Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
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Hubble è di nuovo online.

Le prime due immagini catturate da Hubble dopo il ripristino della completa operatività sono visibili all'inizio dell'articolo. A sinistra si vede lo “scontro” tra due galassie, mentre a destra c'è una galassia a spirale. Ciò conferma il successo della procedura che ha permesso di attivare il payload computer di riserva (che controlla la strumentazione scientifica) e altri componenti hardware di backup, dopo la rottura del computer principale.

Per risolvere il problema è stato chiesto aiuto agli ex dipendenti della NASA (oggi in pensione) che hanno costruito il telescopio, in particolare l'unità Science Instrument Command and Data Handling (SI C&DH), all'interno della quale c'è il payload computer. Altri ex dipendenti hanno spulciato i documenti originali di 30-40 anni fa.


Per oltre un mese, un team di oltre 50 persone ha effettuato test e simulazioni per non commettere errori. Lo switch ai componenti di backup è avvenuto con successo il 15 luglio. Due giorni dopo è stata riattivata la strumentazione scientifica e le prime immagini sono state catturate il 19 luglio.

In base alla roadmap, il telescopio Hubble dovrebbe funzionare almeno fino al 2030. Entro fine anno verrà lanciato nello spazio il successore James Webb Space Telescope, attualmente in fase di assemblaggio.

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Perseverance diventa geologo.

Il team che controlla il rover ha individuato un'area del cratere, denominata Cratered Floor Fractured Rough, in cui Perseverance inizierà il lavoro di geologo. L'esame della superficie e la raccolta del primo campione di roccia verranno effettuati con la strumentazione posizionata all'estremità del braccio robotico lungo 2 metri, ovvero SHERLOC, PIXL e WATSON.


Dopo aver esaminato le immagini, il team scientifico sceglierà il punto esatto del prelievo. Verrà quindi raschiata la parte superficiale della roccia e rimossa la polvere con il Gas Dust Removal Tool. Entreranno quindi in funzione i tre suddetti strumenti. SHERLOC (Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals) userà un laser ad ultravioletti per determinare la mineralogia della roccia e individuare eventuali composti organici.

PIXL (Planetary Instrument for X-ray Lithochemistry) userà lo spettrometro a raggi X per determinare gli elementi chimici, mentre WATSON (Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering) scatterà immagini ravvicinate che permetteranno di determinare la granulometria. All'operazione parteciperanno anche SuperCam (colpirà la superficie con un laser) e Mastcam-Z (scatterà immagini in alta risoluzione).

Per il giorno successivo è prevista la raccolta del campione (carotaggio) che verrà conservato in un tubo di titanio. Il campione di roccia verrà sigillato ermeticamente e conservato all'interno del rover. I campioni verranno recuperati e inviati sulla Terra con la missione Mars Sample Return prevista per il 2028.

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L'Agenzia delle Entrate ha avviato da alcuni mesi una profonda messa a terra del lavoro di digitalizzazione portato avanti negli ultimi anni, aprendo in successione una serie di nuovi servizi online che consentono ai cittadini di espletare pratiche un tempo disponibili soltanto allo sportello. Tempo e denaro risparmiato, maggior dematerializzazione dei documenti, maggior educazione del cittadino al digitale: tutti effetti virtuosi di un processo ormai incontrovertibile.


Agenzia delle Entrate: i nuovi servizi online.


Le due novità annunciate nelle ultime ore sono relative a:

Richiesta di certificato di attribuzione di Codice Fiscale e di Partita IVA
“Il servizio consente rapidamente e gratuitamente la generazione, il download e l’eventuale stampa del certificato che attesta il possesso del codice fiscale o della partita IVA. Per ottenerlo, dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, è necessario seguire il percorso Servizi per > Richiedere > Istanze e Certificati > Certificato di attribuzione del codice fiscale oppure, nella nuova versione dell’area autenticata, il percorso Istanze > Istanze e Certificati > Certificato di attribuzione del codice fiscale“


Dichiarazione di successione

“Con l'invio diretto gli utenti di Fisconline potranno caricare direttamente i documenti all’interno della propria area riservata, senza la necessità di installare il desktop telematico e configurare un ambiente di sicurezza. In modalità “compilazione assistita” vengono poi proposti i dati degli immobili intestati alla persona deceduta e viene inoltre offerto supporto alla compilazione tramite alcuni messaggi che segnalano in tempo reale l’inserimento di dati non corretti o documenti non conformi“

Il percorso è intrapreso e d'ora innanzi non sarà più questione di “se”, ma di “quando”: nuovi ed ulteriori servizi giungeranno nei mesi a venire, completando una vetrina di servizi online destinata a soppiantare la necessità di sportelli fisici, code e faldoni cartacei. La digitalizzazione può dare molti vantaggi, ma nel mondo del Fisco può realmente fare la differenza sotto molti punti di vista.

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Giovedì, 22 Luglio 2021 10:55

A settembre avremo ancora bisogno della DaD?

 

Che ne sarà della Didattica a Distanza (DaD)? Difficile, impossibile a dirsi. O meglio: la speranza di tutti è ovviamente che non ce ne sia più bisogno, ma un pizzico di pragmatismo costringe a immaginare una situazione in cui la DaD tornerà invece ancora utile ogni qualvolta un nuovo focolaio farà capolino a scuola costringendo classi (bolle) all'isolamento. Dunque è in realtà facile a dirsi: la DaD non scomparirà, la DaD resterà e resterà anche oltre la pandemia come soluzione di ripiego e di completamento.

Si sta cercando di archiviare un po' troppo in fretta la DaD e la copertura mediatica al report Invalsi dei giorni scorsi ha ben raccontato quale sia il sentiment nei confronti della didattica da remoto. Stigmatizzata oltre ogni colpa effettiva, la DaD è uno strumento che in realtà ben ha saputo rispondere all'angolo in cui la pandemia ci ha costretti. Ci sono stati problemi, ci sono state disuguaglianze, ma l'alternativa non c'era: è stato il meglio che ci si poteva permettere nella peggiore situazione che potevamo immaginare. Soluzione emergenziale, che dopo un anno vede tutti meglio organizzati, ma che ancora apre chiare problematiche sull'efficacia della didattica.


Che ne sarà della DaD?


Che ne sarà dunque della DaD, ora? I dati parlano chiaro: i contagi a Roma sono quintuplicati, in altre città il ritmo è ormai quello di un raddoppio settimanale (che nel giro di un mese ci riporterà a cifre che oggi molti faticano anche solo ad ipotizzare) e tutto lascia supporre che entro breve anche in alcuni ospedali possano presentarsi le prime criticità. Proprio quest'ultimo quadro della situazione va fugato, ma dalla politica servirà il coraggio di anticipare i trend ed evitare di aspettare che la situazione sia ormai irrecuperabile. L'inerzia delle infezioni ormai lo conosciamo: al netto del vantaggio che già ci regalano ad oggi i vaccini, resta un'ampia fetta di popolazione ancora a rischio ed il mondo della scuola è pienamente coinvolta in questo gap. L'intero mondo giovanile è ancora fuori dalla copertura vaccinale, così come parte del corpo insegnanti. L'impasse su queste due aree è però evidente, con una situazione schiavizzata da troppi imbarazzi che non ci si riesce a scrollare di dosso.


Se la DaD è giocoforza destinata a tornare alla ribalta è perché il ritmo di vaccinazione, pur se alto, resta ridotto rispetto a quello dei contagi. Inoltre i contagi aumentano in modo esponenziale, mentre i vaccini sono già arrivati a regime e non potranno aumentare ulteriormente (anzi). Il braccio di ferro tra un virus che cerca di moltiplicarsi ed una popolazione di non-vaccinati ancora troppo ampia mette in vetrina tutti i rischi che correremo da qui all'autunno, tra nuove regole, nuove zone gialle e nuovi ambiti su cui applicare il Green Pass. Se i Chromebook in offerta vanno a ruba, è perché in molti si stanno già preparando ad ogni evenienza.

A dirlo sono i dati: la Dad è un'opzione che nessuno vorrebbe, ma che ancora una volta sarà la miglior soluzione ad una situazione in peggioramento.

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L'Europa, il riciclaggio, le criptovalute.


Il regolamento proposto dalla Commissione Europea è ampio ed è orientato ad una revisione generale delle attività contro il riciclaggio, ma un punto specifico mette al centro il tentativo di una riforma nella gestione dei crypto-asset, mettendo mano alla precedente normativa del 2015 per una profonda ristrutturazione contenuta in questo pdf. Per molti versi si tratta di un riadattamento che guarda nello specifico alle criptovalute proprio in virtù dell'assenza di specifiche particolari: nel 2015 non era pensabile che Monero, Bitcoin o altre monete alternative avrebbero potuto conseguire valore e volumi di questo tipo.

Ecco perché questa revisione:


La riforma proposta estenderà l'ambito di applicazione di queste norme all'intero settore delle cripto-attività, obbligando tutti i prestatori di servizi all'adeguata verifica della clientela. Le nuove modifiche garantiranno la piena tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, come i Bitcoin, e consentiranno di prevenire ed individuare il loro possibile impiego a fini di riciclaggio/finanziamento del terrorismo. Saranno inoltre vietati i portafogli anonimi di cripto-attività, applicando così in pieno le norme dell'UE in materia di AML/CFT al settore delle cripto-attività

Le nuove regole non pongono veri e propri limiti, insomma, ma pretendono trasparenza come principio cardine della lotta al riciclaggio, qualunque sia il mezzo adottato:

Ogni nuovo scandalo di riciclaggio di denaro è uno scandalo di troppo e ci ricorda che il nostro lavoro per colmare le lacune del nostro sistema finanziario non è ancora finito. Negli ultimi anni abbiamo compiuto enormi progressi e le nostre norme antiriciclaggio sono ora tra le più severe al mondo. Adesso però devono essere applicate coerentemente, con una rigorosa vigilanza, per essere sicuri che funzionino davvero. Ecco perché oggi compiamo questi passi coraggiosi: per chiudere la porta al riciclaggio ed impedire ai criminali di riempirsi le tasche di profitti illeciti

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone

Il regolamento, come anticipato nella giornata di ieri, guarda con forza alle ambizioni di un sistema di vigilanza denominato AMLA, deputato ad operare contro la criminalità finanziaria applicando i nuovi regolamenti attualmente in discussione.

Tra le novità previste v'è un massimale nei pagamenti in contanti che viene fissato a quota 10 mila euro per le transazioni oltre confine. Interessante è la precisazione apposta dalla Commissione nello spiegare questa cifra: “Questo massimale a livello dell'UE è sufficientemente elevato da non delegittimare l'euro come moneta a corso legale e riconosce il ruolo essenziale del contante“. Si avverte dunque tanto il bisogno di non delegittimare l'Euro come sistema di pagamento, né di svilire il contante oltremodo. Un gioco di equilibri, insomma, proprio nel momento in cui si agisce con nuove normative sulla tracciabilità di fondi basati su valute crypto.

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