Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Gli attacchi DDoS analizzati nel report AWS Shield Threat Landscape di Amazon

L’attacco DDoS più grande di sempre fermato da AWS Shield
Non è stata svelata l’identità del bersaglio, ma viene confermato che il responsabile dell’azione ha utilizzato server CLDAP (Connection-less Lightweight Directory Access Protocol) compromessi provocando tre giorni di grattacapi e allerta allo staff impegnato sul servizio. Il protocollo in questione è uno di quelli maggiormente impiegati negli ultimi anni dai cybercriminali per ampliare la portata e l’effetto degli attacchi, anche da coloro che gestiscono servizi di tipo DDoS-for-hire come l’ormai defunto vDOS.

Amazon strappa dunque il particolare primato a NETSCOUT Arbor che nel marzo 2018 aveva bloccato con successo un altro attacco da 1,7 Tbps. Il mese precedente era toccato a GitHub fare i conti con un’azione da 1,3 Tbps. In entrambi i casi i responsabili avevano fatto leva su server Memcached. Oggigiorno, mediamente, un’azione di questo tipo ha portata che varia da una media di 5 Gbps a picchi di 400-500 Gbps.

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Telemedicina, servono passi avanti
Queste le parole della Task Force per l’emergenza Covid-19 all’interno del report del “sottogruppo di lavoro 5” (pdf) dedicato alle soluzioni tecnologiche per la teleassistenza medica:

La Telemedicina può essere considerata come una delle componenti chiave per il miglioramento della salute dei cittadini. In fatti le piattaforme di telemedicina sono ideali per gestire diverse sfide che i sistemi sanitari devono affrontare in risposta alle epidemie di malattie infettive globali. […] Inoltre tali usi della telemedicina riducono l’esposizione umana (tra gli operatori sanitari e i pazienti) a una serie di malattie infettive e garantiscono che le forniture mediche siano riservate ai pazienti che ne hanno bisogno. […] La telemedicina può contribuire a mitigare questo rischio riducendo al minimo la quantità di interazioni faccia a faccia tra personale sanitario e pazienti.

Nonostante tutte le virtù di questo processo, il report indica forti ritardi da parte del Sistema Sanitario Nazionale nel cogliere tutte le possibilità offerte dall’assistenza remota, indicando così la necessità di lavorare su questo fronte per far compiere importanti passi avanti al Paese. Il report è stato composto soprattutto per raccogliere proposte di intervento che potessero essere rapidamente adottate: 504 le schede ricevute, a fronte delle quali si è arrivati ad una stretta selezione analitica che si è conclusa con 5 nominativi che andranno ora tenuti in stretta considerazione:

Co4Covid-19 (Dedalus Italia SpA)
Smart Axistance Covid-19 Control (ENEL X Italia)
eLifeCare Covid-19 (Exprivia SpA)
LazioDoctor (LAZIOcrea SpA)
Ticuro Reply (REPLY SpA)
L’analisi della task force non è risolutiva e, soprattutto, raccomanda che prima dell’adozione di qualsivoglia soluzione (sia a livello regionale che nazionale) si effettui una stretta valutazione tecnica in termini di cybersecurity e gestione dei dati personali. Si può procedere, insomma, e le soluzioni più utili per la gestione dell’emergenza sono state individuate. Tuttavia il percorso è ancora lungo ed a questo punto non è chiaro se possa tornare utile già per l’epidemia in corso o se tali valutazioni andranno ripescate soprattutto in ottica di uno sviluppo futuro della telemedicina nel nostro paese.

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e ancora una volta al centro del dibattito è la partecipazione del gruppo cinese alla fornitura di componenti da destinare ai network 5G, in ogni caso già limitata alle parti “non core” delle infrastrutture. Riportiamo di seguito in forma tradotta l’intervento ai microfoni della radio BBC.di Jens Stoltenberg (nella foto di apertura), Segretario Generale dell’organizzazione.

Credo che il governo UK progetterà i propri network in modo da proteggere le reti stesse e garantire al Regno Unito un’infrastruttura 5G sicura. Pertanto, penso sia importante ci sia una nuova revisione per capire esattamente con quali modalità accertare che avvenga.

La discussione verte di nuovo sul tema della sicurezza, con un riferimento diretto alle accuse mosse dagli Stati Uniti nei confronti di Huawei e alla forte crescita della Cina sul fronte online. Una portavoce del ministro degli esteri del paese asiatico ha affidato la propria replica alle pagine di Reuters.

Riteniamo che la NATO debba continuare a mantenere un’opinione corretta al nostro riguardo e osservare il nostro sviluppo razionalmente.

Nelle parole di Stoltenberg la volontà di garantire che le infrastrutture critiche del Regno Unito così come quelle di tutto il vecchio continente (5G, ma non solo) non possano risultare compromesse o esposte ad attività di controllo o spionaggio.

La Cina si sta avvicinando a noi, lo vediamo nell’Artico, lo vediamo con i pesanti investimenti in infrastrutture critiche in Europa e lo vediamo chiaramente nel cyberspazio. Non si tratta di schierare la NATO nel Mar Cinese Meridionale, ma di rispondere al fatto che la Cina si sta avvicinando a noi.

Nei giorni scorsi il gruppo di Shenzhen ha avviato una massiccia campagna pubblicitaria destinata proprio al Regno Unito con l’obiettivo di informare l’opinione pubblica britannica a proposito del ruolo giocato in passato nella realizzazione delle infrastrutture di rete sul territorio.

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e ancora una volta al centro del dibattito è la partecipazione del gruppo cinese alla fornitura di componenti da destinare ai network 5G, in ogni caso già limitata alle parti “non core” delle infrastrutture. Riportiamo di seguito in forma tradotta l’intervento ai microfoni della radio BBC.di Jens Stoltenberg (nella foto di apertura), Segretario Generale dell’organizzazione.

Credo che il governo UK progetterà i propri network in modo da proteggere le reti stesse e garantire al Regno Unito un’infrastruttura 5G sicura. Pertanto, penso sia importante ci sia una nuova revisione per capire esattamente con quali modalità accertare che avvenga.

La discussione verte di nuovo sul tema della sicurezza, con un riferimento diretto alle accuse mosse dagli Stati Uniti nei confronti di Huawei e alla forte crescita della Cina sul fronte online. Una portavoce del ministro degli esteri del paese asiatico ha affidato la propria replica alle pagine di Reuters.

Riteniamo che la NATO debba continuare a mantenere un’opinione corretta al nostro riguardo e osservare il nostro sviluppo razionalmente.

Nelle parole di Stoltenberg la volontà di garantire che le infrastrutture critiche del Regno Unito così come quelle di tutto il vecchio continente (5G, ma non solo) non possano risultare compromesse o esposte ad attività di controllo o spionaggio.

La Cina si sta avvicinando a noi, lo vediamo nell’Artico, lo vediamo con i pesanti investimenti in infrastrutture critiche in Europa e lo vediamo chiaramente nel cyberspazio. Non si tratta di schierare la NATO nel Mar Cinese Meridionale, ma di rispondere al fatto che la Cina si sta avvicinando a noi.

Nei giorni scorsi il gruppo di Shenzhen ha avviato una massiccia campagna pubblicitaria destinata proprio al Regno Unito con l’obiettivo di informare l’opinione pubblica britannica a proposito del ruolo giocato in passato nella realizzazione delle infrastrutture di rete sul territorio.

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North, l’acquisizione di Google per gli indossabili
Il prodotto di punta del catalogo è Focals, lanciato nel 2018, un paio di smart glass in grado di sovrapporre informazioni al campo visivo dell’utente così da consentirgli di consultare senza distrazioni le notifiche provenienti dal telefono, le indicazioni della navigazione stradale, i comandi per la riproduzione dei contenuti multimediali e così via. Di seguito il commento di Rick Osterloh, Senior Vice President della divisione Devices & Services per il gruppo di Mountain View.

Oggi annunciamo che Google ha acquisito North, un pioniere nelle interfacce tra essere umano e computer per quanto riguarda gli smart glass. Hanno realizzato una tecnologia solida dalle fondamenta e siamo entusiasti di averli con noi nello sforzo finalizzato a costruire dispositivi e servizi utili.

Focals, gli occhiali smart di North

Focals, gli occhiali smart di North

Nel comunicato si fa riferimento al fatto che il team di North si unirà a quello di Google nella città canadese di Kitchener, vicino a dove già opera. Non ci sono invece dettagli sui device che saranno realizzati, ma non è da escludere un ritorno di Google Glass. Nel suo intervento Osterloh parla in modo esplicito di hardware e Ambient Computing: quest’ultimo è il nuovo mantra di bigG, un concetto che ben si sposa con l’ecosistema di prodotti, servizi e software che l’azienda sta cercando di costruire fin dall’acquisizione di Nestavvenuta ormai oltre sei anni fa.

 

La fondazione di North risale al 2012. La società ha cambiato nome in corsa, inizialmente si chiamava Thalmic Labs. Il primo dispositivo realizzato è stato Myo, un indossabile in grado di interpretare le contrazioni dei muscoli del braccio e di tradurli in input da destinare a un computer. Per quanto riguarda invece gli occhiali Focals, non ne verrà prodotta una seconda versione.

Stiamo dismettendo Focals 1.0 e non realizzeremo Focals 2.0, ma speriamo che continuerete il viaggio con noi entrando in un nuovo capitolo.

Restando in tema ricordiamo che nel novembre dello scorso anno la parent company Alphabet ha fatto sua anche Fitbit per 2,1 miliardi di dollari, un’altra realtà parecchio nota del mercato wearable.

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Mercoledì, 01 Luglio 2020 11:24

Microsoft: competenze contro la disoccupazione

 

Microsoft: investire sulle competenze per il rilancio.


La pandemia ha generato una crisi economica e sanitaria senza precedenti e mentre il mondo si sta piano piano rialzando, dobbiamo assicurarci che nessuno rimanga indietro. Oggi Microsoft, LinkedIn e GitHub uniscono le forze per ripensare a come le persone apprendono e applicano nuove competenze, aiutando 25 milioni di persone attualmente senza lavoro a prepararsi per i lavori del futuro

Satya Nadella, CEO Microsoft

Uno sforzo interessato? Certo, come ogni azienda ha il dovere di fare per inseguire la propria mission. Uno sforzo utile? Altrettanto certo, in virtù di una domanda di lavoro in ribasso ed una selezione che rischia di tagliare fuori quanti non hanno fatto proprie le competenze necessarie. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 1,5 milioni di persone tra studenti, professionisti e disoccupati entro 3 anni, facendo incontrare gli investimenti del gruppo con i desideri di formazione da parte della parte più motivata della forza lavoro rimasta senza occupazione.

In particolare, Microsoft contempla all’interno del proprio progetto iniziative quali:

l’utilizzo di tecnologie come Big Data e Analytics in grado di identificare le competenze e i profili più richiesti per percorsi di carriera;
contenuti di formazione gratuiti per tutto il 2020 con accesso a risorse Microsoft, LinkedIn e GitHub per aiutare le persone a sviluppare le competenze richieste dal mercato del lavoro;
connessione delle competenze alle opportunità di lavoro. Accesso a costi ridotti alle certificazioni Microsoft riconosciute dal mercato fino alla fine del 2020 e accesso gratuito a strumenti avanzati di ricerca del lavoro.
Infine, per aiutare le comunità più vulnerabili, Microsoft ha annunciato anche un investimento di 20 milioni di dollari in donazioni per aiutare le organizzazioni no profit di tutto il mondo ad assistere coloro che ne hanno più bisogno, tra cui persone con un basso reddito, basso livello di istruzione e le minoranze. Un quarto di questo totale, 5 milioni di dollari, sarà erogato in donazioni a 50 organizzazioni no profit che operano nella comunità afro-americana degli Stati Uniti.

Così Ryan Roslansky, CEO di LinkedIn, presenta l’iniziativa, della quale il social network è fondamentale parte integrante:

Creare opportunità di lavoro per tutti è alla base di ciò che facciamo ogni giorno in LinkedIn. Come parte dell’ecosistema Microsoft, abbiamo la capacità unica di aiutare le persone in cerca di lavoro in tutto il mondo – in particolare quelle che sono state più colpite durante la crisi sanitaria – a ottenere le competenze e a trovare i posti di lavoro che meritano. Attraverso i nostri dati sul lavoro del futuro e le nuove competenze è possibile sviluppare percorsi di formazione adeguati e allineati alle esigenze del mercato per aiutare 25 milioni di persone in cerca di lavoro a cogliere nuove opportunità professionali. Stiamo rendendo tutto disponibile presso opportunity.linkedin.com

In Italia lo sforzo di Microsoft sul tema delle competenze digitali è attivo ormai dal 2018 quando con il progetto Ambizione Italia venne lanciata una serie di incontri finalizzati alla formazione di quanti interessati. I risultati sono stati importanti, visto che a distanza di un biennio il progetto conta 500 mila utenti coinvolti. Oggi il tutto viene ampliato con la collaborazione della Rete dei Centri di Orientamento al Lavoro (COL) di Roma Capitale:

La prima sperimentazione del programma formativo è partita a giugno e prevede l’aggiornamento delle competenze digitali del personale interno dei Centri; successivamente la formazione viene modulata su differenti profili d’utenza, con percorsi dedicati anche agli utenti con bassa scolarizzazione, disoccupati o precari. Si esplorano strumenti digitali utili per l’orientamento, la ricerca del lavoro e l’autopromozione

Le incognite dell’autunno gravano sul presente come un’ombra destinata a scendere sul paese al termine dell’estate, con il rientro a scuola e sui posti di lavoro. Formazione e acquisizione di competenze rappresentano un paracadute fondamentale nel mondo del lavoro e per Microsoft è questo un elemento fondamentale sul quale ogni professionista attivo non dovrebbe far passi indietro. Virginia Raggi, sindaca di Roma, ha visto in questo progetto un’opportunità fondamentale che la sua amministrazione ha immediatamente voluto cogliere al balzo: ricollocare rapidamente quanti son stati tagliati fuori dal mondo del lavoro non per cause proprie, ma a causa della mannaia della crisi sanitaria ed economica, significa creare immediate opportunità tanto a livello personale quanto a livello collettivo. Stimolare il lavoro è infatti la pietra angolare di un rilancio che fin da oggi il Paese ha il dovere di programmare.

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Mercoledì, 01 Luglio 2020 16:15

Glupteba, un malware e la sua evoluzione

 

Il report di SophosLabs su Glupteba.

 


Tutto questo con accorgimenti per eludere i sistemi di sicurezza e mettere a segno gli attacchi senza destare sospetti nelle vittime colpite. Tra le conseguenze dell’azione del codice malevolo l’installazione di rootkit, la sottrazione di informazioni del browser (cookie, cronologia di navigazione e credenziali) inviate a un server di comando e controllo, l’inoltro di richieste per l’aggiunta delle proprie componenti proxy, l’estrapolazione di dati in merito al dispositivo (configurazioni memorizzate, build del sistema operativo, numero di serie della scheda madre, indirizzo MAC, numero di serie del disco, data di installazione ecc.) e la compromissione dei router vulnerabili. Queste le parole di Luca Nagy, Security Researcher e autore del report.

I più astuti cybercryminali progettano il loro malware in modo da farlo passare assolutamente inosservato. Per farlo, raccolgono il maggior numero di informazioni per impostare le proprie mosse e affinare le loro tecniche. Mentre analizzavamo Glupteba, ci siamo resi conto che gli hacker che gestiscono il bot investono una grande quantità di tempo ed energie per l’autodifesa. Inoltre, Glupteba è stato progettato per essere generico, in grado di implementare una vasta gamma di diverse attività dannose attraverso i suoi diversi componenti e le sue ampie funzioni di backdoor.

Il malware nascosto tra software offerti in download illegale

Talvolta si può inciampare in Glupteba anche nelle pagine che propongono download illegali, come dimostra lo screenshot qui sopra, condiviso da SophosLabs per spiegare come il malware sia stato individuato in alcuni siti che propongono pacchetti di software piratati.

I suoi autori hanno adottato diverse tecniche per evitare il rilevamento: utilizzo di file Watchers per monitorarne continuamente le prestazioni ed evitare errori potenzialmente in grado di innescare un allarme, l’aggiunta alle liste di esclusione dei Windows Defender, camouflage dei processi malevoli e utilizzo di una blokchain per aggiornare gli indirizzi dei server di comando e controllo.

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Supremo: prezzi

 


Tra le varie soluzioni disponibili nel mondo del desktop remoto, si fa notare la soluzione italiana Supremo, forte ormai di oltre 40 milioni di ore di controllo annuali e pertanto abbondantemente certificata per un utilizzo sicuro ed efficiente. Il momento è estremamente caldo in questo settore e forse lo sarà di più nei mesi a venire, periodo per il quale ad oggi non vi sono certezze in termini di isolamento e nei quali le soluzioni di smart working, collaborazione remota e formazione a distanza potrebbero nuovamente essere all’ordine del giorno.

Ecco perché organizzarsi ora, individuando a priori quelle che possono essere le migliori soluzioni per le proprie esigenze, significa approcciare in modo virtuoso le incertezze che l’autunno si porterà appresso: meglio farsi trovare pronti.

Supremo ha dalla propria parte una serie di punti di forza che lo rendono peculiare rispetto alla concorrenza: a seguito una disamina completa del software, la cui adozione è estremamente semplice e la cui prova per l’utilizzo da parte di aziende e professionisti può essere gratuita.

Funzionalità e caratteristiche
Queste le caratteristiche principali messe a disposizione da Supremo:

Controllo remoto, sia su desktop (Windows, Linux e macOS) che da mobile (Android e iOS)
Aggiornamenti gratuiti frequenti
Installazione come servizio di Windows, aprendo così ad una funzione di importanza capitale come il controllo non presidiato (ciò significa ad esempio che in qualsiasi momento ci si può collegare da casa al pc dell’ufficio, senza la necessità della presenza di un collaboratore in loco)
Chat e trasferimento file (gestione del trasferimento dei file tramite file manager o drag&drop come se si stesse agendo su due cartelle locali)
Rubrica contatti illimitata e gratuita, avendo altresì la possibilità di condividerla con altre utenze in caso di necessità
Personalizzazione dell’interfaccia del software con possibilità di inserimento del proprio brand/logo e di modifica della palette colori per coordinarla all’immagine della propria azienda (funzione disponibile per i piani a pagamento)
Supporto tecnico gratuito per tutti gli utenti abbonati
Report online per il monitoraggio dettagliato di ogni singola sessione, di grande utilità per la fatturazione delle attività di assistenza remota e per la certificazione delle operazioni intraprese: si tratta di un elemento essenziale quando si fa un uso “business” del desktop remoto.
Tra le caratteristiche più importanti c’è il fatto che per stabilire la connessione non occorre alcuna configurazione di firewall o router (viene precisato come le porte utilizzate siano le TCP 80 e 443), il che semplifica oltremodo le procedure di installazione e l’adozione del software anche da parte di utenti poco esperti. Disponibile inoltre, la funzione “meeting” per condividere il proprio schermo durante presentazioni o corsi online.

Prezzi e licenze
Uno dei principali punti di forza di Supremo è proprio l’ampia flessibilità di adozione. Supremo è infatti un software gratuito per uso non commerciale, acquistabile da professionisti ed aziende a prezzi estremamente concorrenziali: si parte da appena 5 euro al mese. Sono disponibili piani trimestrali o annuali modulabili a seconda del numero di sessioni di controllo contemporanee di cui si necessita.

Per vedere tutti i prezzi, ecco il listino ufficiale.

La versione gratuita può essere scaricata senza alcuna registrazione e consente al pari di quella a pagamento, il controllo remoto di server e PC. In caso di uso “commerciale” è disponibile un periodo di prova di 21 giorni decisamente sufficiente per capire quale piano possa fare al caso proprio.

Scarica Supremo
Per scaricare Supremo è sufficiente accedere alla pagina del sito in cui sono disponibili le ultime release del prodotto per ognuno dei sistemi operativi supportati. E’ disponibile anche un canale Beta che consente di provare in anteprima le ultime funzionalità introdotte.

Come avviare la connessione remota
Il funzionamento è estremamente semplice: l’utente remoto comunica a chi esegue attivamente il collegamento il proprio ID e la propria password (se non specificata una password personalizzata, quella visibile dalla schermata del software viene generata di volta in volta e pertanto è univoca durante la singola sessione).

Non serve altro: bastano solo pochi secondi per avviare l’assistenza remota e iniziare ad operare. I nostri test hanno mostrato immediatamente ottima reattività, rendendo l’utilizzo del software estremamente rapido e “agile”: pochi click sono sufficienti per essere immediatamente operativi.

Un ampio tutorial delle funzionalità di Supremo è disponibile online nonostante la curva di apprendimento dello stesso sia estremamente breve grazie alle esplicite voci di menu disponibili, che rendono immediatamente chiari i percorsi da seguire per approdare alla funzionalità desiderata.

 

Supremo: come effettuare la connessione

 

Controllo non presidiato
Il controllo non presidiato è una delle funzionalità più importanti per il grado di libertà che concede, ossia la gestione remota di un computer senza alcun presidio fisico in loco. In altri termini: non serve che nei pressi del computer da controllare sia presente qualcuno che abiliti la connessione, poiché si fa tutto da remoto.

Supremo: controllo non presidiato

Per poter avviare il presidio remoto è sufficiente impostare una password di sicurezza secondaria che resti invariata ad ogni avvio del software, quindi accedere alla voce di menu Strumenti –> Servizio per installarlo con un clic. Così facendo la password secondaria potrà essere utilizzata in alternativa a quella casuale generata di volta in volta e visibile sull’interfaccia.

 

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Decreto semplificazioni.

Forse son solo profumi, chissà, sono i dettagli a raccontare meglio le cose in prospettiva. Tuttavia quel che emerge è il fatto che l’innovazione digitale non sembra più essere soltanto una questione formale, né mera questione cromatica: il digitale è l’ossatura stessa della riforma, è al cuore di un tentativo di sburocratizzazione e avvicinamento della PA al cittadino.

Sarebbe ingenuo abbandonarsi a semplicistici entusiasmi, se non altro perché in passato troppe volte si sono sentite parole che suonavano melodie similari, ma val la pena raccogliere gli indizi che in questa nuova riforma si propongono di ridisegnare l’approccio della PA partendo da app, open data e trasformazione digitale. Queste le parole usate nella presentazione:

“Si introducono semplificazioni per favorire la partecipazione di cittadini e imprese ai procedimenti amministrativi telematici, introducendo il principio generale che le pubbliche amministrazioni devono erogare i propri servizi in digitale e che i cittadini devono poter consultare gli atti in forma digitale”
“si prevede: l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite SPID, Carta d’identità digitale (CIE) e tramite AppIO su smartphone; il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi; la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini; la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO; semplificazioni per il rilascio della CIE; una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della PA e via PEC degli atti giudiziari; la semplificazione della firma elettronica avanzata; il sostegno per l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici; regole omogenee per tutte le PA per gli acquisti informatici, la formazione digitale dei dipendenti pubblici e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini; la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA; la semplificazione e il rafforzamento della Piattaforma digitale nazionale dati, finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico”
“Per le imprese, si prevedono: la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga”.
I problemi emergeranno poi, oggi ci si accontenti della bontà delle promesse. Per quanto riguarda “la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete“, ad esempio, non si può non rilevare come i ritardi sono in alcuni casi sono imputabili a pubbliche amministrazioni inerti o reticenti: fior di piccoli comuni, estremamente solerti nel concedere permessi per lo scavo delle trincee per la posa della fibra, ancora attendono la cantierizzazione dell’opera e ancora fanno i conti con rinvii che nulla hanno a che vedere con la semplificazione. Anzi: in questo caso la semplificazione sembra solo essere l’ultima foglia di fico posata su un progetto di banda larga che per l’ennesima volta sembra essersi insabbiato tra le ombre della “one network” e di tutti gli interessi di parte che si porta appresso.

Insomma, sgombrato il campo dai “se”, ora verrà a galla la questione del “come”. Questo Governo, tuttavia, ha in mano strumenti importanti per poter far compiere al paese importanti passi avanti: si tratta di strumenti in parte ereditati dal passato (l’app IO, ad esempio, affonda le radici all’epoca del Team per la Trasformazione Digitale di Piacentini) ed in parte conditi dalle nuove ambizioni del presente.

Il rilancio del Paese passa fortemente di qui. Il fatto che soluzioni digitali siano state poste al cuore del progetto è un buon punto da cui partire.

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Mercoledì, 08 Luglio 2020 11:43

Nuovi strumenti per i grafici dei Fogli Google

 

Fogli Google: novità per la formattazione dei grafici.


La prima delle funzionalità inedite è quella che permette di fare click direttamente su qualsiasi elemento testuale del grafico per aggiornarne il contenuto o lo stile, anche per quanto riguarda le singole etichette dei dati e gli elementi della legenda. Per meglio capire di cosa si tratta è possibile dare un’occhiata all’animazione qui sotto.

Fogli Google: personalizzare lo stile e il contenuto degli elementi della legenda e le singole etichette dei dati per i grafici

La seconda delle tre novità annunciate da bigG consente di impostare opzioni avanzate per la formattazione dei numeri sia nelle etichette dei dati sia in quelle degli assi con la formattazione condizionale del colore. Ecco in che modo.

Fogli Google e grafici: formattazione dei numeri sia nelle etichette dei dati sia in quelle degli assi la formattazione condizionale del colore

Infine, in Fogli Google è ora possibile utilizzare una barra laterale contestuale per l’editing semplificando così la formattazione individuale delle etichette dei dati, gli elementi della legenda e i singoli punti.

Fogli Google e grafici: utilizzare una barra laterale contestuale per l’editing semplificando la formattazione individuale delle etichette dei dati, gli elementi della legenda e i singoli punti

Sono dunque questi i miglioramenti introdotti a partire da oggi da Google con l’obiettivo di migliorare uno dei suoi strumenti più noti e utilizzati tra quelli dedicati alla produttività, competitor diretto per Excel di Microsoft e profondamente integrato nell’ecosistema di servizi basati sul cloud di Drive.

 

 

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