Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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 amd industryproblem 1

AMD ha un grande progetto: dare agli sviluppatori di giochi strumenti open source, effetti, librerie e SDK. L'azienda sta anche lavorando sui driver Linux che sono parte del suo piano per ridare vita allo stagnante mercato HPC.

La scorsa settimana AMD ha dato il via a un lento processo di divulgazione di informazioni che ci porterà al debutto della sua prossima architettura grafica. In "GPU AMD del 2016: HDR, FreeSync tramite HDMI e nuovi standard" abbiamo illustrato i piani dell'azienda per implementare il supporto a DisplayPort 1.3 e HDMI 2.0a, espandere la disponibilità di FreeSync tramite l'HDMI e il modo in cui intende riprodurre contenuti HDR tramite la sua display pipeline. Quanto vi spiegheremo oggi è meno interessante per gli appassionati di PC, ma probabilmente è piùimportante per le prospettive a lungo termine di AMD, in quanto riguarda il modo in cui gli sviluppatori interagiscono con l'hardware.Sia AMD che Nvidia affermano di avere il polso dello sviluppo software e attirano regolarmente i membri della comunità disposti a sostenere le rispettive filosofie. Ne consegue quindi che le due aziende tendono a propagandare un modus operandi piuttosto che un altro. Nvidia ama puntare sui vantaggi di un middleware pronto da integrare, ottimizzato per il suo hardware ma di natura proprietaria, spesso causando problemi alla concorrenza. Al contrario AMD tiene alta la bandiera dell'open source, promuovendo l'accessibilità e i benefici della collaborazione. Secondo l'azienda è quello che vogliono maggiormente gli sviluppatori.

A detta di Nicolas Thibieroz, senior manager dell'ISV engineering team del Radeon Technology Group, il porting dei giochi tra console e PC è una delle sfide maggiori per gli sviluppatori. Così, per facilitare lo sviluppo cross-platform, AMD ha deciso di risolvere alcuni dei problemi emersi.

Nicolas ha identificato due problemi principali che frenano i progressi: accesso limitato alla GPU stessa ed effetti, strumenti, librerie e SDK chiusi. Nvidia si è occupata del primo aspetto con la sua NVAPI, che trascende lo scopo di DirectX e OpenGL per dare un controllo più diretto sul sottosistema grafico. Il secondo punto citato da AMD è invece incarnato dal programma Nvidia GameWorks.

La risposta di AMD si chiama GPUOpen ed è, in un certo senso, una continuazione del lavoro svolto con l'API Mantle. Lanciando una frecciata a Nvidia, Thibieroz ha affermato che GPUOpen include effettivi visivi, utility driver, strumenti per la risoluzione di problemi, librerie e SDK completamente open source. L'idea è che gli sviluppatori abbiano accesso a livello di codice agli effetti che usano, alla possibilità di fare modifiche e possano condividere il loro lavoro. AMD, implicitamente, beneficerà dei miglioramenti fatti nel corso del tempo.

GPUOpen sarà accessibile da un portale online con collegamenti a contenuti open source, post scritti dallo staff di AMD e da ospiti e aggiornamenti industriali. Tutto il codice sarà ospitato su GitHub, con tutti i benefici legati alla funzione collaborativa del sito.

 Quando GPUOpen arriverò, questo gennaio, offrirà l'accesso a TressFX 3.0, GeometryFX, AOFX, ShadowFX, una manciata di strumenti, LiquidVR SDK, code sample in DirectX 11 e 12, strumenti legati al calcolo e diversi altri SDK. Tutto il software disponibile tramite GPUOpen sarà fornito senza restrizione sotto MIT License.

Lo scorso novembre AMD ha annunciato la Boltzmann Initiative, che include un driver Linux headless a 64 bit pensato per il mercato HPC, un compilatore per il calcolo eterogeneo destinato allo stesso settore e un insieme di strumenti per convertire il codice CUDA in portable C++.

AMD ha riconosciuto che in passato prendeva il suo driver grafico e lo "rimpacchettava" per l'uso nell'ambito server HPC, creando una soluzione di calcolo funzionante ma non interamente ottimizzata. Ora sta riprogettando il driver, togliendo enfasi dalla pipeline grafica e occupandosi maggiormente della latenza.

Allo stesso tempo il driver Boltzmann attiva un superset dello standard HSA ufficiale. Gran parte del colloquio che abbiamo avuto con AMD sul calcolo ha riguardato le sue APU. L'azienda, tuttavia, è più concentrata sull'abilitazione di HSA sulle schede video dedicate (specialmente le FirePro), un must se vuole guadagnare terreno sull'ecosistema di Nvidia.

È importante che AMD ottimizzi per le sue GPU dedicate per il calcolo, ma senza il supporto dagli sviluppatori l'azienda sa che non può fare breccia. OpenCL è notoriamente complicato, perciò AMD voleva uno strumento più accessibile per programmare i suoi processori grafici e centrali.

L'Heterogeneous Compute Compiler open source si affida a C++, quindi è di livello più alto rispetto allo scrivere per OpenCL. E con l'evoluzione di C++, l'HCC incorporerà gli ultimi standard. Contiene già una prima implementazione di una caratteristica chiamata Parallel STL per parallelizzare l'esecuzione tra le risorse disponibili.

Infine, AMD renderà possibile la conversione del codice CUDA in portable C++ tramite HIP, ossia Heterogeneous-compute Interface for Portability. Le potenziali implicazioni di HIP sono enorme, in quanto gli sviluppatori che hanno già familiarità con CUDA possono estendere il loro lavoro all'hardware AMD in modo piuttosto indolore. L'approccio aperto di AMD offre una via d'uscita dall'ecosistema proprietario di Nvidia, anche se l'azienda sta pensando di concedere in licenza il proprio software.

Abbiamo chiesto all'AMD senior fellow Ben Sander se vi siano implicazioni legali nel facilitare la traduzione del codice CUDA e ci ha assicurato che le capacità HIP sono basate su documentazione pubblicamente disponibile; l'API CUDA non è implementata in alcun modo. Non c'è nemmeno una perdita prestazionale anche se qualsiasi specifica ottimizzazione per registri o cache dell'architettura Nvidia andrà rivisitata.Tutto questo è stato introdotto all'SC15 di Austin, Texas. Al recente technology summit di Sonoma AMD è entrata in maggiore dettaglio sullo stack software, incluso quello che chiama Lightning, il precedentemente descritto driver Boltzmann e il driver kernel AMDGPU (evidenziato in giallo nello schema sopra). Il compilatore Lightning è responsabile per la generazione del codice della GPU fino ad arrivare a ISA - una manna, secondo AMD, rispetto alle soluzioni che passano attraverso linguaggi intermedi.

Il compilatore e i driver hanno in comune l'accessibilità open source. Per illustrare la potenza collaborativa AMD ha mostrato un esempio di un errore in NVCC di Nvidia e nel suo HCC. Un refuso ha impedito al code snippet di essere compilato. NVCC ha identificato il problema lasciando allo sviluppatore il compito di capire cos'era andato storto. Poiché HCC usa il compilatore front-end open source Clang, che ha il suo controllo ortografico, è andanto un passo oltre suggerendo come risolvere il problema.

È chiaro che molti sviluppatori potrebbero beneficiare della natura open source di questi strumenti. Per estensione le applicazioni scritte potranno essere ottimizzate meglio, portando a migliori prestazioni. C'è anche un elemento, la trasparenza, che secondo AMD è importante per determinati clienti nel settore HPC. L'accesso al codice può essere utile per verificare la sicurezza e risolvere bug.

AMDGPU: ripensare l'approccio di AMD a Linux

 

AMD ha anche discusso i cambiamenti in corso nel suo approccio a Linux, dai mercati client ed embedded fino a quello HPC. La base della sua strategia è AMDGPU, un driver kernel base che supporta tutte le GPU/APU 2015 di AMD. Uno dei suoi scopi, secondo il senior fellow Christopher Smith, è offrire un supporto più ampio alle distribuzioni Linux. Una versione totalmente validata del driver è già integrata in Ubuntu e Fedora. AMD sta anche lavorando per accelerare l'accesso ai prodotti e alle caratteristiche affinché al debutto del nuovo hardware questo sia già supportato. È qualcosa che l'azienda dice sia particolarmente difficile quando si lavora con uno stack Linux proprietario

Attualmente AMD offre un driver Radeon open source e un driver Catalyst closed source, entrambi basati su driver kernel-mode separati. Smith ha affermato che AMDGPU consolida i loro vantaggi, permettendo driver user-mode closed e open source che vi girino al di sopra. Il grafico sopra illustra come apparirà il tutto rispetto al modello precedente di AMD. All'estrema sinistra avete l'opzione "tutta aperta" con una base AMDGPU, driver user-mode open source costruito in Mesa, e il kernel e runtime HSA, disponibile upstream come un package integrato alle distribuzioni. La versione rivolta a professionisti e giocatori parte con la stessa base AMDGPU, incorpora UMD sia closed che open source e offrirà probabilmente anche driver open OpenGL e Vulkan.

C'è ancora molto da scoprire

Siamo abbastanza certi che la prossima infornata di notizie da AMD ci avvicinerà a una migliore comprensione di quello che sarà il nuovo hardware. Per ora, i riflettori sono puntati su GPUOpen, l'iniziativa dell'azienda per accelerare lo sviluppo cross-platform dei giochi, a cui si aggiunge un nuovo focus sulla propria strategia Linux. L'iniziativa dovrebbe aiutare AMD a sfruttare meglio il proprio hardware e puntellare altri angoli del suo portafoglio che necessitano di rinforzi. La cosa interessante, naturalmente, è che un investimento iniziale in open source paga il dividendo più tardi, quando la comunità è più coinvolta. Serviranno mesi prima di iniziare a vedere i prodotti degli annunci di oggi? Anni? Come tante iniziative in passato dovremo aspettare per valutare l'impatto di GPUOpen

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amd merlin falcon

AMD ha annunciato di aver raggiunto la leadership nel settore dei Thin Client con una quota di mercato del 53%. Cosa sono i thin client? Si tratta di soluzioni dotate di poca o zero memoria e senza archiviazione locale usate come front-end per applicazioni server o cloud-based. È di fatti il server centrale a svolgere la maggior parte delle proprie funzioni.

Per questo ambito AMD ha congeniato le soluzioni della famiglia Embedded G-Series, in grado di gestire agevolmente carichi grafici intensivi anche su più monitor. Le APU e i SoC dell'azienda consentono anche la codifica - decodifica dei dati del server centrale e possono codificare e decodificare flussi video per conferenze o streaming.

Di recente AMD ha rafforzato la sua posizione nel settore siglando accordi con HP, Fujitsu e Samsung. Si tratta di una buona notizia per un'azienda in crisi da molti anni, ma allo stesso tempo è solo un tassello, e purtroppo non tra i più importanti, sulla lunga strada per tornare all'utile in pianta stabile.

AMD deve infatti rialzarsi nel settore delle CPU (cosa che, sulla carta, intende fare con l'architettura Zen attesa a fine 2016) e in quello delle schede video, dove malgrado sia più competitiva e innovativa dal punto di vista tecnologico non è premiata da una quota di mercato molto elevata (18,8% secondo gli ultimi dati).

Le due sfide sono enormi e per alcuni fuori portata, tanto che si parla da tempo di come l'azienda farebbe bene a vendersi al migliore offerente, in toto o in parte: ad esempio si vocifera che Microsoft sia interessata alla parte grafica.

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 polaris architecture amd 2016 JPG

Splende una nuova stella in casa AMD

Quando AMD introdusse l'architettura Graphics Core Next (GCN) nel tardo 2011 la Radeon HD 7970 si ritrovò a battagliare con la GeForce GTX 580 di Nvidia, basata su architettura Fermi. Da allora la concorrenza ha presentato i progetti Kepler e Maxwell, migliorando drasticamente le prestazioni per watt rispetto al passato. AMD, dal canto suo, continua a rimanere competitiva in termini di prestazioni assolute: la Radeon R9 Fury X batte la GeForce GTX 980 Ti nella maggior parte dei casi a risoluzione 4K.

Dopo aver presentato la Radeon R9 380X, avvalendosi ancora una volta di una GPU di vecchia generazione, AMD sapeva di aver bisogno di qualcosa di nuovo per ridare linfa alla propria offerta. Polaris è l'architettura con cui spera di centrare l'obiettivo - e con architettura l'azienda non intende più solo la grafica, ma piuttosto l'intero SoC e tutti i suoi sottosistemi.

Con una disponibilità fissata per metà 2016, Polaris arriva in tempo per non farsi scappare il prossimo trend di mercato, la realtà virtuale: il visore Oculus Rift dovrebbe infatti debuttare nel primo trimestre di quest'anno.

La scheda video base consigliata da Oculus per un'esperienza VR completa è la Radeon R9 290. Questo lascia sia ad AMD che Nvidia solamente una manciata di schede video già pronte per la realtà virtuale. Ne consegue che qualsiasi processore grafico in grado di offrire frame rate più elevati o prestazioni simili ma ad un prezzo inferiore non potrà che raccogliere molta attenzione. La versione per gli appassionati di Polaris dovrebbe assicurare le due cose, migliorando in modo netto anche le prestazioni per watt dei prodotti AMD.

Recentemente ci siamo occupati dei piani di AMD per migliorare la parte "display" di Polaris, parlandovi dei supporti HDMI 2.0a e DisplayPort 1.3, insieme a un lavoro che getti le basi verso la riproduzione di filmati, foto e giochi in HDR. Successivamente vi abbiamo informato di GPUOpen, la strategia dell'azienda volta a facilitare l'accesso a strumenti, effetti e librerie open source, accennandovi anche del rinnovato focus sul settore HPC con la Boltzmann Initiative. Oggi vi diamo le prime informazioni di massima sull'hardware. L'aspetto più importante è che Polaris include l'architettura grafica Graphics Core Next di quarta generazione.

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AMD, nuovi processori e nuove soluzioni affidabili e silenziose per il raffreddamento

 

AMD annuncia nuovi dissipatori, tra cui l’AMD Wraith Cooler mostrato in anteprima durante l’ultima edizione del CES di Las Vegas, e i nuovi processori per computer desktop AMD A10-7860K e AMD Athlon X4 845. I nuovi processori e dissipatori AMD sono già disponibili presso rivenditori selezionati.

“I nuovi dissipatori AMD uniscono alta qualità e solidità per offrire una incredibile esperienza utente senza alcun costo aggiuntivo”, ha dichiarato Merle McIntosh, SVP of Sales and Marketing di Newegg. “L’AMD Wraith Cooler è caratterizzato da un aspetto accattivante grazie ai LED integrati e da un ridottissimo impatto sonoro – funzionalità che ci aspettiamo suscitino l’interesse dei consumatori più attenti alle novità tecnologiche”.

I nuovi dissipatori sono compatibili con sette processori AMD per computer desktop, insieme ai quali saranno commercializzati. Gli appassionati potranno trovare a prodotti silenziosi, potenti ed esteticamente accattivanti, che generano meno di un decimo del rumore prodotto dai loro predecessori.

AMD annuncia anche due nuovi processori per computer desktop, che vanno ad affiancare le soluzioni già presenti in gamma:

  • la APU AMD A10-7860K: silenziosa, efficiente e con un ottimo rapporto qualità/prezzo, unisce 4 core CPU con clock 4.0GHz turbo boost e 8 core GPU con clock da 757MHz. Pensata per il gaming online, la nuova APU è l’ideale per titoli come Dota 2, League of Legends e Counter Strike: Global Offensive grazie al processore grafico Radeon R7 integrato e al supporto alla tecnologia AMD FreeSync.
  • il processore AMD Athlon X4 845: la prima CPU desktop quad-core basata sull’architettura AMD “Excavator” x86 con un clock di 3.8GHz. Insieme a una scheda grafica dedicata, con l’AMD Athlon X4 845 è possibile ottenere grandi prestazioni per il gaming e i processi multi-thread, a un prezzo conveniente. La soluzione per il raffreddamento abbinata al processore offre performance termiche eccellenti con un minore impatto acustico.
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 radeon software

Piccolo aggiornamento driver per AMD. I Radeon Software Crimson 15.2 WHQL sono dei Crimson 15.11.1 Beta con certificazione Microsoft e due bug risolti in più.AMD ha pubblicato un piccolo aggiornamento dei driver grafici Radeon Software Crimson Edition. La build 15.12 viene definita come "la versione WHQL dei Crimson 15.11.1 Beta", ossia non ci sono grandi cambiamenti, se non per la risoluzione di due ulteriori problemi.

Il primo è che il controllo sulla presenza di nuove versioni di driver integrato in Radeon Settings non funzionava a dovere. Il secondo è che il computer consumava maggiormente in idle in Windows 7 con Radeon Settings in funzione.

I driver contengono anche i bug già risolti in precedenza, ovviamente, mentre non si fa menzione di un problema di underclocking ravvisato da alcuni utenti e sul quale AMD ha dichiarato di essere impegnata nel trovare una soluzione.La certificazione WHQL (Windows Hardware Quality Labs) indica che i driver sono stati provati da Microsoft per la compatibilità sui propri sistemi operativi. Non è un aspetto decisivo ai fini della bontà di un driver, ma se non altro è l'assicurazione di un controllo in più sul software che poi viene pubblicato.

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AMD: uno standard per la scheda video esterna sui notebook?

 

Robert Hallock di AMD fa intuire che l'azienda sta lavorando a uno standard per diffondere l'uso di schede video esterne da collegare ai notebook.

 

Robert Hallock, technical marketing di AMD, ha fatto intuire con un post su Facebook che l'azienda di Sunnyvale è al lavoro su uno standard per diffondere l'uso delle schede video esterne sui notebook. Un'immagine e alcune parole piuttosto chiare fanno pensare che presto avremo interessanti informazioni in merito.

 

"[…] C'è un enorme appetito per notebook sottili che permettono di giocare. […] Le GPU esterne sono la risposta. Le GPU esterne con connettori standardizzati, cavi, driver, supporto del sistema operativo, plug and play, ecc. Più informazioni molto presto".

 

Di schede video esterne all'interno di box dedicati, collegate ai notebook ai fini di un gaming al livello dei migliori PC desktop si parla da molti anni. Alienware e MSI hanno di recente offerto soluzioni chiamate rispettivamente Graphics Amplifier e Gaming Dock, optando tuttavia per connettori proprietari tra box e notebook, o altre soluzioni incapaci di fornire il bandwidth necessario per gestire al meglio le schede video più potenti.

 

Attualmente c'è quindi un problema prestazionale e anche un vincolo di produttore e prodotti: non si può per esempio usare il Graphics Amplifier con tutti i notebook di Alienware. AMD, che fa giustamente notare come i notebook più sottili siano decisamente preferiti alle pachidermiche soluzioni gaming, potrebbe aver creato una soluzione adeguata per rendere la grafica esterna un'opzione concreta per tutti.

 

E poiché solitamente AMD e Nvidia si marcano a vista, è plausibile che anche quest'ultima sia al lavoro su qualcosa di simile. Viene tuttavia da chiedersi se Nvidia opterà un percorso fatto di standard aperti o proprietari. AMD, di norma, punta su standard aperti mentre Nvidia su soluzioni proprietarie, basti vedere G-Sync, PhysX e molto altro.

 

Non resta che attendere per avere risposta a questi e altri quesiti, anche se in cuor nostro abbiamo una speranza: uno standard aperto e comune per tutti, onde evitare il ripetersi dell'attuale soluzione in ambito monitor, con G-Sync e FreeSync a rendere più difficoltosa la decisione d'acquisto da parte dei gamer.

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Vega e Navi, svelate le GPU di AMD per il 2017 e 2018

AMD ha già chiari i piani per il futuro in ambito grafico: dopo Polaris vedremo Vega e Navi, rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Durante l'evento Capsaicin 2016 alla Game Developers Conference AMD ha mostrato una roadmap in cui ha svelato i piani per il 2017 e 2018 in ambito grafico. Dopo l'architettura Polaris attesa nei prossimi mesi AMD volgerà il suo impegno su Vega, per poi presentare un anno più tardi Navi.

Da quanto si è potuto apprendere finora Polaris è in grado di offrire un miglioramento delle prestazioni per watt pari a 2,5 volte rispetto alle proposte a 28 nanometri. I progressi nell'architettura e il passaggio al processo a 14 nanometri FinFET rappresentano le due principali innovazioni che permetteranno ad AMD di centrare questo traguardo. Le prime proposte Polaris sono attese intorno alla metà di quest'anno.

Per quanto concerne l'architettura Vega attesa per nel 2017 AMD dichiara ufficialmente l'uso di memoria HBM2. Questo fa pensare che le schede video Polaris saranno abbinate a memorie GDDR5/GDDR5X o HBM1, come le attuali proposte top di gamma basate su GPU Fiji.

Approfondimento: Polaris, l'architettura delle GPU AMD per il 2016

Non è da escludere però che AMD usi le HBM1 sulle schede Radeon e in seguito le HBM2, sul finire di quest'anno, nei prodotti professionali FirePro. Al momento non abbiamo certezze. Allo stesso modo si può ipotizzare che Vega non rappresenterà un cambiamento radicale rispetto a Polaris: dovremmo assistere a miglioramenti prestazionali e di efficienza frutto di affinamenti all'architettura, ma non a interventi sostanziali. Il processo produttivo dovrebbe inoltre rimanere quello delle GPU Polaris, salvo sorprese.

Nel 2018 toccherà a Navi, un'architettura che nelle intenzioni di AMD saràaltamente scalabile (capace di coprire un'ampia fetta di mercato e più settori) e accompagnata da memoria di nuova generazione. L'azienda non lo scrive, ma potrebbe riferirsi a una terza generazione della memoria HBM, un'ipotetica HBM3, oppure a qualcosa di diverso che ancora ci sfugge.

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amd graphics roadmap 2017 2018

 

Secondo il sito tedesco 3DCenter, AMD potrebbe svelare la GPU Vega prima del previsto. Vega, in base alla roadmap ufficiale di AMD, è attesa per i primi mesi del 2017. L'azienda statunitense, tuttavia, avrebbe deciso di anticiparne l'arrivo in modo da allinearlo a quello del nuovo Battlefield 1 (ottobre).

Vega, in base alle informazioni note, è una GPU di fascia alta affiancata da memoria di tipo HBM2. Si ignorano al momento le prestazioni di questa soluzione e, sebbene possa apparire come una sostituta dell'attuale GPU Fiji (e quindi un'avversaria delle future schede Nvidia basate su GPU GP100), permane il dubbio.

3DCenter infatti categorizza questa soluzione come concorrente delle schede Nvidia con GPU GP104, ossia le nuove GTX 1080 e GTX 1070, lasciando alle soluzioni Polaris 10 e 11 il compito di coprire fasce di mercato più basse che Nvidia dovrebbe presidiare con GPU come GP106 e GP107.

Il sito tedesco, addirittura, non parla di GP100 per l'offerta più prestante di casa Nvidia, ma di GP102. Per questo chip grafico segnala anche un avversario diverso da Vega 10, chiamato Vega 11, una versione ancora più prestante del chip. Insomma, una situazione poco chiara, e per questo è uno scenario da prendere con le pinze.

Per capire se AMD avrà necessità o meno di anticipare l'arrivo di Vega bisognerà aspettare il debutto delle soluzioni Polaris, in modo da capire se saranno inferiori, alla pari o superiori alle nuove schede GeForce GTX 1080 e GTX 1070 di Nvidia. È chiaro, comunque, che è AMD a dover fare uno scatto in avanti per recuperare terreno: al momento ha una quota di mercato di poco superiore al 20%.

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Venerdì, 17 Marzo 2017 10:49

Ryzen, AMD ha pronta la linea 5

Milano - Inutile nasconderlo, AMD punta tantissimo sui suoi nuovi processori della linea un tempo nota come Zen: il lancio della linea 7 è questione di pochi giorni fa, ma a Sunnyvale hanno già pronta la seconda infornata di CPU che dovrebbe allargare la platea di potenziali acquirenti dei processori marchiati AMD con un rapporto tra prezzo e prestazioni che potrebbe essere ancora più vantaggioso. Tutto starà a capire se il confronto in questa fascia di prezzo, quella che arriva fino a circa 250 dollari, vedrà concorrere AMD ad armi pari con l'avversaria di sempre Intel: o se, ancora, ci sarà un certo distacco in termini di prestazioni che non convincerà gli utenti a dare una possibilità ai Ryzen.

Il prossimo 11 aprile saranno quattro i nuovi processori di classe Ryzen 5 a fare il proprio debutto: AMD ha scelto di fatto di adottare una classificazione simile a quella di Intel (Core i3, i5 e i7) per catalogare la propria offerta, dunque i Ryzen 5 sono il prodotto intermedio che si rivolge alla platea più ampia. Quattro modelli questa volta, dunque, che a differenza dei Ryzen 7 sono quad-core ed esa-core: si parte dal Ryzen 5 1400 che è appunto un quad-core da 3,2GHz (3,4 il boost clock) con un TDP di 65W e un prezzo di listino fissato a 169 dollari; ci sono poi il 1500X (3,5/3,7GHz) che è ancora un quad-core e il cui prezzo è fissato a 189 dollari, il 1600 (sei core da 3,2/3,6GHz) che sale fino a 219 dollari e infine il 1600x che è il più potente di questa classe con i suoi sei core che arrivano a 3,6/4GHz con un TDP di 95W e un prezzo di 249 dollari.

Da sottolineare due o tre aspetti importanti di questa architettura e dei Ryzen 5. Il primo, innanzi tutto, è che tutti questi processori sono dotati del multithreading, in pratica sono in grado di eseguire due thread per ogni core e dunque rispetto alle controparti Intel Core i5 dovrebbero guadagnare un vantaggio nei processsi che sono in grado di sfruttare questa tecnologia (e bilanciare il fatto che eseguono meno istruzioni per ciclo): ciò non si traduce in un vantaggio pratico e numerico immediato, poiché non sempre il software è pensato o ottimizzato per approfittare di queste funzionalità, ma AMD ha pensato Zen con questa idea in mente. Un altro aspetto da considerare è che tutti i processori citati mantengono 2MB di cache L2 per core e 16MB di cache L3 condivisa, esattamente come i Ryzen 7.Tale ultimo aspetto introduce un'altra considerazione su come la piattaforma Ryzen è stata concepita: sotto il cofano di un Ryzen 5 c'è esattamente la stessa matrice a otto core dei Ryzen 7 (Zeppelin), che prevede due cluster da 4, e semplicemente AMD sceglie di spegnere 2 o 4 core del totale per creare le SKU di questa nuova classe. Visto come è fisicamente costruito il silicio che forma la CPU, ci sono delle differenze nel decidere quali core e come spegnerli per creare i nuovi processori: AMD ha fatto sapere di aver optato sempre per la suddivisione 3+3 o 2+2, così da mantenere costanti le performance (le alternative 4+0, 3+1, 4+2 ecc avrebbero potuto creare delle difformità in tal senso).

L'annuncio di oggi di AMD non contiene indicazioni utili per quanto attiene le performance previste per questi Ryzen 5: è pensabile che venga replicato lo stesso approccio di Ryzen 7, anche se a tal riguardo non c'è ancora un consenso unanime sulle reali capacità di questi nuovi processori AMD (che sono veloci, ma forse non abbastanza per tenere testa sempre e comunque alle controparti Inte). Sicuramente si tratta di un prodotto che taglia decisamente i ponti col passato, vista anche l'adozione di un nuovo socket (AM4) con il supporto a memorie DDR4 e altre tecnologie modernissime: sarà anche necessario concedere al chipmaker di Sunnyvale un minimo di tempo per far assestare questa nuova offerta, e valutare nei prossimi mesi come si muoveranno gli OEM e i consumatori per valutare appieno come è stata accolta la rivoluzione Ryzen. Ci sono poi ancora altri scenari da affrontare come il mondo dei server, dove AMD potrebbe far segnare una vera svolta grazie all'architettura Naples che deve essere ancora lanciata.

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Venerdì, 17 Marzo 2017 12:31

Copia di Ryzen, AMD ha pronta la linea 5

Milano - Inutile nasconderlo, AMD punta tantissimo sui suoi nuovi processori della linea un tempo nota come Zen: il lancio della linea 7 è questione di pochi giorni fa, ma a Sunnyvale hanno già pronta la seconda infornata di CPU che dovrebbe allargare la platea di potenziali acquirenti dei processori marchiati AMD con un rapporto tra prezzo e prestazioni che potrebbe essere ancora più vantaggioso. Tutto starà a capire se il confronto in questa fascia di prezzo, quella che arriva fino a circa 250 dollari, vedrà concorrere AMD ad armi pari con l'avversaria di sempre Intel: o se, ancora, ci sarà un certo distacco in termini di prestazioni che non convincerà gli utenti a dare una possibilità ai Ryzen.

Il prossimo 11 aprile saranno quattro i nuovi processori di classe Ryzen 5 a fare il proprio debutto: AMD ha scelto di fatto di adottare una classificazione simile a quella di Intel (Core i3, i5 e i7) per catalogare la propria offerta, dunque i Ryzen 5 sono il prodotto intermedio che si rivolge alla platea più ampia. Quattro modelli questa volta, dunque, che a differenza dei Ryzen 7 sono quad-core ed esa-core: si parte dal Ryzen 5 1400 che è appunto un quad-core da 3,2GHz (3,4 il boost clock) con un TDP di 65W e un prezzo di listino fissato a 169 dollari; ci sono poi il 1500X (3,5/3,7GHz) che è ancora un quad-core e il cui prezzo è fissato a 189 dollari, il 1600 (sei core da 3,2/3,6GHz) che sale fino a 219 dollari e infine il 1600x che è il più potente di questa classe con i suoi sei core che arrivano a 3,6/4GHz con un TDP di 95W e un prezzo di 249 dollari.

Da sottolineare due o tre aspetti importanti di questa architettura e dei Ryzen 5. Il primo, innanzi tutto, è che tutti questi processori sono dotati del multithreading, in pratica sono in grado di eseguire due thread per ogni core e dunque rispetto alle controparti Intel Core i5 dovrebbero guadagnare un vantaggio nei processsi che sono in grado di sfruttare questa tecnologia (e bilanciare il fatto che eseguono meno istruzioni per ciclo): ciò non si traduce in un vantaggio pratico e numerico immediato, poiché non sempre il software è pensato o ottimizzato per approfittare di queste funzionalità, ma AMD ha pensato Zen con questa idea in mente. Un altro aspetto da considerare è che tutti i processori citati mantengono 2MB di cache L2 per core e 16MB di cache L3 condivisa, esattamente come i Ryzen 7.Tale ultimo aspetto introduce un'altra considerazione su come la piattaforma Ryzen è stata concepita: sotto il cofano di un Ryzen 5 c'è esattamente la stessa matrice a otto core dei Ryzen 7 (Zeppelin), che prevede due cluster da 4, e semplicemente AMD sceglie di spegnere 2 o 4 core del totale per creare le SKU di questa nuova classe. Visto come è fisicamente costruito il silicio che forma la CPU, ci sono delle differenze nel decidere quali core e come spegnerli per creare i nuovi processori: AMD ha fatto sapere di aver optato sempre per la suddivisione 3+3 o 2+2, così da mantenere costanti le performance (le alternative 4+0, 3+1, 4+2 ecc avrebbero potuto creare delle difformità in tal senso).

L'annuncio di oggi di AMD non contiene indicazioni utili per quanto attiene le performance previste per questi Ryzen 5: è pensabile che venga replicato lo stesso approccio di Ryzen 7, anche se a tal riguardo non c'è ancora un consenso unanime sulle reali capacità di questi nuovi processori AMD (che sono veloci, ma forse non abbastanza per tenere testa sempre e comunque alle controparti Inte). Sicuramente si tratta di un prodotto che taglia decisamente i ponti col passato, vista anche l'adozione di un nuovo socket (AM4) con il supporto a memorie DDR4 e altre tecnologie modernissime: sarà anche necessario concedere al chipmaker di Sunnyvale un minimo di tempo per far assestare questa nuova offerta, e valutare nei prossimi mesi come si muoveranno gli OEM e i consumatori per valutare appieno come è stata accolta la rivoluzione Ryzen. Ci sono poi ancora altri scenari da affrontare come il mondo dei server, dove AMD potrebbe far segnare una vera svolta grazie all'architettura Naples che deve essere ancora lanciata.

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