Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
Assistenza Informatica & Sistemistica - Xion Informatica Milano
Martedì, 22 Settembre 2020 12:32

5G e auto elettriche: sarà caccia al cobalto

 

Cosa hanno in comune i dispositivi mobile e le auto elettriche? Le batterie. Non è dunque difficile immaginare perché l’avvento del 5G e una diffusione sempre più capillare dei veicoli sprovvisti di motore a scoppio siano destinati a spingere la richiesta delle materie prime da impiegare per la loro produzione. Fra tutte, si registrerà un’impennata per quanto riguarda il cobalto.


L’era del 5G e delle auto elettriche: cobalto e batterie.


A prevederlo è l’istituto di ricerca CRU che ipotizza un raddoppio in un solo lustro: si passerà dalle 100.000-130.000 tonnellate circa di questo 2020 a 200.000-260.000 tonnellate nel 2025. Una parte non indifferente sarà destinata alla realizzazione dei dispositivi mobile: dalle 45.000 tonnellate del 2020 alle 73.000 tonnellate del 2025.

Ciò significa che in circolazione ci saranno più smartphone? Non per forza di cose. Quelli in grado di garantire il pieno supporto alle reti 5G consumeranno però di più, facendo leva anche su un comparto hardware maggiormente energivoro per la gestione di un traffico dati importante e di software evoluti. Al tempo stesso le infrastrutture di rete dovranno essere dotate di imponenti soluzioni di backup per l’alimentazione su cui poggiare in caso di anomalie o blackout, anch’esse sostanzialmente costituite da batterie.

A monte sarà importante garantire la sostenibilità della catena di approvvigionamento. Focalizzando l’attenzione sull’ambito automotive c’è chi si è già mosso su questo fronte e in questa direzione: è il caso di Ford che all’inizio dello scorso anno ha avviato un progetto sperimentale che prevede l’impiego di una blockchain per monitorare e certificare ogni fase del processo.

Copyright

Martedì, 22 Settembre 2020 11:06

LinkedIn premia le 10 migliori startup del 2020

 

 

LinkedIn Italia ha pubblicato per la prima volta nel nostro Paese la propria “LinkedIn Top Startups“, una classifica che si dimostra particolarmente significativa proprio per il momento speciale nella quale nasce e viene elaborata. Non si tratta infatti soltanto di un podio che premia le startup del momento, ma è anche un modo per dar luce a quell’Italia che sta reagendo alle difficoltà di questa annata e che, con creatività ed equilibrio, sta cercando di contribuire al rilancio del sistema Paese.

LinkedIn Top Startups 2020

Così Michele Pierri spiega la natura della classifica:

La nostra redazione e i nostri analisti hanno elaborato milioni di azioni generate dai 14 milioni di utenti di LinkedIn in Italia per valutare quattro aspetti fondamentali: la crescita della forza lavoro di queste aziende, l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste startup, le interazioni degli utenti con le aziende e i loro dipendenti, e la loro capacità di attrarre talenti dalle aziende incluse nella nostra classifica LinkedIn Top Companies pubblicata in diversi Paesi del mondo. Per essere idonee, le aziende devono avere non più di 7 anni, avere almeno 30 dipendenti in Italia, essere a capitale privato e avere sede in Italia (puoi trovare altri dettagli sulla nostra metodologia in fondo a questo articolo).

Una classifica che diventa anche risorsa, quasi una sorta di certificazione per le aziende citate: un modo per ricordare a chi cerca lavoro che esistono brand che anche in questa fase sanno mettersi in luce e sanno quindi rendersi appetibili per chi sta progettando il proprio futuro.


LinkedIn Top Startups 2020


Questa la top 10 italiana:

Casavo
“Attraverso la propria piattaforma, la startup del settore immobiliare Casavo consente di chiedere un appuntamento per la valutazione di un immobile che sarà visionato e valutato da un team di esperti. Parte così un processo semplificato che può portare a formalizzare la vendita davanti a un notaio nel giro di 30 giorni. L’obiettivo, spiega la società, è offrire ai propri clienti un significativo abbattimento delle tempistiche di vendita rispetto ai canali tradizionali“
BOOM Image Studio
“Scatti digitali e intelligenza artificiale si fondono in questa startup che consente ai propri clienti di ottenere un servizio fotografico completo in 24 ore in oltre 60 Paesi nel mondo. Lo fa mettendo insieme domanda e offerta (al suo network globale aderiscono oltre 35mila fotografi) e ottimizzando le immagini grazie a tecnologie di machine learning“
Satispay
“Operando in modo indipendente da carte di credito o debito, Satispay offre la possibilità di pagare in negozio e scambiarsi denaro tra amici via smartphone, oltre a una serie di altri servizi come ricariche telefoniche, il pagamento di bollettini e pagoPA, donazioni e risparmi. Dalla sua fondazione, la piattaforma ha raggiunto quota 1,1 milioni di utenti e più di 110mila esercenti aderenti al network, oltre ad aver raccolto finanziamenti per circa 42 milioni di euro“


*Everli
*Credimi
*Energy Way
*Milkman
*Kineton
*iGenius
*Roboze

 

Copyright

Martedì, 22 Settembre 2020 11:03

INPS: attenzione, tentativo di truffa in corso

 

False email da INPS: è una truffa, non scaricare l’allegato.

Non vengono purtroppo forniti ulteriori dettagli (allegare il testo del messaggio sarebbe stato utile a identificarlo). Ad ogni modo il consiglio è quello di sempre: mantenere alto il livello d’allerta e non cedere alla tentazione del click, rivolgendosi esclusivamente ai siti e alle piattaforme ufficiali per quanto concerne la gestione del proprio profilo e la propria documentazione.


A tal proposito ricordiamo che tra pochi giorni il PIN dell’INPS andrà definitivamente in pensione. La fase transitoria verso lo switch-off definitivo prenderà il via giovedì 1 ottobre. A sostituirlo sarà SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente l’accesso a un numero in costante aumento di servizi della Pubblica Amministrazione, già impiegato da dieci milioni di italiani (dato aggiornato a inizio settembre).

Non sono stati mesi semplici per l’istituto, colpito a fine marzo da uno storico down nel pieno della crisi sanitaria, proprio nel momento in cui si è aperta la fase di raccolta delle domande per l’ottenimento del bonus da 600 euro. Una vicenda sulla quale il Garante Privacy ha deciso di avviare un’istruttoria così da attribuire le responsabilità per un incidente di natura tecnica che ha esposto i dati di un numero non indifferente di utenti.

Copyright

 

Entrambi visionari, uno col pallino di colonizzare Marte e rivoluzionare il settore dei trasporti, l’altro capace di dar concretezza a concept e idee portando sul mercato device che hanno lasciato il segno. Elon Musk e Steve Jobs son di certo due che han scelto di seguire la bussola dell’innovazione, ma guai a commettere l’errore di metterli sullo stesso piano. Parola di Bill Gates.

Le differenze tra Musk e Jobs secondo Gates

Il co-fondatore di Microsoft ne ha discusso in occasione di un’intervista rilasciata a Bloomberg. Nello spezzone di seguito, al minuto 1:57, il suo parere su come l’ex numero uno Apple e l’attuale leader di Tesla e SpaceX non debbano essere confusi.

Se conosci le persone direttamente queste semplificazioni grossolane sembrano… strane. Elon è più un abile ingegnere, mentre Steve era un genio nel design, nell’attirare le persone e nel marketing. Non entrereste in una stanza correndo il rischio di confonderli.

L’intervento ha chiamato in causa il mercato delle auto elettriche, ritenendone la crescita un fattore importante nella lotta ai cambiamenti climatici, impegno che lo vede coinvolto in prima persona (così come lo sviluppo di un vaccino per COVID-19). Perché possano essere apprezzati benefici tangibili occorrerà ad ogni modo che i prezzi dei veicoli scendano ulteriormente divenendo così accessibili a una fetta sempre più grande di acquirenti.

Di recente i due, Gates e Musk, hanno dato vita a quello che può essere definito un piccolo scontro verbale passato dalle bacheche dei social. Il primo ha espresso le proprie perplessità in merito all’idea di creare e commercializzare camion elettrici per il trasporto delle merci sulle lunghe distanze, mentre il secondo chiamato in causa da un utente di Twitter ha risposto in modo tanto sintetico quanto diretto.


Differente anche la visione dei due sulle misure restrittive introdotte nei mesi scorsi a livello globale per far fronte alla crisi sanitaria: Musk in particolare si è schierato fin da subito al fianco di coloro che hanno chiesto una rapida ripresa delle attività nonostante la patologia circolasse a livelli allarmanti.

 

Copyright

Giovedì, 17 Settembre 2020 12:27

Hevolus, la scommessa di CDP Venture Capital SGR

 

Accordo siglato e nuovi capitali che fluiscono in una startup densa di promesse: CDP Venture Capital SGR stringe virtualmente la mano alla Hevolus Srl di Molfetta, azienda che sviluppa tecnologie innovative per la customer experience. L’intervento di CDP consente un aumento di capitale da 4 milioni di euro con cui finanziare gli investimenti del gruppo ed è stato concretizzato attraverso il Fondo Italia Venture II dedicato alle startup del Mezzogiorno.


Hevolus


La storia di Hevolus è significativa poiché rappresenta al meglio il significato di “startup” che, nata con un obiettivo, si è rapidamente adattata grazie alla propria struttura snella alle necessità emergenti, fino a snaturare la propria vocazione iniziale per trovare nuovo sbocco in quello che è ora un ambito di grande impatto potenziale: la realtà aumentata.

Nata nel 2000 come ferramenta per gli artigiani del legno, dopo pochi anni l’azienda avvia iniziative di diversificazione imprenditoriale, apre nuove linee di business e diventa un riconosciuto laboratorio di innovazione dalle altissime competenze digitali, una software house di nuova generazione che studia e sviluppa modelli di business innovativi basati su tecnologie disruptive – realtà aumentata, realtà mista, Intelligenza Artificiale, IOT, servizi Cloud, servizi cognitivi – con l’obiettivo finale di aiutare a vendere meglio coinvolgendo di più il cliente.

Hevolus

Forte di una partnership con Microsoft e parte del gruppo di aziende coinvolte nel piano Ambizione Italia #DigitalRestart, Hevolus scommette ora sulla propria Augmented Store at Home, un modo per consentire un rapporto a distanza che preservi il contatto tra domanda ed offerta, ma che al tempo stesso permetta di superare gli ostacoli che il distanziamento impone.

Augmented Store at Home è un’applicazione web per remotizzare in modo innovativo il settore retail: supporta la virtualizzazione degli store e la visualizzazione in realtà aumentata degli articoli in esposizione attraverso i loro gemelli digitali 3D, usando qualsiasi device fisso o portatile.

HoloLink è invece lo smart working per gli artigiani: la soluzione permette ad artigiani e piccole imprese di erogare interventi di assistenza da remoto per i propri clienti, facendo leva su Cloud Computing e Realtà Aumentata/Mista. Entrambe le piattaforme supportano Microsoft HoloLens 2 e consentono di eseguire sessioni di instant collaboration sfruttando il potere della Mixed Reality.

L’e-commerce di domani potrà passare anche per realtà aumentata e mixed reality? Forse: in quel caso CDP avrà tra le mani un gruppo che prima di altri ha percorso la strada della virtualizzazione degli oggetti per gestirne una visualizzazione remota coinvolgente ed in grado, quindi, di poter convertire meglio all’acquisto.

Copyright

Pagina 1 di 45
Copyright © Xion Informatica S.n.c. - P. IVA 06455280963
Powered by Rubedo Marketing & Web Solution
Security by Ermeteus