Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Mercoledì, 01 Luglio 2020 11:21

Google Meet: arriva la cancellazione del rumore

Da oggi la cancellazione del rumore su Google Meet
Il rollout è globale, ma in alcuni paesi come Australia, Brasile, India, Giappone e Nuova Zelanda potrebbe essere necessario attendere fino a un paio di settimane prima di poterne beneficiare, mentre coloro che si trovano in Sudafrica o negli Emirati Arabi Uniti rimarranno per ora a bocca asciutta. La ragione è con tutta probabilità da ricercare nella distribuzione dell’infrastruttura cloud a cui è delegata la gestione degli algoritmi di intelligenza artificiale che intervengono per eliminare i disturbi durante videochiamate, videoconferenze e riunioni.

L’efficacia della tecnologia è quella mostrata dal video in streaming qui sotto: riesce a eliminare dal flusso audio tutto ciò che non è la voce dell’utente, migliorando così in modo significativo l’esperienza per coloro che partecipano all’incontro.

Una volta disponibile, la feature può essere attivata o disattivata tra le impostazioni nella scheda Audio alla voce Noise cancellation come nello screenshot seguente.

La cancellazione del rumore di Google Meet

 

La tecnologia riesce ad estromettere dalla conversazione rumori come ad esempio quelli dei pulsanti premuti sulla tastiera, il ticchettio di una penna sul tavolo e persino il pianto di un bambino o l’abbaiare di un cane.

Un passo in avanti per Google Meet, introdotto proprio nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dalla prima videochiamata commerciale, quella eseguita l’1 luglio 1970 a Pittsburgh con l’allora avveniristico Picturephone Mod II.

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TDMS: Tire Damage Monitoring System

Insieme le due realtà hanno dato vita al Tire Damage Monitoring System che come si può intuire già dal nome ha come obiettivo quello di monitorare costantemente lo stato di salute e l’integrità di ciò che rappresenta l’unico reale punto di contatto tra il mezzo e la strada. Prevista l’implementazione nella Connected Vehicle Platform sviluppata dal gruppo di Redmond, basata sull’infrastruttura cloud di Azure e almeno inizialmente pensata come progetto utile a portare l’assistente virtuale Cortana nel mondo delle quattro ruote.
Il sistema impiega algoritmi per analizzare in tempo reale quanto acquisito dai sensori già presenti sulla vettura, dunque senza chiedere l’installazione di nuovi apparati hardware. In caso di anomalie o eventi particolari registra la posizione esatta in cui si verificano, così da poter generare un dato utile ad esempio a chi occupa della manutenzione della carreggiata, condividendolo in pieno stile Vehicle-to-Infrastructure.

Mettendo un piede nell’era della mobilità connessa assisteremo con sempre maggiore frequenza al debutto di iniziative simili. Nel novembre dello scorso anno su queste pagine abbiamo segnalato l’esordio di Pirelli Cyber Tire, pneumatici realizzati dall’azienda italiana in grado di accedere alle reti 5G per l’upload delle informazioni con una finalità del tutto simile.

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600 strutture e una mappa: il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato “Atlante Impresa 4.0” con cui le imprese italiane possono trovare sul territorio le strutture che offrono “servizi e tecnologie per l’innovazione e la digitalizzazione“. Insomma: un modo per stimolare le aziende a far rete in quella fascia di aziende dove spesso l’interconnessione latita e dove l’abbondante creatività non trova corrispettivo nelle necessarie soluzioni tecnologiche necessarie. Industria 4.0 dovrà essere anche questo: contaminazione e interconnessione. L’Atlante i4.0 nasce da questo presupposto.

Dopo la fase emergenziale ora è vitale pianificare il rilancio del nostro Paese. In questo scenario giocano un ruolo centrale le nuove tecnologie e le competenze digitali. Le imprese più piccole sono quelle che mostrano maggiori difficoltà di fronte al cambiamento. E’ soprattutto a loro che si rivolge l’Atlante, una bussola 4.0 per orientare gli imprenditori nella scelta dei compagni di viaggio più qualificati ed adatti per affrontare la sfida della digital transformation

Carlo Sangalli, Presidente Unioncamere


Atlante i4.0
L’utilità della mappa (qui il sito ufficiale) è in questa fase ancora relativa se, come ammette il MISE, metà delle strutture censite è al Nord (21% al Centro, 28% al Sud), ben una su tre fornisce semplicemente servizi per la stampa 3D ed appena l’1% è in grado di sostenere elementi di maggior avanguardia come Blockchain e Intelligenza Artificiale. La prospettiva è quella di una mappatura sempre più ampia, però, e tale da rendere l’Atlante sempre più ricco di opzioni e di riferimenti sui quali l’impresa italiana possa sviluppare opportunità di mercato.

Ad oggi il censimento e la mappatura contemplano:

8 Competence Center (CC) – i Centri di Competenza ad alta specializzazione;
263 Digital Innovation Hub (DIH) e Ecosistema Digitale per l’Innovazione (EDI) delle Associazioni di categoria;
88 Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio;
27 Centri di Trasferimento Tecnologico (CTT) certificati da Unioncamere;
161 FabLAB (“una sorta di istituti professionali per la fabbricazione digitale del Made in Italy“) per la manifattura additiva;
38 Incubatori Certificati per le startup innovative;
104 Istituti Tecnici Superiori (ITS).


Così Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, contestualmente alla presentazione del progetto:

Oggi è arrivato il momento di lavorare affinché la tanta ricerca che nel nostro Paese viene effettuata nei centri specializzati, nelle università e al di fuori del mondo dell’impresa, possa trovare maggiore sbocco sul mercato. Domanda e offerta di sapere da un lato e tecnologia dall’altro devono incontrarsi in un percorso fondamentale di efficienza e di innovazione del nostro Paese. L’Atlante da questo punto di vista è uno strumento molto utile per le imprese. Andiamo a mappare su tutto il territorio nazionale i soggetti per l’innovazione, per dare alle imprese un supporto importantissimo nel momento in cui vogliono fare trasferimento tecnologico e utilizzare la ricerca per azioni di mercato

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L'utility Windows File Recovery di Microsoft

 

Disponibile in download gratuito su Microsoft Store per computer con sistema operativo Windows 10 (è necessaria la versione 2004), Windows File Recovery consente di recuperare i file eliminati per errore. L’utility è stata pubblicata dal gruppo di Redmond senza alcun annuncio. Questa la descrizione.

Eliminato in modo accidentale un file importante? Cancellato l’intero disco fisso? Non siete certi del da farsi con i dati corrotti? Windows File Recovery può aiutare nel ripristino dei dati personali.
Windows File Recovery per ripristinare i file eliminati
Tra i formati supportati JPEG, PDF, PNG, MPEG, i documenti di Office, MP3, MP4, gli archivi ZIP e altri. È possibile agire su hard disk, SSD, pendrive o unità USB e schede di memoria. L’operazione va eseguita da riga di comando. Al momento non è possibile effettuare il recupero dallo storage dei servizi cloud né da risorse di rete che non siano il PC su cui è eseguito il software.

Per foto, documenti, video e altro, Windows File Recovery supporta molte tipologie di file per garantire che i vostri dati non siano persi in modo permanente.

L'utility Windows File Recovery di Microsoft

Se il ripristino dev’essere effettuato dalla memoria delle fotocamere o da supporti come le schede SD, Microsoft consiglia di affidarsi alla modalità Signature che va oltre il file system NTFS con il supporto a FAT, exFAT e ReFS. Le altre due sono Default e Segment. Maggiori informazioni e le istruzioni per l’utilizzo sulle pagine del supporto ufficiale

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Windows 10: Microsoft cambia le policy di update.


Un cambiamento che interessa in modo diretto il mondo professionale e le aziende che si trovano a dover gestire un gran numero di PC. Inizialmente etichettata come un bug, la novità è invece stata rivendicata come “volontaria e intenzionale” da Microsoft in un documento del supporto ufficiale. Ne riportiamo di seguito un passaggio in forma tradotta.

Lo scorso anno abbiamo cambiato le policy di aggiornamento per Windows 10 così da interessare solo i dispositivi con in esecuzione una versione vicina al termine di servizio. Come risultato, molti hanno effettuato un update solo una volta all’anno. Per far sì che tutti i dispositivi possano ottenere il massimo da questa novità e per prevenire ogni confusione abbiamo rimosso la possibilità di posticipare gli aggiornamenti nelle opzioni avanzate di Windows Update a partire dalla versione 2004 di Windows 10. Se volete continuare a far leva sul rinvio degli aggiornamenti potete utilizzare le Group Policy locali.


Un cambiamento unilaterale che farà storcere il naso a molti, soprattutto con coloro che non sono particolarmente propensi a installare di frequente gli update rilasciati dalla software house sul parco macchine in dotazione a dipendenti e collaboratori per via dei tanti problemi emersi nell’ultimo periodo tra bug e vulnerabilità. Gli amministratori saranno comunque in grado di continuare a posticipare gli aggiornamenti per un massimo di 365 giorni agendo come scritto sulle Group Policy.

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Mercoledì, 01 Luglio 2020 16:24

Bitcoin e crypto sempre più popolari in UK

 

Bitcoin: al Regno Unito piacciono le criptovalute.

La stragrande maggioranza è di genere maschile con un’età superiore ai 35 anni. Molti di coloro che scelgono di destinare una parte dei propri risparmi ad asset del mondo crypto sono consci dei potenziali pericoli connessi alla volatilità dell’investimento, mente quasi uno su dieci pensa erroneamente di poter contare su una qualche forma di protezione della somma. Questo costituisce un problema come sottolinea Sheldon Mills di FCA.

Le criptovalute presentano rischi e opportunità per i consumatori, speriamo che queste informazioni possano contribuire al dibattito politico in UK e a livello internazionale mentre l’utilizzo di questi asset continua a crescere.

Un altro dato interessante che emerge dallo studio è quello che riguarda l’utilizzo che i possessori fanno di Bitcoin, Ethereum e delle altre crypto in circolazione: nel Regno Unito quasi la metà non le ha mai impiegate in alcun modo, limitandosi a tenerle nel portafogli, in alcuni casi sperando di poterle rivendere una volta salito il prezzo così da poter generare un profitto.

Ancora, il 75% circa dei chiamati in causa ha dichiarato di avere nel proprio wallet monete virtuali per un valore complessivo al di sotto delle 1.000 sterline, poco meno di 1.100 euro al cambio attuale. Restando in tema, nel mese di marzo il governo britannico ha reso nota l’intenzione di intervenire con l’introduzione di apposite norme con l’obiettivo di regolare il panorama crypto.

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Samsung 870 QVO da 1, 2, 4 e 8 TB.

Focalizzando l’attenzione sulle performance, l’unità arriva a picchi di 560 MB/s in lettura e 530 MB/s in scrittura con un incremento pari al 13% rispetto alla gamma 860 QVO. L’interfaccia è SATA 6 Gbps. Il produttore assicura su tutti i modelli una longevità sufficiente per la scrittura di 2.880 TB (ovvero 360 volte la capacità) con una garanzia di tre anni. Questo il commento di Mike Mang, Vice President del Memory Brand Product Biz Team per Samsung Electronics.

Dopo il lancio del primo drive QLC consumer di Samsung nel 2018, 860 QVO, stiamo lanciando la nostra seconda generazione di SSD QVO offrendo il doppio della capacità massima arrivando a 8 TB così come performance e affidabilità migliorate. La nuova serie 870 QVO permetterà ad ancora più utenti di godere dei benefici delle SSD.

Samsung 870 QVO, unità SSD da 8 TB per PC

Come scritto in apertura il prezzo di debutto della SSD da 8 TB non è stato annunciato, ma considerando quello dei modelli già in commercio potrebbe aggirarsi intorno ai 1.000 dollari. Le versioni da 1 TB, 2 TB e 4 TB sono invece già in vendita da oggi a partire da 129,99 dollari.

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Mercoledì, 01 Luglio 2020 16:56

Musica in 5G: la Filarmonica della Scala, live

Ouverture – la Filarmonica nei cortili.

 


Il ciclo “Ouverture – la Filarmonica nei cortili” propone 24 concerti, otto ogni sera, con otto differenti formazioni in otto differenti location nella città di Milano. Si tratta quindi di 8 orchestre in 8 cortili, ma tutte convogliate nelle case degli appassionati, i quali potranno così godere dello spettacolo pur mantenendo isolamento, sicurezza e distanze.

Il digitale ha dimostrato di poter offrire grandi esperienze laddove la presenza fisica non è possibile: Vodafone intende quindi esaltare le qualità della propria GigaNetwork 5G portando immagini e musica in alta definizione. Ma cos’è la qualità quando è portata alle estreme conseguenze? Altro non è se non arte. Di qui l’idea di comunicazione di Vodafone che fa dell’arte il veicolo ideale per rendere emblematica la qualità della propria rete e del proprio servizio di streaming.

“Grazie alla bassa latenza e all’elevata velocità di trasferimento dati“, spiega Vodafone nella propria comunicazione ufficiale, “il 5G consente di gestire flussi video ad altissima risoluzione in tempo reale e con la massima affidabilità, pronti per la messa in onda in diretta oppure per attività di post-produzione. Inoltre, la grande flessibilità del 5G permette di disporre, senza essere invasivi, di una connessione stabile e di altissima qualità anche in luoghi storici e outdoor come quelli coinvolti nell’iniziativa, dove non è sempre possibile contare su opportune infrastrutture di rete fissa“.

Il progetto rientra in un insieme di iniziative che Vodafone e Filarmonica della Scala porteranno avanti in seno ad un rinnovato sodalizio tra arte e tecnologia. La diretta è disponibile sia sul sito della Filarmonica che sui canali YouTube, Facebook e Instagram.

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L’app IO si muoverà nella direzione dell’accessibilità: non lo fa soltanto come risposta ai problemi emersi nelle ultime ore (contestualmente all’exploit delle richieste del bonus vacanze), ma perché vuole essere questa la vocazione di un’app dedicata espressamente ai cittadini: “Essere inclusivi verso cittadini con diverse abilità e capacità sensoriali o motorie non riguarda solo l’aspetto tecnico del prodotto. L’implementazione dell’accessibilità deve essere frutto di un processo continuo, un costante confronto con gli utilizzatori finali“.
La notizia è che fin dai prossimi giorni saranno compiuti i primi passi avanti. Il team social dell’app IO lo esplicita con una serie di tweet che raccontano non soltanto la vocazione dell’app, ma che esplicitano anche i tempi estremamente brevi di reazione. Il tutto sta a testimonianza del fatto che questo processo fosse già in roadmap e che ora si può accelerare per portare sull’app le prime rilevanze in tal senso:

Dopo lo sprint per #BonusVacanze, concentreremo ora gli sforzi per garantire miglior supporto possibile agli strumenti di ausilio messi a disposizione dai sistemi operativi. Già entro la fine della settimana, rilasceremo una nuova versione che include i primi risultati.

 

 

“La definizione stessa di disabilità e le relative best practice da applicare nella progettazione di un prodotto digitale evolvono continuamente“, spiega il team IO: “IO app si impegnerà sempre per evolvere insieme ad esse“.Viene così archiviata la parentesi aperta dalla diffida dell’associazione Luca Coscioni, la cui chiusura è nell’inizio di un percorso che IO promette immediato, continuo pragmatico. Inclusività come vocazione e come visione, affinché l’app IO possa diventare davvero lo sportello della PA italiana per i cittadini. Tutti i cittadini.

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Già avvistato nei mesi scorsi in forma non ufficiale, il nuovo menu Start di Windows 10 è stato presentato in via definitiva da Microsoft pochi giorni fa in concomitanza con la pubblicazione di una nuova build d’anteprima del sistema operativo. Per poterlo vedere integrato nell’edizione finale potrebbe essere necessario attendere almeno fino al 2021.


Il nuovo menu Start di Windows 10 solo nel 2021?
Già sappiamo che l’aggiornamento autunnale, quel 20H2 in arrivo nella seconda metà dell’anno, non sarà un major update bensì qualcosa di più simile a un service pack, come già avvenuto per il November 2019 Update. Niente funzionalità inedite dunque, né ritocchi all’interfaccia, ma solo la correzione di bug e miglioramenti per quanto concerne la stabilità. Il restyling della componente potrebbe essere introdotto più avanti con il pacchetto 21H1 al debutto nella prossima primavera, già noto agli addetti ai lavori con il nome in codice Iron.

Il 2021 sarà un anno fondamentale per W10, per diverse questioni. Anzitutto si attende il debutto della versione 10X inizialmente annunciata solo per pieghevoli e dual screen, ma confermata successivamente anche per i laptop. Poi la piattaforma di Microsoft si troverà a dover fare i conti con quello che è l’aggiornamento più importante del sistema operativo concorrente per eccellenza, macOS di Apple, pronto al passaggio verso l’edizione 11 Big Sur chiudendo così definitivamente l’era di OS X.





Menu Start a parte, il gruppo di Redmond è atteso dal non semplice compito di proiettare l’ecosistema Windows verso il futuro del mondo PC, tenendo conto dei nuovi form factor, delle innovazioni sul fronte hardware e soprattutto ponendo rimedio ai tanti problemi insorti nell’ultimo periodo soprattutto in relazione alla gestione degli aggiornamenti.

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