Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano

News

robot

 

Roma - Un nuovo studio elaborato dagli economisti del MIT Daron Acemoglu e Pascual Restrepo intitolato "Robots and Jobs: Evidence from US Labor Markets" pone l'accento su come i robot stiano danneggiando il panorama del mercato del lavoro screditando un po' per volta i lavoratori umani. La disamina su come il panorama sia cambiato negli USA per effetto dell'introduzione dei robot nei luoghi di lavoro si riferisce al lasso temporale compreso tra il 1990 e il 2007. La presenza delle macchine avrebbe causato, nelle aree in cui l'esposizione del fenomeno è stata elevata, una consistente riduzione dell'impiego e dei salari."I robot stanno uccidendo i nostri lavori" ha recentemente ribadito Robert D Atkinson, presidente e fondatore della Fondazione per l'Information Technology e l'Innovazione. L'automazione starebbe riducendo in maniera esponenziale i costi relativi alla crescente produzione di prodotti e servizi, penalizzando però l'uomo. 

Effettivamente la presenza dei robot in alcune industrie è diventata pervasiva. Come ricorda la Federazione Internazionale di Robotica, ci sono tra 1,5 e 1,75 milioni di robot che operano in giro per il mondo. L'industria dell'auto li utilizza per il 39 per cento, l'industria dell'elettronica per il 19 per cento, l'industria metallurgica per il 9 per cento, percentuale simile anche per l'industria chimica. E le percentuali, così come le industrie interessate a un approccio robotico, sono in costante aumento. Secondo IDC, entro il 2019 il 35 per cento delle organizzazioni produttive e di servizi di tutto il mondo migreranno alla robotica.Oltre a evidenziare la sempre più massiccia presenza dei robot, i ricercatori hanno sviluppato simulazioni ed elaborato previsioni che suonano poco rassicuranti. Ogni robot aggiunto alla forza lavoro su mille lavoratori riduce la percentuale di occupazione della popolazione di circa lo 0,34 per cento. Traducendo più concretamente, ogni nuovo robot riduce la necessità di ricorrere a lavoratori in carne ed ossa di ben 5,6 unità. Entro il 2025 l'esercito di lavoratori "senza cuore" toccherà una quota oscillante tra i 4 e i 6 milioni. Il tasso di disoccupazione relativo potrebbe essere compreso tra 0,94 e 1,76 per cento, mentre i salari potrebbero rallentare la loro crescita per una percentuale compresa tra l'1,3 e il 2,6 per cento.

Per non rimanere inermi e sorbire passivamente la rivoluzione, che alla lunga penalizzerà l'intera società, i ricercatori suggeriscono di agire regolamentando il mercato del lavoro attraverso l'introduzione di programmi di riqualificazione per i rimpiazzati da robot oltre che la revisione del sistema di istruzione, affinché gli insegnamenti tecnici vengano adeguati alle esigenze dei nostri tempi. 

Già qualche tempo fa anche Bill Gates aveva espresso perplessità sulle modalità non regolamentate con cui i robot stanno rimpiazzando i lavoratori. L'ex CEO di Microsoft aveva posto l'accento sulla necessità di valorizzare l'uomo in lavori con una valenza sociale elevata, dove quindi la persona può effettivamente vincere la concorrenza con i robot (anche se i progressi dell'intelligenza artificiale potrebbero dare comunque del filo da torcere) e vagliando l'ipotesi di tassare i robot impiegati.

La mancata gestione oculata del fenomeno (compresa una chiara regolamentazione) potrebbe comportare gravissimi danni all'occupazione, dato che il processo è solo all'inizio. "I robot stanno creando una crescente produttività, ma non stanno creando posti di lavoro" - ha affermato uno dei ricercatori. Le cose potrebbero cambiare tra qualche decennio, dopo una fase di assestamento, ma nel frattempo i disagi sono e continueranno ad essere elevati. Il problema questa volta è che non si tratta di tecnologia complementare. Quando sono stati introdotti i PC nei luoghi di lavoro, questi erano visti come strumenti utili all'uomo. Nel processo odierno, il robot può fare a meno dell'uomo. Lo sanno bene i 60mila operai della Foxconn rimpiazzati dalle macchine nella primavera dello scorso anno, giusto per fare un esempio.

Copyright

I social network sono delle reti sociali che mettono in comunicazione gruppi di persone dando la possibilità di diffondere contenuti pubblicitari e altre informazioni via Internet. Queste piattaforme offrono la possibilità di entrare in contatto con individui dislocati in località diverse e di condividere con loro contenuti di svariato tipo (da semplici messaggi a brani musicali, foto e video).

Una prima versione fu lanciata nel 2004 da alcuni studenti universitari, tra cui Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il social network per eccellenza. Uno degli scopi iniziali era quello di permettere la comunicazione in tempo reale tra gli studenti del campus per scambiarsi informazioni utili sui corsi e sulla vita universitaria. Negli anni queste reti di utenti hanno raggiunto un successo inimmaginabile tanto da essere considerati gli strumenti più famosi dei cosiddetti Social Media.

I social media fanno della loro fruibilità e accessibilità i principali punti di forza: rispetto ai media tradizionali (giornali, televisione e cinema), sono strumenti relativamente a basso costo e permettono a chiunque (anche ai normali cittadini) di pubblicare informazioni e di accedervi gratuitamente o a costi contenuti.Le diverse piattaforme social (Facebook, Twitter, Instagram) offrono la possibilità di condividere e postare aggiornamenti di stato e foto per rendere partecipi delle proprie azioni quotidiane migliaia di amici o seguaci, subito pronti a commentare, ricondividere o approvare con i Like i messaggi pubblicati.

Sui social network, ogni utente è libero di promuovere il proprio pensiero e di diffonderlo a un numero elevato di utenti in brevissimo tempo. Un'arma da non sottovalutare è il rapido passaparola tipico di queste piattaforme. E se associamo la rivoluzione dei social network alla diffusione capillare degli smartphone, il gioco è fatto.
Facebook, Instagram, Twitter hanno beneficiato del boom degli smartphone e oggi a distanza di una decina di anni dalla loro nascita, questi social network costituiscono per le persone il punto focale della vita sociale e la principale fonte di notizie e scambio di informazioni.

Non limitandoci a una visione individuale, ma allargando queste possibilità comunicative alle aziende, è facile affermare che i Social Media rappresentano la più importante innovazione degli ultimi due secoli. La loro potenzialità, espressa attraverso i social network, permette di abbattere le distanze spazio-tempo e crea per le aziende un nuovo canale pubblicitario estremamente potente che se sfruttato al meglio può portare grandi vantaggi competitivi, di visibilità e profitto.

La trasformazione del pubblico da normale fruitore di informazioni e di contenuti a creatore, condividendo opinioni, recensioni e notizie online su prodotti e brand, pone l'azienda difronte a un fenomeno impossibile da ignorare. Facebook è forse più di tutte la piattaforma sociale da sfruttare per il business: piccole, medie e grandi aziende, organizzazioni non governative, istituzioni statali... tutti ormai non possono fare a meno di essere presenti su questo social network per dialogare con i consumatori-cittadini, comprendere le loro esigenze e creare legami e relazioni consolidate nel lungo periodo (le cosiddette lead).

Se è vero che le caratteristiche dei social media creano opportunità di denuncia verso i prodotti e le marche, è lecito anche pensare che sfruttando al meglio le potenzialità offerte da tali piattaforme sia possibile accrescere la percezione positiva del brand, sia da parte degli utenti sia rispetto ai competitor.

Va detto che questa "comunicazione emergente" non è facilmente controllabile dalle aziende. Un nuovo approccio comunicativo, che potremmo definire Social Media Marketing (SMM), è dunque esploso negli ultimi anni e molte aziende sono state colte di sorpresa da questo fenomeno: queste, infatti, appaiono sprovviste di figure interne (come il Social Media Manager) capaci di sfruttare questi nuovi canali promozionali a disposizione dell'azienda.
Le attività promozionali attraverso i social network sono in costante crescita e restarne fuori potrebbe comportare conseguenze non piacevoli a chi non si adegua.
Ma come si creano contenuti virali sui social network e come si possono sfruttare al meglio le potenzialità di Facebook? 
In questo articolo proviamo a rispondere a questi due importanti interrogativi.

Aumentare la propria visibilità sui social network
La centralità assunta dal Content Marketing negli ultimi anni non è soltanto dovuta al successo delle nuove piattaforme sociali, ma più in generale a un bisogno percepito dalle aziende di ascoltare e adattare le aspettative dei consumatori ai valori e alle strategie aziendali. 

Per molte aziende Facebook rappresenta oggi la maggiore fonte di traffico su Internet. Non è soltanto l'ampio ventaglio di potenziali clienti che attira le aziende verso questa piattaforma, ma il numero di interazioni che ogni giorno gli utenti compiono con i contenuti creati da altri utenti o dalle imprese stesse. Sono infatti più di 30 milioni le aziende dotate di una pagina Facebook aziendale. Per questo si comprende come l'aumento dei Like su una pagina Facebook porti, tra i tanti, vantaggi in termini competitivi rispetto ai concorrenti.

Per mantenere vivo il rapporto con i clienti o potenziali clienti è necessario che alla creazione della pagina Facebook segua una fase di creazione di contenuti ad hoc. Attraverso azioni comunicative pianificate e una corretta strategia di Content Marketing sarà possibile trasmettere al pubblico di utenti:

- la corporate identity della propria impresa;
- la value proposition dell'impresa;
pubblicizzare nuovi prodotti e servizi;
instaurare una relazione duratura con i clienti.

L'errore più comune tra le imprese del nostro territorio è quello di creare una pagina aziendale ma di non preoccuparsi successivamente di mantenerla attiva, di aumentare i Like sulla pagina Facebook e soprattutto di sfruttare questi canali per ascoltare e ricevere i clienti o rispondere alle loro aspettative.
Insomma, realizzare una pagina senza avere un Social Media Marketer che si preoccupi di coordinare la creazione di contenuti e di storie sull'azienda, oltre a prendersi "cura" del cliente interagendo con lui, difficilmente quella pagina aziendale avrà un buon numero di Mi Piace.

Che si tratti di una pagina Facebook o del blog aziendale creare contenuti efficaci non è mai semplice. Il Social Media Manager (SMM) si trova peraltro inserito in un mare magnum di messaggi che vengono ogni giorno veicolati e posti all'attenzione degli utenti. Riuscire a catturare l'attenzione, suscitare emozioni e trasmettere qualcosa al pubblico è sempre più difficile.

Le regole per sfruttare al meglio la pagina Facebook non sono tanto diverse dalle indicazioni che aiutano un'azienda a sfruttare qualsiasi altro canale Social o comunicativo aziendale per portare avanti attività di storytelling (cioè di narrazione sulla storia dell'azienda). Attraverso una corretta attività di marketing dei contenuti è possibile per le aziende trasmettere efficacemente la propria visione su alcuni Core Theme, influenzare le scelte dei consumatori e instaurare una relazione duratura con i clienti.

Il consiglio è ovviamente quello di affidarsi ad un SMM che coordini le diverse attività e diversifichi la creazione di contenuti e le azioni di condivisione sui diversi Social Network.
Un errore comune è quello di pensare che ogni social network sia uguale: ciò non è corretto se si pensa ad esempio alle limitazioni di Twitter sul numero di caratteri o alla tipologia di messaggi (foto) preferite e veicolate su Instagram quotidianamente.

marketers hanno a disposizione un'infinità di tipologie di contenuti realizzabili:

- Contenuti testuali di qualità;
- Infografiche;
- Contenuti visivi;
- Immagini d'impatto o animazioni (GIF);
- Presentazioni SlideShare;
- Podcast Audio;
- Ebook.

Come scegliere il contenuto più opportuno? Occorre coordinare le attività di creazione e pubblicazione dei post con criterio: in questo caso sarà opportuno conoscere il proprio audience e adeguare la generazione di contenuti a seconda del target di riferimento.

Una regola d'oro è quella di non pubblicare troppi aggiornamenti di stato, immagini o video in continuazione. In questo modo si distoglierà l'attenzione tra i diversi contenuti oltre a creare confusione nel proprio audience. C'è chi consiglia di non pubblicare più di 2 o 3 contenuti giornalieri, ma in generale non esiste una vera best practice o un numero preciso di contenuti da pubblicare. Occorre semplicemente equilibrare la pubblicazione affidandosi di volta in volta a quelle che sono le aspettative del pubblico. Cercate ad esempio di creare un appuntamento quotidiano o settimanale e di pubblicare in determinate ore del giorno (diversi strumenti analitici integrati sulla piattaforma vi consentiranno di capire quali sono le ore più calde per la lettura o la condivisione dei contenuti).

Cosa piace agli utenti sui social network
Anche dare uno sguardo alle statistiche e agli studi sui comportamenti degli utenti nei confronti delle aziende sui social network può essere di aiuto per capire come attrarre e aumentare il numero di Mi Piace su una pagina Facebook.

Al cliente (secondo SproutSocial) piace essere coccolato non soltanto nelle relazioni face-to-face, ma anche sulle piattaforme digitali. Gli utenti dei social network non amano essere ignorati con le risposte ai messaggi o essere visti come dei bersagli cui indirizzare esclusivamente messaggi promozionali (più della metà degli intervistati ha affermato di sentirsi infastidito dalle troppe promozioni di un brand al punto da smettere di seguirlo nella quasi totalità dei casi).

Gli utenti seguono un brand su Facebook o su altri social network semplicemente perché sono attratti:

- dai prodotti o dalle promozioni;
- si interessano di quel settore;
- apprezzano la sua capacità di intrattenere il pubblico;


Profilo Privato e Profilo Pubblico
Sin dal suo esordio, Facebook ha imposto la separazione netta tra pagina aziendale e profilo personale. Quest'ultimo, come indica la parola stessa, è il profilo di una persona reale. La Pagina Aziendale, invece, è stata ideata come strumento per le imprese che vogliono comunicare con i propri consumatori e follower. Vediamo brevemente le 4 ragioni principali per cui un'azienda non dovrebbe mai creare un profilo personale per sponsorizzare la propria attività su Facebook:

1. Per diventare amico di un profilo personale è richiesta l'accettazione reciproca di entrambi gli account. Viceversa, chiunque può diventare fan di una Pagina Aziendale, senza il bisogno dell'approvazione da parte dell'amministratore. 

2. Quando un'impresa commerciale crea un profilo personale, potrebbe essere considerato come un Fake (falso) da Facebook e quindi essere cancellato in qualunque momento. Il social permette infatti ai suoi iscritti di segnalare i profili falsi. Se il profilo personale che usiamo per l'azienda viene segnalato come falso, abbiamo due effetti negativi: innanzitutto, la perdita di tutti i contatti acquisiti; in secondo luogo, avremo pubblicità negativa per l'attività commerciale.

3. Esistono poi dei vantaggi che una pagina fan ha, di cui non godono invece i profili personali. Uno di questi sono gli Insights, le statistiche riguardo la pagina e l'audience.

4. La Pagina Aziendale, infine, offre una serie di possibilità di personalizzazione, diventando una vera e propria vetrina per le attività dell'azienda, consentendo il lancio di offerte esclusive, la promozione dei prodotti, la sponsorizzazione dei post strategici e così via. 

GESTIONE DI UNA PAGINA FAN
Su Facebook possiamo partecipare come utente, pagina, gruppo. Per chi utilizza la piattaforma a scopo di business sono interessanti le pagine. Le pagine hanno lo scopo di informare e aggiornare gli utenti su ciò che può essere inerente un'azienda e/o attività. In particolare sono utilizzate per:

- attività di branding;
- lancio di nuovi prodotti;
- miglioramento dei prodotti/servizi;
- market survey;
- customer care;
- aumento del traffico al sito Web/blog (anche a pagamento).

Quindi, come e perché un'azienda dovrebbe sfruttare al meglio la sua presenza sui social?

- per acquisire più informazioni sul proprio pubblico;
- per far emergere se stessa e il suo pensiero;
- per interagire costantemente con i suoi utenti;
- per creare contenuti di valore che conquistino gli utenti e li invoglino a ricondividere e a parlare del brand.

La visualizzazione dei contenuti veicolati sulla base dell'edgerank, l'algoritmo sociale di Facebook che si basa sulla pertinenza e rilevanza delle nostre interazioni con profili pubblici e privati, all'interno del social network e sulle relazioni che instauriamo con i nostri contatti in riferimento ai nostri interessi.

Che cos'è l'EdgeRank
Proprio come il Page Rank di Google, anche Facebook ha il proprio algoritmo, il cosiddetto "EdgeRank". In base alla capacità di una pagina di creare engagement, interazione, crescerà la visibilità dei post sulla Bacheca degli utenti del social. Questo ci fa capire che i post su Facebook che ricevono molti likes, commenti e condivisioni sono più visibili nel newsfeed degli utenti.

Ci sono 3 elementi che incidono sull'Edgerank di Facebook. 

Affinità - È fondamentale capire cosa cerca la audience potenziale e creare contenuti basati sui suoi interessi. È necessario comunicare valori, offerte, prodotti che interessano ai fan. Una spinta importante deriva dalla bravura di chi posta contenuti sulla pagina: oltre a essere tematici e di interesse per la community, devono essere divertenti, suscitare emozioni e interrogativi. 

Tipo di post - Si può cominciare con foto e video, che sono i contenuti con cui interagiscono maggiormente gli utenti Facebook. Secondo alcune stime, i post fotografici ottengono più interazioni rispetto alla media. 

Tempo di decadimento del messaggio - È vero che sui post vale l'algoritmo dell'EdgeRank, ma è anche vero che raramente un post pubblicato una settimana fa anche se ha raggiunto un alto tasso di engagement sarà riproposto sulla bacheca degli utenti. Si chiama "decadimento del messaggio" e ci dice in quanto tempo un post diventerà obsoleto per Facebook.

Quali meccanismi permettono di rendere vincente la propria presenza sulla piattaforma social e di far decollare l' attività professionale?

- Visibilità
- Condivisione
- Interazione
- Autopromozione di prodotti e servizi

Ricordiamo sempre che è inutile puntare a milioni di fan se poi questi non sono realmente interessati alla nostra attività. Meglio avere poche migliaia di follower, ma che siano realmente interessate e orientate al business della nostra azienda. 

DUE CONSIGLI PER VINCERE SU FACEBOOK

1. Sponsorizzare la pagina e i post - Per una Pagina appena nata, soprattutto quando si tratta di un'azienda, è necessario prevedere un investimento (anche minimo) per la sponsorizzazione della Pagina e dei post, in modo da aumentarne la visibilità. 

2. Conversare
Imparare ad ascoltare, oltre che a parlare e interagire. Rispondere ai commenti che arrivano sulla pagina, alle recensioni, anche ai feedback negativi (soprattutto a questi). Interagire attraverso i messaggi privati e ascoltare quello che i follower hanno da dire per cercare di capire quando è il caso di aggiustare le strategie di comunicazione.

FACEBOOK BUSINESS PAGE
Cosa può ottenere un'azienda attraverso una Business Page?
- Una gestione professionale orientata completamente al business; 
- Fare pubblicità sul mercato locale;
- Dare accesso alle statistiche di utilizzo del mezzo;
- Creare tabs personalizzati per acquisire contatti diretti (lead generation);
- Essere visualizzata nelle ricerche (dentro e fuori Facebook) attraverso le parole chiave (keywords) della pagina.

Di seguito alcuni consigli su come sfruttare Facebook per scopi di business:
- Reclutare personale o collaboratori;
- È un mezzo economico per ottenere più consumatori;
- Aiuta a costruire credibilità;
- È utile per attirare traffico.

OTTIMIZZAZIONE DELLA PAGINA

Editing della pagina
Per ottimizzare la pagina possiamo inserire immagini di queste dimensioni:
Intestazione di pagina con grandezza di 851 X 315 pixel; 
Immagini per il profilo con grandezza di 160 x160 pixel;
Immagini singole da condividere di 505 X 504 pixel;
Inserire links da condividere con immagini di 484 x 252 pixel.

Immagine di copertina
Sfruttiamo la cover photo (immagine di copertina) mantenendo uno stile grafico in armonia con ciò che ci rappresenta online (sito Web, pagine social, community, social account ecc.). Se si ha, ad esempio, un sito Web è necessario utilizzare la stessa grafica e il medesimo stile di comunicazione.

Immagine suggestive: le immagini più attrattive risultano essere le più esclusive, interessanti e significative. Immagini professionali che mettano in rilievo la natura della vostra attività, la nicchia o il brand.
- Sfruttare tutta l'area della cover disponibile
- Possibilità di inserire, oltre ad immagini, testi e informazioni utili agli utenti.

Facebook specifica che la cover photo (immagine di copertina) non deve contenere: - prezzi o informazioni legate all'acquisto
- Informazioni di contatto (come indirizzo Web, email, indirizzo fisico o altre Informazioni che sono contenute nella sezione "about")
- Riferimenti a elementi dell'interfaccia utente (come "mi piace" o "condividi")
- Altre call to action (come "compralo" o "dillo ai tuoi amici")

COSÌ IL MARKETING DIVENTA EFFICACE SU FACEBOOK

Custom insights di Facebook
È una funzione che si trova nella categoria Gestione inserzioni e rivela informazioni importanti sul proprio target di pubblico:
Come usano Facebook - Consente di sapere se il pubblico accede alla nostra pagina di Facebook attraverso computer desktop o dispositivi mobile;
Pagina Like: La frequenza di like e commenti sui nostri post di Facebook e la frequenza di clic sugli annunci;
Informazioni demografiche: L'età e il sesso del nostro pubblico insieme ad altre informazioni come la loro istruzione;
Lingua e località: Quali lingue parla e dove vive il nostro pubblico;
Attività di acquisto: Comprende il loro passato comportamento di acquisto insieme alle loro preferenze dal punto di vista commerciale.
Gli insights sono uno strumento decisivo per fare marketing con Facebook, ma non l'unico...

Fare retargeting con Facebook
Facebook ha introdotto questa funzione per aiutare gli inserzionisti a fare retargeting con i loro clienti. Questa funzione permetterà di sapere chi ha visitato il vostro sito tramite un annuncio su Facebook.
Inoltre, consente anche agli inserzionisti di targhettizzare i propri annunci in base al pubblico esistente.

Scoprire di più con gli ADS Reporting
Sai che puoi conoscere ancora informazioni più dettagliate e precise sulle tue campagne Facebook come il numero di clic su ogni annuncio o le impressions? Facebook offre agli inserzionisti la possibilità di avere una chiara panoramica circa le persone che vedono i tuoi annunci e si può fare un elenco del numero di clic o impressions sugli annunci grazie alla funzione di Ads reporting.
Questo nuovo strumento aiuta gli inserzionisti a determinare rapidamente come un particolare annuncio si sta "comportando" per paese, età ecc. Con l'aiuto di tale strumento si può facilmente valutare le prestazioni degli annunci pubblicitari a seconda delle metriche di azione.

Monitoraggio delle conversioni
Se si desidera che i destinatari delle campagne intraprendano azioni specifiche dopo essere stati raggiunti dagli annunci, come ad esempio l'acquisto di un prodotto, lo strumento di monitoraggio delle conversioni consente di "valutare" se le campagne pubblicitarie sono proficue o meno. Inoltre, il monitoraggio delle conversioni aiuta le imprese nel calcolo del ritorno sugli investimenti (ROI).

CREAZIONE DI UNA PAGINA BUSINESS 
Creare una pagina aziendale è una procedura molto semplice, ma a volte anche un compito semplice può creare difficoltà. Nel caso delle Pagine aziendali su Facebook, il rischio è di creare un account incompleto, che non offra agli utenti tutti i dati di cui hanno bisogno. Ecco perché seguire queste istruzioni passo passo per ottimizzare al meglio la pagina Facebook aziendale. Le immagini del profilo e di copertina sono elementi molto importanti per la Pagina: l'impostazione grafica scelta rappresenta la vetrina della nostra attività online. Non solo: è importante scegliere le immagini giuste perché queste compariranno ogni volta che si pubblica un post o si risponde a un commento.

Logghiamoci su Facebook con il profilo personale e colleghiamoci a questo link. Le opzioni per l'apertura di una pagina sono 6; per gli scopi di business quello che interessa maggiormente risiede nelle prime due opzioni. Selezioniamo Impresa locale o luogo.


Nella sezione Categoria troviamo una lista di settori produttivi tra cui scegliere, da Abbigliamento fino a Svago e fitness. Alla voce Nome andremo a inserire il nome completo della nostra attività commerciale, specificandone la natura. Per esempio Pizzeria Da Gennaro.

Il passaggio successivo è l'inserimento di un'immagine del profilo e di copertina. Le dimensioni dell'immagine di profilo minime sono 180x180 pixel. L'immagine di copertina invece ha una larghezza di 820 pixel e un'altezza di 312. Aggiungiamo una breve descrizione di 155 caratteri.

Andiamo nella Sezione Informazioni, che troviamo nel menu laterale a sinistra. Qui possiamo modificare le informazioni generali di contatto, la presentazione, il nome della Pagina (previa approvazione di Facebook) e così via.


Clicchiamo in alto a destra su Impostazioni per approdare in una nuova sezione ricca di opzioni: qui possiamo decidere la Visibilità della Pagina (possiamo per esempio nascondere la Pagina se vogliamo prima inserire tutte le modifiche necessarie). Possiamo decidere chi può pubblicare nella Pagina, chi può recensirla, chi può contattare privatamente.

Puoi decidere se gestire la Pagina appena creata in completa autonomia o di affidare una parte della gestione a dipendenti, collaboratori, soci e così via. Per cambiare i Ruoli della Pagina andiamo sempre in Impostazioni/Ruoli della Pagina: il profilo con cui abbiamo creato la pagina risulterà sempre come amministratore. 

TOOL PER WEB MARKETER
Approfondiamo gli strumenti che Facebook ci mette a disposizione per gestire le nostre pagine.

SocialBakers - Si tratta di uno strumento di analisi e monitoraggio dei profili presenti sui social. Permette di tenere sotto controllo i fan, i followers e permette di collegare i profili dei seguenti social: Facebook, Twitter, Youtube e Google+. SocialBakers fornisce un aggiornamento settimanale o mensile dei propri followers. 


Tabsite - Offre tante soluzioni, alcune delle quali gratis. Con questo tool è possibile creare, tra le altre cose, tab personalizzate per contest, landing page, sweepstakes, social app (Twitter, Pinterest, Instagram).

App Addictive - Altra suite interessante, ma meno completa di quella offerta da Tabsite: tab statiche in HTML, social app, social quiz sono alcune delle possibili soluzioni offerte da questo tool.

Heyo - Contest, promozioni e deal sono alcune delle attività che si possono implementare grazie a Heyo. Questo tool offre un'usabilità molto semplice; grazie alla dinamica del "drag and drop" è possibile creare Facebook tab personalizzate in base alle esigenze e agli obiettivi.

Woobox - Woobox è un altro tool per creare tab su Facebook, con questo strumento possiamo, ad esempio, organizzare concorsi, instant win, contest o creare social app per Pinterest, Instagram e Twitter.

Hootsuite - Questa piattaforma permette di gestire la comunicazione sulla pagina Facebook, sull'account Twitter, su LinkedIn o sul gruppo Facebook, contemporaneamente e in modo semplice. Hootsuite ha ottenuto un enorme successo che l'ha reso ormai uno strumento indispensabile per ottimizzare il tempo di gestione social.

PAGINA FACEBOOK: LE REGOLE PER IL SUCCESSO

1. È inutile avere 100.000 fan di una pagina che non sono interessati ai tuoi prodotti o servizi; quindi non comprare fan con sistemi e agenzie che cercano trucchi da quattro soldi.

2. Non pubblicare i post in automatico con Tool esterni e non fare copia e incolla del link del tuo sito per risparmiare tempo. Esistono delle statistiche che indicano che fare così influisce negativamente sull'Edge Rank.

3. Parla in prima persona della tua azienda: non bisogna mai dimenticare che Facebook è un social network quindi usa la pagina per rivelare ai clienti/utenti il lato umano della tua azienda.

4. Non pubblicare continuamente post che pubblicizzino i tuoi prodotti: avrai come unico risultato che a lungo andare i post li vedrai solo tu e nessun altro, anche se hai una pagina con migliaia di utenti.

5. Se non siete una grande azienda che può permettersi un Social Media, siate semplici e pubblicate foto del vostro team, del vostro ufficio: utilizzate un linguaggio semplice e diretto.

6. Foto, foto e ancora foto: hanno un appeal maggiore di qualsiasi frase ad effetto. Le foto non devono essere fatte da professionisti, anzi più semplici sono, meglio si prestano ad essere condivise. Le foto vanno naturalmente accompagnate da testo e link al sito.

7. Ultimo, ma non meno importante, visto che stiamo parlando di un'attività di marketing aziendale, è non dimenticare il bisogno di misurare le performance delle attività sui social network. Come per le altre attività aziendali occorre definire delle metriche di misurazione per valutare i risultati conseguiti.

Copyright

Venerdì, 31 Marzo 2017 10:40

USA, ZTE è stata riaccolta

Roma - ZTE ha ammesso di avere commesso degli errori e promette di non tradire la fiducia che le autorità statunitensi ripongono nelle sue strategie di mercato: l'azienda cinese, dopo aver ristabilito i rapporti con gli Stati Uniti ammettendo di aver gestito relazioni commerciali con paesi come Iran e Corea del Nord e pagando le relative sanzioni, è stata depennata dalla lista dei soggetti con cui gli USA non fanno affari. 

ZTE era stata inclusa nella lista nera nel mese di marzo dello scorso anno a causa delle violazioni commesse nel corso degli anni passati, quando ZTE commerciava con paesi sottoposti a embargo come l'Iran, facendovi filtrare tecnologia statunitense.

La distensione dei rapporti tra l'azienda cinese e le autorità statunitensi si è concretizzata con l'accordo stipulato all'inizio del mese di marzo con il Dipartimento del Commercio. Con il pagamento di 892 milioni di dollari in sanzioni, cifra che ha gravato non poco sui conti dell'azienda cinese, ZTE si è riguadagnata la fiducia delle autorità statunitensi e la possibilità di intessere rapporti commerciali con il paese.Ora l'azienda cinese assicura di voler voltare pagina rispetto a "un capitolo impegnativo del suo passato" con le dichiarazioni del CEO Zhao Xianming: "Ammettendo gli errori che sono stati compiuti ed accettando la relativa responsabilità, e concentrandoci sulla possibilità di portare un cambiamento positivo in azienda, puntiamo a una ZTE conforme, sana e meritevole di fiducia".

Il tradimento della fiducia che le autorità statunitensi le hanno concesso vale 300 milioni di dollari: l'azienda cinese ha accettato di essere sottoposta ad un monitoraggio che durerà sette anni e che in caso di violazione comporterà queste ulteriori sanzioni e il divieto di accesso ad un mercato determinante per il proprio business.

Copyright

 

Roma - L'ordinanza nei confronti del gestore di una manciata di siti che offrivano agli utenti link a contenuti condivisi altrove senza autorizzazione degli aventi diritto è stata revocata, insieme alla relativa sanzione, perché "difetta (...) ai fini dell'integrazione della fattispecie contestata, adeguata prova della finalità di lucro". Punto Informatico ha ottenuto il testo della sentenza emessa nel mese di febbraio dal Tribunale di Frosinone, di cui nei giorni scorsi erano stati diffusi degli stralci e di cui si era già fornita una prima analisi

Il giudice, come si evince dal testo completo della sentenza, non si è addentrato nella definizione delle responsabilità di chi condivida link a opere caricate senza autorizzazione, né si è spinto ad imprimere un nuovo orientamento a una materia che la stessa Corte di Giustizia dell'Unione Europea maneggia con estrema cautela. Semplicemente, ha applicato in maniera rigorosa quanto previsto dalla legge italiana che regola il diritto d'autore.

Nello specifico, con l'ordinanza-ingiunzione emessa dal Prefetto di Frosinone nel mese di aprile del 2015, il gestore dei siti era stato sanzionato per una somma di 546.528,69 euro più spese, ritenuto responsabile della violazione del diritto esclusivo di comunicazione al pubblico su reti telematiche a fini di lucro. La decisione si basava sugli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza fin dal 2014: in prima battuta, le indagini delle Fiamme Gialle si erano concentrate "su svariati domini che organizzavano contenuti multimediali, con assoggettamento a pubblicità obbligatoria preliminare", siti che sostanzialmente fungevano da contenitori di link che indirizzavano a opere disponibili in streaming e per il download ospitate su piattaforme terze. Fra questi siti figurava filmakerz.org: il sito, nel corso del 2014, era stato oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo, in breve tempo annullato dal Tribunale del Riesame di Roma perché aveva ritenuto "inadeguato il quadro di informazioni fornito, sia in relazione all'identificazione delle opere tutelate fruibili in violazione della legge a tutela del diritto d'autore, sia in relazione alla natura dei banner pubblicitari e all'effettiva capacità di produrre reddito in favore di ciascun specifico sito".La Guardia di Finanza aveva approfondito le indagini, ricorda il giudice di Frosinone nella sentenza di febbraio 2017, ricostruendo le relazioni di filmakerz.org con cineteka.org e con gli altri domini che verosimilmente "fossero tutti nella disponibilità dello stesso soggetto". Questo era bastato al Prefetto di Frosinone per emettere l'ordinanza-ingiunzione dell'aprile 2015, quella contro cui il gestore dei siti è ricorso.

La sentenza dello scorso febbraio ha annullato l'ordinanza-ingiunzione del 2015 poiché, come anticipato, manca delle prove necessarie a dimostrare la violazione dell'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis della legge 633/41, e nello specifico manca delle prove necessarie a dimostrare il fine di lucro previsto dall'articolo in questione. Al gestore dei siti, spiega il giudice di Frosinone che ha annullato l'ordinanza-ingiunzione, "è stata irrogata la sanzione amministrativa per aver violato l'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis e non altra disposizione normativa": "al fine della commissione dell'illecito in esame, deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa".

Il giudice del tribunale di Frosinone spiega che "nella fattispecie in esame, nel richiamato verbale della GdF, a parte l'iniziale generico richiamo alle indagini svolte nei confronti di una pluralità di domini che assoggettavano a pubblicità preliminare l'accesso alla visione dell'opera tutelata, nulla risulta specificamente verificato ed allegato in relazione alla natura dei banner pubblicitari e all'effettiva capacità di produrre reddito in favore di filmakers.bizfilmaker.mefilmakerz.org e cineteka.org". L'avvocato Sarzana, difensore del gestore dei siti, aveva spiegato a Punto Informatico come la Guardia di Finanza avesse "analizzato e verificato tutti gli introiti del sito, derivanti da 5 advertiser": queste prove, evidentemente, non sono state ritenute sufficienti dal giudice per inquadrare la situazione della rete di siti e dimostrare che il gestore agisse per quei fini di lucro da cui l'applicazione dell'articolo 171 ter, comma 2, lettera a-bis non può prescindere.

In sostanza il giudice non chiarisce per quale motivo le prove addotte dalle Fiamme Gialle siano insufficienti a dimostrare il fine di lucro, se perché non adeguatamente dettagliate o perché dimostrino che il gestore non abbia incamerato introiti sufficienti per delineare il fine di lucro ma un semplice risparmio. 
Men che meno entra nei dettagli delle cifre necessarie che distinguono le violazioni del diritto d'autore per fini di lucro o per mero risparmio, né si pronuncia sulla distinzione tra la condivisione di link o la condivisione diretta di opere protette: si limita ad affermare che l'ordinanza-ingiunzione vada annullata perché "difetta (...) ai fini dell'integrazione della fattispecie contestata, adeguata prova della finalità di lucro", e "non può dunque ritenersi legittimamente emessa".

Copyright

Venerdì, 31 Marzo 2017 10:49

PI Trucchi/ Potenziare il browser

Il compito principale di un browser è quello di permettere all'utente di visualizzare le pagine Web, nulla di più, nulla di meno. Quel che però non tutti sanno (o che comunque non hanno mai notato) è che, un po' come avviene con tanti altri programmi d'uso comune, nella loro estrema semplicità d'impiego i browser possono essere personalizzati e ottimizzati a piacimento, in modo da rendere la navigazione in Rete più sicura e performante. 
Alcuni software come Google ChromeMozilla Firefox e Microsoft Edge offrono un ampio margine di personalizzazione. Tramite alcuni trucchi o utilizzando apposite estensioni è possibile sbloccare delle funzioni nascoste o aggiungerne di nuove. 

TRUCCHI PER GOOGLE CHROME

Chiusura rapida di tab e finestre
Chrome offre una serie di funzioni all'avanguardia che risultano nascoste agli utenti ma su cui è possibile intervenire per apportare migliorie al browser e alla navigazione in Rete, come velocizzare la chiusura di tab e finestre. 
Digitiamo chrome://flags nella barra degli indirizzi di Chrome e pigiamo il tasto Invio sulla tastiera. Nella pagina che si apre individuiamo la voce Chiusura veloce di schede/finestre, facciamo clic sulla corrispondente voce Abilita e poi su Riavvia ora. Chrome verrà riavviato per applicare le modifiche. 
Se non riusciamo a trovare l'opzione usiamo la scorciatoia da tastiera Ctrl+F, digitiamo la parola chiave di riferimento (chiusura veloce) nella barra di ricerca apparsa in alto a destra e premiamo Invio sulla tastiera. Per ripristinare questa e altre impostazioni nascoste di Chrome, sarà sufficiente accedere nuovamente alla pagina in oggetto e cliccare su Ripristina i valori predefiniti per tutto collocato in alto.


Pagine Web con il turbo
Un'altra opzione che possiamo abilitare tramite le impostazioni nascoste di Chrome è quella che consente di rendere il caricamento delle pagine Web estremamente rapido, molto più di quanto non sia già possibile fare. Individuiamo l'opzione Funzioni Canvas sperimentali, clicchiamo sulla relativa voce Abilita e poi su Riavvia ora
È possibile migliorare ulteriormente il caricamento delle pagine Internet, almeno per quanto riguarda alcuni siti Web, selezionando anche la voce Attiva dal menu che troviamo in corrispondenza della funzione Protocollo sperimentale QUIC.


Generatore di password sicure a portata di clic
Chrome integra un generatore di password simile alla maggior parte dei software in grado di adempiere al medesimo scopo. Si attiva in maniera automatica quando apriamo una pagina Web che richiede l'immissione di una password: verranno fornite delle chiavi adeguate e sufficientemente complesse in base al portale su cui si trova. Di default il generatore di password è disabilitato. Per abilitarlo, accediamo alla pagina delle impostazioni "segrete" di Chrome, individuiamo la voce Generazione di password e selezioniamo Attiva dal relativo menu. Basterà poi cliccare sul pulsante Riavvia ora per applicare le modifiche. 
Nel caso specifico di questa funzione, è bene tenere a mente che dovremo effettuare l'accesso a Chrome con il nostro account Google. 

Ingrandiamo il testo
Per consultare in maniera agevole e veloce i siti Internet, possiamo aumentare la dimensione del testo presente sugli stessi usando un'apposita funzionalità annessa alle impostazioni di Chrome. Per fare ciò, cicchiamo sul pulsante Menu (quello con i tre puntini) collocato in alto a destra, selezioniamo Impostazioni/Mostra impostazioni avanzate e interveniamo sul menu presente in corrispondenza dell'opzione Dimensioni dei caratteri.
Qualora il risultato non fosse soddisfacente, possiamo appellarci a Zoom, un'estensione che permette di aumentare il livello di ingrandimento di testi e intere pagine Web solo di alcuni siti Internet, lasciando inalterati gli altri. 


Caricamento delle immagini al fulmicotone
Rendere più rapido il caricamento delle immagini in Rete può rappresentare un buon sistema per aumentare la velocità di navigazione con Chrome. Per fare ciò, accediamo alla pagina dei settaggi segreti del browser, individuiamo la voce Numero di thread raster, selezioniamo il valore 4 dal relativo menu a tendina e acconsentiamo al riavvio del browser per fare in modo che le modifiche vengano applicate. 

Schede sospese e memoria libera
Molti internauti lasciano aperte più schede durante le loro scorribande in Rete. Si tratta di una pratica indubbiamente comoda, ma che può portare a non pochi rallentamenti, sia nella navigazione online che nell'uso del PC, andando a impegnare un eccessivo quantitativo di RAM. La soluzione sta nel chiudere le schede non più utili. In alternativa, possiamo affidarci all'estensione The Great Suspender capace di fare per noi il "lavoro sporco". Dopo aver installato l'estensione, facendo clic sulla sua icona e accedendo alle relative impostazioni potremo specificare l'arco di tempo massimo trascorso il quale le schede aperte e non attive verranno automaticamente sospese. Per ricaricarle così come se nulla fosse mai accaduto, basterà cliccarci sopra o usare l'icona dell'estensione. 


Malware KO
Malfunzionamenti, eccessiva lentezza e strani errori in Chrome nella maggior parte dei casi sono riconducibili alla presenza di un malware annidato nel computer. In una situazione di questo tipo, oltre ad effettuare una scansione dell'intero sistema utilizzando un software antivirale, possiamo ricorrere all'app Chrome Software Cleaner, specifica per Chrome e funzionante su Windows 7, 8/8.1 e 10.
L'applicazione va scaricata e avviata sul computer; una volta entrata in azione analizza Chrome e le sue impostazioni, rimuove eventuali software dannosi o indesiderati e ripristina i settaggi di default del browser. Il suo uso è abbastanza intuitivo, grazie alla semplice procedura guidata mostrata a schermo. 


Stop alla raccolta dati
La stragrande maggioranza dei software, dei servizi online e dei sistemi operativi raccolgono dati di telemetria. Chrome non è da meno. Anzi, non solo raccoglie dati relativi alla nostra navigazione in Rete, ma per di più sfrutta il processo ChromeCrashHandler.exe in background sul PC che "mangia" non poche risorse. Volendo, possiamo rimediare digitando chrome://settings nella barra degli indirizzi, cliccando su Mostra impostazioni avanzate nella scheda aperta del browser e togliendo il segno di spunta da Invia automaticamente a Google statistiche sull'utilizzo e rapporti sugli arresti anomali presente in corrispondenza della sezione Privacy. Per fare in modo che le modifiche vengano apportate dovremo riavviare il browser. 


Stampanti nel cloud
Le nuove stampanti includono il supporto a Google Cloud Print, la tecnologia Google che consente di stampare via Web, ovunque e con qualsiasi dispositivo. Per usufruirne non è però necessario sborsare neppure un centesimo, almeno non se abbiamo l'abitudine di navigare in Rete con Chrome. Il browser Google integra infatti una comoda opzione grazie alla quale è possibile attivare l'uso del servizio su qualsiasi stampante. 
Accendiamo la stampante e assicuriamoci che questa risulti collegata al computer dopodiché digitiamo chrome://devices nella bara degli indirizzi e premiamo Invio. Clicchiamo su Aggiungi stampanti sotto la voce Stampanti classiche. Nell'elenco dei dispositivi da registrare, che successivamente andrà ad aprirsi, deselezioniamo tutto ad accezione della stampante che vogliamo aggiungere e clicchiamo su Aggiungi stampante


TRUCCHI PER MOZILLA FIREFOX

Tab messe di lato
Mozilla consente di provare in anteprima alcune nuove funzionalità di Firefox senza dover installare le versioni beta del browser. In che modo? Grazie a Test Pilot, un programma gratuito che, per l'appunto, consente di provare in anteprima funzionalità del browser non ancora rese disponibili agli "utenti standard". Tra queste c'è la possibilità di spostare di lato le schede aperte invece che tenerle in alto. Per accedere al programma Test Pilot e abilitare la suddetta funzione basta digitare https://testpilot.firefox.com nella barra degli indirizzi di Firefox, premere Invio sulla tastiera e cliccare su Installa l'estensione Test Pilot. Facciamo poi clic sulla nuova icona aggiunta alla barra degli strumenti di Firefox, scorriamo verso il basso la scheda che si apre e premiamo Inizia in corrispondenza della funzione Tab Center e poi su Attiva Tab Center. Per concludere, basterà cliccare l'icona della nuova funzione aggiunta (in alto a destra della finestra di Firefox) e tutte le schede aperte verranno immediatamente spostate di lato. 


Tutte le attività in una scheda
La maggior parte dei browser ci aiutano a individuare rapidamente i siti Internet che visitiamo di più, a visualizzare la cronologia e altre operazioni utili per avere un quadro completo delle nostre attività in Rete. Abilitata la funzione Activiy Stream, sempre mediante Test Pilot, possiamo ottenere queste e altre informazioni in maniera ancora più rapida e intuitiva. Clicchiamo sull'icona Test Pilot nella barra degli strumenti di Firefox, scorriamo verso il basso la nuova scheda visualizzata, selezioniamo il bottone Inizia in corrispondenza di Activity Stream e poi Attiva Activity Stream. Cliccando sul pulsante + per aprire una nuova scheda potremmo visualizzare il nostro flusso di attività. 


Un task manager per Firefox
Pagine Web e add-ons che non rispondono più ai comandi possono dare non pochi grattacapi. Task Manager, un add-on per Firefox pensato proprio per far fronte a situazioni di questo tipo, può dunque essere un valido strumento da prendere in considerazione.
Il funzionamento dell'add-on è molto simile al Task Manager di Windows. Dopo averlo installato, possiamo avviarlo cliccando sull'apposita icona aggiunta alla barra degli strumenti del browser. Verranno mostrate le schede aperte e quelle attive unitamente alla quantità di memoria e di risorse di CPU che consumano. Se una scheda non risponde o impegna troppe risorse basta selezionarla dall'elenco e fare clic su Kill Process.
Per quanto concerne i componenti aggiuntiti, il loro utilizzo non può essere interrotto mediante Task Manager, ma grazie ad esso possiamo comunque individuare quelli che creano problemi in modo tale da poterne poi effettuare la disinstallazione dalle impostazioni del browser.


Aumentiamo la velocità di navigazione
Anche Firefox integra una sezione contenente delle impostazioni segrete a cui è possibile metter mano per alterare e migliorare il funzionamento del browser. Per accedere a tali impostazioni, digitiamo about:config nella barra degli indirizzi e poi diamo Invio sulla tastiera. 
Ci verrà mostrato un avviso a schermo indicante il fatto che è bene continuare solo se siamo coscienti di quel che stiamo per fare. Clicchiamo su Accetto i rischi e utilizziamo la barra di ricerca collocata in alto per individuare le seguenti voci: browser.download.animateNotificationsbrowser.fullscreen.animatebrowser.preferences.animateFadeIn e browser.tabs.animate.
Clicchiamo su ciascuna voce in modo da far apparire la dicitura false in corrispondenza della colonna Valore. In questo modo andremo a incrementare notevolmente la velocità di navigazione in Rete. Cerchiamo poi le voci network.http.pipelininge network.http.proxy.pipelining e facciamo doppio clic su ciascuna di esse per far si che in corrispondenza della colonna Valore appaia la voce true.
Cerchiamo ora la voce security.dialog_enable_delay, facciamo sempre doppio clic, digitiamo 0 e poi pigiamo su OK
Se la connessione Internet in uso risulta particolarmente lenta, possiamo cercare anche la voce network.prefetch-next e farci doppio clic sopra per portare il relativo valore su false.
In seguito, riavviamo Firefox per far sì che le modifiche apportate vengano applicate. 


Stop al buffering su YouTube
In passato, per poter guardare video su YouTube senza fastidiose interruzioni (il famigerato "buffering") bastava far caricare l'intero filmato mettendolo in pausa così da poterlo riprodurre successivamente senza problemi. La pratica risultava comoda nel caso di connessioni lente. Oggi, però, le cose sono cambiante: YouTube, così come altri servizi di streaming video utilizza un sistema chiamato "DASH" che va a caricare i video in più blocchi. Quel che ne consegue è che non è più possibile stoppare un filmato e attendere che venga caricato completamente. Una soluzione, per fortuna, esiste: basta installare l'add-on YouTube without DASH Playback, fare clic sulla sua icona, aggiunta alla barra degli strumenti, e il gioco è fatto.

HTTPS sempre e comunque
Effettuando l'installazione dell'add-on HTTPS Everywhere possiamo rendere la navigazione in Rete più sicura e veloce. Grazie all'installazione di questo componente aggiuntivo possiamo fare in modo che la crittografia HTTPS venga attivata in automatico su tutti i siti Internet che ne fanno uso, anche quando digitiamo URL e link omettendo il prefisso https:. Una vera e propria manna dal cielo per chi è solito collegarsi a reti Wi-Fi pubbliche. 


Disattivare add-ons e plug-in non indispensabili
Un modo per velocizzare Firefox consiste nel disattivare add-on e plug-in non più utilizzati. Per fare ciò, clicchiamo sul pulsante Menu (quello con le tre linee) in alto a destra, Componenti aggiuntivi e successivamente su Estensioni e/o Plugin. Individuiamo l'elemento da rimuovere e clicchiamo sul pulsante per disattivarlo o quello mediante cui poter accedere alle relative opzioni al fine di disabilitarne l'uso. 

No alla raccolta dati
Mediante l'invio di dettagliati report periodici, Firefox condivide con Mozilla molti dati riguardanti i suoi utenti e le attività svolte in Rete. Tali informazioni, sostiene Mozilla, vengono raccolte al fine di migliorare le prestazioni e la sicurezza di Firefox. Se l'idea ci infastidisce, possiamo disabilitare la raccolta e l'invio dei dati in questione. Per farlo, clicchiamo sul pulsante Menu (quello con le tre linee) in alto a destra, poi su Opzioni, su Avanzate e successivamente sulla scheda Condivisione dati dopodiché rimuoviamo il segno di spunta da tutte e tre voci visualizzate. 


TRUCCHI PER MICROSOFT EDGE

Attivare il fast open delle pagine
Anche Microsoft Edge include una sezione segreta tramite la quale è possibile metter mano a delle impostazioni che permettono di truccare e potenziare il browser. Per accedervi, digitiamo about:flags nella barra degli indirizzi di Edge e premiamo Invio sulla tastiera. Scorriamo verso il basso la pagina visualizzata, individuiamo la voce Abilita TCP Fast Open in corrispondenza della sezione Rete e apponiamo il segno di spunta sulla relativa casella. Successivamente riavviamo il browser per applicare le modifiche apportate. L'abilitazione del suddetto protocollo può permettere di incrementare la velocità del caricamento delle pagine del 40 per cento.


Miglioramento generale delle prestazioni
Se il computer che stiamo usando dispone di un buon quantizzavo di RAM, possiamo abilitare una speciale opzione di Microsoft Edge che migliora enormemente le sue prestazioni lasciando campo libero al browser nell'uso e nella gestione della memoria. Per fare ciò, rechiamoci nella sezione relativa alle impostazioni segrete di Microsoft Edge e spuntiamo la casella presente in corrispondenza di Consenti un uso della memoria senza limitazioni per le pagine Web annessa alle Impostazioni sviluppatore. Riavviamo il browser per far sì che le modifiche vengano effettivamente applicate. 

Disabilitiamo Flash
Disabilitare l'uso di Flash Player può migliorare la velocità di caricamento delle pagine su numerosi siti Internet con animazioni; inoltre può aumentare il grado di sicurezza della navigazione in Rete impedendo agli hacker di sfruttare eventuali falle di quest'ultimo. Per disabilitare Flash clicchiamo sul pulsante Menu (quello con i tre puntini) collocato in alto a destra, poi su Impostazioni e successivamente su Visualizza impostazioni avanzate. Portiamo quindi su Disattivato l'interruttore relativo alla voce Usa Adobe Flash Player.


Più privacy in chat
Se usiamo Microsoft Edge per connetterci a tutti quei servizi che sfruttano WebRTC (protocolli usati spesso per le comunicazioni in tempo reale), è possibile che la connessione in oggetto possa rivelare informazioni private come sistema operativo, indirizzo IP e altri dati che potrebbero fare gola a eventuali malintenzionati. 
Per correre ai ripari possiamo abilitare un'apposita opzione inclusa in Microsoft Edge. Per farlo, rechiamoci nella pagina dei settaggi segreti del browser e apponiamo il segno di spunta in corrispondenza della voce Nascondi l'indirizzo IP locale su connessioni WebRTC annessa alla sezione WebRTC. Anche in tal caso dovremmo riavviare il browser per rendere effettive le modifiche. 

Gestione dei segnalibri migliorata
Microsoft Edge non offre un sistema di gestione dei segnalibri particolarmente entusiasmante. Per fortuna possiamo far fronte alla mancanza ricorrendo all'uso del tool Edge Manage Favorites
Questo strumento gratuito permette di organizzare, importare, modificare ed esportare i preferiti del browser di casa Microsoft in maniera tanto semplice quanto comoda. Prima di avviare il programma è necessario assicurarsi che Microsoft Edge sia chiuso.


Potere alle gesture
Microsoft Edge è un browser Web pensato per essere utilizzato anche su schermi touch. Se però siamo soliti navigare in Rete con mouse (o trackpad) e tastiera potremmo trarre grande giovamento dall'installazione di Mouse Gestures capace di migliorare, e non poco, l'uso del navigatore mediante apposite gesture. Grazie a questa estensione, ad esempio, se durante la navigazione in Rete teniamo premuto il tasto destro del mouse facendo uno scroll verso sinistra potremo tornare subito alla pagina Web precedentemente visualizzata. 


Ripristiniamo il tasto Home
Su Microsoft Edge il tasto che permette di visualizzare la home del browser risulta disabilitato. In apparenza può sembrare una banalità, ma la sua mancanza potrebbe rallentare la navigazione in rete (o quanto meno obbligarci a qualche clic di troppo).
La soluzione? Clicchiamo sul pulsante Menu (quello con i tre puntini), selezioniamo la voce Impostazioni dal menu visualizzato, clicchiamo Visualizza impostazioni avanzate e mettiamo su Attivato l'interruttore presente in corrispondenza della voce Mostra pulsane Home. Tramite il menu sottostante possiamo regolarne a piacimento il modus operandi.

Copyright

Roma - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato (215 voti contro 205) definitivamente la disposizione che diminuisce le salvaguardie vigenti a tutela dei dati personali degli utenti online.

La risoluzione era stata presentata e approvata la settimana scorsa in Senato e serviva esplicitamente a stralciare quanto previsto dal regolamento adottato dalla Federal Communications Commission sotto l'ex-presidente Obama, ovvero l'obbligo da parte degli Internet Service Provider di ottenere l'autorizzazione dei propri utenti prima di poter vendere a terzi i dati sensibili in loro possesso, come per esempio la loro cronologia di navigazione: in maniera molto sintetica e definitiva, la risoluzione "disapprova il regolamento adottato dalla FCC relativo alla Protezione della Privacy degli Utenti delle telco e degli altri servizi di telecomunicazioni e pertanto esso non deve avere effetto".

Dopo il voto della Camera dei Rappresentanti all'approvazione definitiva manca solo la firma del Presidente Trump, i cui consiglieri hanno già reso noto il sostegno alla risoluzione. Con tale disposizione vengono stralciate le regole finora adottate che impediscono agli intermediari di disporre dei dati personali degli utenti raccolti nel corso della loro navigazione senza il consenso esplicito dei consumatori: in questo modo, come desiderato da Repubblicani e dalle grandi telco, gli ISP potranno, al pari di altre aziende ICT come Google e Facebook, trasformare le informazioni personali in dati utili per l'advertising tagliato su misura (o per altri utilizzi profittevoli). Già durante l'amministrazione Obama i Repubblicani e i lobbisti avevano tentato di stralciare la normativa che impediva loro di partecipare a tale mercato, ma l'allora Presidente aveva sempre posto il suo veto.La risoluzione rappresenta invece ora il primo passo nella strategia del nuovo Presidente Trump, che vorrebbe sottrarre alla FCC il compito di vigilare sulla questione della regolamentazione degli ISP, comprensiva delle questioni di privacy, per affidarlo alla Federal Trade Commission (dotata di molti meno poteri di vigilanza e di inferiori risorse per occuparsene) e che - in generale - vorrebbe alleggerire le regolamentazioni per il settore nel nome del libero sviluppo del mercato.

I sostenitori della necessità di normative a tutela della privacy si sono naturalmente indignati davanti alla votazione della risoluzione. Il Center for Digital Democracyritiene che da ora in poi "gli americani non saranno più sicuri online dall'accesso illecito e segreto dei loro dati". EFF ha parlato di misura che tutela gli interessi degli Internet Service Provider e non degli utenti e che vengono in questo modo cancellate le protezioni basilari della privacy online.

Contro la deregolamentazione si erano espressi anche gli ISP minori, una ventina dei quali si era unita alle azioni di EFF per opporsi alla risoluzione: "Sono tanti gli ostacoli strutturali sul mercato degli intermediari che non permettono agli utenti di orientarsi liberamente tra i diversi ISP", riferivano. Per esempio, ora, un criterio potrebbe essere quello di non scegliere uno degli operatori che abbia esercitato pressioni per ottenere la possibilità di rivendere i dati degli utenti.

Copyright

Copyright © Xion Informatica S.n.c. - P. IVA 06455280963
Powered by Rubedo Marketing & Web Solution
Security by Ermeteus