Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Venerdì, 21 Aprile 2017 11:30

Mozilla spegne l'Aurora a Firefox

Canali Firefox

Roma - Avrebbe dovuto rappresentare l'alba di un nuovo modello di sviluppo per Firefox, e invece il canale di distribuzione Aurora è destinato a finire nel dimenticatoio a sei anni dalla sua implementazione. Mozilla si giustifica e promette: in questo modo il browser del Panda Rosso sarà ancora più agile nell'implementazione delle nuove funzionalità.Presentate nell'aprile del 2011, le build Aurora di Firefox erano figlie di un'epoca molto diversa per il mercato dei browser: Google Chrome sfornava una release ogni poche settimane facendo incetta di utenti, e Mozilla aveva bisogno di ripensare lo sviluppo del codice per continuare a essere concorrenziale nei confronti del nuovo browser del colosso dell'advertising.
Aurora era stato pensato per giocare il ruolo di un canale di release intermedio tra le versioni prettamente "alfa" di Firefox (Nightly) e le più robuste Beta, con Mozilla che preventivava di avere un numero di utenti "Aurora" 10 volte superiore rispetto alle Nightly per avviare la stabilizzazione del codice prima di far uscire una nuova versione Beta.

Chiaramente, confessa ora Mozilla, l'intento originale di Aurora non si è mai concretizzato perché il canale pre-beta non ha mai attirato un numero sufficiente di utenti: gli sviluppatori amanti del rischio si sono spostati quasi tutti sulle Nightly, mentre coloro che fossero interessati a navigare in acque più tranquille hanno scelto le Beta senza curarsi del canale intermedio.L'implementazione di meccanismi avanzati per la sperimentazione graduale delle nuove funzionalità - come ad esempio la distribuzione delle release definitive con la tecnologia multi-processo Electrolysis limitata a una frazione minimale dell'intero parco utenti di Firefox - ha altresì confermato l'obsolescenza del modello Aurora, e ora Mozilla dice di voler semplificare lo sviluppo eliminando definitivamente il canale Aurora.

In conseguenza della nuova politica, ha spiegato la Mozilla, gli utenti di Aurora passeranno a un sotto-gruppo del canale Beta noto come "pre-Beta" e destinato a ricevere per primo le novità provenienti dal canale Nightly. Per Fennec, la variante Android di Firefox, gli utenti Aurora passeranno invece alle Nightly, la Developer Edition su desktop si sposterà da Aurora a Beta e la localizzazione del testo - precedentemente gestita in Aurora - verrà implementata sulle Nightly.

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Martedì, 06 Febbraio 2018 14:41

Firefox difende il Web. Con l'advertising

Roma - Sembra proprio che Firefox si prepari a dispensare advertising ai propri utenti o per dirla con le parole di Mozilla a "consigliare" nuovi link e contenuti quando viene aperta una nuova scheda sul browser del Panda Rosso. Il tutto sarà completamente trasparente e rispettoso della privacy dei netizen, rassicura la corporation americana.

Le nuove "raccomandazioni" di Firefox seguono l'acquisizione di Pocket da parte di Mozilla, operazione risalente allo scorso febbraio e che in questi mesi ha portato all'integrazione sempre più stretta del servizio sotto forma di estensione installata di default con il browser.

Pocket permette di salvare i contenuti Web preferiti dagli utenti o di sincronizzazione la lista preferiti tra diversi dispositivi, e in mezzo a questa lista viene visualizzata una nuova pagina consigliata al posto del classico advertising.Inizialmente dedicate agli utenti di Firefox presenti in Germania, Canada e USA, ora le storie consigliate di Pocket arriveranno con l'apertura di una nuova scheda ma solo - almeno inizialmente - per una "piccola porzione" di navigatori statunitensi.

Ovviamente Mozilla sottolinea gli aspetti positivi di quella che è sostanzialmente una nuova forma di advertising, un meccanismo pensato come possibile alternativa ai classici banner pubblicitari che secondo la corporation rappresentano ormai un modello "guasto" che non rispetta la privacy, non può essere controllato dagli utenti e tende solo a promuovere contenuti di scarsissimo valore tramite il click-bait.

L'idea di "spegnere" completamente qualsiasi sponsorizzazione per chi, dell'advertising on-line, proprio non vuole saperne non è a quanto pare contemplata nei piani di Mozilla.

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Roma - L'ultima versione preliminare del codice di Firefox (canale Nightly) anticipa una delle novità in arrivo sul browser open source, vale a dire il riassetto delle opzioni di configurazione inerenti privacy e affini. Di conseguenza, presto Firefox (60) non permetterà più all'utente di cancellare con facilità i singoli cookie salvati dai siti Web in locale.

La versione (stabile) di Firefox attualmente disponibile per il download garantisce ancora la possibilità di visualizzare, gestire ed (eventualmente) cancellare i cookie individuali del siti Web, ma dal codice Nightly di Firefox 60 si evince che tale opportunità è stata eliminata.

Gli sviluppatori Mozillahanno modificato la gestione delle opzioni sulla privacy, implementando a quanto pare le specifiche ufficiali del Web che prevedono la presentazione di tutto lo storage locale (cookie, LocalStorage, indexedDB) in un unico blocco.La cancellazione dei cookie individuali si è fatta più complicata ma non è sparita del tutto, dicono i suddetti sviluppatori, visto che chi è interessato a compiere questo genere di operazione potrà servirsi degli strumenti per sviluppatori integrati in ogni browser moderno.

Di certo la rimozione delle opzioni "in chiaro" per la gestione dei cookie rappresenta l'ennesima modifica anti-utente perpetrata da Mozilla, una corporation che dice di voler difendere il Web ma lavora per inserire l'advertising in Firefox. Tanto più che Google continua a offrire la rimozione dei singoli cookie sul browser Chrome.

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Roma - Il Gruppo Khronosha annunciato l'arrivo di Vulkan sulle piattaforme Apple, una novità che nel prossimo futuro dovrebbe portare miglioramenti sensibili all'ecosistema videoludico di Cupertino - e su macOS in particolare - qualora la risposta degli sviluppatori fosse sufficientemente positiva. Per ora c'è Valve, che ha messo in mostra un incremento di frame al secondo nei suoi giochi a dir poco significativo.

Khronos Group ha infatti lavorato con Valve, LunarG e The Brenwill Workshop nell'ambito della Vulkan Portability Initiative, sviluppando il driver open source MoltenVK e il kit di sviluppo (SDK) LunarG Vulkan: il primo funziona da layer intermedio frapponendosi tra i giochi 3D e Metal, la API a basso livello di Apple per macOS e iOS, mentre il secondo serve alla realizzazione di progetti basati su MoltenVK.

Vulkan arriva su macOS e iOS. Nonostante Apple


MoltenVK sostituisce le API OpenGL native implementate da Cupertino, e stando a quanto sostiene Valve - sviluppatrice videoludica oggigiorno concentrata esclusivamente sul digital delivery di Steam - su Dota 2 è possibile raggiungere miglioramenti prestazionali massimi del 50% rispetto a OpenGL.Le nuove API FOSS dovrebbero insomma rappresentare un'autentica rivoluzione per il mai particolarmente ricco mercato videoludico su macOS, soprattutto se alla solita Valve - che da tempo ha investito sulle librerie Vulkan - si aggiungessero altri sviluppatori di primaria importanza.

L'accoppiata MoltenVK+LunarG dovrebbe poi avere una ricaduta positiva anche sullo stesso progetto Vulkan, una tecnologia che promette performance superiori con l'accesso a basso livello della GPU ma che non ha fin qui "sfondato" nemmeno sui PC Windows presidiati da DirectX 12.

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Roma - L'ultima versione preliminare del codice di Firefox (canale Nightly) anticipa una delle novità in arrivo sul browser open source, vale a dire il riassetto delle opzioni di configurazione inerenti privacy e affini. Di conseguenza, presto Firefox (60) non permetterà più all'utente di cancellare con facilità i singoli cookie salvati dai siti Web in locale.

La versione (stabile) di Firefox attualmente disponibile per il download garantisce ancora la possibilità di visualizzare, gestire ed (eventualmente) cancellare i cookie individuali del siti Web, ma dal codice Nightly di Firefox 60 si evince che tale opportunità è stata eliminata.

Gli sviluppatori Mozillahanno modificato la gestione delle opzioni sulla privacy, implementando a quanto pare le specifiche ufficiali del Web che prevedono la presentazione di tutto lo storage locale (cookie, LocalStorage, indexedDB) in un unico blocco.La cancellazione dei cookie individuali si è fatta più complicata ma non è sparita del tutto, dicono i suddetti sviluppatori, visto che chi è interessato a compiere questo genere di operazione potrà servirsi degli strumenti per sviluppatori integrati in ogni browser moderno.

Di certo la rimozione delle opzioni "in chiaro" per la gestione dei cookie rappresenta l'ennesima modifica anti-utente perpetrata da Mozilla, una corporation che dice di voler difendere il Web ma lavora per inserire l'advertising in Firefox. Tanto più che Google continua a offrire la rimozione dei singoli cookie sul browser Chrome.

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Venerdì, 23 Marzo 2018 13:56

Mozilla Firefox tra bug e DNS sicuri

Roma - Il browser Firefox è affetto da un bug nella gestione della funzionalità nota come "password principale", un problema vecchio di nove anni che mette a rischio la sicurezza della "master password" usata dagli utenti ma potrebbe essere facilmente risolto dagli sviluppatori di Mozilla. Qualora ne avessero la voglia.

A svelare l'esistenza del baco è stato Wladimir Palant, sviluppatore già noto per aver realizzato il popolare adblocker noto come AdBlock Plus. Gli utenti possono servirsi di una password principale alla stessa stregua dei password manager esterni, proteggendo il database delle password di Firefox con una parola chiave univoca a tutto vantaggio della praticità d'uso per chi non gode di buona memoria.

Ma stando a Palant la master password di Firefox è insicura, visto che Mozilla ha deciso di usare una singola iterazione di hashing tramite algoritmo SHA-1 nel processo di generazione della chiave crittografica da usare per proteggere il database delle password.Vista la potenza del moderno hardware informatico - e delle GPU in particolare - una singola iterazione SHA-1 non è sufficiente, ha spiegato Palant, considerando che un attacco a forza bruta potrebbe compromettere la master password in appena qualche minuto di calcolo intensivo in tecnologia GPGPU.

Mozilla dovrebbe quindi usare "almeno 100.000 iterazioni" per generare una chiave a prova di attacco a forza bruta, ha suggerito Palant, ma forse la corporation di Firefox ha obiettivi diversi per il prossimo futuro: Lockbox, un password manager collegato alla registrazione di un Account Mozilla, dovrebbe presto uscire dalla fase sperimentale per entrare a far parte del novero di funzionalità del browser open source.

Mozilla lavora per la sicurezza delle comunicazioni Web degli utenti che a questi piaccia o meno, e in tal senso va intesa anche l'esperimento di utilizzo di una tecnologia chiamata DNS-Over-HTTPS: le richieste ai server DNS viaggiano al momento non protette, ma sfruttando un canale HTTPS cifrato si potrebbe ovviare a questo inconveniente. Il server di test usato da Mozilla verrà ospitato sul network CDN di Cloudflare, anche se la corporation rassicura gli utenti sul rispetto della riservatezza della loro navigazione.

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I sistemi di autenticazione basati sulle password tradizionali hanno mostrato i loro limiti (miliardi di nostre credenziali circolano liberamente sul Web): i tempi sono maturi per abbracciare nuove tecnologie e nuovi standard, capaci di garantire un più elevato livello di sicurezza. Tra coloro che hanno scelto di muoversi in questa direzione c’è anche Google, che in questi giorni annuncia l’adozione degli standard FIDO2 e WebAuthn che andranno a sostituire la tecnologia U2F fino ad oggi impiegata per il login ai propri servizi tramite Security Key.

Google: Security Key su Edge e Firefox

In termini concreti, questo si traduce nella possibilità di sfruttare una Security Key (ovvero un dispositivo fisico da connettere al computer o al dispositivo mobile, via USB o in modalità wireless) per effettuare il login a servizi come Gmail, YouTube o agli strumenti della G Suite, anche tramite i browser Edge di Microsoft e Firefox di Mozilla. Va specificato che il processo iniziale di configurazione dev’essere in ogni caso effettuato passando da Chrome, poiché ancora fa leva su U2F. Una mancanza alla quale bigG ha comunque intenzione di porre rimedio al più presto.

 

 

Titan Security Key - USB

 

FIDO2 e WebAuthn, a differenza di U2F (Universal Second Factor) che funziona affiancando a una normale password un dispositivo hardware, eliminano completamente l’esigenza di digitare un codice segreto, facendo leva come secondo fattore sulla lettura di parametri biometrici come l’analisi delle impronte digitali o il riconoscimento del viso. Sono sviluppati dalla Fast Identity Online Alliance e supportati da Chrome, Edge e Firefox, mentre non ancora da Safari.

Youbikey 5 Series

 

Tra coloro che producono e commercializzano le Security Key uno dei brand più noti è senza dubbio Yubico. I suoi prodotti sono acquistabili a poche decine di euro: ce ne sono anche con chip NFC per la comunicazione con gli smartphone in modalità wireless, attraverso la stessa forma di comunicazione utilizzata per i pagamenti in mobilità.

 

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Mozilla continua a puntare sulle funzionalità dedicate alla tutela della privacy per spingere la diffusione del proprio browser. Oggi la software house annuncia l’introduzione della Enhanced Tracking Protection in Firefox. Il nome è già di per sé piuttosto esplicativo per comprenderne l’utilità: si occupa di bloccare il tracking dell’utente durante le sessioni di navigazione.

Firefox: Enhanced Tracking Protection

Il sistema, attivato di default, rende di fatto vano il tentativo di intercettare informazioni sull’attività da parte dei cookie e tracker di terze parti inseriti nell’elenco di Disconnect. Le feature sono implementate all’interno del browser e configurabili attraverso nuovi controlli inseriti nelle Impostazioni, così da permettere all’utente di allargare o stringere ulteriormente la maglia della loro azione:per farlo bisogna accedere alla voce Privacy e Sicurezza, poi fare click su Personalizzato, come mostra lo screenshot qui sotto.

Firefox: Enhanced Tracking Protection

Il filmato in streaming di seguito pone l’accento sulla differenza nella raccolta delle informazioni relative alla navigazione tra Firefox e il concorrente Chrome di Google.

Debutta anche la versione 2.0 di Facebook Container, un add-on sviluppato direttamente da Mozilla e scaricabile gratuitamente, che impedisce al social network in blu di raccogliere informazioni sull’utente e sulle sue abitudini.

Facebook Container: add-on per Firefox

Novità poi per il password manager della software house, fin qui conosciuto come Lockbox, arrivato a fine marzo su Android (già da tempo disponibile per iOS) e a partire da oggi in download anche su computer desktop e laptop sotto forma di add-on. Per l’occasione l’utility cambia nome e diventa Lockwise.

La versione desktop di Firefox Lockwise

L’ultimo degli annunci di Mozilla riguarda Monitor, il servizio che permette di conoscere se uno dei propri indirizzi email è interessato da violazioni, leak o data breach. Introduce oggi una nuova dashboard che migliora il controllo delle caselle gestite.

Firefox Monitor

Come detto in apertura, la tutela della privacy diventa sempre più l’elemento distintivo di Firefox e dell’ecosistema software messo a disposizione da Mozilla. È su questo valore aggiunto che il team ha intenzione di far leva per colmare almeno in parte il gap che lo separa in termini di market share dalla concorrenza del leader Chrome.

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Mozilla annuncia oggi con un post sul blog ufficiale quella che sarà la sua prossima mossa introdotta per migliorare l’esperienza offerta da Firefox. Il debutto della versione 72 (attualmente siamo alla release 70) previsto per il gennaio 2020 porterà con sé un giro di vite nei confronti delle notifiche. L’obiettivo è chiaro: fermare o quantomeno ridurre lo spam a cui sono sottoposti gli utenti durante le sessioni di navigazione, fornendo loro un maggior controllo.

Firefox 72: niente più spam delle notifiche

Quando un sito chiederà tramite browser il permesso per mostrare le notifiche, anziché visualizzare il classico prompt (o pop-up) si limiterà a far comparire nella barra dell’indirizzo una piccola icona. L’utente dovrà fare click sull’immagine per dare poi la propria autorizzazione oppure per negarla in modo che la domanda non venga posta di nuovo in un secondo momento.

La gestione delle notifiche nelle prossime versioni di Firefox

La decisione è stata presa da Mozilla sulla base dei feedback emersi da una ricerca condotta: il 99% delle volte in cui viene mostrato un prompt di questo tipo, gli utenti non concedono il permesso necessario per mostrare le notifiche, nel 48% dei casi facendo attivamente click sul pulsante per negare il consenso. Secondo lo studio, effettuare più volte la stessa richiesta quasi mai si traduce in un esito positivo.

Firefox 70 e la gestione delle notifiche

In verità, la modalità di gestione delle notifiche è già cambiata con il debutto della versione 70. Come si può vedere nello screenshot qui sopra, sebbene il prompt sia ancora visualizzato, l’opzione “Non ora” è stata sostituita da “Mai”. Così facendo si evita che all’utente venga nuovamente posta la domanda alla visita successiva. Firefox è il primo browser ad adottare un approccio di questo tipo, ma anche Google sta valutando l’ipotesi di fare altrettanto con le prossime edizioni di Chrome.

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Uno strumento che fa leva sulle potenzialità degli algoritmi di intelligenza artificiale per destreggiarsi tra le competenze e le risorse di un’azienda. Così Microsoft presenta Project Cortex, una delle novità annunciate in occasione dell’evento Ignite 2019 in corso in questi giorni a Orlando.

Microsoft presenta Project Cortex

Come sottolinea il gruppo di Redmond, si tratta del primo servizio destinato a Microsoft 365 dal lancio di Teams. Si rende utile connettendo le persone e i contenuti, come mostrato da alcuni esempi raccolti nel video in streaming di seguito. Passando il puntatore del mouse sul titolo di un progetto (all’interno di un’applicazione Office, in Outlook o in Teams) mostra una scheda contenente la sua descrizione, i documenti relativi allo sviluppo e gli appuntamenti del calendario creati dal personale che ci sta lavorando. I metadati necessari alla classificazione, compresi i tag, vengono aggiunti in modo del tutto automatico dall’IA.

Project Cortex testimonia l’impegno di Microsoft nell’evolvere le modalità di apprendimento e condivisione delle informazioni attraverso la loro analisi e organizzazione, creando dei veri e propri topic che sono poi resi consultabili in modo immediato e intuitivo ai collaboratori che ne necessitano.

Il sistema non prende in considerazione solo i documenti, ma anche le email, le conversazioni, le registrazioni e le trascrizioni dei meeting nonché i backup delle videoconferenze, estraendone i dati più importanti. Al momento è accessibile solo in forma d’anteprima, mentre il debutto su scala globale della versione definitiva è previsto entro il prossimo anno.

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