Venerdì, 07 Settembre 2018 14:52

Chromebook, desktop con virtualizzazione

Roma – Google e VMWare hanno stretto un accordo per trasformare iChromebook in veri PC, vale a dire dando la possibilità agli utenti di far girare gli ambienti operativi Windows e il relativo software direttamente dallo schermo dei thin-client Internet-dipendenti commercializzati dai partner di Mountain View.

L’accordo mira prevedibilmente a conquistarsi i favori del pubblico enterprise , fornendo una soluzione per far girare le applicazioni esclusive per i sistemi x86 senza la necessità di dover usare un PC: le aziende interessate possono abbonarsi al servizio Horizon DaaS (deskptop-as-a-service) per virtualizzare Windows e usare le suddette applicazioni su Chrome OS. La connessione a Internet senza interruzioni è ovviamente obbligatoria.

Google mostra di voler spingere l’acceleratore sull’offerta di sistemi Chrome OS anche in virtù della fine del supporto ufficiale a Windows XP fissata per il prossimo aprile, termine oltre il quale i soggetti più coscienziosi verranno posti di fronte alla prospettiva di continuare a usare un sistema vulnerabile o aggiornare – magari non a Windows 8 ma a qualcosa di alternativo ed economico come sono appunto i terminali Internet-dipendenti basati su Chrome.

E parlando di virtualizzazione, anche il management di Microsoft valuta il da farsi con gli ambienti ex-Metro : le fonti parlano di discussioni interne sull’opportunità di implementare il supporto nativo delle app Android su sistemi Windows (8.x) e Windows Phone, una mossa che ha i suoi pro e i suoi contro ed è quindi valutata con il massimo di attenzione ai piani alti di Redmond.

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Venerdì, 07 Settembre 2018 12:23

Fujitsu si separa da PC e mobile

Roma – Per guadagnare in efficienza e tentare di rincorrere una posizione più appetibile sul mercato mobile e sul mercato del PC, per affrontare anni di profondi cambiamenti per entrambi i settori, Fujitsu ha annunciato lo spinoff delle due divisioni dedicate l’una a notebook e PC e l’altra agli smartphone.

Le due aziende, che nasceranno ufficialmente nel mese di febbraio del prossimo anno, consentiranno all’azienda “di chiarire le responsabilità nella gestione, di agevolare decisioni più rapide della dirigenza e di ottenere una maggiore efficienza”: aspetti fondamentali nel momento in cui la diffusione sempre più di massa e sempre più ubiqua di PC e smartphone “ha reso progressivamente sempre più difficile differenziarsi e ha reso sempre più serrata la competizione con i nuovi produttori globali”.

Fujitsu lascerà dunque che la propria divisione mobile viva di vita propria in Fujitsu Connected Technologies e tenti di farsi largo in uno scenario mobile estremamente complesso , con le sue stagnazioni, le sue conferme di lusso e le nuove esigenze dei mercati emergenti.

La divisione PC e notebook, che da febbraio farà capo a Fujitsu Client Computing Limited, affronterà una conginutura affatto positiva sperando nella ripresa. Nei mesi scorsi, caratterizzati da sommovimenti che hanno interessato l’assetto degli storici produttori giapponesi, circolava un’ indiscrezione che tratteggiava un futuro comune per Fujitsu, Vaio e Toshiba: lo spinoff annunciato dall’aziendapotrebbe rappresentare un primo passo in questa direzione.

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Venerdì, 07 Settembre 2018 11:59

Microsoft si lancia sul desktop?

Milano – Quel che si prepara oggi a New York sarà un evento a trazione Windows : Microsoft ha riunito un vasto stuolo di giornalisti per raccontare le novità che ha in serbo in tema “creatività”, in un evento intitolato “Imagine what yoùll do”. Pare scontato che sarà il suo sistema operativo a catalizzare l’attenzione, con aggiornamenti software che arriveranno il prossimo anno che introdurranno piccoli e grandi cambiamenti. Ma non mancheranno neppure nuovi dispositivi: se non saranno nuovi Surface portatili, per quelli forse occorre aspettare il prossimo anno, toccherà a un prodotto desktop?

Le indiscrezioni della vigilia paiono tutte concordi niente Surface Pro 5 e Surface Book 2 oggi , per questi prodotti aspetteremo il 2017. Quello che accadrà è che probabilmente ci sarà invece un classico “speed bump”, un aggiornamento solo interno dell’hardware magari con l’adozione dell’ultima generazione dei processori Core di Intel, senza cambiamenti estetici o di design di rilievo. Le vendite stanno andando bene, d’altronde, e il taglio dei prezzi recente potrebbe garantire (se mantenuto anche per la nuova versione) un’ulteriore spinta.

Surface Studio

Quello che invece oggi potrebbe mostrare Microsoft è un ulteriore passo verso la creazione di una vera e propria offerta hardware a tutto tondo: dopo 2-in-1 e laptop convertibile, oggi potrebbe essere la volta di un all-in-one. Un PC desktop quindi, anche se ovviamente porterà in dote tutte le caratteristiche che fin qui hanno fatto la fortuna di Surface: uno schermo ampio da 24 o 27 pollici con funzioni touch, incernierato su un meccanismo tale da consentire di usarlo sia in modo tradizionale che digitando direttamente sullo schermo con le dita. Non sarebbe la prima volta che un prodotto del genere si vede sul mercato, ma visto che Redmond ha fatto bene col design fin qui ci sono molte aspettative al riguardo. Il suo nome potrebbe essere Surface Studio .

Una possibilità suggestiva è che Microsoft decida di integrare altra tecnologia oltre quella touch in un corpo costruito con materiali ricercati: per esempioaggiungendo una doppia webcam con capacità di ripresa tridimensionale per lo scan degli oggetti, così da creare contenuti da utilizzare nella realtà aumentata degli Hololens. Ovviamente poi ci saranno anche i soliti sospetti: tutto quanto serve a sfruttare il riconoscimento biometrico di Windows Hello, che sia tramite retina o profilo del viso, così come è altamente probabile che ci sia supporto per uno stilo analogo a quello che già si usa con i Surface portatili.

Sul palco sarà lanciato poi anche il prossimo dei due aggiornamenti annuali che Microsoft ha messo in cantiere per il 2017 (Redstone 2 e 3): supporto per la casa connessa (Home Hub), supporto per la gestione intelligente degli schermi (riduzione del blu alla sera per non affaticare gli occhi), un nuovo Paint e molte altre novità saranno elencate per la major update che dovrebbe arrivare a marzo. Qualcuno ipotizza inoltre che a Redmond potrebbero seguire le orme dei loro vicini di casa, Amazon, e lanciare un dispositivo indipendente con a bordo il loro assistente digitale Cortana: possibile, anzi probabile, che lo stesso meccanismo sia però fruibile anche attraverso un normale PC.

Quello che mancherà quasi sicuramente sul palco di New York saranno aggiornamenti per due classi di dispositivi: wearable e smartphone . Per questi ultimi la faccenda è ormai palese: Windows 10 mobile non è decollato, i Lumia non sono esattamente best-seller, dunque si va verso una progressiva riduzione dell’impegno di Microsoft in questo settore (ovvero: niente altri Lumia, per i Surface Phone si vedrà ma sono improbabili al momento). Per i wearable, dopo l’uscita del più convincente Band 2 sembra che tutto si sia fermato: non ci sono indicazioni che un Band 3 sia in progettazione, ma questo è un settore nel quale probabilmente a Redmond potrebbero avere ancora qualcosa da dire visto che non c’è ancora un formato unico riconosciuto e un vincitore palese della categoria.

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Venerdì, 07 Settembre 2018 11:54

PI Guide/ Cambiare Desktop alla distro GNU/Linux

Ubuntu è forse la distro GNU/Linux più diffusa fra gli utenti del Pinguino. Tuttavia, l’arrivo di Unity (ormai da qualche anno) non è stato apprezzato da tutti. Col tempo, l’ambiente desktop è stato migliorato, ottimizzato e ora è realmente parte integrante della distribuzione. Tuttavia esistono tanti altri desktop environment dalla grafica gradevole, leggeri e funzionali. Vedremo di seguito come si installa un nuovo DE e come si passa da uno all’altro in modo rapido e indolore. Abbiamo quindi deciso di fornire una rapida carrellata di alcuni degli ambienti desktop più famosi e belli disponibili per Ubuntu e altre distribuzioni, pronti ad accontentare qualsiasi utente. Evidenzieremo, i pro e i contro di ognuno e specificheremo i pacchetti necessari che dovremo installare. L’installazione non differisce da quella che useremo per GNOME. Anche la procedura necessaria per l’avvio di ogni ambiente sarà identica per tutti quelli elencati.

Così la tuo distro cambia look 
Per installare un nuovo ambiente desktop (nel nostro caso su Ubuntu) è buona prassi partire da un sistema ben aggiornato. Per fare ciò usiamo l’ormai noto comando sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade da terminale.


Una volta aggiornati tutti i pacchetti provvediamo a installare Gnome 3 con il comando sudo apt-get install -y ubuntu-gnome-desktop . Confermiamo il download dei pacchetti e attendiamo che vengano installati.


La schermata successiva è quella informativa per la configurazione di un manager desktop, dunque, premiamo OK e scegliamo LightDM . Confermiamo con OK e attendiamo che il tutto venga installato autonomamente.


Riavviamo Ubuntu. Ci troveremo di fronte alla classica schermata di login. C’è una nuova icona: il logo di Ubuntu. Clicchiamoci sopra e scegliamo dalla lista GNOME Desktop e accediamo con il nuovo DE.


GNOME 3 
Lo storico ambiente è cresciuto passando alla versione 3. È uno dei più apprezzati della storia di Ubuntu. La versione 2.0 era una soluzione pulita ed essenziale, il classico desktop leggero e funzionale ma non troppo personalizzabile. Pertanto la versione 3.0 introdusse tante novità grafiche e nuove funzioni come GNOME Shell che non furono apprezzate da tanti affezionati. Il desktop era stravolto, sparì il pannello in basso e apparve una nuova dock bar visualizzabile tramite la voceAttività in alto a sinistra. Tuttavia divenne più efficiente e veloce e offrì la possibilità di installare estensioni di terze parti necessarie alla sua personalizzazione. I pacchetti necessari si installano (come abbiamo visto) tramite il pacchetto ubuntu-gnome-desktop oppure installando gnome-shell potremo avere soltanto l’ambiente desktop. Installando ubuntu-core otterremo invece l’ambiente e le applicazioni correlate. Questo è possibile perché i pacchetti sono già presenti nei repository ufficiali di Ubuntu perché esiste un’apposita distro chiamata Ubuntu GNOME. Per effettuare un’installazione pulita del sistema possiamo fare riferimento alla pagina Web ufficiale .


CINNAMON 
Vogliamo sperimentare la grafica di Linux Mint anche su Ubuntu? Con l’avvento di GNOME 3 e lo scontento generale di alcuni utenti nacquero ambienti desktop alternativi come Cinnamon (quest’ultimo, predefinito su Linux Mint). Si basa su GNOME 3, per l’esattezza fa uso di Muffin , un fork del gestore finestre Mutter di GNOME Shell. Tuttavia, si estranea dal funzionamento base della GNOME Shell e ripropone lo stile classico degli ambienti desktop con la barra in basso, il menu a sinistra e le icone utili sulla destra. Risulta dunque estremamente familiare all’utente novizio che si avvicina al mondo GNU/Linux, pur mantenendo una certa eleganza e pulizia tipiche di GNOME 3. Uno dei vantaggi principali di questo tema rispetto alla concorrenza è il fatto di essere generalmente più personalizzabile. È infatti dotato di un tool di personalizzazione preinstallato che consente di scaricare tantissimi temi fra i quali anche quelli di Linux Mint. Il pacchetto da installare per Cinnamon è cinnamon-desktop-environment . Dopo averlo installato su Ubuntu alcuni temi potrebbero presentare delle mancanze (ombre, effetti, ecc.), ma la maggior parte funzionano correttamente.


MATE 
Particolarmente indicato per dare nuova vita ad un vecchio PC, Mate è un altro ambiente nato in seguito ai cambiamenti portati da GNOME Shell. Per l’esattezza, è stato creato da un fork di GNOME 2 da un utente scontento. I suoi punti di forza? È leggerissimo e di immediato utilizzo, offrendo prestazioni molto elevate grazie alla grafica un po’ spartana (dovuta alla base GNOME 2). È sicuramente un ambiente valido per l’utente attratto dalla grafica old style: pochi effetti e molta sostanza. L’utente che apprezza Unity o KDE storcerà invece il naso reputando Mate un ambiente privo di effetti, ombre, trasparenze e quant’altro possa rendere un desktop graficamente piacevole. È particolarmente indicato sui PC molto datati che non necessitano di chicche grafiche, ma di leggerezza. Anche Mate è presente nei repository ufficiali di Ubuntu grazie alla distro Ubuntu Mate. Valgono quindi le considerazioni fatte in precedenza per GNOME 3: possiamo installare una release di Ubuntu con Mate già attivo . In alternativa, i pacchetti da installare sono mate-core mate-desktop .


KDE 5 
È uno degli ambienti desktop più famosi e longevi. Non per niente la distribuzione Kubuntu si basa proprio su questo ambiente. Niente da dire per quanto riguarda la grafica: dettagliata, ricca di effetti grafici e di sfumature, trasparenze e ombre. Si può considerare uno degli ambienti desktop più eleganti disponibili per GNU/Linux. Le prestazioni offerte da un ambiente così ricco non sono paragonabili ad ambienti come Mate, ma con Plasma 5 è stato fatto un grande lavoro di ottimizzazione in grado di renderlo un ambiente leggero e pratico da usare anche sui PC più datati. La suite di software offerti è molto ricca ma, secondo alcuni, non tutti rientrano nei criteri di usabilità dell’utente medio. Inoltre, consente una personalizzazione incredibile se paragonato agli altri concorrenti. Offre tantissimi widget, plug-in e un tool di sistema (già integrato nelleImpostazioni Avanzate ) per configurarli e aggiungerne di nuovi senza dover fare ricorso a software alternativi. Possiamo installare il pacchetto kubuntu-desktopper ottenere tutti i pacchetti di Kubuntu, kubuntu-full per ottenere l’intero KDE comprendente utility, giochi e software o, come già visto, effettuare un’installazione pulita scaricando la ISO ad hoc .


LXDE 
È l’ambiente grafico leggero per eccellenza. Potremmo definirlo il diretto concorrente di Mate. Viene usato sui sistemi più datati grazie alle sue doti di leggerezza e praticità. Essenziale, forse anche troppo, considerato che la grafica ricorda un po’ i sistemi operativi di qualche anno fa. Tuttavia, è proprio grazie a questa grafica spartana che è in grado di funzionare anche su PC molto molto datati. È l’ambiente predefinito della distribuzione Lubuntu: pertanto, per installarlo su Ubuntu possiamo fare riferimento al pacchetto lxde dei repository ufficiali. Installandolo otterremo solo l’ambiente desktop. Per scaricare anche i pacchetti principali installiamo invece lubuntu-core . Se desideriamo tutto l’ambiente grafico di Lubuntu corredato di tutti i software installiamo invecelubuntu-desktop . Come per ogni altra derivata di Ubuntu, possiamo fare riferimento alla pagina ufficiale per installare una distro già pronta all’uso equipaggiata con LXDE.


ENLIGHTENMENT E21 
Ci piace Mac OS X? Ebbene, Enlightenment non si discosta molto dal suo aspetto grafico. Sia chiaro, l’esperienza utente è completamente differente, ma la prima cosa che noterete a impatto è una dock bar in basso. Il desktop principale si presenta scuro e completamente personalizzabile. È infatti possibile posizionare tantissimi Gadget sullo sfondo, creare nuove “mensole” e nuove barre nei vari angoli dello schermo così da organizzare la scrivania come preferiamo. Cliccando sullo sfondo apparirà il menu secondario che dà accesso a tutte le impostazioni, alle applicazioni e al pannello Everything che racchiude un po’ tutto a portata di clic, perfino i plug-in. È un ambiente graficamente accattivante grazie al suo tema dark, pulito e lineare. L’installazione non è immediata come per altri ambienti perché necessita dell’aggiunta di un repository con il comando sudo add-apt-repository ppa:niko2040/e19 . In seguito, basterà aggiornare la lista pacchetti con sudo apt-get update e installare i pacchetti enlightenment eterminology . Il tema predefinito è Dark, ma è possibile scaricarne tantissimi altri.

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Venerdì, 07 Settembre 2018 11:42

Il mercato dei PC sorride a Dell

oma – Com’è tradizione alla fine di ogni trimestre , Gartner ha reso note le stime sul numero di PC commercializzati in giro per il mondo nel corso degli ultimi tre mesi. E si tratta ancora una volta di cifre negative, anche se la situazione appare piuttosto diversa se si prendono in considerazione i business dei singoli produttori.

Nei primi tre mesi del 2018, ha stimato Gartner , i PC commercializzati (desktop, laptop, workstation) ammontano 61,7 milioni con un -1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il peggio lo hanno fatto registrare Asus e Acer con il -12,5% e -8,6%, mentre il resto dell’industria ha incrementato di conseguenza le quote di mercato a danno delle due aziende taiwanesi.

Particolarmente brillanti sono stati per Gartner i risultati della statunitense Dell, che ha fatto registrare un importante +6,5% vendendo quasi 10.000 milioni di sistemi (il 16% del mercat). Nel complesso, i primi tre produttori al mondo (HP, Lenovo e appunto Dell) pesano per oltre il 50% dei PC commercializzati.

Risultati parzialmente diversi li ha comunicati invece IDC, che ha fotografato un trimestre chiuso sostanzialmente in pareggio con 60 milioni di PC. Anche in questo caso si parla di un importante affermazione di Dell e del crollo di Acer, mentre Apple perde un -4,8% rispetto al +1,5% di Gartner.

Le (nuove) motivazioni addotte dagli analisti per spiegare lo stato del mercato includono la riduzione degli ordini in Cina, dove la situazione politica ha influito negativamente sul business, la mancanza dei componenti di base e la crescita dei prezzi delle materie prime.

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