Giovedì, 22 Febbraio 2018 15:03

RedStarOS

GNU/Linux è uno dei migliori esempi di libertà nel mondo dell'informatica, chiunque è libero di modificare il software sviluppando il suo sistema operativo ideale. Il problema è che di questa libertà bisogna fare un buon uso. Un esempio di pessimo uso della libertà del software è sicuramente Red Star OS, il sistema operativo ufficiale della Corea del Nord. Si tratta di una versione di Fedora modificata dagli esperti della dittatura coreana per limitare le libertà degli utenti. Apparentemente è una normale distro con desktop simile a quello di MacOS, anche se disponibile esclusivamente in lingua coreana, ma si possono notare qua e là delle modifiche che impediscono all'utente di avere il pieno controllo del computer. Controllo che, invece, è disponibile per il governo di Kim Jong Un. Per ovvi motivi di sicurezza sconsigliamo di installare questo sistema operativo su un vero computer, anche se tramite pendrive. È decisamente più prudente usare una macchina virtuale, come VirtualBox.



Durante la procedura di installazione bisogna indicare le varie solite informazioni di qualsiasi distro GNU/Linux, incluso il proprio fuso orario. Si possono scegliere varie città, anche in Europa e America, ma curiosamente non è possibile scegliere Seoul, la capitale della Corea del Sud. In tutte le schermate il pulsante per andare avanti è sempre quello in basso a destra.



È richiesto che la password del proprio utente sia piuttosto robusta, con lettere maiuscole, minuscole e numeri. In parte per dare ai cittadini l'illusione della privacy, in parte probabilmente per evitare attacchi da parte di altre nazioni. Le guerre del futuro, in fondo, si combattono sulla rete paralizzando i computer degli avversari.



Il browser è una sorta di versione modificata, minimale, di Firefox. Si nota subito che i siti web usano i nomi di dominio, invece dei numeri come accade in Cina. Provando il sistema operativo dall'esterno della Corea del Nord è possibile visitare anche siti occidentali, come Wikipedia. Questo perché il controllo dei nomi di dominio viene effettuato a monte, dalla rete governativa, e non all'interno del sistema operativo.



Il sistema ha comunque una serie di meccanismi di controllo piuttosto severi: tutti i file creati vengono marchiati con un apposito watermark derivante dal numero di serie dell'hard disk. Quindi è possibile per il governo coreano tenere traccia di tutti gli spostamenti dei file, per capire chi invia documenti e risalire a tutti i passaggi di mano di un file. Inoltre, se si cercano di disabilitare alcuni controlli di "sicurezza", il computer si riavvia e cancella l'intero contenuto del disco rigido.

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Giovedì, 22 Febbraio 2018 14:48

NotPetya, i "Five Eyes" accusano la Russia

Roma - Dietro l'attacco del ransmware di NotPetya ci sarebbero l'intelligence e le autorità russe, e questa volta l'accusa non arriva da ignoti funzionari senza volto ma dalle dichiarazioni ufficiali delle autorità dei cinque paesi più attivi sul fronte dello spionaggio mondiale. Gli spioni che accusano insomma altri spioni di fare la guerra cibernetica ai danni del mondo intero.

A denunciare il coinvolgimento di Mosca con NotPetya sono stati infatti i governi dei Five Eyes, vale a dire quel ristretto club dello spionaggio globale che risale all'epoca di ECHELON e include Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

Ad aprire la partita è stata Londra, che nei giorni scorsi ha ufficialmente accusato - per bocca del Foreign Office Minister Lord Ahmad - l'intelligence russa di aver sviluppato NotPetya, di averlo "sguinzagliato" in Ucraina e di averne in seguito perso il controllo causando gravi problemi informatici a livello mondiale.Dopo il Regno Unito è toccato a Washington rincarare la dose, con un breve comunicato che parla di un attacco responsabile di "miliardi di dollari di danni in Europa, Asia e Americhe"; l'obiettivo originario del Cremlino era destabilizzare l'Ucraina, dicono gli USA, ma il cyber-attacco è evidentemente andato molto oltre provocando uno degli incidenti di maggior profilo in un anno da record per quel che concerne i ransomware.

A UK e USA si sono in seguito accodate le autorità di Canada (Communications Security Establishment), Australia (Minister for Law Enforcement and Cybersecurity) e Nuova Zelanda (Government Communications Security Bureau), tutte concordi nell'accusare la Russia senza però puntare il dito verso un'organizzazione o un gruppo specifici.

La reazione della Russia, che deve in ogni caso scontare accuse che si ripetono negli anni quando si tratta di incidenti informatici provocati nelle zone calde come l'Ucraina, è stata fin qui diplomatica: gli ambasciatori dei singoli membri del club dei "Cinque Occhi" hanno negato il coinvolgimento del paese nell'attacco di NotPetya.

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Giovedì, 22 Febbraio 2018 12:02

Windows 10, le limitazioni su ARM

Roma - Lo scorso anno Microsoft ha confermato l'arrivo di una versione di Windows 10 pensata per dispositivi basati su chip SoC ARM, e ora la corporation ha rivelato - forse in anticipo sui tempi - quelli che rappresenteranno i limiti della nuova SKU rispetto alla compatibilità del software e dell'esperienza utente.

Il documento di Redmond, chiamato semplicemente Limitations of apps and experiences on ARM, è rimasto on-line per poco tempo prima di essere rimosso dalla corporation ed è ora accessibile solo come copia cache "non ufficiale". Microsoft era forse preoccupata dei potenziali effetti di una documentazione che parla di "limiti" sulle vendite dei nuovi dispositivi.

Da quanto è possibile leggere on-line, in ogni caso, le limitazioni di Windows 10 su ARM includono la mancata compatibilità (tramite emulazione) con il software per computer a 64-bit - problema che verrà eventualmente risolto in futuro, promette Microsoft - l'obbligo di usare driver di periferica ARM64, la retrocompatibilità limitata con i giochi per PC (da DirectX 9 in poi).Le applicazioni pensate per personalizzare l'esperienza utente non gireranno correttamente, ha poi rivelato Microsoft, così come avranno un comportamento errato le app ARM che si aspettano di girare su una versione mobile di Windows 10. La virtualizzazione assistita dall'ipervisore Hyper-V sarà altresì mancante.

Windows 10 per gadget ARM fornirà insomma solo una parte delle funzionalità complete dell'OS per computer, e toccherà al cliente decidere se si tratta di limiti accettabili o meno nell'esperienza di tutti i giorni.

Quello che Microsoft non perde occasione di ribadire è invece che gli utenti dovrebbero acquistare sempre nuovi dispositivi per accedere alle caratteristiche più recenti della sua piattaforma software, come il caso dello stop alle notifiche "push" per gli smartphone Windows Phone 7.5 e Windows Phone 8.0 sta a dimostrare.

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Giovedì, 22 Febbraio 2018 11:35

Bitcoin, rimbalzo tra le polemiche

Roma - Nel pieno rispetto della volatilità che è propria di tutte le criptomonete, in questi giorni Bitcoin ha sperimentato un rimbalzo nelle quotazioni di mercato dopo i pessimi risultati delle scorse settimane. Non che la cosa aiuti la reputazione di questo genere di tecnologia presso le autorità bancarie, beninteso, tutte più o meno d'accordo sul fatto che le monete virtuali siano inutili o peggio pericolose.

Dopo essere sceso al di sotto dei $7.000, il valore del BTC è in questi giorni risalito verso cifre a dir poco interessanti fino a superare ancora una volta gli $11.000. Bitcoin continua a esercitare una certa attrattiva sul business, con le quotazioni in borsa di Atari - una corporation che poco o nulla a che fare con lo storico marchio videoludico - che crescono di oltre il 50% dopo l'annuncio del lancio di una nuova criptomoneta chiamata Atari Token.

Sulla promessa di vincere 1 Bitcoin è stata persino creata un'avventura grafica per PC chiamata MonteCrypto, anche se gli sviluppatori promettono enigmi particolarmente difficili e una modalità multiplayer in grado sia di aiutare che di ostacolare i giocatori.Le criptomonete hanno appeal sul business ma persino Vitalik Buterin, creatore di Ethereum, avverte sulla "iper-volatilità" della tecnologia e sul fatto che il valore di moneta virtuale può benissimo ridursi a zero nello spazio di un secondo. Parole d'altronde sottoscritte dai banchieri centrali europei, che con una sola voce hanno di recente squalificato Bitcoin e le altre criptomonete come pericolose, inutili o persino truffaldine.

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Roma - Stando alle indiscrezioni provenienti direttamente da Dona Sarkar, gran capo del programma Windows Insider, presto gli utenti di Windows 10 avranno la possibilità di riprendere il download degli aggiornamenti per il sistema operativo dal punto in cui hanno dovuto interrompere l'operazione.

Il nuovo sistema operativo-come-servizio ha infatti imposto il download obbligatorio degli aggiornamenti, ma non tutti hanno la possibilità di usare una connessione a Internet veloce con cui ridurre al minimo i tempi necessari al recupero dei file.

Inoltre, sui sistemi portatili, non pochi utenti si trovano costretti a interrompere il download con la chiusura improvvisa del sistema. In casi del genere, il risultato è invariabilmente quello di ricevere un messaggio di errore alla prossima accensione e l'obbligo di ricominciare il download dal punto zero.La nuova versione di Windows Updateha svelato Sarkar, permetterà invece il ripristino del download dal punto in cui era stato precedentemente interrotto. In tal modo l'obbligo dell'update ossessivo-compulsivo di Windows 10 dovrebbe risultare meno oneroso, a meno ovviamente di disabilitare del tutto gli aggiornamenti tramite un apposito tool di terze parti.

Quali sono i tempi previsti per il debutto della nuova funzionalità? Le indiscrezioni non dicono nulla a riguardo, quindi gli aggiornamenti "progressivi" dovrebbero essere esclusi dalle caratteristiche previste per il prossimo Spring Creators Update.

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