scena delle GPU, capaci di macinare quantità enormi di informazioni in minor tempo rispetto ai tradizionali microprocessori.

Tra i tanti che stanno lavorando in questo ambito troviamo Facebook: inevitabile per chi possiede miliardi di informazioni nuove ogni giorno che possono essere analizzate e combinate per creare nuove esperienze, rispondere a problemi e molto altro ancora.

"Abbiamo sviluppato software che possono leggere storie, rispondere a domande, giocare e imparare cose tramite l'osservazione di alcuni esempi. Abbiamo tuttavia realizzato che per prendere davvero di petto questi problemi avremmo dovuto progettare i nostri sistemi", spiegano gli ingegneri Kevin Lee e Serkan Piantino. "Oggi sveliamo il nostro nuovo sistema basato su GPU per istruire reti neurali, il suo nome in codice è Big Sur".

Big Sur è l'hardware "open rack compatibile" più recente di Facebook, pensato per lavorare nello sviluppo di intelligenze artificiali su larga scala. A bordo che sono benotto schede acceleratrici Tesla M40 di Nvidia. Ogni scheda offre una GPU GM200 con 3072 CUDA core affiancati da 12 GB di memoria GDDR5, per una potenza di picco a singola precisione di 7 TFLOPs, un bandwidth di 288 GB/s e TDP di 250 watt.

"Big Sur è il doppio più veloce della nostra precedente generazione, il che significa che possiamo istruire due volte più rapidamente ed esplorare reti il doppio più grandi. Distribuire la formazione tra otto GPU ci permette di scalare la dimensione e la velocità delle nostre reti di un altro fattore pari a due", scrivono i due ingegneri dell'azienda.

Lee e Piantino aggiungono che Big Sur è molto più versatile ed efficiente perché pur usando un raffreddamento speciale e altre soluzioni uniche, sono riusciti a ottimizzare il nuovo sistema per una maggiore efficienza energetica e il funzionamento a temperature inferiori, tanto che è raffreddato ad aria.

"Abbiamo rimosso i componenti che non venivano usati molto, mentre i componenti che si rompevano di frequente - come gli hard disk e le DIMM - possono ora essere rimossi e rimpiazzati in pochi secondi. […] Persino la motherboard può essere rimossa in pochi minuti, mentre la piattaforma hardware originale richiedeva oltre un'ora. Big Sur è quasi interamente smontabile senza l'uso di cacciavite, a eccezione del dissipatore della CPU".

La buona notizia per l'intero settore della ricerca è che Big Sur sarà reso "open source" e sarà sottoposto all'Open Compute Project (OCP). Facebook, in questo modo, spera che altri possano realizzare sistemi simili e persino migliori al fine di compiere passi avanti nel settore dell'intelligenza artificiale in tempi più rapidi.

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AMD, nuovi processori e nuove soluzioni affidabili e silenziose per il raffreddamento

 

AMD annuncia nuovi dissipatori, tra cui l’AMD Wraith Cooler mostrato in anteprima durante l’ultima edizione del CES di Las Vegas, e i nuovi processori per computer desktop AMD A10-7860K e AMD Athlon X4 845. I nuovi processori e dissipatori AMD sono già disponibili presso rivenditori selezionati.

“I nuovi dissipatori AMD uniscono alta qualità e solidità per offrire una incredibile esperienza utente senza alcun costo aggiuntivo”, ha dichiarato Merle McIntosh, SVP of Sales and Marketing di Newegg. “L’AMD Wraith Cooler è caratterizzato da un aspetto accattivante grazie ai LED integrati e da un ridottissimo impatto sonoro – funzionalità che ci aspettiamo suscitino l’interesse dei consumatori più attenti alle novità tecnologiche”.

I nuovi dissipatori sono compatibili con sette processori AMD per computer desktop, insieme ai quali saranno commercializzati. Gli appassionati potranno trovare a prodotti silenziosi, potenti ed esteticamente accattivanti, che generano meno di un decimo del rumore prodotto dai loro predecessori.

AMD annuncia anche due nuovi processori per computer desktop, che vanno ad affiancare le soluzioni già presenti in gamma:

  • la APU AMD A10-7860K: silenziosa, efficiente e con un ottimo rapporto qualità/prezzo, unisce 4 core CPU con clock 4.0GHz turbo boost e 8 core GPU con clock da 757MHz. Pensata per il gaming online, la nuova APU è l’ideale per titoli come Dota 2, League of Legends e Counter Strike: Global Offensive grazie al processore grafico Radeon R7 integrato e al supporto alla tecnologia AMD FreeSync.
  • il processore AMD Athlon X4 845: la prima CPU desktop quad-core basata sull’architettura AMD “Excavator” x86 con un clock di 3.8GHz. Insieme a una scheda grafica dedicata, con l’AMD Athlon X4 845 è possibile ottenere grandi prestazioni per il gaming e i processi multi-thread, a un prezzo conveniente. La soluzione per il raffreddamento abbinata al processore offre performance termiche eccellenti con un minore impatto acustico.
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OCZ Trion 150, nuovi SSD con memoria a 15 nanometri

 

OCZ e Toshiba portano sul mercato gli SSD Trion 150, nuovi SSD che puntano a offrire buone prestazioni a costi contenuti. La differenza con i Trion 100 è tutta nella memoria.

OCZ ha annunciato la disponibilità dei nuovi SSD Trion 150 dotati di interfaccia SATA 6 Gbps. Queste soluzioni seguono le proposte Trion 100 e si basano su memoria NAND Flash TLC (triple level cell, 3 bit per cella) prodotta con processo a 15 nanometri da Toshiba. Ed è questa la novità principale, perché i Trion 100 adottano memoria TLC a 19 nanometri.

Anche in questo caso abbiamo un controller Toshiba (probabilmente lo stesso Alishan dei Trion 100) e quattro livelli di capacità - 120, 240, 480 e 960 GB. Le prestazioni toccano i 550 MB/s in lettura sequenziale, mentre per quanto concerne le scritture i valori si fermano, rispettivamente, a 450 MB/s, 520 MB/s, 530 MB/s e 530 MB/s.

Sul fronte delle prestazioni casuali nella lettura di blocchi 4 KB la versione da 120 GB è attestata a 79.000 IOPS, mentre le altre tre possono raggiungere 90.000 IOPS. Sul fronte delle scritture i valori sono diversi, ovvero pari a 25.000 IOPS, 43.000 IOPS, 54.000 IOPS e 64.000 IOPS, a seconda della capacità (crescente) dell'SSD.

Per quanto riguarda la durata, OCZ indica un valore di 30 TB (TBW, Total Bytes Written) per il modello da 120 GB, mentre il valore sale a 60, 120 e 240 TB per le unità via via più capienti. In soldoni si parla di 27 GB di scritture al giorno per il modello da 120 GB e si arriva a 219 GB per quello da 960 GB, valori non raggiungibili con i carichi quotidiani imposti dall'utente comune.

In virtù della memoria a 15 nanometri ci aspettiamo un leggero calo dei consumi rispetto alle soluzioni precedenti, anche se le specifiche sul sito di OCZ sono identiche per entrambe le serie, con 830 mW in idle, 4,8 watt in uso attivo e 6 mW nella fase di idle più profonda (DevSlp).

Ci aspettiamo anche un calo dei prezzi, ma al momento non abbiamo un listino per fare un confronto. Questi SSD andranno comunque a occupare fasce di prezzo contenute. L'effetto più concreto sull'immediato lo vivrà tuttavia OCZ, con un probabile calo dei costi di produzione. Gli SSD Trion 150 sono accompagnati dal software SSDGuru per monitorare la salute del prodotto, aggiornare il firmware e se necessario formattarlo. La garanzia è di 3 anni.

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Asus RP-AC68U, il ripetitore Wi-Fi dual-band che ha stile

 

Asus ha sfornato il ripetitore Wi-Fi dual-band 802.11ac. Il nuovo RP-AC68U punta sul design e sulle caratteristiche per soddisfare chi vuol estendere la propria rete wireless senza perdere prestazioni.

Asus ha presentato RP-AC68U, un ripetitore Wi-Fi dual-band 802.11ac destinato ai videogiocatori e non solo. Di fatti il suo scopo è estendere la connettività di rete su più ambienti, portandola dove il router Wi-Fi non arriva. Il tutto, ovviamente, minimizzando la perdita di prestazioni. All'interno di questa soluzione ci sonoquattro antenne (tre possono anche trasmettere, mentre tutte e quattro ricevono) che permettono di raggiungere velocità fino a 1900 Mbps (600 Mbps a 2,4 GHz + 1300 Mbps a 5 GHz).

L'Asus RP-AC68U è dotato di una porta USB 3.0 a cui è possibile collegare dispositivi di archiviazione esterni. Ci sono inoltre cinque porte Gigabit Ethernetper collegare altrettanti dispositivi tramite cavi. La modalità Media Bridgeconsente agli utenti di convertire qualsiasi dispositivo connesso con cavo in wireless. Il RP-AC68U può anche essere usato in modalità Access Point.

Gli utenti possono creare anche un server cloud personale collegando un dispositivo di archiviazione USB al ripetitore e usando l'app Asus AiCloud (disponibile su iOS e Android) per accedere ai contenuti da remoto.

Con l'RP-AC68U Asus ha pensato anche al design, con accenti rossi illuminati che possono essere accesi o spenti grazie a un sensore touch integrato nel logo Asus frontale. Il prodotto è dotato inoltre di indicatori LED dedicati che indicano la forza del segnale di ogni banda di frequenza.

La configurazione del ripetitore è facilissima: basta premere il tasto WPS sull'RP-AC68U e sul router e il gioco è fatto. Non serve un CD e l'operazione può essere completata senza l'ausilio di un computer. Asus al momento non ha svelato il prezzo di questo nuovo prodotto.

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Wi-Fi a 100 Gbps? Primo test giapponese a buon fine

Hiroshima University

 

I dispositivi Wi-Fi un giorno saranno in grado di supportare velocità di 100 Gbps lavorando nella banda di frequenza del terahertz (THz). Ne è convinto un gruppo di sviluppatori giapponesi della Hiroshima University, Panasonic Corporation e National Institute of Information and Communications Technology di Tokyo.

Al momento in laboratorio sono riusciti a sviluppare un trasmettitore che operando nelle frequenze di 275-305 GHz ha consentito di ottenere prestazioni da primato in multi-canale. Il segreto ovviamente è nelle alte frequenze, che come tutti ben sanno riescono a fare notevolmente meglio rispetto a quelle impiegate dai dispositivi di mercato – che operano a 5 GHz e 60 GHz (WiGig). Permangono comunque i limiti delle alte frequenze, ovvero la difficoltà di penetrare gli ostacoli.

"Oggi normalmente parliamo di wireless data-rate in megabit per secondo o gigabit per secondo. Ma prevedo che presto parleremo di terabit per secondo", ha dichiarato il professor Minoru Fujishima della Hiroshima University. "Questo è quello che la tecnologia wireless THz offre. Queste velocità così estreme sono attualmente confinate al mondo delle fibre ottiche".

Il prossimo impegno della compagina giapponese è quello di sviluppare i circuiti di modulazione e demodulazione per le trasmissioni, nonché iniziare a lavorare sul formato di data network ad alta frequenza. Insomma, siamo ancora nelle fasi iniziali e persino la frequenza dei 300 GHz rimane ancora relegata agli ambiti di ricerca – gli enti regolatori internazionali non allocheranno licenze in tal senso fino al 2019.

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Venerdì, 26 Febbraio 2016 11:31

Google ha un sogno: rivoluzionare gli hard disk

Google ha un sogno: rivoluzionare gli hard disk

 

Google chiede di aprire il dibattito sugli hard disk: secondo Mountain View gli attuali prodotti non vanno bene per il cloud computing e bisogna riprogettarli.

Google vuole che i produttori di hard disk realizzino soluzioni per il cloudcomputing che si discostino dal tradizionale formato da 3,5 pollici, ereditato dai floppy disk. L'azienda, con un post sul proprio blog firmato Eric Brewer (VP Infrastructure di Google), ritiene che tale dimensione dei supporti non sia ottimale: "Ora che siamo nell'era dell'archiviazione cloud è il momento di rivalutare ampiamente la progettazione dei moderni hard disk".

L'ascesa del cloud significa che la maggior parte dei dischi rigidi dovrà essere impiegata in grandi servizi di archiviazione ospitati nei datacenter. Tali servizi rappresentano già il mercato in più forte crescita per gli hard disk e sarà il mercato di riferimento nel prossimo futuro.

Per esempio solo su YouTube gli utenti fanno l'upload di oltre 400 ore di video ogni minuto, il che richiede più di 1 petabyte di nuova archiviazione ogni giorno. E la crescita è esponenziale, con un incremento di 10 volte ogni 5 anni. Google ha anche pubblicato un documento in cui illustra l'idea di ottimizzare per "collezioni di dischi" piuttosto che il singolo disco in un server.

cloud disks
Crescita esponenziale per l'upload di contenuti su YouTube

"Questo cambiamento ha diverse conseguenze interessanti tra cui l'obiettivo controintuitivo di avere dischi che in realtà sono un po' più inclini a perdere i dati. Non è che vogliamo che il disco perda i dati, ma possiamo focalizzare meglio costi e sforzi profusi per evitare la perdita di dati su altri miglioramenti, come la capacità o le prestazioni del sistema".

Tra le idee di Google ci sono cambiamenti fisici, come dischi più alti e gruppi di dischi, ma anche interventi a più breve termine che riguardano il firmware. L'obiettivo è avere hard disk più capienti e maggiori operazioni di I/O al secondo, oltre a un costo di possesso migliore. Google non sembra molto interessata agli SSD, nonostante le prestazioni IOPS nettamente superiori: costano troppo per la capacità offerta.

"Hard disk più alti permettono di avere più piatti per disco, e questo aggiunge capacità e ammortizza i costi di packaging, circuiti stampati, motori / attuatori. Data una capacità fissa totale per disco, piatti più piccoli portano a distanze di ricerca inferiori e rivoluzioni al minuto più alte, a causa della stabilità dei piatti, e così a IOPS superiori, ma a un peggiore rapporto prezzo per gigabyte", si legge nel documento, da cui si deduce che Google è disposta a pagare di più (ma non troppo) per i dischi, a patto di passi avanti prestazionali.

L'azienda, nel documento, parla anche di sicurezza. Secondo Google l'industria dovrebbe lavorare a nuove misure per proteggere il firmware degli hard disk e lavorare su sistemi di codifica migliori. Tradizionalmente la codifica è basata su una sola chiave, ma Google vorrebbe che si usassero più chiavi per differenti aree del disco.

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AMD: uno standard per la scheda video esterna sui notebook?

 

Robert Hallock di AMD fa intuire che l'azienda sta lavorando a uno standard per diffondere l'uso di schede video esterne da collegare ai notebook.

 

Robert Hallock, technical marketing di AMD, ha fatto intuire con un post su Facebook che l'azienda di Sunnyvale è al lavoro su uno standard per diffondere l'uso delle schede video esterne sui notebook. Un'immagine e alcune parole piuttosto chiare fanno pensare che presto avremo interessanti informazioni in merito.

 

"[…] C'è un enorme appetito per notebook sottili che permettono di giocare. […] Le GPU esterne sono la risposta. Le GPU esterne con connettori standardizzati, cavi, driver, supporto del sistema operativo, plug and play, ecc. Più informazioni molto presto".

 

Di schede video esterne all'interno di box dedicati, collegate ai notebook ai fini di un gaming al livello dei migliori PC desktop si parla da molti anni. Alienware e MSI hanno di recente offerto soluzioni chiamate rispettivamente Graphics Amplifier e Gaming Dock, optando tuttavia per connettori proprietari tra box e notebook, o altre soluzioni incapaci di fornire il bandwidth necessario per gestire al meglio le schede video più potenti.

 

Attualmente c'è quindi un problema prestazionale e anche un vincolo di produttore e prodotti: non si può per esempio usare il Graphics Amplifier con tutti i notebook di Alienware. AMD, che fa giustamente notare come i notebook più sottili siano decisamente preferiti alle pachidermiche soluzioni gaming, potrebbe aver creato una soluzione adeguata per rendere la grafica esterna un'opzione concreta per tutti.

 

E poiché solitamente AMD e Nvidia si marcano a vista, è plausibile che anche quest'ultima sia al lavoro su qualcosa di simile. Viene tuttavia da chiedersi se Nvidia opterà un percorso fatto di standard aperti o proprietari. AMD, di norma, punta su standard aperti mentre Nvidia su soluzioni proprietarie, basti vedere G-Sync, PhysX e molto altro.

 

Non resta che attendere per avere risposta a questi e altri quesiti, anche se in cuor nostro abbiamo una speranza: uno standard aperto e comune per tutti, onde evitare il ripetersi dell'attuale soluzione in ambito monitor, con G-Sync e FreeSync a rendere più difficoltosa la decisione d'acquisto da parte dei gamer.

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SSD Seagate, il più veloce al mondo con throughput 10 GB/s

Seagate ha annunciato di aver realizzato l'SSD più veloce al mondo. Arriverà sul mercato in estate e offrirà un throughput di 10 GB/s grazie a una connettività PCI Express a 16 linee.

Seagate mostrerà nel corso dell'Open Compute Project Summit che si terrà nel weekend l'SSD più veloce al mondo, un prodotto che secondo l'azienda è in grado di offrire un throughput di 10 GB/s. L'azienda statunitense ha aggiunto che il prodotto è pronto per essere realizzato e dovrebbe arrivare sul mercato dei datacenter nel corso dell'estate.

Benché la dicitura "il più veloce al mondo" o il dato dei 10 GB/s aiutino a fare i titoli dei giornali online, rimane da capire se il dato prestazionale riguardi le letture o le scritture, e il modello di accesso sequenziale o casuale. La logica ci porta a pensare che Seagate parli di letture sequenziali, ma non ci resta che attendere ulteriori informazioni.

L'azienda ha invece affermato che il suo SSD, compatibile con il protocollo Non-Volatile Memory Express (NVMe), può avvantaggiarsi di 16 linee di connettività PCI Express, anche se non ha chiarito se si tratti di linee in versione 3.0 o 2.0. A ogni modo l'azienda ha in programma una variante con connettività di 8 linee capace di toccare i 6,7 GB/s.

seagate ssd 02

È probabile che Seagate abbia raggiunto tali prestazioni realizzando una scheda HHHL formata da più SSD M.2, almeno è quello che si può ipotizzare osservando la seconda immagine. Ricordiamo che Seagate è solo una delle tante aziende che stanno lavorando su SSD ad altissime prestazioni per il segmento enterprise: al Dell World di Austin dello scorso ottobre Samsung mostrò PM1725, un SSD capace di andare oltre 6,2 GB/s con carichi sequenziali (128K, QD32).

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Vega e Navi, svelate le GPU di AMD per il 2017 e 2018

AMD ha già chiari i piani per il futuro in ambito grafico: dopo Polaris vedremo Vega e Navi, rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Durante l'evento Capsaicin 2016 alla Game Developers Conference AMD ha mostrato una roadmap in cui ha svelato i piani per il 2017 e 2018 in ambito grafico. Dopo l'architettura Polaris attesa nei prossimi mesi AMD volgerà il suo impegno su Vega, per poi presentare un anno più tardi Navi.

Da quanto si è potuto apprendere finora Polaris è in grado di offrire un miglioramento delle prestazioni per watt pari a 2,5 volte rispetto alle proposte a 28 nanometri. I progressi nell'architettura e il passaggio al processo a 14 nanometri FinFET rappresentano le due principali innovazioni che permetteranno ad AMD di centrare questo traguardo. Le prime proposte Polaris sono attese intorno alla metà di quest'anno.

Per quanto concerne l'architettura Vega attesa per nel 2017 AMD dichiara ufficialmente l'uso di memoria HBM2. Questo fa pensare che le schede video Polaris saranno abbinate a memorie GDDR5/GDDR5X o HBM1, come le attuali proposte top di gamma basate su GPU Fiji.

Approfondimento: Polaris, l'architettura delle GPU AMD per il 2016

Non è da escludere però che AMD usi le HBM1 sulle schede Radeon e in seguito le HBM2, sul finire di quest'anno, nei prodotti professionali FirePro. Al momento non abbiamo certezze. Allo stesso modo si può ipotizzare che Vega non rappresenterà un cambiamento radicale rispetto a Polaris: dovremmo assistere a miglioramenti prestazionali e di efficienza frutto di affinamenti all'architettura, ma non a interventi sostanziali. Il processo produttivo dovrebbe inoltre rimanere quello delle GPU Polaris, salvo sorprese.

Nel 2018 toccherà a Navi, un'architettura che nelle intenzioni di AMD saràaltamente scalabile (capace di coprire un'ampia fetta di mercato e più settori) e accompagnata da memoria di nuova generazione. L'azienda non lo scrive, ma potrebbe riferirsi a una terza generazione della memoria HBM, un'ipotetica HBM3, oppure a qualcosa di diverso che ancora ci sfugge.

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