Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Mercoledì, 09 Settembre 2020 16:53

Responsabilità, impegno, tracciabilità

 


Forse non sarà ancora chiaro a tutti, ma c’è solo un’unica grande speranza per poter affrontare l’autunno senza che tensioni, isolamento e lockdown possano influire su aziende, commercio, tempo libero, attività economiche e quant’altro. Quest’unica grande speranza è la responsabilità individuale.

Qui il mondo si divide in due parti: chi a questo punto diventa spontaneamente pessimista, ritenendo che della responsabilità individuale non ci si possa fidare, e chi invece guarda ai dati e ritiene l’Italia generalmente responsabile, benché afflitta da no-mask, politici e negazionisti della domenica che non fanno gli interessi della collettività. Chi fa parte di questi ultimo può evitare di proseguire nella lettura: sarebbe esercizio di stile poco utile e sarà solo una perdita di tempo prima di arrivare a rovesciare livore tra i commenti. Per tutti gli altri, andiamo al dunque.

L’importanza della responsabilità
Chi in queste settimane ha avuto strettamente a che fare con le linee guida emanate dai vari ministeri per l’avvio delle attività autunnali (soprattutto scolastiche) ha ben chiare in mente due sensazioni: l’incredibile smarrimento che si ha di fronte a tanta complessità e l’incredibile orgoglio che scaturisce dall’impegno per rendere più salubri e sicuri i locali che devono ospitare i nostri ragazzi. Lo stesso dicasi per chi sta lavorando in associazioni sportive che debbono garantire le attività in campi sportivi e palestre. Per certi versi vale medesima valutazione nelle aziende, ove personale dedicato sta cercando soluzioni creative per irreggimentare i flussi, controllare l’uso dei DPI, regolamentare lo smart working e altro ancora.

A fronte di tutti questi sforzi, la responsabilità individuale dovrebbe essere doverosa: una forma di rispetto verso il prossimo, un modo per ringraziare chi sta lavorando per il benessere di tutti (amministratori locali, dirigenti pubblici, volontari). Laddove mancherà la responsabilità individuale, invece, tutto verrà meno: qualsiasi misura improntata non può prescindere dalla responsabilità, dall’osservanza delle norme, dall’indossare le mascherine come doveroso invece che sotto il mento come troppo spesso si osserva.

Questa proiezione, firmata dall’Institute for Health Metrics and Evaluation e relativa alla regione Lombardia, parla chiaro: la linea rossa indica l’andamento dei contagi quotidiani previsti nel peggiore dei contesti, laddove le norme non verranno osservate, riportandoci repentinamente verso chiusure massicce; la linea verde indica invece una situazione in peggioramento, ma sotto controllo, se distanziamento e mascherine saranno osservati in modo scrupoloso. Ognuno tragga le proprie conseguenze e valuti da sé quanto gli atteggiamenti odierni siano o meno responsabili alla luce di tale proiezione:

Proiezione Covid 2020 - Institute for Health Metrics and Evaluation
Proiezione Covid 2020 – Institute for Health Metrics and Evaluation

La responsabilità sarà un ingrediente fondamentale anche perché, mai come in questo caso, si tratta quindi di un fattore di valenza collettiva. La responsabilità è proiezione sul prossimo e sulla microcomunità con la quale si ha a che fare: colleghi di ufficio, compagni di squadra, amici di famiglia. Ma guardare alla responsabilità esclusivamente come all’osservanza delle regole è qualcosa di sminuente, poiché il lavoro che si sta facendo non è soltanto orientato a limitare le occasioni di rischio, ma anche e soprattutto a garantire la tracciabilità. Ecco quindi l’altra faccia della medaglia, quella meno direttamente percepibile, ma altrettanto importante.

 

Proiezione Covid 2020 - Institute for Health Metrics and Evaluation

 

La responsabilità sarà un ingrediente fondamentale anche perché, mai come in questo caso, si tratta quindi di un fattore di valenza collettiva. La responsabilità è proiezione sul prossimo e sulla microcomunità con la quale si ha a che fare: colleghi di ufficio, compagni di squadra, amici di famiglia. Ma guardare alla responsabilità esclusivamente come all’osservanza delle regole è qualcosa di sminuente, poiché il lavoro che si sta facendo non è soltanto orientato a limitare le occasioni di rischio, ma anche e soprattutto a garantire la tracciabilità. Ecco quindi l’altra faccia della medaglia, quella meno direttamente percepibile, ma altrettanto importante.
L’importanza della tracciabilità
Per superare indenni i prossimi mesi sarà fondamentale poter rintracciare quanto più rapidamente possibile i contatti che si sono intrattenuti nei giorni antecedenti, poiché in caso di positività sarà più semplice, rapido ed efficace il contact tracing nazionale e la quarantena precauzionale a tutela di tutti. Ecco perché si lasciano i propri contatti nei ristoranti, ecco perché le presenze saranno capillarmente monitorate negli uffici ed ecco perché Immuni sarebbe di grande aiuto per arrivare laddove altri strumenti non potrebbero.

Creare classi a compartimenti stagni nelle scuole e uffici a prova di distanziamento servirà esattamente a questo: isolare i focolai, risalire le catene di contagio ed evitare che occorrano nuovamente misure macroscopiche come il pesante lockdown sperimentato in primavera.

La tecnologia ci accompagnerà in tutto questo percorso: lo smart working ci consentirà di lavorare fuori ufficio e di poter tenere un occhio sui figli qualora le scuole vengano temporaneamente chiuse; ecommerce e acquisti da remoto presso i piccoli esercenti consentiranno di diminuire la presenza in luoghi di possibile assembramento; l’app Immuni consentirà di segnalare altruisticamente agli sconosciuti la propria positività; le comunicazioni video consentiranno a scuola, lavoro e amicizie di fluire secondo un canale alternativo, in attesa di poter tornare ad una normalità tanto anelata quanto ancora lontana.

La tracciabilità è esattamente lo strumento che consentirà alla vita di fluire nonostante il Covid, regalandoci zone franche in cui poter continuare ad operare grazie all’isolamento di quanti sono invece imbattuti in una situazione problematica. Toccherà a molti, a volte con conseguenze pericolose, spesso in modo asintomatico: le scuole saranno sicuramente chiuse (lo dicono le esperienze all’estero), gli uffici saranno sicuramente svuotati (lo dice la realtà dei fatti), gli eventi saranno ripensati (IF2000 ne sarà valido modello). Non bisogna guardare tutto ciò come un minus, ma come un’opportunità: solo fermando le ramificazioni del contagio potremo essere noi a radicarci per le strade, riappropriandoci della vita giorno dopo giorno.

Per poterlo fare serviranno responsabilità e tracciabilità. Mascherine, app, isolamento, igienizzanti, attenzione e consapevolezza. Serve impegno, pazienza, costanza, ma serve soprattutto conoscenza.

Se vogliamo dare un significato a quegli #andràtuttobene sorti dalla paura dei mesi passati, occorre impegno ora. Lo dobbiamo a chi, in quei giorni, ha pagato per tutti.

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Mercoledì, 09 Settembre 2020 16:56

Il nuovo Google Finance, un consulente finanziario

 

Il nuovo Google Finance: come sarà
Il restyling dell’interfaccia interessa sia la versione accessibile da browser desktop sia quella per dispositivi mobile. Il layout è strutturato in modo da aiutare l’utente nella ricerca dei dati riguardanti i titoli di suo interesse, sottoponendo all’attenzione i trend di mercato e le notizie più rilevanti.

Comprendere il contesto è essenziale per prendere decisioni informate a proposito degli investimenti. Per questo rendiamo più semplice trovare e confrontare le informazioni organizzandole in un modo più utile.

L'interfaccia del nuovo Google Finance, nei browser desktop e sui dispositivi mobile

Gli utenti avranno modo ad esempio di raggruppare i titoli all’interno di proprie watchlist così da ottenere poi in modo del tutto automatico aggiornamenti, statistiche e notizie. Non mancherà inoltre la possibilità di aggiungere eventi come riunioni e pubblicazioni dei risultati a Calendar.

Il nuovo Google Finance sui dispositivi mobile

Il nuovo Google Finance sui dispositivi mobile

Tra le altre novità un glossario per conoscere il significato dei termini più utilizzati nell’ambito finanziario.

Il nuovo Google Finance sui dispositivi mobile

In programma entro la fine dell’anno l’introduzione di ulteriori novità come un portfolio personalizzabile attraverso il quale monitorare perdite e guadagni giornalieri così da poter intervenire laddove necessario sugli investimenti correggendo il tiro.

Il nuovo Google Finance annunciato oggi da bigG farà il suo debutto negli Stati Uniti entro le prossime settimane. Il post condiviso sul blog ufficiale non lo conferma, ma è lecito attendersi un rollout che arriverà poi a interessare gli altri territori.

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Giovedì, 17 Settembre 2020 12:20

Edge ti suggerisce una password efficace

 

Ora Edge è in grado di suggerire una password efficace durante la creazione di un nuovo account. Una funzionalità non certo inedita, già vista su altri browser come il concorrente Chrome di Google e integrata in diversi strumenti di terze parti, ma che ancora mancava nel software di Microsoft per la navigazione.


Browser: Edge consiglia password complesse
Al momento risulta accessibile solo dalle versioni Canary e Dev del browser. Con tutta probabilità presto raggiungerà anche la Beta e quella stabile. Il risultato è nello screenshot qui sotto: in fase di registrazione, facendo click sul campo di testo che chiede di inserire una nuova password, compare l’opzione “Utilizza la password suggerita” composta da una stringa appositamente generata contenente lettere, cifre e simboli.

 

Il browser Edge suggerisce password efficaci durante la creazione degli account

 

Come si legge tra le “Impostazioni” la funzionalità “Suggerisci password complesse” viene abilitata solo se l’utente ha attivato la sincronizzazione delle password tramite il proprio account Microsoft e l’opzione “Offri la possibilità di salvare le password”.

Il browser Edge suggerisce password efficaci durante la creazione degli account

 

Al momento le edizioni Canary e Dev di Edge sono state aggiornate alla release 87, mentre la Stable è ferma alla 85.


Si potrebbe essere portati a pensare che le raccomandazioni giunte da più parti abbiano spinto gli utenti a scegliere in modo consapevole i codici di accesso a piattaforme e servizi online, ma così non è: 123456 continua a essere saldamente in cima alla classifica delle password più utilizzate, addirittura una ogni 142 generate secondo uno studio recente.

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Giovedì, 17 Settembre 2020 12:25

Intelligenza Artificiale? Si, ma competenze umane

 

E se la maggior capitalizzazione nell’utilizzo di Intelligenza Artificiale in azienda fosse appannaggio delle aziende che hanno al proprio interno le migliori competenze umane? E se il valore maggiore potesse derivare quindi non tanto dall’accumulo di risorse IA, ma dalla corretta e miglior commistione tra talento, formazione e tecnologie? Microsoft, con il proprio studio “Le competenze dei dipendenti e il potenziale dell’IA” è giunta esattamente a questa conclusione: per trarre il maggior beneficio possibile dall’Intelligenza Artificiale occorre investire anzitutto sulla formazione.
La scommessa su skill e competenze è qualcosa che fa da driver di investimento per l’87,7% delle aziende intervistate, qualcosa in cui si crede fermamente come base di lavoro per poter far fare un salto di qualità ai flussi di lavoro. Le assunzioni si basano sempre di più sulle competenze e la forza lavoro già in essere viene formata ad hoc, poiché è sulla qualità del singolo che è possibile costruire l’investimento per alzare di livello la qualità del proprio brand.

Occorre trovare maggiori competenze e tra queste l’IA riveste chiaramente un ruolo di primo piano: sempre di più aver maturato conoscenza su questo fronte sarà decisivo e rappresenterà una chiave di volta anche per chiunque si affacci per la prima volta al mondo del lavoro. Ad ogni livello, in ogni settore, laddove c’è innovazione ci sarà bisogno di conoscenza:

I dirigenti delle imprese coinvolte nell’indagine prevedono quindi che il numero di lavoratori con competenze in ambito AI raddoppierà nel corso dei prossimi 6-10 anni, passando dal 25,6% al 58% della forza lavoro. Un dato che viene ulteriormente confermato dalle risposte dei manager delle aziende più avanti nel proprio percorso di adozione dell’AI, dove la percentuale passerà dal 31,4% al 67% nello stesso periodo di tempo.

Laddove l’azienda ha compreso che investire in strumenti di Intelligenza Artificiale può consentire un reale processo innovativo, spesso l’azienda si trova a fare i conti con un sostrato non all’altezza. Il rischio è quindi che i propri stessi dipendenti possano diventare un collo di bottiglia che vanifica gli investimenti in IA, cosa che ovviamente non ci si può permettere e che, anzi, molte aziende si stanno già impegnando ad evitare.

Qual è quindi la situazione in Italia? La sensazione è che molte aziende non siano ancora pronte, ma la maggior parte ha già metabolizzato una consapevolezza che porta ad investire con sempre maggior assiduità sulla formazione. In questa fase si sta quindi sviluppando un sostrato di competenze che sarà fondamentale per gli investimenti del futuro prossimo:

Il quadro di partenza descritto dal nostro nuovo studio “Le competenze dei dipendenti e il potenziale dell’IA” è tutto sommato positivo, perché illustra una crescente consapevolezza del valore strategico dell’AI, sempre più prioritaria nelle scelte di investimento e formazione, ma è necessario fare di più anche nei settori meno maturi e l’attuale pandemia rischia di rallentare questo percorso, perciò è fondamentale fare squadra e aiutare le imprese a mettere in atto meccanismi apparentemente controintuitivi, ma in grado di dare avvio a un circolo virtuoso di rilancio.

Barbara Cominelli, COO e Marketing and Operations Lead di Microsoft Italia

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Giovedì, 17 Settembre 2020 12:27

Hevolus, la scommessa di CDP Venture Capital SGR

 

Accordo siglato e nuovi capitali che fluiscono in una startup densa di promesse: CDP Venture Capital SGR stringe virtualmente la mano alla Hevolus Srl di Molfetta, azienda che sviluppa tecnologie innovative per la customer experience. L’intervento di CDP consente un aumento di capitale da 4 milioni di euro con cui finanziare gli investimenti del gruppo ed è stato concretizzato attraverso il Fondo Italia Venture II dedicato alle startup del Mezzogiorno.


Hevolus


La storia di Hevolus è significativa poiché rappresenta al meglio il significato di “startup” che, nata con un obiettivo, si è rapidamente adattata grazie alla propria struttura snella alle necessità emergenti, fino a snaturare la propria vocazione iniziale per trovare nuovo sbocco in quello che è ora un ambito di grande impatto potenziale: la realtà aumentata.

Nata nel 2000 come ferramenta per gli artigiani del legno, dopo pochi anni l’azienda avvia iniziative di diversificazione imprenditoriale, apre nuove linee di business e diventa un riconosciuto laboratorio di innovazione dalle altissime competenze digitali, una software house di nuova generazione che studia e sviluppa modelli di business innovativi basati su tecnologie disruptive – realtà aumentata, realtà mista, Intelligenza Artificiale, IOT, servizi Cloud, servizi cognitivi – con l’obiettivo finale di aiutare a vendere meglio coinvolgendo di più il cliente.

Hevolus

Forte di una partnership con Microsoft e parte del gruppo di aziende coinvolte nel piano Ambizione Italia #DigitalRestart, Hevolus scommette ora sulla propria Augmented Store at Home, un modo per consentire un rapporto a distanza che preservi il contatto tra domanda ed offerta, ma che al tempo stesso permetta di superare gli ostacoli che il distanziamento impone.

Augmented Store at Home è un’applicazione web per remotizzare in modo innovativo il settore retail: supporta la virtualizzazione degli store e la visualizzazione in realtà aumentata degli articoli in esposizione attraverso i loro gemelli digitali 3D, usando qualsiasi device fisso o portatile.

HoloLink è invece lo smart working per gli artigiani: la soluzione permette ad artigiani e piccole imprese di erogare interventi di assistenza da remoto per i propri clienti, facendo leva su Cloud Computing e Realtà Aumentata/Mista. Entrambe le piattaforme supportano Microsoft HoloLens 2 e consentono di eseguire sessioni di instant collaboration sfruttando il potere della Mixed Reality.

L’e-commerce di domani potrà passare anche per realtà aumentata e mixed reality? Forse: in quel caso CDP avrà tra le mani un gruppo che prima di altri ha percorso la strada della virtualizzazione degli oggetti per gestirne una visualizzazione remota coinvolgente ed in grado, quindi, di poter convertire meglio all’acquisto.

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Entrambi visionari, uno col pallino di colonizzare Marte e rivoluzionare il settore dei trasporti, l’altro capace di dar concretezza a concept e idee portando sul mercato device che hanno lasciato il segno. Elon Musk e Steve Jobs son di certo due che han scelto di seguire la bussola dell’innovazione, ma guai a commettere l’errore di metterli sullo stesso piano. Parola di Bill Gates.

Le differenze tra Musk e Jobs secondo Gates

Il co-fondatore di Microsoft ne ha discusso in occasione di un’intervista rilasciata a Bloomberg. Nello spezzone di seguito, al minuto 1:57, il suo parere su come l’ex numero uno Apple e l’attuale leader di Tesla e SpaceX non debbano essere confusi.

Se conosci le persone direttamente queste semplificazioni grossolane sembrano… strane. Elon è più un abile ingegnere, mentre Steve era un genio nel design, nell’attirare le persone e nel marketing. Non entrereste in una stanza correndo il rischio di confonderli.

L’intervento ha chiamato in causa il mercato delle auto elettriche, ritenendone la crescita un fattore importante nella lotta ai cambiamenti climatici, impegno che lo vede coinvolto in prima persona (così come lo sviluppo di un vaccino per COVID-19). Perché possano essere apprezzati benefici tangibili occorrerà ad ogni modo che i prezzi dei veicoli scendano ulteriormente divenendo così accessibili a una fetta sempre più grande di acquirenti.

Di recente i due, Gates e Musk, hanno dato vita a quello che può essere definito un piccolo scontro verbale passato dalle bacheche dei social. Il primo ha espresso le proprie perplessità in merito all’idea di creare e commercializzare camion elettrici per il trasporto delle merci sulle lunghe distanze, mentre il secondo chiamato in causa da un utente di Twitter ha risposto in modo tanto sintetico quanto diretto.


Differente anche la visione dei due sulle misure restrittive introdotte nei mesi scorsi a livello globale per far fronte alla crisi sanitaria: Musk in particolare si è schierato fin da subito al fianco di coloro che hanno chiesto una rapida ripresa delle attività nonostante la patologia circolasse a livelli allarmanti.

 

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Martedì, 22 Settembre 2020 11:06

LinkedIn premia le 10 migliori startup del 2020

 

 

LinkedIn Italia ha pubblicato per la prima volta nel nostro Paese la propria “LinkedIn Top Startups“, una classifica che si dimostra particolarmente significativa proprio per il momento speciale nella quale nasce e viene elaborata. Non si tratta infatti soltanto di un podio che premia le startup del momento, ma è anche un modo per dar luce a quell’Italia che sta reagendo alle difficoltà di questa annata e che, con creatività ed equilibrio, sta cercando di contribuire al rilancio del sistema Paese.

LinkedIn Top Startups 2020

Così Michele Pierri spiega la natura della classifica:

La nostra redazione e i nostri analisti hanno elaborato milioni di azioni generate dai 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia per valutare quattro aspetti fondamentali: la crescita della forza lavoro di queste aziende, l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste startup, le interazioni degli utenti con le aziende e i loro dipendenti, e la loro capacità di attrarre talenti dalle aziende incluse nella nostra classifica LinkedIn Top Companies pubblicata in diversi Paesi del mondo. Per essere idonee, le aziende devono avere non più di 7 anni, avere almeno 30 dipendenti in Italia, essere a capitale privato e avere sede in Italia (puoi trovare altri dettagli sulla nostra metodologia in fondo a questo articolo).

Una classifica che diventa anche risorsa, quasi una sorta di certificazione per le aziende citate: un modo per ricordare a chi cerca lavoro che esistono brand che anche in questa fase sanno mettersi in luce e sanno quindi rendersi appetibili per chi sta progettando il proprio futuro.


LinkedIn Top Startups 2020


Questa la top 10 italiana:

Casavo
“Attraverso la propria piattaforma, la startup del settore immobiliare Casavo consente di chiedere un appuntamento per la valutazione di un immobile che sarà visionato e valutato da un team di esperti. Parte così un processo semplificato che può portare a formalizzare la vendita davanti a un notaio nel giro di 30 giorni. L’obiettivo, spiega la società, è offrire ai propri clienti un significativo abbattimento delle tempistiche di vendita rispetto ai canali tradizionali“
BOOM Image Studio
“Scatti digitali e intelligenza artificiale si fondono in questa startup che consente ai propri clienti di ottenere un servizio fotografico completo in 24 ore in oltre 60 Paesi nel mondo. Lo fa mettendo insieme domanda e offerta (al suo network globale aderiscono oltre 35mila fotografi) e ottimizzando le immagini grazie a tecnologie di machine learning“
Satispay
“Operando in modo indipendente da carte di credito o debito, Satispay offre la possibilità di pagare in negozio e scambiarsi denaro tra amici via smartphone, oltre a una serie di altri servizi come ricariche telefoniche, il pagamento di bollettini e pagoPA, donazioni e risparmi. Dalla sua fondazione, la piattaforma ha raggiunto quota 1,1 milioni di utenti e più di 110mila esercenti aderenti al network, oltre ad aver raccolto finanziamenti per circa 42 milioni di euro“


*Everli
*Credimi
*Energy Way
*Milkman
*Kineton
*iGenius
*Roboze

 

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Mercoledì, 09 Settembre 2020 16:59

Safari 14 in download per macOS Catalina e Mojave

 

Il rollout di Safari 14 per Mac ha preso il via in concomitanza con quelli di iOS 14, iPadOS 14, tvOS 14 e watchOS 7, in anticipo rispetto al debutto del sistema operativo macOS 11 Big Sur. La nuova versione è disponibile al download per le versioni Catalina e Mojave della piattaforma.

L’aggiornamento del browser di casa Apple porta con sé alcuni passi in avanti in termini di prestazioni, la possibilità di personalizzare la pagina mostrata all’avvio del software (che tra le altre cose include suggerimenti sulle risorse da visitare), un Privacy Report che fornisce una panoramica sulle attività di cross-site tracking bloccate e un design inedito per la scheda relativa all’apertura di nuove pagine con riquadri di anteprima. Viene inoltre rimosso il supporto ad Adobe Flash nel nome della sicurezza, come sta accadendo anche su altri software per la navigazione.

Altre funzionalità inedite di Safari 14 come il supporto alla riproduzione dei video in streaming a risoluzione 4K e in HDR o il traduttore integrato richiederanno invece il sistema operativo Big Sur che farà il suo esordio ufficiale solo in autunno.

Forse non tutti lo ricorderanno, ma in passato il browser di Cupertino è stato reso disponibile anche in una versione per computer Windows, più precisamente dal 2007 al 2012. La prima release per PC fu annunciata da Steve Jobs in persona sul palco dell’evento WWDC 2007, l’ultima è stata la 5.1.7, ormai obsoleta.

 

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Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha mosso formalmente un’accusa nei confronti di due cittadini russi ritenuti responsabili di una campagna di phishing durata diversi anni e che ha preso di mira un gran numero di utenti di alcuni dei principali exchange per la compravendita di criptovalute. Un’operazione alquanto redditizia: sottratto un equivalente pari a oltre 16,8 milioni di dollari.

Furto di crypto per 16,8 milioni di dollari.


Colpiti gli iscritti alle piattaforme Poloniex, Binance e Gemini. Tutto ha avuto inizio nel 2017 quando sono state portate online versioni contraffatte dei tre siti, attirando così i meno smaliziati e sottraendo loro di conseguenza credenziali, informazioni e ovviamente fondi.

I capi di imputazioni sono rivolti a Danil Potekhin e Dmitrii Karasavidi, residenti rispettivamente nelle città di Voronež e Mosca. Dopo essere entrati in possesso di quanto necessario per autenticarsi agli exchange, quelli reali, hanno allungato le mani su Bitcoin ed Ethereum.

In totale 497 vittime sono state prese di mira: 313 iscritte a Poloniex, 142 a Binance e 42 a Gemini. Le crypto rubate sono state poi destinate al riciclaggio passando da account intermediari e identità false. Una manovra che non ha però eluso i controlli dei servizi segreti statunitensi, capaci di risalire all’identità dei due.

Dovranno inoltre rispondere all’accusa di aver manipolato il valore di GAS, una criptovaluta meno conosciuta basata sulla blockchain NEO. Nel luglio 2017 ne hanno acquistata quando il prezzo era molto basso, poi qualche mese più tardi hanno violato tre account che controllavano altri asset per oltre 5 milioni di dollari comprandone in blocco, facendo così improvvisamente schizzare il valore verso l’alto e producendo di conseguenza un guadagno per se stessi. Al momento latitanti, rischiano fino a 59 anni di carcere.

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Martedì, 22 Settembre 2020 11:03

INPS: attenzione, tentativo di truffa in corso

 

False email da INPS: è una truffa, non scaricare l’allegato.

Non vengono purtroppo forniti ulteriori dettagli (allegare il testo del messaggio sarebbe stato utile a identificarlo). Ad ogni modo il consiglio è quello di sempre: mantenere alto il livello d’allerta e non cedere alla tentazione del click, rivolgendosi esclusivamente ai siti e alle piattaforme ufficiali per quanto concerne la gestione del proprio profilo e la propria documentazione.


A tal proposito ricordiamo che tra pochi giorni il PIN dell’INPS andrà definitivamente in pensione. La fase transitoria verso lo switch-off definitivo prenderà il via giovedì 1 ottobre. A sostituirlo sarà SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente l’accesso a un numero in costante aumento di servizi della Pubblica Amministrazione, già impiegato da dieci milioni di italiani (dato aggiornato a inizio settembre).

Non sono stati mesi semplici per l’istituto, colpito a fine marzo da uno storico down nel pieno della crisi sanitaria, proprio nel momento in cui si è aperta la fase di raccolta delle domande per l’ottenimento del bonus da 600 euro. Una vicenda sulla quale il Garante Privacy ha deciso di avviare un’istruttoria così da attribuire le responsabilità per un incidente di natura tecnica che ha esposto i dati di un numero non indifferente di utenti.

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