Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Uno strumento che fa leva sulle potenzialità degli algoritmi di intelligenza artificiale per destreggiarsi tra le competenze e le risorse di un’azienda. Così Microsoft presenta Project Cortex, una delle novità annunciate in occasione dell’evento Ignite 2019 in corso in questi giorni a Orlando.

Microsoft presenta Project Cortex

Come sottolinea il gruppo di Redmond, si tratta del primo servizio destinato a Microsoft 365 dal lancio di Teams. Si rende utile connettendo le persone e i contenuti, come mostrato da alcuni esempi raccolti nel video in streaming di seguito. Passando il puntatore del mouse sul titolo di un progetto (all’interno di un’applicazione Office, in Outlook o in Teams) mostra una scheda contenente la sua descrizione, i documenti relativi allo sviluppo e gli appuntamenti del calendario creati dal personale che ci sta lavorando. I metadati necessari alla classificazione, compresi i tag, vengono aggiunti in modo del tutto automatico dall’IA.

Project Cortex testimonia l’impegno di Microsoft nell’evolvere le modalità di apprendimento e condivisione delle informazioni attraverso la loro analisi e organizzazione, creando dei veri e propri topic che sono poi resi consultabili in modo immediato e intuitivo ai collaboratori che ne necessitano.

Il sistema non prende in considerazione solo i documenti, ma anche le email, le conversazioni, le registrazioni e le trascrizioni dei meeting nonché i backup delle videoconferenze, estraendone i dati più importanti. Al momento è accessibile solo in forma d’anteprima, mentre il debutto su scala globale della versione definitiva è previsto entro il prossimo anno.

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Mozilla annuncia oggi con un post sul blog ufficiale quella che sarà la sua prossima mossa introdotta per migliorare l’esperienza offerta da Firefox. Il debutto della versione 72 (attualmente siamo alla release 70) previsto per il gennaio 2020 porterà con sé un giro di vite nei confronti delle notifiche. L’obiettivo è chiaro: fermare o quantomeno ridurre lo spam a cui sono sottoposti gli utenti durante le sessioni di navigazione, fornendo loro un maggior controllo.

Firefox 72: niente più spam delle notifiche

Quando un sito chiederà tramite browser il permesso per mostrare le notifiche, anziché visualizzare il classico prompt (o pop-up) si limiterà a far comparire nella barra dell’indirizzo una piccola icona. L’utente dovrà fare click sull’immagine per dare poi la propria autorizzazione oppure per negarla in modo che la domanda non venga posta di nuovo in un secondo momento.

La gestione delle notifiche nelle prossime versioni di Firefox

La decisione è stata presa da Mozilla sulla base dei feedback emersi da una ricerca condotta: il 99% delle volte in cui viene mostrato un prompt di questo tipo, gli utenti non concedono il permesso necessario per mostrare le notifiche, nel 48% dei casi facendo attivamente click sul pulsante per negare il consenso. Secondo lo studio, effettuare più volte la stessa richiesta quasi mai si traduce in un esito positivo.

Firefox 70 e la gestione delle notifiche

In verità, la modalità di gestione delle notifiche è già cambiata con il debutto della versione 70. Come si può vedere nello screenshot qui sopra, sebbene il prompt sia ancora visualizzato, l’opzione “Non ora” è stata sostituita da “Mai”. Così facendo si evita che all’utente venga nuovamente posta la domanda alla visita successiva. Firefox è il primo browser ad adottare un approccio di questo tipo, ma anche Google sta valutando l’ipotesi di fare altrettanto con le prossime edizioni di Chrome.

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Giovedì, 24 Ottobre 2019 14:51

macOS Catalina: problemi e soluzioni

Dopo il rilascio della versione GM, il lancio della versione definitiva al grande pubblico è alle porte. Scopriamo quali sono i problemi più comuni e come risolverli.

l bimestre settembre/ottobre è particolarmente caldo per Apple, sia sul fronte Hardware che Software. Il lancio dei nuovi iPhone e iPad ha catalizzato le attenzioni principali e gli aggiornamenti di iOS 13 sono stati caratterizzati da qualche problema di gioventù, rapidamente corretto da Apple. Anche la versione finale di macOS Catalina è finalmente disponibile a tutti: dal momento che il Mac è per molti professionisti uno strumento di lavoro cardine, la cautela è d’obbligo e una guida alla risoluzione dei problemi noti può essere particolarmente utile.

Quali sono le principali novità di macOS Catalina?

Rispetto ai vari Mojave, High Sierra o precedenti, Catalina porta con se molte novità:

  • iTunes: iTunes è stato suddiviso in Apple Music, Podcast e Apple TV.
  • Sidecar: Sidecar è una nuovissima funzionalità di macOS Catalina, che ti consente di utilizzare l’iPad come secondo display e di utilizzare Apple Pencil come dispositivo di input per Mac.
  • Dov’è: introdotto anche su iOS 13, in macOS Catalina è un’app utile per cercare persone e dispositivi
  • App: Foto, Safari, Mail, Promemoria, Preferenze di Sistema, ecc. Sono dotati di nuove funzionalità e le app a 32 bit non sono più disponibili in macOS 10.15.

Problemi di download / installazione di macOS Catalina

Non è possibile installare macOS Catalina, come risolvere?

Può capitare che durante il processo di installazione (e nel caso di alcune configurazioni può essere anche molto lungo), la procedura si blocchi senza apparente ragione. In tal caso consigliamo di provare ad installare Catalina tramite la modalità sicura di macOS. È sufficiente spegnere del tutto il Mac (eventualmente anche forzandone lo spegnimento tenendo premuto a lungo il tasto di accensione) e riaccenderlo tenendo premuto il tasto Maiuscole. Questo darà accesso alla modalità sicura, una particolare procedura di avvio che esclude tutte le estensioni e i plugin non appartenenti al sistema operativo. Una volta entrato in modalità sicura, sarà sufficiente eseguire di nuovo il programma di installazione di Catalina.

Forse non tutti sanno che, durante la procedura di installazione di macOS, basta premere “Comando + L” per controllare se è ancora attivo e il tempo residuo prima del completamento.

Nel corso degli ultimi giorni sono emerse dei blocchi nella schermata “Configura il tuo Mac…”. Abbiamo spiegato in questo articolo, che è sufficiente riavviare forzatamente il Mac per risolvere il problema.

macOS Catalina viene eseguito in uno spazio su disco insufficiente, come risolvere?

Può capitare che nemmeno in modalità sicura sia possibile installare Catalina. Spesso succede a causa del limitato spazio su disco disponibile, dato che Catalina arriva ad occupare anche 30GB di spazio su disco. Una soluzione può essere quella di liberarsi dai local snapshot di time machine. Questi sono backup locali che macOS automaticamente esegue e che vengono riversati su un disco Time Machine quando questo viene connesso.

È sufficiente aprire il terminale e digitare

tmutil listlocalsnapshots /

per ottenere un elenco dei local snapshot presenti sul disco. I nomi appariranno nel formato com.apple.TimeMachine.2019-10-03-212453.local. Sarà ora necessario digitare il comando sudo tmutil deletelocalsnapshots seguito dalla data dello snapshot da eliminare. Ad esempio:

sudo tmutil deletelocalsnapshots 2019-10-04-104240

Il terminale darà conferma con Deleted local snapshot ‘2019-10-04-104240’ e lo spazio tornerà quindi disponibile.

terminale

Errori Sidecar: servizio non supportato

Sidecar è probabilmente la funzionalità più interessante introdotta in Catalina, ma è utilizzabile solo su alcuni Mac / iPad. Se il tentativo di connessione all’iPad si conclude con il messaggio “Errore Sidecar: servizio non supportato“, è probabile che l’iPad non sia aggiornato ad iPadOS 13, oppure che l’hardware non sia supportato.

Mac compatibili con macOS Catalina:

  • MacBook Pro (metà 2012 e versioni successive)
  • MacBook Air (metà 2012 e versioni successive)
  • MacBook (inizio 2015 e successivi)
  • iMac (fine 2012 o più recente)
  • iMac Pro (2017 o più recente)
  • Mac Pro (fine 2013 o più recente)
  • Mac Mini (fine 2012 o più recente)

Modelli di iPad che supportano Sidecar

Sono tutti i modelli che supportano la Apple Pencil, ovvero:

  • iPad Air (3a generazione)
  • iPad mini (5a generazione)
  • iPad Pro da 12,9 pollici (1a o 2a generazione)
  • iPad Pro (10,5 pollici)
  • iPad Pro da 9,7 pollici
  • iPad (6a generazione)
  • iPad (7a generazione)

Se il Mac è precedente al 2015, esiste comunque una soluzione alternativa per abilitare Sidecar, sempre tramite l’amico Terminale. Basta inserire il seguente comando:

defaults write com.apple.sidecar.display allowAllDevices -bool YES

Purtroppo questa combinazione non sempre funziona, ma vale la pena provarci.

Le app non funzioneranno in macOS Catalina

Lo abbiamo già segnalato in un articolo dedicato, ma è utile ricordarlo anche in questa sede: macOS Catalina non supporta più le app a 32 bit. Apple ha eliminato gradualmente il software a 32 bit negli ultimi 10 anni e macOS Mojave è l’ultimo che supporta questa tecnologia.

Come risolvere:

Non esistono workaround: le applicazioni a 32 bit vanno o aggiornate o rimosse. Fortunatamente il parco app per Mac è comunque non solo di alta qualità ma anche molto vasto, non sarà quindi difficile trovare valide alternative. Ultima opzione, il downgrade da Catalina a Mojave.

Le icone delle app scompaiono nel Finder

In macOS Catalina 10.15, può capitare di vedere alcune icone delle app scomparire a seguito di un clic sul collegamento Applicazioni nella barra laterale del Finder. Questo accade se si è utilizzato l’Assistente Migrazione per spostare i propri dati.

Come risolvere:

  1. Aprire il Finder sul tuo Mac.
  2. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Finder nell’angolo in alto a sinistra del desktop, quindi scegliere Preferenze .
  3. Nella scheda Barra laterale, selezionare il preferito Applicazioni, quindi rimuovere il collegamento Applicazioni dalla barra laterale che visualizza risultati errati.

applicazioni

macOS Catalina non può connettersi al WiFi/Bluetooth

Se non è possibile accedere a Internet dopo aver installato macOS Catalina beta, potrebbe essere colpa di una diffusa app di firewalling, Little Snitch. Vale la pena quindi disinstallarla oppure aggiornare all’ultima nightly beta, compatibile con Catalina.

Qualora i problemi riguardino la connettività bluetooth, si può provare a reimpostare le preferenze di connessione di macOS:

  1. Aprire il Finder, cliccare su Vai nel menù in alto, e quindi fare clic su Vai alla cartella … .
  2. Digita /Library/preferences e fare clic su Vai .
  3. Individuato il file com.apple.Bluetooth.plist , bisogna copiare questo file in un’altra posizione e procedere con l’ eliminazione di quello originale.
  4. Riavviare il Mac e riconnettiti ai tuoi dispositivi Bluetooth.

preferences

iCloud non è disponibile dopo l’aggiornamento di macOS

Dopo il rilascio di macOS Catalina, si potrebbe visualizzare il messaggio “Impossibile connettersi a iCloud” durante la creazione di un nuovo documento di Pages, Numbers o Keynote in una cartella condivisa: dovrebbe essere sufficiente chiudere il documento e riaprirlo per risolvere il problema. Altri problemi legati ad iCloud che potrebbero presentarsi sono:

  • iCloud Drive non riesce a scaricare automaticamente tutti i file dopo l’aggiornamento a macOS Catalina
  • Più librerie di applicazioni vuote in iCloud Drive dopo l’aggiornamento

Come risolvere:

  1. Scaricare i file desiderati dall’unità iCloud manualmente e individualmente.
  2. Rimuovere in modo sicuro le cartelle vuote da iCloud.
  3. Riavviare il dispositivo

Leggere dischi in formato NTFS su macOS Catalina

Una diffusa utility per la lettura/scrittura di unità esterne su macOS in formato NTFS è Paragon NTFS che è stato appena aggiornato alla versione 15 con il pieno supporto a Catalina.

Qualora si volesse ripiegare su app freeware, consigliamo Mounty, davvero molto semplice da usare.

macOS Catalina rallenta o surriscalda il Mac

Alcune persone si lamentano che Catalina manifesta palesi rallentamenti rispetto a Mojave, oltre a far surriscaldare il computer e provocando un significativo battery drain.

Soluzione 1: Ridurre al minimo le app che si avviano con il Mac

Troppi elementi non necessari all’accesso abbassano le performance del Mac, sopratutto se è dotato di poca memoria. Basta quindi disabilitare quelle non strettamente necessarie:

Passaggio 1: fare clic sul logo Apple nell’angolo in alto a sinistra e selezionare Preferenze di Sistema .

Passaggio 2: scegliere Utenti e gruppi nel menu e fare clic sul proprio account nella barra laterale di sinistra.

Passaggio 3: fare clic su Elementi login nella colonna di destra per visualizzare un elenco di programmi che si avviano automaticamente all’accensione del Mac.

Passaggio 4: selezionare più software possibile e fare clic sul pulsante meno (-) nella parte inferiore di questa finestra.

users

Soluzione 2: Ripristinare il controller di gestione del sistema (SMC)

Il ripristino del System Management Console (SMC) è una soluzione spesso consigliata dai tecnici Apple e merita di essere provata se macOS Catalina non funziona come dovrebbe relativamente all’alimentazione e all’hardware. Se si soffre di uno dei seguenti problemi , il ripristino di SMC è particolarmente efficace:

  • Il computer si surriscalda spesso con ventole di raffreddamento ad alti giri
  • Gestione dell’alimentazione e problemi della batteria
  • Video e display esterni non funzionanti
  • Il Mac non risponde quando si preme il pulsante di accensione
  • Problemi generali di prestazioni e funzionalità

Ecco come ripristinare il SMC:

Passaggio 1: spegnere completamente il computer, lasciandolo collegato solo all’alimentazione.

Passaggio 2: utilizzando la tastiera integrata, tenere premuti contemporaneamente i tasti Maiusc + Ctrl + Opzione + Pulsante di accensione per circa 10 secondi.

Passaggio 3: rilasciare tutti i tasti insieme e quindi premere il pulsante di accensione per avviare il computer.

Passaggio 4: il tempo di avvio dopo il ripristino dell’SMC sarà un po’ più lungo del normale, questo è normale.

Il Mac non si avvia o non si accende dopo l’installazione di macOS Catalina

Se il Mac non si accende o si blocca sulla barra di caricamento dopo l’aggiornamento a Catalina, si possono provare i seguenti passaggi.

Soluzione 1: Controlla il disco rigido del Mac con Utility Disco in modalità di ripristino

Passaggio 1: riavviare il Mac e tenere immediatamente premuto Command + R per avviare in modalità di ripristino.

Passaggio 2: rilasciare questi tasti quando viene visualizzata la barra di caricamento.

Passaggio 3: Seleziona quindi Utility Disco dal menu Utilità macOS.

Controlla il disco rigido del Mac con Utility Disco in modalità di ripristino

Passaggio 4: selezionare il disco di avvio o il volume macOS nella barra laterale sinistra di Utility Disco.

Passaggio 5: fare clic su S.o.s. in alto e fare clic su Esegui per riparare questo disco.

Passaggio 3: Al termine, fare clic su Fine e riavviare il Mac come al solito.

Soluzione 2: Downgrade macOS Catalina to macOS Mojave

Soluzione estrema, utile per chi non sia soddisfatto delle prestazioni di Catalina e voglia ritornare al sistema preinstallato sul proprio Mac.

Passaggio 1: spegnere completamente il computer.

assaggio 2: riavviare il Mac in modalità di ripristino tramite la pressione dei tasti Command + R subito dopo aver premuto il tasto di accensione. Qualora il mac non voglia saperne di avviarsi in modalità di ripristino, è possibile provare con la modalità Recovery su Internet: basta tenere premuto Opzione + Comando + R o Maiusc + Opzione + Comando + R all’avvio. Verrà scaricata un’immagine temporanea di macOS dai server Apple, quindi bisogna assicurarsi che il Mac sia connesso a Internet.

Passaggio 3: rilasciare le combinazioni di tasti quando viene visualizzato il menu Utilità macOS.

Passaggio 4: scegliere Utility Disco e fai clic su Continua .

Passaggio 5: scegliere il disco di avvio (generalmente etichettato Macintosh HD) e fare clic su Cancella .

Passaggio 6: formattare come APFS e fare clic su Cancella .

Passaggio 7: tornare al menu Utilità macOS e scegliere Reinstalla macOS .

Downgrade macOS Catalina to macOS Mojave

Passaggio 8: fare clic su Continua, quindi accettare i termini e le condizioni. Al termine, il Mac si riavvierà e tornerà a macOS Mojave.

Ora che Catalina sarà installato su milioni di Mac, sicuramente emergeranno nuovi problemi. Segnalateci nei commenti quelli che vi hanno riguardato, se esiste una soluzione aggiorneremo la guida.

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Le aziende più importanti al mondo stanno scegliendo le nostre soluzioni cloud per le loro capacità digitali“: così Satya Nadella ha fotografato lo stato di salute della Microsoft in occasione della presentazione dei conti trimestrali, spiegando come ora l’azienda inizi a concentrarsi anche su altri mercati in crescita e con interessanti opportunità espansive.

Sempre più cloud

Il cloud è ad oggi l’asset più importante, poiché consistente a livello economico e poiché in crescita continua: la scommessa di Satya Nadella su Azure, insomma, è fin qui vinta. I dati dicono che anno su anno la crescita avviene quasi su ogni singolo fronte, sebbene a ritmo leggermente rallentato rispetto ai trimestri precedenti. Due ambiti, tuttavia, vedono un leggero rallentamento dovuto presumibilmente ad una normale questione legata al ciclo del prodotto: gli ambiti in segno rosso sono Surface e l’area gaming.

In ambito Surface le novità sono state presentate soltanto in questi giorni, con Pro 7 e Pro X (da pochi giorni disponibili anche in Italia) a fare da arieti in questo rilancio. La gamma prodotto era stata fin qui vincente ed in crescita, ma il rinnovo della gamma ed i rumor trapelati hanno rallentato le entrate. In prospettiva v’è il ritorno nell’area smartphone, ambito d’espansione al quale Nadella probabilmente faceva riferimento (non esclusivo) nella sua presentazione trimestrale.

In termini finanziari si tratta di un trimestre positivo, premiato dal mercato after hour con un leggero rialzo a Wall Street e soprattutto forte di numeri positivi in tutta la gamma d’offerta di Redmond: da LinkedIn a Office 365, passando per il mondo server e per l’offerta OEM di Windows 10, il gruppo dimostra buona salute e numeri in crescita.

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Giovedì, 24 Ottobre 2019 14:30

Wifi4EU: premiati 142 comuni italiani

Nella giornata di ieri le prime notifiche ai diretti interessati, nella giornata di oggi l’ufficialità: sono disponibili gli esiti della terza “call” per il bando Wifi4EU che mette a disposizione 15 mila euro per lo sviluppo di una rete Wifi per i cittadini.

La chiusura del bando è ufficializzata da un tweet di Mariya Gabriel, commissaria europea per l’Economia e la Società digitali:

Sono 7980 i comuni che son già riusciti a vincere il bando: in questa terza call sono state premiate 1780 realtà municipali a livello europeo, 142 delle quali italiane. Per tutti è stato decisivo il tempismo: 11 mila le richieste complessive, ma ben 2000 sono giunte in appena 2 secondi dall’apertura del bando: questo significa che tardare di mezzo secondo il “click” è stato fatale per gran parte dei richiedenti, i quali dovranno attendere ora la prossima call.

L’UE aveva messo sul piatto oltre 26 milioni di euro per questo bando: alla firma dei sindaci entro le prossime settimane, ogni comune si vedrà riconosciuto il proprio voucher da 15 mila euro e dovrà investirlo secondo le prerogative previste dal bando: il fine ultimo è quello di realizzare nuove strutture o sostituire strumenti antiquati, così da mettere in piedi una rete Wi-Fi a disposizione dei cittadini (il costo della connettività è in campo alla realtà municipale).

Wifi4EU: l'elenco dei premiati è ufficiale

Il bando prevede che i vincitori debbano ottemperare a precise specifiche di sviluppo della rete, così che il fine ultimo possa essere raggiunto: dotare il territorio europeo di una rete gratuita e accessibile, a disposizione di cittadini e di turisti, per una connettività che diventi capillare non soltanto nelle aree metropolitane ma anche nel tessuto di provincia e dei piccoli comuni.

 

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